JOHN UPDIKE.
...
.
...
LE VEDOVE DI EASTWICK.
...
.
...
Titolo originale: The Widows of Eastwick.
Traduzione di: Silvia Piraccini.
2009. Ugo Guanda Editore, PARMA.
...
.
...
Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
...
.
...
Presentazione.
...
.
...
Il tempo passa inesorabile anche per Alexandra, Jane e Sukie, le amichette del diavolo. Trent'anni dopo gli avvenimenti narrati nelle Streghe di Eastwick, le tre protagoniste si sono separate per rifarsi una vita con i loro nuovi mariti, in luoghi lontani dalla cittadina che le ha viste compiere tanti misfatti. Improvvisamente per Alexandra perde il consorte e decide di riallacciare i contatti con Jane, che a sua volta le annuncia la propria repentina vedovanza. Per far fronte al dolore, le due amiche si concedono un viaggio in Egitto, e al ritorno trovano una lettera di Sukie che comunica loro la scomparsa del terzo, sfortunato marito. La congrega pu ricostituirsi, tutti i tasselli combaciano di nuovo. Perch non tornare insieme, almeno per un'estate, sul luogo del delitto? Alexandra inizialmente  contraria, a causa degli orribili eventi capitati in passato, quando le tre streghe avevano sconvolto la placida esistenza degli abitanti di Eastwick sotto la guida del diabolico Darryl Van Horne. Ma questa pu essere l'ultima occasione per sistemare le numerose questioni rimaste in sospeso, e magari riallacciare vecchi rapporti, sopire angosce e rancori. Cos le tre donne si mettono in viaggio, senza sapere che nell'ombra le attende ancora il maligno, celato sotto insospettabili sembianze. Misterioso, sulfureo e coinvolgente, Le vedove di Eastwick  il congedo di un grande scrittore americano.
...
.
...
L'AUTORE.
...
.
...
John Updike (1932-2009)  stato romanziere, poeta e critico, ha ottenuto numerosi premi come il Pulitzer e l'American Book Award, e ha conosciuto un vasto successo di pubblico in tutto il mondo.
Tra i suoi libri: Corri, Coniglio, Nella fattoria, Coppie, Nello splendore dei gigli, Sogni di golf, Verso la fine del tempo, Una storia in Danimarca, Terrorista, Villaggi e Le streghe di Eastwick, tutti pubblicati in Italia da Guanda.
...
.
...
LE VEDOVE DI EASTWICK.
...
.
...
E allora gli spettri non osano vagare, le notti sono salubri e le stelle non maligne, non fanno sortilegi le fate, n affatturano le streghe, tanto benigno e tanto sacro  il tempo.
Amleto, atto 1, scena 1.
...
.
...
CAPITOLO 1.
...
.
...
Ricostituzione della congrega.
...
.
...
Chi di noi conosceva la loro storia sordida e scandalosa non si  stupito quando, dalle varie zone in cui le maliarde si erano stabilite dopo la fuga dalla nostra graziosa cittadina di Eastwick, nel Rhode Island,  arrivata sotto forma di pettegolezzo la notizia che i mariti forgiati con la magia nera dalle tre donne dimenticate da Dio non si erano mostrati durevoli. Tecniche malvagie danno prodotti fragili. Satana contraff la Creazione, s, ma con materiale scadente.
Alexandra, d'et la pi anziana, di corpo la pi ampia e d'indole la pi prossima alla normale, generosa umanit, era stata la prima a rimaner vedova. Il suo impulso, come accade a molte mogli improvvisamente consegnate alla libert della solitudine, fu di viaggiare - come se il mondo intero, con impalpabili carte d'imbarco, lunghe attese di aerei in ritardo, il remoto ma innegabile rischio di volare in tempi di rialzo dei prezzi del carburante, di bancarotta delle compagnie aeree, di terroristi suicidi e di usura crescente del metallo, potesse esser costretto a fruttarle la noia di un compagno. Jim Farlander,
il marito che aveva evocato da una zucca svuotata, un cappello da cowboy e un pizzico di terra dell'Ovest grattata via dal paraurti posteriore di un pick-up targato Colorado che aveva visto parcheggiato, misteriosamente incongruo, in Oak Street nei primi anni Settanta, col definirsi e il consolidarsi del matrimonio si era mostrato difficile da smuovere dal suo laboratorio e negozio di ceramica, poco frequentato, in una via secondaria di Taos nel New Mexico.
Il concetto di viaggio che aveva Jim era un'ora d'auto in
direzione sud fino a Santa F; il concetto di vacanza era una giornata in una riserva indiana - navajo, zuni, apache, acoma,
pueblo di Isleta - a indagare sull'offerta di vasellame dei nativi d'America nei negozi di souvenir della riserva e a sperare di portarsi via per quattro soldi da un polveroso spaccio indiano un autentico vaso pueblo antico, geometrico e bianco e nero, o una giara hohokam giallorossiccia con i suoi disegni a spirali e labirinti, che poi poteva rivendere per una piccola fortuna a un qualche museo di recente istituzione in una delle fiorenti citt di villeggiatura del Sudovest.
A Jim piaceva il posto in cui era, e il fatto che gli piacesse piaceva a sua volta ad Alexandra, dal momento che lei, in qualit di moglie, era parte di quel posto. Le piacevano la corporatura snella di Jim (il ventre piatto fino al giorno della morte, senza aver mai allenato gli addominali in vita sua) e l'odore di sella del suo sudore e l'aroma dell'argilla che, come un'aura seppia, gli si appiccicava alle mani forti e sapienti. Sul piano naturale si erano conosciuti quando lei, divorziata da qualche tempo, aveva frequentato un corso alla Rhode Island School of Design, dove a lui era stato affidato un incarico di supplente. I quattro figliastri - Marcy, Ben, Linda, Eric - che gli aveva rifilato non avrebbero potuto sperare in un sostituto del padre pi calmo e pi confortevolmente taciturno. Per i figli di Alexandra - comunque gi per met fuori dal nido, visto che Marcy aveva ben diciott'anni - fu pi facile creare un rapporto con lui che con il padre, Oswald Spofford, piccolo fabbricante di impianti per cucine originario di Norwich, Connecticut. Il povero Ozzie si era appassionato tanto al baseball della Little League e al bowling aziendale che nessuno, nemmeno i suoi figli, era riuscito a prenderlo sul serio.
Tutti avevano preso sul serio Jim Farlander, soprattutto donne e bambini, e ne avevano contraccambiato il composto silenzio. I suoi pacati occhi grigi avevano il bagliore di una rivoltella, da dentro l'ombra del cappello a falda larga, con la sommit scurita nel punto in cui le dita lo pizzicavano.
Quando lavorava al tornio, si legava attorno alla testa una bandana di un azzurro sbiadito perch i lunghi capelli -
grigi ma ancora striati dell'originale castano dorato schiarito dal sole e raccolti dietro la nuca in un codino di venti centimetri - non finissero nell'argilla, che girava umida sulla ruota azionata a pedale. Una caduta da cavallo subita da ragazzino gli aveva procurato una zoppia e il tornio, che lui si rifiutava di elettrificare, zoppicava con lui, mentre al ruotare del piatto le mani virili modellavano i grumi all'ins facendone graziosi vasi dalla vita stretta e i fianchi rigonfi.
Fu a letto che lei intu per la prima volta l'avvicinarsi della sua morte. Le erezioni cominciavano a indebolirsi proprio quando lei sarebbe potuta venire se lui avesse resistito;
c'era invece nel suo corpo sopra di lei un palpabile allentamento della trama muscolare. Nel modo di vestire di Jim c'era sempre stata una stuzzicante raffinatezza - stivali a punta color vaniglia, jeans aderenti con le tasche orlate di borchie e fruscianti camicie quadrettate con doppio bottone ai polsini. Un tempo dandy a suo modo, cominci a indossare la stessa camicia per due e persino tre giorni di fila.
La mascella mostrava un'ombra di barba bianca, frutto di una rasatura poco attenta o di un abbassamento della vista.
Quando dall'ospedale cominciarono ad arrivare gli esiti infausti delle analisi del sangue e le ombre sulle lastre radiografiche furono visibili anche agli occhi inesperti di Alexandra, Jim accolse la notizia con stoica apatia: lei doveva litigare perch si togliesse quei vestiti da lavoro incrostati e indossasse qualcosa di decoroso. I due si erano uniti alle legioni delle coppie anziane che riempivano le sale d'attesa d'ospedale, mute di apprensione come genitori e figli prima di un saggio. Lei sentiva le altre coppie palparli distrattamente con gli occhi, cercando di capire chi dei due fosse il malato, il condannato; voleva che non fosse evidente. Voleva presentare Jim nello stesso modo in cui una madre presenta un figlio il primo giorno di scuola: come motivo di vanto. In quei trent'anni
abbondanti dopo che lei aveva lasciato Eastwick, avevano vissuto gi a Taos; l gli spiriti liberi dei Lawrence e di Mabel Dodge Luhan gettavano ancora i loro crismi protettivi sulla trib superstite degli pseudoartisti, una folla di mestieranti dediti all'alcol e alle superstizioni New Age che, con crescente mestizia, cercavano di affibbiare i loro manufatti, esposti in vetrina, a turisti di poche pretese e inclini al risparmio piuttosto che a ricchi collezionisti locali d'arte sudoccidentale. Per qualche tempo Alexandra aveva ripreso la sua produzione di puppine di ceramica - figurine femminili senza volto e senza piedi, piacevoli da tenere in mano e sulle quali erano dipinti grossolanamente dei vestiti che aderivano alla pelle come tatuaggi - ma Jim, che nella sua arte era geloso e dittatoriale come lo sono gli artisti veri, era stato tutt'altro che gentile quando si era trattato di prestarle il forno. In ogni modo, le donne in miniatura, con il solco vulvare audacemente inciso nell'argilla con uno stuzzicadenti o il bordo di una limetta, appartenevano a uno spiacevole periodo anteriore della vita di Alexandra, in cui aveva praticato, con altre due divorziate del Rhode Island, una variet provinciale e imparaticcia di stregoneria.
La malattia di Jim strapp tutti e due alla protettiva e pseudoartistica Taos per consegnarli alla societ pi vasta, le valli dei dolenti, un gregge immenso che avanzava come bisonti in fuga verso il precipizio assassino. La socializzazione impostale - i colloqui con i medici, in gran parte inquietantemente giovani; gli incontri con le infermiere, per invocare misericordiose attenzioni che il ricoverato era troppo virile e troppo depresso per chiedere; la commiserazione espressa agli altri come lei, futuri vedovi e vedove che per strada avrebbe evitato ma che adesso, in quei corridoi asettici, abbracciava condividendone le lacrime - la preparava ai viaggi in compagnia di estranei.
Non riusciva a crederci: l'assolutezza con cui Jim se n'era andato; la sua assenza mattutina vivida come il canto del gallo al risveglio; il suo mancato rientro serale, un rifiuto,
secondo lei, destinato a essere annullato da un momento all'altro dallo strascicato zoppicare degli stivali nell'ingresso o dallo stridere, due stanze pi in l, del tornio. Tre mesi dopo la sua morte, prenot un giro di dieci giorni sulle Montagne Rocciose canadesi. L'Alexandra del passato, quella sposata e coccolata, una snob bohmien orgogliosa del suo trasandato abbigliamento maschile e del suo isolamento da profondo deserto, avrebbe riso del finto cameratismo del gruppo di un viaggio organizzato. Prevedeva il dovere quotidiano di alzarsi dal letto e rimpinzarsi al buffet dell'hotel prima dell'escursione alla meraviglia del giorno e la resistenza all'irresistibile sonnellino sul pullman dondolante in appicicaticcia prossimit con un corpo estraneo, di solito quello di un'altra vedova coraggiosa, una donna con qualche chilo di troppo e implacabilmente loquace. Poi ci sarebbero state le ore insonni, tra rumorini molesti e misteriose lucine rosse, in un letto matrimoniale enorme concepito per una coppia. Negli alberghi i guanciali erano sempre troppo imbottiti, troppo pieni, e le sollevavano troppo la testa, cos, confusamente stupita di aver dormito anche solo un po', si svegliava con il torcicollo. Il guanciale accanto al suo sarebbe stato intatto. Avrebbe cominciato a credere che lei una coppia non l'avrebbe formata mai pi.
Ma, essendo nata in Colorado, trovava divertente l'idea di seguire le Montagne Rocciose verso nord fin dentro un altro paese, dove un paesaggio mozzafiato non compiaceva la rapace vanit degli Stati Uniti. E poi il Canada, scopr, aveva i suoi vantaggi: aeroporti non corrotti dall'installazione di televisori dai quali sarebbe uscito un chiacchiericcio inesorabile, voci in cui il familiare accento nordamericano sarebbe stato rinforzato da residui di vocali scozzesi, una grigia solennit imperiale dell'architettura pubblica. A creare questa identit nazionale era stato lo spirito pratico dell'imprenditoria commerciale, collegando le province come grandi perle di vetro su una linea ferroviaria, invece della predicazione evangelica di un Destino manifesto - manifesto soltanto ai suoi perpetratori anglosassoni - che aveva spinto gli agglutinati Stati Uniti verso ovest e poi verso l'esterno, al di l di tutti gli oceani, dove i loro giovanissimi soldati perdevano gambe e braccia e la vita. Gli annunci quotidiani delle vittime in Iraq valevano la fuga.
D'altra parte, a quanto pareva, nei ristoranti degli hotel canadesi si pensava che Frank Sinatra e Nat King Cole fossero l'ultimo grido in fatto di musica da sottofondo, e le gigantesche navi da crociera ormeggiate a Vancouver erano dirette verso le terre fredde e desolate dell'Alaska. Il Canada, con la sua tundra, i suoi banchi di ghiaccio, i suoi chilometri di foresta che spingevano in gi la popolazione, sempre pi addosso al quarantanovesimo parallelo, per difendersi aveva abbracciato l'ecologismo, cercando di farne il suo animaletto domestico, sfruttando la nostalgia e la legittimit insite nella sua causa per spillar dollari ai turisti. Ripristinare la Natura: chi poteva dirsi contrario? Ma per Alexandra, i totem e gli alci avevano un tedio di fondo. Lass si sentiva intrappolata in una soffitta piena di animali impagliati.
La Natura era stata sua alleata nella stregoneria e tuttavia lei ne diffidava, vi vedeva un'assassina senza scrupoli, scialacquatrice e cieca.
Dopo un giorno a Vancouver e un altro a Victoria, citt decisamente bizzarra, il gruppo - quaranta viaggiatori, dei quali nemmeno uno giovane e otto australiani - sal a bordo di un treno letto e fu trascinato verso nord nel buio. Si risvegliarono fra montagne abbaglianti del giallo dei pioppi tremuli che mutavan colore. L'agenzia aveva prenotato per il gruppo una carrozza panoramica e Alexandra, entrandovi incerta dopo una pesante colazione servita nel vagone ristorante da camerieri malfermi, fu accolta dai sorrisi altrettanto incerti delle coppie gi sedute. Occup una delle poche poltrone ancora libere e percep il posto vuoto accanto a s come una cisti enorme che le scombinava la simmetria del viso.
D'altra parte non sarebbe mai riuscita a convincere Jim a partecipare a un'avventura come quella. Lui odiava i paesi
stranieri, perfino le Isole Vergini, dove, ai primi tempi del matrimonio, qualche volta era riuscita a farsi portare, per evadere dal lungo inverno di Taos e dagli incolonnamenti sulla Route 522 nella stagione sciistica. Erano arrivati a St Thomas nel tardo pomeriggio e, a bordo del Maggiolino noleggiato, si erano ritrovati nel traffico dell'ora di punta, con Jim che cercava di guidare per la prima volta in vita sua dalla parte sbagliata della carreggiata. Come se non bastasse, erano circondati da automobilisti neri che traevano un piacere razzista dallo stargli incollati addosso e dal rimproverargli con prolungati e indignati strombazzamenti qualsiasi cenno di incertezza motoristica. Bench alla fine, in fondo a una strada mal delimitata, avessero trovato la localit, il primo giorno lui si era scottato, dopo aver disdegnato le ripetute profferte di crema solare, dopodich un'insalata di mare li aveva fatti star male tutti e due. Da allora in poi, ogni volta che Jim si era sentito battuto in uno scambio di accuse, le aveva ricordato con dovizia di particolari quella settimana che - circa venticinque anni prima del giorno della sua morte - lo aveva quasi ucciso.
Ora, in Canada, non si vedevano strade n auto, soltanto rotaie e gallerie mentre il treno saliva trivellando montagne chiazzate di tremolanti foglie dorate. Il monte Robson!
esclam tutta emozionata una donna alle spalle di Alexandra, rivolta al marito.
Un'australiana sull'altro lato del corridoio, in un tentativo di cordialit, disse ad Alexandra: L c' il monte Robson,
come se lei fosse sorda oltre che sola.
Da dietro questa voce, un'altra - non australiana, meno briosa, con un lieve accento degli Stati Uniti del Sud - le spieg, mentre tutti attorno a lei si facevano di colpo solleciti, come per occuparsi di una componente subnormale del gruppo:
La cima pi alta delle Montagne Rocciose canadesi.
Ah, s? Gi? chiese Alexandra, che, accortasi di aver fatto la figura della stupida, tent di rimediare con S, insomma, non avrebbero dovuto risparmiarcelo per dopo?
Nessuno rise, forse perch non avevano sentito, o capito, la battuta. Il treno stava facendo una lunga curva e la cima scintillante della montagna scomparve dietro i pioppi tremuli;
la vetta era stranamente regolare, come una piramide nella scatola dei cubi per le costruzioni, ma bianca. Quant' alto?
chiese con voce squillante, decisa a combattere la sua sensazione di non esistere.
Di nuovo, aveva premuto il tasto del silenzio. Quasi quattromila metri si offr volontaria una voce australiana.
Le risultava difficile tradurre il sistema metrico decimale e, prendendo a prestito un po' della xenofobia del defunto marito, non volle provarci. La voce lievemente del Sud cap e le spieg: Quasi tredicimila piedi, signora.
Oddio! disse Alexandra, cominciando a godersi la sua vacuit. Si volt a guardare il suo informatore. Era smilzo, come Jim, e aveva il viso asciutto, con delle rughe profonde e un paio di baffi lunghi quanto bastava per piegarsi all'ingi.
Anche l'abbigliamento - blue jeans stinti e aderenti e camicia quadrettata a manica lunga - le ricordava Jim.
Grazie! disse, con pi calore dello strettamente voluto.
Forse quell'uomo, con la sua aria di dignitoso dolore, era un vedovo. Oppure aspettava che la moglie, pigra, lo raggiungesse l nella carrozza panoramica.
Il monte Robson non  in programma stava dicendo all'orecchio di Alexandra la moglie alle sue spalle, con voce penetrante e un tantino seccata. Non  nel parco nazionale Jasper, ma in un altro.
Non ho proprio fatto i compiti si scus Alexandra, rivolta all'indietro, provando una fitta di odio - il vecchio odio insofferente, stregonesco, sterminatore che credeva di aver superato da tempo. Perch quella donna, una volgare bisbetica a giudicare dalla voce, doveva avere un marito vivo mentre lei, Alexandra, non ce l'aveva e se ne stava l, esposta da ogni lato a quegli interventi benintenzionati di sconosciuti?
Anch'io faccio cos la rassicur una voce d'uomo australiana.
Imparo con l'esperienza.  mia moglie quella che prima legge i libri.
E che pensa ai biglietti e ai passaporti, caro il mio stronzetto pelandrone intervenne la moglie, nel tono spiritoso della lagnanza pi volte ripetuta.
Il treno, dalla corsa pi dolce rispetto ai treni americani, sulle rotaie della Canadian National Railway saldate e finanziate dal governo, continuava a puntare verso il cielo. Di nuovo apparve il monte Robson sopra gli alberi, stavolta con il biancore sporcato di striature nere - di chiazze rigate di neve, sfaccettate come se nella cima fosse stata scolpita una punta a somiglianza di un'arma di pietra. Il duro cobalto di un cielo da cartolina premette su quei profili concavi finch la cima scomparve di nuovo dietro le onde di foglie gialle. Qui si dice annunci ad alta voce la moglie australiana, con in mano una guida turistica che il monte fu scalato per la prima volta nel 1913, da un australiano di nome Kain. K-A-i-N. Dice che i pionieri canadesi non furono contenti che i primi ad arrivare in cima alle loro montagne fossero stati degli stranieri. Avevan storto quel naso rosso che si ritrovavano.
Alexandra sospir e chiuse le palpebre, esonerandosi dall'ascoltare.
Voleva sollevarli tutti dall'obbligo di occuparsi ulteriormente di lei. Su una donnona come Alexandra, alta e alquanto larga, la folta capigliatura castana, imbiancata solo a met, che quand'era stata giovane le aveva dato un certo tono, adesso che era vecchia e senza un compagno dava troppo nell'occhio, la imbarazzava. Kain, Caino, pens.
Il primo uomo che comp un'azione veramente malvagia, addirittura peggiore di quella di mangiare il frutto della conoscenza.
Lui ammazz il fratello, Abele. Trent'anni prima Alexandra aveva ammazzato una sorella strega: lei, Sukie Rougemont e Jane Smart avevano ucciso la piccola Jenny Gabriel, bench il certificato di morte desse la colpa alle metastasi di un tumore alle ovaie. Quella maledizione era sempre l, dentro Alexandra, anche quando lei non chiudeva gli occhi, un aspro rodimento. Insignificante come un verme nella terra durante le ore di luce, nei sogni notturni la maledizione si ingrossava e minacciava di mangiarsela viva.
I sogni la riportavano continuamente a quel periodo frenetico in cui Darryl Van Horne aveva preso in moglie non una di loro tre ma una donna pi giovane, bionda e dalla pelle avorio, con innocenti occhi azzurro ghiaccio - troppo innocenti, perdio, avevano pensato le streghe pi anziane. Se Jenny fosse stata meno innocente, se fosse stata corrotta quanto loro, avrebbero accettato che lei, come in una partita fra pari, avesse la meglio sposando un uomo al quale le donne in fondo non interessavano, come poi si era capito, e che, come erano state indotte a pensare, non era nemmeno ricco. Quell'uomo lo avevano creato loro con l'immaginazione, lo avevano evocato le loro stesse necessit.
Nei sogni, Alexandra aveva spesso cercato in un roveto
- il terreno paludoso e cosparso di ciuffi d'erba, cedevole e traditore sotto i suoi piedi - qualcosa di letale, un uovo di stagnola mortifero, con cui annullare la morte di Jenny.
Non lo aveva mai trovato, anche se sognava a volte di scoprire una pallina da golf mezzo macchiata di marrone dalle sostanze chimiche della Natura e altre volte uno scheletro piccolissimo, quello di un infante umano, morto di fame e di freddo. Allora si svegliava di soprassalto, con la mente che andava ai suoi figli, ricordando con che disinvoltura li aveva trattati, trascurandoli, anche se tutti e quattro erano ancora vivi e abitavano lontano, in quattro stati diversi, con figli loro e i disturbi della mezza et. Lei non poteva aiutarli n nuocergli; erano lontani da qualsiasi imperfetta cura lei potesse offrirgli. I suoi peccati l'avevano tenuta sveglia. Jim era l, caldo e longilineo accanto a lei, con il fiato irruvidito dal tabacco che raspava nel buio, l'odore stantio di maschio che tinteggiava lo spazio quadrato della camera, dove il chiaro di luna sbiancava le tende oscuranti alla finestra. La sua accogliente realt le ancorava i sensi dopo il fluido, assurdo terrore del sogno, un'Alexandra pi giovane assalita
dal senso di colpa come dall'acqua che si riversa nella cabina stagna di una nave, le circostanze d'allora rimescolate ma inequivocabili, il suo desiderio frenetico di disfare negato, la sua anima per sempre sospesa, come un feto con gli occhi sgranati sospeso nella formaldeide, nel senso di colpa.
Mentre le pupille si dilatavano per accogliere le chiazze di luce della camera, si rendeva conto che quelle circostanze erano ormai superate da tempo. Jenny Gabriel era morta
- uno scheletrino, come nel sogno - e l'uomo che russava dolcemente accanto a lei era il suo uomo, suo marito, che pur distrattamente la amava, dell'amore avanzato dalle sue preziose anfore e giare, con la loro bocca di labbra morbide e la loro vita cedevole. Nessun uomo pu amare come una donna: gli manca l'organo interno per farlo. Sottrattasi a Eastwick, Alexandra aveva deciso di diventare una brava moglie, pi brava di quanto non fosse mai stata per il povero Ozzie. Nei primi anni di matrimonio, quando Jim, non ancora addomesticato, tornava da Eagle Nest o Tres Piedras irradiando odor di liquore e, alle domande della moglie, mostrava una spavalderia che tradiva un incontro con un'altra donna, lei reprimeva i suoi sentimenti perch sapeva per esperienza che veleno poteva essere la gelosia possessiva. E col tempo le serate che Jim trascorreva lontano da lei erano diminuite; lui sapeva che lei si era sforzata, con fatica, di perdonare e a denti stretti aveva ricambiato concedendole maggior rispetto e assumendo un comportamento pi docile.
I sogni di Eastwick si ripresentarono ancora, ma adesso, quando il sogno fin, il lungo corpo coriaceo di Jim non c'era e la realt era una camera d'albergo dove una donna anziana aveva steso la sua antiquata biancheria intima taglia XL al filo del bagno. Dagli angoli, lucine rosse ammiccavano verso di lei come occhietti di drago: per significare cosa, non lo sapeva. Un sistema antincendio, tir a indovinare. O
una batteria scarica. O un'emergenza non meglio identificata.
Nella camicia da notte si sentiva informe, una pallida nube allo specchio. Cos abbigliato, il corpo emanava quell'odore dolciastro, stantio, come di cavolfiore cotto, o come del rovescio della tovaglia d'incerata che ricordava dai tempi in cui, col suo naso sensibile di bambina, se ne stava accanto alla nonna. Avevan storto quel naso rosso che si ritrovavano, aveva detto quella stronza australiana.
Mentre il gruppo si spostava in pullman verso sud, da Jasper a Calgary, passando per una serie di vecchi, enormi alberghi di villeggiatura tirati su in fretta e furia dall'ambizione canadese e da solerti artigiani scozzesi, Alexandra teneva incollati gli occhi sull'uomo smilzo e baffuto dall'accento del Sud. Unici scompagnati del gruppo, i due si ritrovavano inevitabilmente fianco a fianco andando a contemplare vedute panoramiche e forre fragorose, e a volte allo stesso tavolo di ristorante, bench sempre in compagnia d'altri. Era facile aggregarsi a una coppia di asiatici bassetti, lui taiwanese e lei malese, entrambi conversatori appassionati ma difficili da capire - pi facile che aggregarsi agli altri americani, che coglievano in Alexandra qualcosa di occulto e sgradevole e che, con la loro compiaciuta mentalit prosaica e la loro parlata popolare, in effetti, come sospettavano, suscitavano il suo snobistico disgusto, e pi facile che aggregarsi agli otto australiani, belli, floridi e boriosamente felici di essere fuggiti, anche se per poche settimane, dagli Antipodi. Dopo aver attraversato tra mangiate e bevute le Montagne Rocciose, gli australiani avrebbero proseguito il viaggio divorando il Texas, le sue bistecche e i suoi rodei, e poi il New England, le sue aragoste e le sue foglie. Per
fece osservare Alexandra a una coppia - un australiano e la sua australiana, due aspetti sessuati di un'unica scabra identit - le foglie potrebbero esser gi cadute tutte.
Qualcuna sar rimasta disse il maschio allegramente.
Lavoreremo di fantasia.
Secondo la nostra guida disse la moglie, l'autunno dura fino a met novembre. Noi vorremmo tanto vedere quei bei prati dei paesini, con le chiese bianche dei puritani.
Molte, con gli anni, sono bruciate disse Alexandra alla coppia, con una veemenza che sorprese anche lei e al loro posto hanno costruito orribili bolle di vetrocemento da quattro soldi o edifici prefabbricati col tetto spiovente che arriva fino a terra. Oppure non le hanno nemmeno ricostruite.
Il New England non  religioso come il resto del paese.
Nel tentativo di immaginare queste delusioni, le due facce si velarono e, quando loro voltarono le spalle, Alexandra, pentita, li rassicur: Vi divertirete da morire. Mi raccomando, provate i molluschi fritti.
Anche i due asiatici la colpirono per il loro appetito. Per quanto bassetti e mingherlini, a colazione trasferivano dal buffet al piatto pile di Wurstel, pancake e prelibatezze orientali innominabili (il Canada approvvigionava i paesi asiatici, i loro quasi vicini del Pacifico), con le labbra sorridenti che luccicavano d'unto. Consumavano rullini e rullini di pellicola e non si lasciavano mai sfuggire un'escursione facoltativa in montagna n l'occasione di fare shopping programmato.
A Jasper, avventuratasi coraggiosamente in una passeggiata solitaria attorno al laghetto di fronte all'hotel, Alexandra imbocc una strada che la condusse a un campo da golf, dove tutto era pronto per una partita ma nessuno giocava. Una scena surreale; ma poi vide la coppia asiatica, piccolina nel verde cono prospettico, venirle incontro allegramente, gridando una parola misteriosa che le parve: Pelsa! Pelsa!
Quando furono vicini, la donna malese, che con l'inglese se la cavava meglio, le spieg: Anche noi abbiamo sbagliato.
Inganna molto, quel bivio. Abbiamo incontrato opelaio.
Ha detto, non molto gentilmente, che questo  campo da golf privato. Ha detto tolnare indietro a stlada sterrata per fare giro di lago.
Anche tu pelsa! riassunse il marito, con un sorrisino trionfante.
Inspiegabilmente Alexandra si sorprese ad arrossire, sentendosi stupidamente torpida mentre torreggiava sopra quella coppia frenetica che non si scoraggiava davanti a niente. Insieme, i tre ripercorsero il fairway deserto, oltrepassarono un green pallido di rugiada mattutina, profondi bunker di sabbia senza nemmeno un'orma, un tee falciato di fresco dove gli indicatori di partenza erano sassi levigati dall'acqua, tolti dalla riva del lago e dipinti di colori diversi per indicare diversi livelli di capacit. Banditi da questo paradiso artificiale, tornarono sulla strada bianca mal delimitata;
Alexandra svolt a destra e la coppia si affrett a sinistra, per arrivare all'hotel in tempo per prendere un autobus per prendere un tram per andare a vedere un qualche celebre panorama che distava chilometri. Di nuovo sola, Alexandra riflett sulla fame di vita e si chiese se il fatto che in lei fosse relativamente assente e che di tanto in tanto, nel bel mezzo dell'ordinario, la colpisse la nausea non fosse sintomo di una malattia. Aveva sempre temuto il cancro e aveva dato alle sue cellule pi di settantanni per scompigliare il loro codice e infiltrarsi nelle sue vene con la criminale passione di moltiplicarsi.
La strada si trasform in un sentiero nel bosco - con abeti, douglasie, betulle da carta, pioppi tremuli, uno spumeggiare di sottobosco senza nome e, in un corridoio di luce, una zona fittamente coltivata a pini lodgepole, diritti e slanciati, alcuni dei quali, soffocati dalla propria ombra, erano caduti nel lago sparpagliandosi sulla riva, dove piccole onde gettavano reti di luce rifratta su un bassofondo di sassi tondeggianti. Affannate ragazze pienotte che facevano jogging e una coppia di compagni di viaggio, due nodosi quebecchesi ancora pi anziani di lei, le passarono davanti arrivando dall'altra parte, in senso antiorario. Per certi tratti era completamente sola. Se incrociate un grizzly, si era raccomandata la guida del gruppo, rimanete assolutamente fermi; se invece  un orso bruno - pi piccolo e senza la gobba - combattete furiosamente. Alexandra si mise in
ascolto per udire la fauna e non sent niente, nemmeno un uccello. Ma il lago scintillava gioviale, riflettendo come in uno specchio ondulato l'oro tremulo dei pioppi. Al di l del lago, dietro gli alberi, le Montagne Rocciose si mettevano a nudo: erano di un gradevole grigio tortora, un gigantesco esempio geologico di discrezione canadese. Le montagne erano fatte di calcare, depositato da creaturine acquatiche impensabilmente numerose, corazzate in gusci delicati. La guida del gruppo, Heidi, un'esuberante ex hostess di volo, aveva spiegato che un miliardo di anni prima quella parte del globo era appena al largo della costa occidentale dell'attuale Nord America, sul margine inclinato della zolla continentale.
I sedimenti trasportati da fiumi del Mesozoico ormai scomparsi si erano accumulati e compressi, e all'incirca duecento milioni d'anni fa un'inversione del movimento della zolla incrin e ripieg le grandi falde di sedimenti solidificati, le spinse in su e le impil negli strati obliqui e nelle cime aguzze, levigate e assottigliate dal vento e dalla forza abrasiva dei ghiacciai, delle montagne apparentemente immobili attorno a lei. Tutto quanto - il movimento continentale che inverte direzione, le rocce che si piegano come pappardelle nei caldi forni della terra - era difficile a credersi quanto i pi fantasiosi dogmi religiosi, ma accettato da tutti i sani di mente del mondo moderno. Il peso delle prove si accumulava continuamente, come tutti quei gusci protettivi apportati da creaturine minuscole determinate a vivere, presuntuose e in fin dei conti insignificanti quanto lei. Il rapporto di Alexandra con la Natura l'aveva sempre sconcertata: lei alla Natura si appoggiava, dalla Natura imparava, lei era la Natura, eppure c'era qualcosa in lei, qualcos'altro, che la temeva e la odiava.
In un tratto di strada eccezionalmente solitario, un'altra presenza, grande, le venne incontro. Subito il cuore ebbe un sussulto e, nello stesso istante, la mente sper che fosse un grizzly e non un orso bruno: cos le sarebbe bastato rimanere ferma. Era troppo vecchia e debole per combattere
furiosamente. La presenza si tramut in un uomo alto, dal portamento eretto, il semimeridionale dai baffi malinconici, che indossava una camicia a quadretti azzurri e a manica lunga. Si chiamava Willard McHugh ed era dei dintorni di Nashville: questo le aveva detto di s. Ma adesso, tutto preso a tenere il passo, si limit ad annuire, con un gesto formalmente amichevole, e tir dritto.
Nemmeno lei aveva avuto la tentazione di fermarsi. Erano troppo immersi nella Natura; sarebbe stato sconveniente.
Lui era timido e lei pure. La Natura li aveva incendiati, in un modo o nell'altro. Heidi aveva spiegato che i pini lodgepole
avevano bisogno del fuoco perch le pigne, saldate dalla resina, si aprissero. Era orribile la compiacenza con cui la Natura si adeguava alla brutalit; la Natura la ama e ne ha bisogno al punto che i guardaboschi dei parchi nazionali canadesi, data la scarsit di incendi naturali delle foreste negli ultimi settantanni, avevano cominciato ad appiccarli con le loro stesse mani, per avviare la rigenerazione e incoraggiare la biodiversit. Diversit: perch tutti diamo per scontato che sia un bene, quando  l'uniformit a metterci a nostro agio?
Riflettendo su queste questioni fondamentali e sul modo arcano in cui il fato le aveva offerto in questo viaggio l'alter ego fisico di Jim, Alexandra si lasci sfuggire la scorciatoia che, passando per un parcheggio, l'avrebbe riportata all'hotel.
Facendo il giro lungo per la riva tortuosa, con i suoi tavoli da picnic e i suoi bidoni della spazzatura che la invitavano untuosamente a non inquinare - e invece ad aver rispetto per la Natura - sud tanto per l'irritazione e il panico che dovette farsi la seconda doccia del mattino per rendersi presentabile a pranzo.
La mattina dopo, verso le undici, si ritrov con i piedi al freddo sul ghiacciaio dell'Athabasca, a confrontarsi nuovamente con la Natura. Il pullman, diretto a sud verso il lago Louise,
aveva fatto una sosta programmata. I Columbia Icefields, intrappolati in un bacino di vette lungo lo spartiacque continentale, allungavano al di l dei valichi enormi braccia glaciali, di cui l'Athabasca era il pi vicino all'autostrada. Grandi veicoli dalle ruote gigantesche, guidati da giovanotti e chiamati snocoach, portavano i turisti gi per un precipizio
- il massimo grado di pendenza che un veicolo possa percorrere, come sosteneva la voce del ragazzo al microfono
- fin sul ghiaccio. Alexandra e i suoi compagni di viaggio, obbedientemente, sollevarono dai sedili la loro mole e scesero a fatica, aspettandosi meraviglie. Lei era preparata a un mondo di inumana purezza, ma il ghiacciaio era sudicio come una via di citt, con l'unica differenza che starci sopra era pi difficile. Era sporco, bucherellato e incavato. Gorgogliava sotto la crosta liscia. Anche se l'estate era finita, il ghiaccio si stava ancora sciogliendo e dunque ci si stava sopra in equilibrio precario. Lei non sapeva bene che cosa significava essere un'anziana signora - pensateci: ogni secondo che vivete,  la prima volta che siete cos vecchi - ma sapeva che non doveva rompersi un'anca. Anni prima aveva visto alla televisione un'intervista a un ballerino in affitto, che aveva detto delle sue clienti: S, quando cadono e si rompono un'anca, tornano in sala da ballo: per la compagnia, per i ricordi; ma da allora in poi le poverine non ballano pi. Non che lei avesse ballato molto con Jim - ogni tanto qualche quadriglia nel fine settimana, quando erano ancora poco pratici di matrimonio e pronti quasi a tutto. Le piacevano le figure, il percorso a zigzag e il veloce, guizzante tocco di altre mani come nell'orgia di un sabba, ma le donne del New Mexico, con la loro acconciatura vaporosa e la gonna che ruotava e si gonfiava, e gli uomini, con gli stivali bicolori, il cravattino da cowboy infilato in un fermaglio di giada o turchese e la fronte aggrottata per lo sforzo di concentrarsi sulla voce del direttore che vibrava sovrastando i violini, alla fine l'avevano disgustata.
Erano bancari e commercianti di mangimi mascherati da mandriani; trasudavano la patinata doppiezza della borghesia che gioca. E, dopo, la gamba zoppa di Jim si faceva sentire per giorni. Cos avevano rinunciato alla quadriglia. Le rinunce si confacevano ad Alexandra - andavano a genio alla strega che era in lei. Quanto scompiglio inutile e superfluo comportava il vivere. La vita stessa, tutto quel cibarsi e moltiplicarsi, era un trattato di superfluit. Un cancro.
Al ragazzo che guidava era stato dato il compito di recitare un breve imbonimento: Questi speciali veicoli da ghiaccio, che si chiamano snocoach, costano centomila dollari l'uno. Rilassatevi: si calcola che pi della met tornano indietro integri, con molti dei passeggeri ancora a bordo. Ci fu un'unanime risata nervosa. Dopodich si tuffarono gi per il precipizio, per poi proseguire in folle sul ghiaccio pianeggiante fino a fermarsi accanto a qualche altro snocoach.
Il conducente recit al microfono: Una delle domande pi frequenti che ci fanno : "Perch il ghiaccio  cos sporco?"
Be', il ghiaccio dei ghiacciai  fatto di neve, metri di neve compressi in un centimetro o due di ghiaccio. Come forse sapete gi, ogni fiocco di neve e ogni goccia d'acqua possono formarsi soltanto attorno a un granello di sporco dell'aria.
La neve si scioglie, ma la sporcizia rimane.
Alexandra lo sapeva gi? Che ciascun fiocco di neve e ciascuna goccia di pioggia hanno bisogno di un germe di sporco? Il cielo contiene sporco a sufficienza per rifornirli tutti? E se la sporcizia celeste si esaurisse? Ed era questo tema canadese della compressione a premerle sul petto di notte? Se tutto - neve, sedimenti, roccia - continua a comprimersi, perch il mondo non diventa pi piccolo e pesante, fino a trasformarsi in un buco nero? Erano domande come queste che rivolgeva a Jim, e lui non rideva mai, cercava sempre di darle una risposta, in base alle sue conoscenze pratiche. Gli uomini, nonostante la loro rabbia nascosta, questa dote ce l'avevano: un chiaro senso dei nessi causali, un desiderio pratico di essere ragionevoli. Le donne li amavano per questo.
Guard in giro in cerca dell'uomo smilzo e cupo di Nashville, ma il gruppo si era mescolato con molta altra gente e tutti attorno a lei le sembravano sconosciuti, stagliati contro il chiarore come quelle creature dello spazio che emergevano dalla luce in Incontri ravvicinati del terzo tipo. Il ghiacciaio saliva e lei vedeva in lontananza un rilievo, una parete scura, un'alta cascata di ghiaccio. L'impulso gregario delle apparizioni sul ghiacciaio fu di spostarsi in quella direzione, pesci che risalivano ciecamente la corrente, finch arrivarono a una fila di coni stradali rossi e a un cartello che proibiva di andare avanti. Cos confinati, i turisti brulicavano, muovendosi cautamente, macchie scure sul ghiaccio come aggregati di sporcizia in perenne movimento. Giapponesi di altre escursioni turistiche si coagulavano in gruppi per farsi scattare delle foto.
Una coppia familiare, quella dei bassetti asiatici, si avvicin sorridente ad Alexandra e si offr di scattargliene una.
Moltissima luce disse la donna, provando a inquadrarla con la macchina fotografica.
Piedi fleddi! grid il marito, puntando l'indice verso terra con un largo sorriso.
Alexandra pos prima con un componente della coppia e poi con l'altro. Tenere sotto il braccio questi corpi compatti, con il loro baricentro basso, attenu la sua sensazione di instabilit, di equilibrio precario. Alla sua sinistra, un lungo crepaccio conteneva un torrente d'acqua di disgelo che si era scavato il letto sempre pi gi, in pericolosi spazi curvi tinti di un verdognolo luminescente. Se in un momento di follia avesse mosso qualche passo e si fosse lasciata scivolare in quel crepaccio gorgogliante, nessuno dei presenti avrebbe avuto la prontezza n la forza di ripescarla. Ecco perch non si viaggia mai da soli: per proteggersi dalla propria follia.
I compagni, per quanto fortuiti, ci tengono concentrati sul noioso assillo di vivere. Tutti vacilliamo sull'improvvisato ponte di corde che la societ tiene sospeso sopra il crepaccio.
Tornati a bordo dell'autobus speciale con i suoi giganteschi pneumatici a mongolfiera, gli obbedienti turisti e la loro paura della morte furono canzonati dal ragazzo alla guida:
Bene, adesso cercheremo di far salire il nostro aggeggio su per questa pendenza impossibile. Come dicevo prima, le probabilit di riuscita sono del cinquanta per cento.
Potete aiutarmi trattenendo il fiato. Pensate a cose leggere, leggerissime. Stupidamente, tutti, compresa Alexandra, tirarono un respiro sonoro e non fiatarono pi finch il veicolo ebbe inghiottito la salita e imboccato il parcheggio di ciottoli e fango. Ce l'abbiamo fatta, ragazzi annunci l'autista con il suo accento quasi americano. Quando scendete, guardate al di l del parcheggio degli Icefields, a destra: vedrete a una certa distanza un mucchietto di pietre. 
il punto che il ghiacciaio dell'Athabasca aveva raggiunto nel
1870. Da allora si  ritirato di un chilometro e sei. Per i nostri cari amici che vengono da sotto la frontiera meridionale, dove non sono ancora riusciti a adottare il sistema metrico decimale,  praticamente un miglio. Tornate fra altri centotrent'anni, signore e signori, e potrete considerarvi fortunati se qui troverete una palla di neve.
Alexandra accarezz l'idea di un mondo senza ghiacciai: le pendici dei monti tutte rocciose e un rovinoso gocciolare, un lacrimare nelle valli, e tutte le citt costiere sommerse dal mare rialzatosi, e il grano che prosperava nella tundra del Canada settentrionale, e il Midwest americano, visto dall'alto, un deserto delicatamente inciso dalle vecchie strade di campagna.
Nella hall dell'hotel sul lago Louise erano appese fotografie incorniciate che raffiguravano la regione com'era stata intorno al 1900, dopo che la Canadian Pacific aveva sostituito ai primi chalet di legno un grande palazzo di campagna vittoriano in stile Tudor, che accoglieva centinaia di ospiti. La fotografia che ritraeva l'altra sponda del lago vista dalla terrazza frontale mostrava, spaparanzato sul monte Victoria, un ghiacciaio del quale l'attuale era un avanzo mangiucchiato. Alexandra scopr di non poter fare il giro
del lago come a Jasper: qui, dopo aver percorso un chilometro e mezzo di riva, le blocc il passo una barriera di rocce e alberi caduti e lei, a quel punto, poteva soltanto seguire un sentiero in salita che portava a un'accogliente sala da t e al piccolissimo, pittoresco lago Mirror, oppure tornare all'immenso palazzo. Torn indietro, badando a non lasciarsi sfuggire i castori di cui tanto si parlava, e che non vide.
Il sentiero era affollato di ospiti dell'hotel, fra i quali bambini e adulti in sedia a rotelle. Non la sorprese eccessivamente che, alla luce del crepuscolo, l'uomo di Nashville la raggiungesse da dietro e accorciasse il passo per adeguarlo a quello di lei. Prepariamoci, pens, senza saper bene a che cosa. Sapeva solo che, quando qualcuno ci nota, lo capiamo sempre. Le aure, quando vibrano in accordo, spingono i corpi a collidere.
La voce di lui all'orecchio aveva la cortesia zuccherosa del Sud, la musica dolente dei perdenti. Il lago non  di un azzurro strepitoso chiese Willard, nonostante la poca luce?
S rispose lei, cauta. Anche se i laghi glaciali hanno sempre questo colore, pi o meno. Sul pullman Heidi ci ha spiegato perch, ma non l'ho capito. Heidi non faceva che ciangottare al suo microfono a spillo, come se stesse ancora tranquillizzando i passeggeri in aereo.
 la farina di roccia afferm Willard che i ghiacciai, sfregando, erodono dalla montagna. Minute particelle minerali.
Strascic la parola: mi-nute.
Era infastidita dalla sua possessivit pedante: si sent costretta a litigare.  un processo che non mi risulta di facile comprensione gli disse. Insomma, perch la farina di roccia dovrebbe rendere pi azzurra l'acqua? E quel ghiacciaio che abbiamo visto ieri non mi sembrava sfregare proprio niente. Mi sembrava bello fermo.
Lui riflett in silenzio, come se fosse stato sgridato. Il movimento  lento osserv alla fine.
Lo so ammise Alexandra. Anche lei aveva adeguato l'andatura a quella di lui. Poi sorprese entrambi con un'esclamazione improvvisa: le sembr di aver avvistato un castoro.
Ma era solo una zolla d'erba marrone, che sporgeva stagliandosi scura contro l'azzurro del lago, quell'azzurro irreale, intensificato dal ghiacciaio.
Qualcosa non va? chiese lui, garbatamente allarmato.
No. Scusami. Credevo di aver visto un castoro. La guida diceva che erano qui. Li prometteva. In abbondanza, diceva.
In certi periodi dell'anno, credo. Il suo tono mielato, deferente, la irritava. Forse intuendolo, lui chiese: Di tutte le cose che hai visto, Alexandra, qual  quella che finora ti ha colpita di pi?
Era una domanda difficile. Per tutto il viaggio era stata assolutamente consapevole di tutto quello spazio che la isolava.
L'assenza di Jim formava uno scudo trasparente su quanto vedeva, come il coprivivande in un self-service.
Credo, Willard rispose, adeguandosi alla cauta lentezza di lui, le corna dell'alce maschio vicino all'autostrada che abbiamo visto ieri, subito dopo la sosta alle cascate dell'Athabasca.
Non avevo idea di quanto potessero essere grandi - ramificazioni ossee, le ha chiamate Heidi. Le ramificazioni ossee sembravano assalirgli il dorso e rovesciargli all'indietro la testa, come se potessero fracassargli l'osso del collo. Ess - ass - oss - la lingua le tirava brutti scherzi.
Forse questo alter ego era uno stregone. Lui non disse niente, cos lei aggiunse, cianciando come il silenzio degli uomini costringe le donne a fare: Pensa, portarsi addosso quel po' po' di roba per difendersi dagli altri maschi e tenersi il proprio harem. Cos' che ha detto Heidi? Fino a cento femmine?
Ma di quante scopate ha bisogno la Natura? L'argomento aveva eccitato Heidi, increspandole il viso; si erano viste le ombre sulle sue guance dai posti centrali del pullman, dove Alexandra era seduta con un'altra vedova. Heidi era poi passata a spiegare, con i suoi modi tranquillizzanti da hostess, come tutti quei combattimenti e quei servigi prestati
alle loro signore fiaccassero i vecchi alci e gli facessero affrontare l'inverno spossati e mezzo morti di fame. Morivano, lasciando cos che i giovani alci celibi che gironzolavano furtivi ai margini dell'harem vi si trasferissero dentro. Morivano per la sfrenata volont della Natura di moltiplicarsi.
Il filo dei pensieri espressi e inespressi di Alexandra aveva sospinto il suo compagno in un'intimit parallela, perch Willard McHugh, di punto in bianco, dichiar: Alexandra, il tuo recente dolore mi ha molto toccato. Cos, conosceva il suo nome e adesso anche il suo dolore. Aveva spettegolato, nel suo modo solenne, con la lunga testa inclinata di lato come per favorire l'orecchio.
Il mio dolore?
La recente scomparsa di tuo marito. Me l'ha confidato una tua amica.
Una sua amica? Alexandra si sforz di ricordare con quale delle noiose e iperpasciute cerve umane del gruppo avesse parlato. Aveva cercato di evitare la conversazione e le altre donne percepivano in lei un distacco elettrico - una carica negativa di potenziale disgregazione sociale, uno spregio stregonesco per il normale, piatto ordine. Chiunque sia stata, aveva ragione. Jim  morto tre mesi fa.
Mi dispiace molto, Alexandra.
Grazie, Willard.
Ma lui non aveva finito. Lei, con la goffaggine della vedova, ringraziandolo lo aveva interrotto. La voce zuccherosa e malinconica riprese a parlare per dirle: So quanto stai soffrendo.
Io ho perso la mia met l'anno scorso. Stavamo insieme da trentasette anni.
La mia met. Una delle nuove espressioni in codice, vantaggiosamente generica. Willard era uno di quelli. Era gi stata ingannata una volta. Prov in parte sollievo e in parte risentimento. Questa checca le aveva fatto perder tempo.
Ma in fondo, quanto valeva il suo tempo? Sempre meno: era una donna anziana, in menopausa, gettata sul cumulo dei rifiuti della Natura, una che aveva superato i settant'anni biblici. Sono molti disse Alexandra. Non aggiunse: per una coppia di froci. I quali notoriamente sfarfallavano qua e l, spezzandosi il cuore a vicenda con i loro tradimenti, incontrollabilmente attratti da froci pi giovani.
Era un uomo stupendo afferm con solennit quell'uomo che invadeva la sua solitudine. Avrebbe proseguito, per descrivere dettagliatamente la sua bellezza, se Alexandra non avesse tagliato corto: Non ne dubito. Grazie di avermi fatto compagnia, Willard. Le luci dell'hotel non ti sembrano accoglienti, adesso che si  fatto buio?
Entriamo a bere qualcosa?
Cos, ora che le sue tendenze erano di dominio pubblico, si sentiva libero di essere socialmente aggressivo. Grazie, Willard rispose lei. Sei gentile. Ma forse  meglio che vada a riposarmi un po' prima di cena. Non ho dormito bene, in questo viaggio.  pi faticoso di quanto mi aspettassi.
L'altitudine, immagino, e anche il continuo fare e disfare le valigie. E poi, tutta questa Natura! Sperando, con l'ovatta di queste parole affrettate, di aver tamponato la ferita, quale che fosse, inferta con il suo rifiuto, ne aggiunse altre: E
non c' mai un attimo di tregua! Heidi dice che domani dobbiamo svegliarci prima dell'alba per veder sorgere il sole sul monte Victoria. Evidentemente ci credono tutti dei novellini! Magari questa la salto.
Invece, tradendolo, alla reception chiese di essere svegliata alle cinque e trenta. Lo squillo acuto infranse un sogno che stava facendo, un sogno su Eastwick - una mattina brumosa, la nebbia del mare che imperlava le zanzariere, i figli fuori casa, a scuola, lei che cercava di fare i mestieri ma aspettava tutta tesa l'arrivo di Joe Marino. Nel sogno lui le aveva regalato un pollo, un pollo novello vivo ma confezionato, avvolto in una rigida pellicola a strisce rosa. Dovette ringraziarlo, ma nel suo intimo era disgustata: che cosa se ne faceva di un pollo? Forse sarebbe riuscita a tirargli il collo, ma di spennarlo non era capace. Che cosa aveva in mente il caro Joe? C'era dietro il suo ridicolo senso di colpa borghese. Gli uomini non potevano limitarsi a scoparti, senza pensare a inutili regali? L'occhio arrabbiato del pollo, sopra il collare di pellicola, la trafisse. Dalla gola gli usc un orribile raschio: lo squillo della sveglia telefonica. Era la sua occasione, il giorno che ti  stato donato. Alexandra non avrebbe mai rivisto il lago Louise. Si infil i vestiti e usc nel buio, senza aver fatto la doccia e insonnolita, per raggiungere le torme di turisti ancora sui gradini lastricati e sui sentieri fiancheggiati da siepi fra l'hotel e il lago. Sembrava una piazza di una citt europea, dove il turista, inopportunamente sveglio dalle prime ore del mattino, si stupisce di vedere tanta gente attraversarla frettolosamente in diagonale per andare a fare il suo dovere, rivelando la vita segreta del lavoro dietro lo scenario teatrale di palazzi e cattedrali, musei e costosi ristoranti che ha allietato i giorni di vacanza. La coppia di asiatici era l, come pure gli otto australiani, tutti a scattarsi foto con il lago e la montagna sullo sfondo, e a inquadrare allegramente Alexandra una foto dopo l'altra, promettendo di spedirgliele. Nel gruppo si era gi insinuata un'atmosfera di commiato, bench mancassero due giorni a Banff e uno a Calgary.
Sul crinale innevato del monte Victoria, un pezzetto alla volta si spandeva una tinta rosata, colando gi dalla superficie della vetta. Gli strati orizzontali, sotto la neve, calibravano la discesa. La tinta rosata si allarg e vir all'oro; la luce del giorno venne a regnare sulla superficie ghiacciata di quel lago di un azzurro irreale dove, come una pepita d'oro in un ceruleo Reno del Nuovo Mondo, pendeva capovolta la fiammeggiante apparizione della cima colpita dall'alba.
L'asiatico bassetto, prendendo posizione accanto a lei, chiese col suo sorrisone insopprimibile: Valeva alzale plesto, eh?
L'alba? Ah, s - stupendo. Un uomo stupendo. Tuttavia, senza seguire il suo stesso consiglio, guard la comitiva dell'alba cercando Willard, pronta a individuarne l'aura violetta e a ignorarlo con freddezza. Ma evidentemente lui
non era un uomo mattiniero. Si sent rifiutata, in fondo, anche se era una reazione irragionevole, dal momento che lei, con il concorso della Natura, aveva rifiutato lui. Pi di trentanni prima, a Eastwick, era stata risucchiata nell'orbita di un omosessuale, sedotta dal suo amore per il divertimento e l'arte - lui la faceva ridere, la riforniva d'erba, la rilassava.
Le aveva offerto, nella sua villona ridicola, uno scenario che compiaceva le sue fantasie di seduttrice. Poi l'aveva tradita, come aveva tradito Sukie e Jane. E loro avevano distillato una vendetta. Era un ricordo vergognoso ma tonificante: ridava vita all'Alexandra giovane, quella dai sani appetiti anarchici e dai poteri arcani. Arrivata a Banff dopo un breve viaggio in pullman, si sent rinvigorita.
Mentre Jasper era un insediamento montano, con ampie strade deserte e un unico isolato commerciale, Banff era una citt, con un museo d'arte, un museo delle popolazioni native, molti caff, un centro trafficato, primavere calde, un centro congressi e, gi per la discesa che partiva dal Banff Springs Hotel, curvi quartieri di case costose. Alexandra and a piedi in centro, diede un'occhiata agli acquerelli e alle vecchie fotografie della zona al Whyte Museum e pranz a un caff, dove gli australiani stavano mangiando. La invitarono a unirsi a loro, ai loro due tavoli accostati, ma lei declin e mangi il suo rotolo di tacchino fissando la parete vuota. Era arrivato il momento, diceva quel vuoto, di fare il punto della situazione, di prepararsi a quest'ultima fase della vita, alla volata verso la tomba in gramaglie vedovili.
Il programma prevedeva, alle due, una gita in teleferica sul monte Sulphur. Il pullman li port alla stazione e poi la cabina sal. In cima c'erano souvenir, spuntini, aria calda dentro e aria fredda fuori, cannocchiali panoramici che accettavano monete da un dollaro canadese, chiamate loonies dal nome dell'uccello acquatico raffigurato sulla faccia opposta a quella con il profilo di una regina attempata. Le monete da due dollari erano chiamate toonies. Chiss perch, si disse Alexandra, gli Stati Uniti non riuscivano a inventarsi anche loro una moneta da un dollaro che tutti potessero utilizzare. Per i canadesi sembrava tanto facile, tanto divertente usarle. Gli uomini americani, pens, detestavano avere le tasche pesanti: hanno paura di farsi trascinare gi.
Amano la libert.
Centinaia di metri pi a valle due fiumi si incontravano e lungo uno di essi era stato trovato posto per un campo da golf. Banff era un reticolato curvo tra una montagna e due laghi. Una rampa di scale di legno scendeva dalla veranda belvedere e una passerella, sempre di legno, portava a un'altra cima, un po' pi alta. Alcuni turisti stavano tornando su quella passerella rimbombante, compresa qualche coppia di australiani.
Com'era? chiese Alexandra.
Favoloso, tesoro. Ne  valsa la pena.
Lei esitava ancora, gironzolando per i negozi di souvenir e chiedendosi a quale dei suoi sette nipoti sarebbe piaciuto un pupazzetto a forma di alce. Ma se avesse fatto un regalo a un nipote, tutti gli altri avrebbero dovuto riceverne uno di ugual valore e adatto all'et. Le et variavano da uno a sedici anni. Era troppo difficile fare i calcoli. Con la coda dell'occhio vide avvicinarsi un uomo alto, un uomo alto con i baffi, e piuttosto che sopportare di nuovo Willard usc al gelo e scese i gradini di legno.
Le tavole arrivavano a un terreno pianeggiante e poi, sorrette da grossi paletti sopra rocce grigie, salivano adattandosi al rilievo, per diversi gradini alla volta. Altre persone andavano e venivano attorno a lei, eppure si sentiva sempre pi sola man mano che il sentiero sotto i piedi cambiava direzione per poi tornare in piano e diventare un rettilineo.
Tutt'intorno digradavano le cime degli alberi e praticamente ogni affioramento roccioso. Di solito la montagna non le piaceva, ma questa esperienza era decisa a farla. Le pareva di camminare sull'aria, perch in ogni direzione montagne grigie, giogaia dopo giogaia, grigio ardesia, grigio polvere e tortora, striate di valanghe e sporcate dai rimasugli di neve, si aprivano ai suoi piedi. Alexandra volava. Era sopra e in mezzo a innumerevoli, delicate montagne; loro erano le sue amiche, un grandioso Altro che la teneva per mano. La Natura era in lei, attorno a lei, infinita.
La passerella, con le sue tavole solide, girava, girava, prestando meno appiglio sulla cima Sanson, e la condusse a una casetta, una casetta robusta con una finestra dalla quale vide una scrivania e dei fogli ma nessun essere umano, nessun meteorologo, perch la casetta era proprio questo, una stazione meteorologica alla quale - come diceva un cartello esplicativo - Norman Sanson era salito pi di mille volte, nel corso della sua vita, per registrare osservazioni sul tempo atmosferico. Dopo aver guardato dentro e constatato che la casetta era vuota di Norman Sanson come il suo letto era vuoto di Jim Farlander, e sentendosi debole e un po' stordita in mezzo ai giovani, grintosi escursionisti, bianchi e giapponesi, che si assiepavano intorno a sbirciare con lei in quel luogo santo canadese, Alexandra torn sui suoi passi e scese, gir, scese ancora, ripercorse l'echeggiante tratto diritto, svelta, nel panico, temendo che il gruppo l'abbandonasse fra quelle magnifiche montagne grigie e impassibili.
Invece Willard McHugh era l, in fondo all'ultima rampa di scale, smilzo e composto in camicia a quadretti verdi. Col senno di poi, in effetti le sue studiate mise da boscaiolo erano da checca. Gli altri sono gi scesi quasi tutti strascic.
Per un istante le sue lugubri maniere da padrone la fecero rallegrare di non aver marito. Si rivolse a Heidi, la madre del gruppo, dagli occhi luminosi e i capelli crespi, che era poco pi in l. Fu a lei che Alexandra disse: Come mi dispiace.
Aspettavate me?
Assolutamente no rispose Heidi. Aveva il sorriso della hostess: non c'era colpo, non c'era boato funesto, non c'era brusco vuoto d'aria che lo scalfisse. Com'era il panorama lass?
Stupendo. Mozzafiato. Alexandra ansimava, il cuore
le martellava ancora dopo l'ultimo tratto di passerella percorso in preda al panico.
Il sorriso di Heidi si allarg, scavandole le fossette ancora di pi. Lo vedo. Adesso riprendi fiato, Lexa, cos poi saliremo tutti insieme sul pullman.
Dopo aver abbandonato la veneranda citt costiera in cui avevano compiuto la loro vile malefatta, le tre streghe si erano quasi perse di vista, geograficamente sparpagliate com'erano, e impegnate a intrugliare per rifarsi una vita matrimoniale. Mani sporche non dovrebbero piegare lenzuola pulite. In realt, nei primi tempi degli anni post East-
wick qualche volta si erano incontrate; Sukie, nel Connecticut, e Jane, nel Massachusetts, erano riuscite a vedersi pi di quanto non avessero visto Alexandra, che stava nel lontano New Mexico. Ma erano a corto di argomenti, con i mariti seduti inquieti nella stessa stanza, e senza la congrega al completo non c'era alcun cono di potere a conferir loro una forza superiore. A ogni silenzio d'imbarazzo, il rimorder della coscienza le turbava e ingarbugliava loro la lingua. Cos, poco a poco, i rapporti si erano ridotti a qualche telefonata e poi ai simbolici biglietti di auguri di Natale.
Nel dicembre che segu il viaggio autunnale alle Montagne Rocciose canadesi, Alexandra ricevette una cartolina d'auguri religiosamente neutra - pigne, un vivace scoiattolino con un cappello rosso orlato di bianco - dal New England, con l'anodino Buone feste stampato all'interno avvolto in uno scritto disordinato che con una certa frenesia sbordava di lato e perfino all'ins, capovolto, negli spazi vuoti disponibili. Jane Smart aveva sempre avuto una scrittura veemente, che incideva la carta, avanzava in linee oblique tanto ravvicinate che i cerchi si intrecciavano e sovrapponevano.
Lexa, tesoro, ti rattrister sapere che il mio caro Nat, dopo anni di sofferenze e un'infinit di ricoveri al Mass. General,  morto - tutte queste terapie (chemio, radiazioni, laser, infusioni di piastrine, un centinaio di medicine costose)
non servono solo a prolungare l'agonia? Meglio starsene davanti al fuoco e lasciarsi consumare dal morbo [una parola che Alexandra impieg qualche minuto a decifrare] come facevano i nostri avi. Il Mass. General lo tormentava per offrire esperienza pratica agli specializzandi e spremere soldi all'assicurazione sanitaria. E lui era cos docile, povero tesoro, a credere a tutto quel che gli dicevano quei truffatori in camice bianco, con quel loro taglio di capelli da istituto di bellezza. L'espressione che aveva in faccia quando alla fine le infermiere l'hanno trovato morto era di puro sbigottimento - gli sembrava impossibile che quelli lo lasciassero andare. Morire, dico. Io preferirei piuttosto morire sul rogo, quando arriver il momento, cos almeno me ne andrei con una bella fiammata.
Ho letto su un vecchio libro che il metodo adottato dai cosiddetti eretici, che la sapevano lunga, era di inalare il fumo: ti stendeva. Scusami se sono cos funerea, anche se questo  un biglietto di Natale. Nat 
scomparso - questa  la parola assurda che usano oggi alle pompe funebri, come se si fosse nascosto da qualche parte - il mese scorso e ho passato ore con gli avvocati per concordare con sua madre -  ancora viva, anche se ha pi di cent'anni: non  patetico? - che io possa rimanere in questa casa, un'arca enorme che dicono sia opera di H.H. Richardson, ma che invece fu costruita da un collega pi giovane, un imitatore -
della scuola di, come dicono nei musei d'arte per etichettare i loro falsi. Tutti a Brookline sono della scuola di. Gonne di tweed, scarpe a punta quadra e sangue diluito nelle vene. Mi dispiace che tu non abbia mai conosciuto Nat - il ritaglio di giornale che allego ti fornir qualche informazione fondamentale, ma non ti dir come parlava, mangiava, dormiva, scopava ecc. Ci vedremo mai, io e te? Una volta o l'altra chiamami, bellezza lontana.
Con tanto affetto,
Jane
Il necrologio allegato, tratto dal Boston Globe - Nathaniel Tinker m, 79 anni, antiquario, benefattore - pur essendo brevissimo faticava a trovar cose da dire. Lo spacciava per consulente finanziario, un modo per dire che si divertiva con i suoi soldi o quelli di qualche amico fidente. Era membro di molte istituzioni: il Somerset Club, il Country Club, lo Harvard Club di Boston, l'Associazione storica del New England, varie associazioni per la conservazione di questo e quest'altro, il consiglio di amministrazione del Conservatorio del New England, del Museo di Belle Arti, dell'ospedale Mount Auburn, dell'ospedale McLean, della Casa dei piccoli viandanti del New England e del ricovero Pine Street Inn.
Aveva fatto tutte le cose giuste, tutto quel che la situazione sociale e geografica richiedeva, dopodich, sui quarantacinque anni, aveva sposato il Gendarme Jane, come la chiamavano Lexa e Sukie quando le seccava pi del solito. L'avevano conosciuta col nome di Jane Smart, moglie divorziata di Sam Smart, il quale era stato steso ad asciugare nello scantinato del suo ranch a Eastwick e di tanto in tanto aggiunto a un filtro magico per dar piccantezza. A quanto sembrava, Jane si era affezionata a due sole cose: il suo violoncello, che suonava con una concentrazione frenetica spaventosa a vedersi, un vortice capace di risucchiarti, e il suo giovane dobermann, un orribile sbavone nero a macchie arancio, nonch rosicchiatore di traverse di sedia, chiamato Rudolph. Jane, la pi piccola e leggera delle tre streghe e l'unica ad aver imparato a fondo l'arte del volo, aveva adottato con una certa
verve la vita raffinata che le si era spalancata grazie ai natalie alle ricchezze di Nat, il fior fiore dei circoli di Brookline, Boston e Cambridge. L'accento acido, il profilo dal naso affilato e gli occhi pieni di rabbia, di un marrone acceso come tartaruga, si incorporavano in quei circoli garbati come la vena di brandy in una salsa ricca e torpida; e poi c'erano, come tocco piccante per cos dire, la sua parte nascosta, l'oscurit su cui sedeva, l'ardore e la sconcezza che avevano scosso il caro, androgino Nat Tinker dal languore del materno viluppo inducendolo a sposare una divorziata con figli dei quali i pettegolezzi locali avevano perso il conto, tanto in fretta erano stati spediti in rispettabili collegi.
Quando Sukie, dapprima una o due volte all'anno e poi sempre pi di rado, aveva fatto visita a Jane nell'arca di mattoni e travi a vista di Clyde Street, perdendo la consueta faccia tosta era rimasta a bocca aperta davanti ai soffitti altissimi, allo svettare gotico e all'aroma velato di cera della libreria a vetrina e della mobilia quasi di chiesa, alle larghissime scale buie che salivano - con la rampa accompagnata, gradino dopo gradino, da piccole stampe fosche ad altezze crescenti, appese alla parete di fronte alla balaustra - e a ballatoi e camere da letto di un'intimit tanto intensa che cercar di immaginarla le aveva tolto il fiato. Sukie, che aveva affinato il talento descrittivo grazie al lavoro di reporter presso il Word di Eastwick, si era divertita a piantare queste immagini nella mente di Alexandra anni prima, per telefono, prima di perdere i contatti anche con lei. Quando Alexandra, accettando l'invito di Jane, compose il numero annotato sotto la S di Smart della sua rubrica - un librino rosso che aveva decine d'anni e cadeva ormai a pezzi sotto il peso dei morti, dei trasferiti e dei dimenticati mai cancellati - lo squillo lontano fu come un bagliore di braci in una grotta abbandonata.
Non fu Jane a rispondere al telefono. Casa Tinker disse una voce giovane e pretenziosa d'uomo.
Buongiorno! esclam Alexandra, presa alla sprovvista. Posso parlare con - Jane le sembrava troppo famigliare e la signora poteva significare la madre, oltre che la vedova - Jane Tinker?
La voce, gelida, rispose alla domanda con un'altra domanda:
Chi devo dire?
Le dica che  Alexandra. E aggiunse inutilmente:
Siamo vecchissime amiche. Non erano affari di quel piccolo presuntuoso.
Vedo se la signora Tinker  disponibile. Come se essere in casa ed essere disponibile fossero due cose diverse.
Alexandra cerc di immaginare Jane in cima a quell'ampia scalinata buia, isolata nel suo dolore, protetta dai fitti strati di denaro antico. Aveva fatto un bel po' di strada dai tempi del piccolo ranch mal tenuto che occupava mille umidi metri quadrati nella regione di Cove, con il suo squallido modernismo anni Cinquanta rivestito da uno strato in rovina di mobiletti in stile finto puritano, imitazioni di banchi da ciabattino e interruttori della luce che l'ex proprietario, ingegnere meccanico disoccupato, aveva modellato a forma di leva. Era in quella cucina, in mezzo all'andirivieni dei figli di Jane, che loro tre avevano fatto la mortale fattura a Jenny Gabriel.
Bench quei tempi sembrassero passati per sempre, la voce di Jane, quando rispose al telefono, era cambiata poco: aveva conservato la vecchia energia accusatoria, pronunciata con un raschio al whisky un tantino pi forte. Lexa! Sei davvero tu?
Chi se no, tesoro? Sul biglietto mi avevi scritto di chiamarti.
Mi  dispiaciuto apprendere la triste notizia. Nat dev'essere stato un tesoro di ragazzo; peccato che io non lo abbia conosciuto. Fin qui il discorso se l'era preparato.
Ma se ti ho scritto due mesi fa l'accus Jane.
Noi dell'Ovest siamo lenti. Non ero sicura che dicessi sul serio.
Ma certo che dicevo sul serio. Non c' stato giorno, in questi trent'anni, in cui tu non mi abbia attraversato la mente, vestita d'abiti leggeri e maestosa.
Che carina, Jane. Ma  da un po' che non mi vedi. Ho la faccia tutta screpolata, come una vecchia squaw che ha preso troppo sole, e ho messo su altra ciccia.
Sta' a sentire, gioia mia: noi siamo decrepite. Adesso quel che importa  la donna interiore.
Be', io sono una donna interiore avvolta in troppa donna esteriore. Ho dolori dappertutto.
Mi sembra molto seducente disse Jane. Le s sibilavano ancora. Vieni nell'Est. Conosco un centro termale meraviglioso e un agopuntore che riesce a far ringiovanire di anni. Pi gli aghi fanno male a entrare, meglio ci si sente, sdraiati l. Io sul lettino mi addormento, irta di spilli come un porcospino.
Tipico del Gendarme Jane, pens Alexandra, sorridendo nel ricevitore. Alla vecchia amica disse: Anch'io adesso sono vedova. A luglio saranno due anni. Jim, si chiamava.
Credo che vi siate visti qualche volta, a Eastwick.
S.  vero, verso la fine, dopo il crollo di quella farsa patetica di Darryl. Jim Vattelapesca. Lo odiavo, perch ti stava portando via. Quanto al mio "tesoro di ragazzo", be', s, lo si pu definire cos. C'era come un accordo fra noi.
Lui faceva delle cose carine per me e io facevo delle cose carine per lui. Lui mi dava i soldi e io gli davo il culo. Aveva bisogno di un mucchio di attenzioni particolari. Lo eccitavano solo certe cose. Cose assurde. La voce acida e roca orbitava attorno a qualcosa - indignazione o lacrime. Be', cazzo, tesoro disse, chiudendo cos il discorso. Ha funzionato.
Alexandra cerc di immaginare il funzionamento: gli impliciti particolari intimi oltre la cima buia di quell'ampia scalinata. Anche per noi ha funzionato la inform Alexandra. Aspett che Jane Tinker facesse eco a questo sentimento convenzionale, ma invano. Cos aggiunse, con aria di sfida: E credo che anche lui mi amasse. Per quanto un uomo possa amare. L'amore li fa sentire indifesi.
A queste parole Jane, con uno dei suoi allarmanti cambiamenti di direzione, si lanci nella suggestiva e forse sardonica adulazione. Lexa, nessuno pu fare a meno di amarti. Tu sei cos genuina. Sei una forza della Natura.
Mi sa che la Natura non mi piace pi.  troppo crudele.
Quanto al non amarmi, credo che i miei figli ci stiano riuscendo.
Pensa all'impervio McHugh, in viaggio con lei in Canada l'anno scorso, ma non lo nomina. Per fare a Jane una confidenza come questa ci vorrebbe la vicinanza fisica, e anche qualcosa da bere e da mangiare su un tavolino fra le loro ginocchia. E i tuoi come stanno? chiede invece Alexandra.
Oh, sopravvivono risponde Jane. Tutti e quattro, chi qua, chi l; continuo a dimenticarmi dove, di preciso, come mi dimentico dei compleanni dei nipoti. Non avrei mai immaginato che potessero, diciamo... sopravvivere.
Non li avrei mai creduti capaci di far fronte a un lavoro, una casa, un matrimonio con un estraneo, che potessero ottenere aumenti di stipendio e prendere l'aereo giusto; invece, sorprendentemente, fanno tutte queste cose. Non capivo proprio come facessero, finch mi sono resa conto che il mondo in cui dovevano sopravvivere e la generazione con cui dovevano competere non erano i nostri bens i loro, il loro mondo che competeva con le stesse persone con cui erano andati all'asilo. E che erano cresciute con la stessa stupida tecnologia. Ecco cosa ci fa sentire vecchi, trovo. La tecnologia. Io non riesco a usarlo, il computer, e odio fare numeri di telefono di dieci cifre. Nella vecchia, grande casa di mio nonno nel Maine, il telefono era uno dei primi della zona e il numero aveva due cifre. Due! Le ricordo ancora: uno, otto. Sull'isola c'erano solo diciassette telefoni precedenti al nostro. E odio parlare con quelle voci sdolcinate da automa che solo quando sbagli si comportano come le macchine, ripetendosi in quel modo assurdo. Anche se Nat voleva che mi portassi appresso un cellulare, come forma di protezione, diceva, non mi viene mai in mente di accenderlo e comunque non credo che la mia voce possa passare per
quel forellino in cui si parla, che arriva appena sotto l'orecchio.
Adesso si vedono questi ragazzetti pieni di s, freschi di laurea in economia e commercio, che parlano ad alta voce con quell'affare agganciato in testa, come se fossero in trance. E quegli aggeggi non sono solo telefoni: fanno anche foto e video. Non li sopporto proprio quei circuiti piccolissimi ammassati l dentro, che rendono tutto digitale: peggio del nostro cervello, che gi  fatto male. Comunque venivano a trovarmi volentieri continu, tornando bruscamente all'argomento figli, gli piaceva starsene qui a far niente e riempire il secondo piano dell'odore di hashish o della droga di turno, prima che si comprassero una casa e avessero dei figli loro - sorprendentemente, come dicevo. Nat gli piaceva. Lo consideravano un figo; usavano la parola "figo"
per uno che in realt era un pallone gonfiato e uno sfigato totale. Questo mi feriva, lo confesso. E a lui piaceva da morire che loro ci fossero, visto che era stato troppo infantile per sposarsi prima e avere figli suoi.
Anche i miei! dovette interromperla Alexandra. Aveva dimenticato quanto riusciva a essere petulante Jane, quanto riusciva a farsi possedere da quella sua linguaccia aspra, dalle sue lamentele contro il mondo. I miei figli andavano pazzi per Jim e a lui, a quanto pareva, piaceva stare con loro, prima che cominciassero a fare i matti o andassero al college. In un certo senso, il fatto che non fossero figli suoi facilitava le cose. Hai mai pensato, Jane, che i mariti da cui abbiamo avuto figli erano buoni solo a quello? Diciamo che erano specializzati in una sola funzione, come i parassiti e gli anemoni di mare. Solo la seconda volta ci siamo sposate davvero.
Una funzione del cazzo disse Jane. Ecco un altro suo difetto, una debolezza per i giochi di parole, che tirava fuori interrompendo il filo di pensiero altrui. Eppure, parlando con Jane, Alexandra si sentiva riscaldare il cuore come con altre donne non le succedeva pi da trent'anni, dopo che le tre divorziate se n'erano andate ciascuna per la sua strada.
Oh, Jane! esclam, in un impeto irrazionale di gratitudine.
Dobbiamo vederci adesso, adesso che siamo vedove.
Vieni qui tu, tesoro. La casa  enorme e mia suocera se ne sta sempre in camera sua, circondata giorno e notte da infermiere che la allattano e la imboccano di pappette di ghiandole di scimmia o roba del genere. Praticamente non la vedo dal giorno della messa per Nat. Ha pi di cent'anni,  mostruoso - come avere una suocera con due teste; la gente ride di me. Mi piacerebbe dire che mi odiava a morte e mi rendeva la vita impossibile, in questa casa, ma la verit  che si  sentita sollevata quando le ho sottratto Nat: lui era uno di quegli uomini con cos poca sostanza da aver bisogno non di una, ma di due donne forti alle spalle. Era il suo unico figlio e credo che aver figli, per la generazione di quella donna, fosse piuttosto strano e innaturale, una cosa che bisognava fare soltanto perch cos avevano fatto i genitori e, prima di loro, i genitori dei genitori; se no non ci sarebbero stati avi. Prima che rimbecillisse completamente, diceva cose incredibili che mi facevano ridere. In effetti - la voce di Jane si abbass fino a diventar quasi un fruscio e Alexandra ud a fatica - mi chiedevo spesso se anche lei era una...
La parola le fren la lingua.
Strega? domand Alexandra.
Jane non rispose e disse: Evitavo di vederla svestita, avevo paura di scoprire un capezzolo finto.
Jane! dovette esclamare Alexandra, scandalizzata ed eccitata. Credi ancora a quell'orribile sciocchezza medievale!
Io credo alle cose che esistono fu la risposta, che arriv ancora a voce bassa, ma crepitando ai margini sibilanti
e se questa  orribile, amen. Ma dico sul serio, tesoro, vieni a trovarmi.
Una casa vecchia e oscura, un'oscura vecchia amica.
Abiti troppo lontano par il colpo Alexandra. Qui dove sto io c' tanto sole. Tu hai pi soldi: perch non vieni tu? Abbiamo delle bellissime riserve indiane, la casa di
Georgia O'Keefe ad Abiquiu e lo Spartiacque continentale.
E d'estate a Santa F danno opere spettacolari.
S, adesso i soldi ce li ho, ma sono soldi del New England.
Non sopportano di essere spesi, tranne che per scopi educativi. Nat ne donava sempre a Harvard, che non ne ha bisogno, e al Roxbury Community College, che invece ne ha bisogno, credo, anche se i politici non lo lasceranno mai fallire. Gliene ho fatto donare alla Berklee e al Conservatorio, nonostante lui e la sinfonia non andassero d'accordo.
Quando l'ascoltava si irrigidiva tutto, specialmente dopo l'intervallo, cos gli prendevo la mano per sentire se il cuore batteva ancora. Era gelata, soprattutto durante Brahms e Mahler. Con Mozart e Bach si avvicinava alla temperatura ambiente; quando il ritmo accelerava vedevi perfino le dita contrarsi.
Gli vuoi molto bene, mi sembra disse Alexandra, cercando di contagiarla con la propria generosa umanit.
La reazione di Jane fu di stizza: rivelava dopo tutto la rabbia per il lutto. E anche se fosse? A cosa servirebbe, adesso?
Lui cosa vorrebbe che facessi? Non certo che te ne stessi in casa sua con una madre moribonda, scommetto.
Tesoro, mi dispiace, ma non ho voglia di venire nel New Mexico. Tutto quel che sta a ovest dello Hudson  troppo americano, roba da spegnere, se fosse televisione. Invece non si pu,  troppo grande da cancellare, con tutte quelle coltivazioni di frumento e mais, quegli allevamenti di bestiame, tutti quei grassoni devoti, con il pick-up su cui sventola la bandiera e campeggiano i fucili. A me fa paura, Lexa, come un paese straniero, anzi di pi, visto che ci si parla una lingua che capisco.
In quel discorso mordace, invitante, Alexandra intravide la possibilit di evadere dalla sua vita monotona di vedova: valutare la narrativa letteraria proposta mensilmente dal club del libro, bersi un bicchiere e uscire a cena con le
amiche di Taos, pagando ciascuna per s, lasciare messaggi piagnucolosi sulla segreteria telefonica dei figli inafferrabili, combattere contro i chili di troppo spingendosi su a nord, tra le fattorie d'alta quota verso Wheeler Peak, a fare escursioni che ti bruciavan la faccia, unico compagno il vecchio e artritico labrador nero che lei e Jim avevano preso da cucciolo e chiamato Cenere per i suoi riccioli grigi, e che aveva gli occhi attoniti dello stesso bianco vitreo di quelli di un husky. Il labrador di Eastwick lo aveva chiamato Carbone.
Lei e Cenere procedevano fra l'alta festuca marrone strattonandosi a vicenda, imiti da un guinzaglio che aveva lo scopo di proteggere il cane dai coyote, pi che la piccola fauna dal cane. Lei si portava appresso la Colt calibro 45 di Jim, caso mai un branco li aggredisse. Ma ormai i quartieri residenziali della periferia si arrampicavano su per le salite e, in una vecchia in jeans e giacca di pelle con la testa mezzo ingrigita, un cane decrepito e una calibro 45 nella fondina, quegli estranei della periferia vedevano una donna altrettanto estranea, e sospetta. Viviamo circondati da estranei sempre pi numerosi, pensava, per i quali siamo un'inutile presenza che intralcia la visuale. Adesso, soltanto qualcuno come Jane, che l'aveva conosciuta nel fiore degli anni, tempi di bellezza e di aneliti, poteva perdonarle di essere vecchia.
Si aggrapp a questo nesso sottilissimo. Potremmo fare un viaggio in un paese davvero straniero sugger a Jane.
Insieme.
Vedove sulla strada. Vedove sul mondo disse Jane, con un gioco di parole che solo una persona senza cuore poteva fare, sul nome di un famoso ristorante all'ultimo piano di un grattacielo di Manhattan abbattuto in modo infame non molti anni prima.
...
NOTA: Il ristorante  il Windows on the World del World Trade Center e il gioco di parole  su widows, vedove, e windows, finestre. FINE NOTA.
...
L'anno in cui Jim  morto sono andata in Canada insistette Alexandra, vigliacca alle sue stesse orecchie.
Il Canada gracchi Jane, sprezzante. Che paese Cupido da visitare.
Ha delle Montagne Rocciose piuttosto belle protest debolmente Alexandra. Gli altri del gruppo non erano male, soprattutto gli australiani, ma da sola mi facevo degli scrupoli. Mi facevo degli scrupoli ed ero timida. In due potremmo farci pi coraggio, e potremmo stare nella stessa stanza. Almeno pensiamoci, no?
Jane, al sicuro nella sua lussuosa casa buia, resisteva alle blandizie. Non voglio andare in un posto deprimente come il Canada.
Ma no, certo.
Tutto il continente nordamericano  deprimente.
Anche il Messico?
L si prende la diarrea. E poi adesso  un paese in subbuglio.
A Citt del Messico un americano non  al sicuro.
Anzi, non  al sicuro da nessuna parte. Diciamocelo: il mondo ci odia. Ci invidiano, ci odiano, danno la colpa a noi se sono stupidi, corrotti e infelici.
Non i portieri d'albergo, per. E nemmeno chi gestisce i pullman per turisti. Non posso credere che non ci sia neanche un posto dove hai voglia di andare. Tu e Nat siete mai stati sul Nilo a vedere le piramidi? O in Cina a vedere la Grande muraglia? Non vuoi vedere il mondo, prima che ce ne andiamo? Se ci rompiamo un'anca non possiamo pi camminare e addio viaggi.
Non ho alcuna intenzione di rompermi un'anca.
Nessuno ha intenzione di rompersela. Ma capita. Si spezzano e ciao. Come dicevi, capitano cose orribili.
Ho detto cos? Non mi pare.
Il senso era quello. Quando dicevi che gli americani non sono pi al sicuro nel mondo. Alexandra si sorprese della propria aggressivit. Bastava aver di nuovo Jane da attaccare e il sangue riprendeva a fluire. Si sent implorarla:
Non c' bisogno di decidere adesso. Abbiamo ripreso i contatti e ne sono felicissima. Pensa a un viaggio da fare insieme e chiamami. Io verr dove vuoi, se me lo potr permettere.
Non al Polo sud o nella Corea del Nord.
Nat diceva sempre che i paesi comunisti erano i pi sicuri del mondo. Che l solo lo stato aveva le armi e teneva tutto sotto controllo. Non che lui sia mai stato in un paese comunista. Il suo viaggio pi lungo  stato in Inghilterra, che comunque era abbastanza socialista.
Se avessero continuato a parlare di viaggi, in bocca a loro l'argomento avrebbe potuto irrancidire. Alexandra, col polso che le doleva per aver tenuto il telefono appoggiato all'orecchio, cambi tema. Tinker disse. Parlami del nome.
I Tinker erano sul Mayflotoer?
I Tinker accolsero il Mayflower. Erano arrivati anni prima, con una barca a remi.
Oh, Jane. Che bello sentirti scherzare. Della mia et conosco solo persone cos serie, gente che parla solo di medicine, di propriet immobiliari e dei miseri finanziamenti stanziati per la cultura.
Ma quando Jane telefon, era trascorso tanto tempo che Alexandra non riconobbe la voce minacciosa. Con un timbro maschile, pronunci una sola parola: Egitto.
Alexandra si ritrov tanto spiazzata da farfugliare:
Pre... prego?
In Egitto:  l che dobbiamo andare, stupidina spieg la voce con improvvisa impazienza, chiarendo cos che a parlare era Jane Smart. Alexandra faceva fatica a considerarla Jane Tinker.
Ma, Jane, non  pericoloso? I paesi arabi non sono tutti pericolosi per i turisti americani?
Anzitutto, Lexa, gli egiziani non sono arabi. Anche loro, pi o meno come noi, considerano gli arabi dei matti da far paura.  vero per che sono quasi tutti musulmani, anche se i ceti pi alti sono agnostici come da noi e ci sono ancora dei copti.
Ma Mohamed Atta non era egiziano? E l non ci sono stati dei massacri di turisti?
Ho chiesto all'agenzia di viaggi rispose Jane con la sua voce pi dura e ferma. Mi hanno dato un opuscolo. Ce l'ho qui. Ci sono stati degli "incidenti" - diciassette turisti greci in un hotel del Cairo nel 1996, nove tedeschi al museo pi importante nel 1997. Dopodich, sempre in quell'anno, il peggiore di tutti, a Luxor cinquantotto turisti stranieri, di cui trentacinque svizzeri, pi quattro egiziani che persero la vita davanti a un bellissimo tempio di non so quale antica regina. Pare per che di americani non ce ne fossero, e la polizia egiziana ag con grande efficienza, uccidendo molto presto tutti e sei i terroristi. Se i turisti rinunciano, Lexa, i terroristi l'avranno vinta. L'economia egiziana ne soffrir, ed  proprio questo che vuole la jihad islamica, o quello che . Vuole tenere la gente nella povert, nell'ignoranza e nella disperazione, perch cos diventer pi religiosa.
Non vuole, invece, l'azione pacifica del mercato globale e la sua influenza modernizzatrice. Una cosa soprattutto non vuole: l'istruzione femminile, che  la chiave di tutto il bene e del progresso del mondo, dalla diminuzione della natalit alla lotta all'AIDS. Non posso credere che tu sia contraria a queste cose, tesoro, tu con Osama bin Laden e il Mullah Omar.
Jane, figurati se sono contraria all'idea di andare in Egitto: credo anzi di essere stata proprio io a proportelo l'altra volta. A preoccuparmi  il fatto di andarci, proprio in questo momento di instabilit.
Per un bel pezzo non ci sar mai un momento di non instabilit
replic Jane, provandoci un certo gusto, che nasceva dalla malignit e dal fatalismo.
Ascoltando quella voce remota che arrivava da una casa lontana e sinistra, una voce aspra e sibilante del passato, Alexandra teneva posati gli occhi sulle macchie di sole sudoccidentale che chiazzavano coi loro margini netti il ripiano di cristallo del tavolino, la sua lucida pila di libri d'arte e le strisce - nere, rosse, verdi e brunastre - del robusto tappeto di lana navajo che era sotto, con la frangia che gettava minuscole ombre crespe sulle mattonelle color terra del pavimento. Il
cuore resisteva all'idea di lasciare quell'isola sicura di soddisfazioni note. Su scaffali e davanzali dell'ampia stanza soleggiata c'erano i vasi di Jim, delicati nelle tinte e nelle silhouette, e tutte le stoffe, tutti i mobili, solidi e pratici che era stata lei a scegliere, dopo riflessioni e discussioni con Jim e visite ai negozi.
Nell'Est, invece, i mobili le erano come cresciuti attorno, simili a funghi, un'accozzaglia di beni ereditati, scarti e tappabuchi; la sua casa era stata una tappa intermedia come le fasi di crescita dei figli, che avevano avuto bisogno di nuovi vestiti, giocattoli, attrezzature sportive e lezioni destinati a ogni nuova fase a essere sostituiti completamente. Qui, nell'alta, asciutta, adorata Taos, si era sistemata una volta per sempre e nulla pi doveva esser cambiato. Ma poi Jim era morto, cos aveva dovuto reinventarsi una vita. Jane disse, prendendosi un po' di tempo per escogitare un rifiuto che non rompesse irrevocabilmente questo legame con la vecchia Alexandra, quella che aveva meno paura delle nuove possibilit,
mi riempi di entusiasmo.
Sei sempre stata cos, Alexandra. Sempre. Non volevi mai prendere iniziative. Guarda per quanto tempo ti sei fatta pi come si chiamava; portava sempre quel cappello ridicolo a tesa piccola, come per dire che lui in realt non era un idraulico ma un signorotto di campagna.
Joe Marino le ricord Alexandra, e bast il nome per risvegliare in lei il bel ricordo del suo corpo, la farfalla di peli scuri sulla schiena, il sapore dolcesalato, come il torrone, del suo copioso sudore. Immagin la sua faccia carnosa di quando arrivava furtivo e di quando poi, saziato ma ancora furtivo, se ne andava - anche se cosa c'era di male, agli occhi del paese, nel fatto che quel camioncino da idraulico fosse parcheggiato davanti alla sua vecchia casa di Orchard Road, piena di tubi e impianti decrepiti? La sua faccia aveva
il naso aquilino e gli occhi dissoluti di un principe rinascimentale, ma anche un'espressione perplessa, sia che sondasse i misteri di una vecchissima valvola di arresto sia che cercasse di introdurre lei, la sua amante maliarda, nella rete di lealt famigliari che assillava la sua coscienza cattolica.
Alexandra gli diceva di non preoccuparsi, di godere di lei e basta: lei era un dono, la Natura era piena di doni, godendo di lei non avrebbe tolto nulla a Gina, sua moglie e madre di cinque figli; ma lui non riusciva a liberarsi completamente del suo bagaglio cattolico, il grande NO rivolto ai nostri appetiti pi spregiudicati. A me quella tesa  sempre sembrata carina disse, difendendo Joe.
Eh, ti pareva. Eri proprio tonta, diciamocelo, bellezza.
Non tonta come Sukie, ma per lei andare a letto con tutti era un modo per raccogliere notizie. Tu invece ti esponevi e cos ti sei sempre fatta spezzare il cuore. Darryl ti ha spezzato il cuore, non chiedendoti mai di sposarlo.
Non mi ero mai aspettata che me lo chiedesse.
Ha spezzato anche il mio, di cuore. L'ha messa a un'altra, la vera al dito. Del resto, poi si  visto che non era un uomo da vera.
Ah-ah. Ripensando a quei tempi: tu non sei contenta che sia tutto finito? Il sesso, le ore di sonno perse per il sesso, i relativi intrighi crudeli.
Perch? E finito?
Jane, siamo vecchie. Nessuno ci vuole, a parte i nostri nipoti per la prima mezz'ora quando vengono a trovarci. 
molto liberatorio, trovo.
Noi non siamo libere. Nessuno  mai libero dal desiderio.
Sam Smart mi diceva sempre: la figa  molto sensibile ma non altrettanto furba. Non sa mai quand' il momento di arrendersi.
Uff, quel Sam. Francamente - perdonami, Jane - non mi  mai stato simpatico. Era...
Uno sputasentenze complet Jane.
Sukie, per... Sono contenta che tu l'abbia nominata.
Come sta? Ogni tanto la vedrai: il Connecticut  cos vicino.
Meno di quanto si creda. In mezzo c' il Rhode Island.
Dal punto di vista sociale, le differenze fra me e lei erano imbarazzanti. Quel pagliaccio di Stamford che ha sposato -
si occupava di computer quando i computer erano grossi che non finivano pi e nessuno poteva permetterseli tranne il governo, dopodich sono diventati pi piccoli e a buon mercato e nei primi anni Ottanta lui mise insieme una fortuna con uno dei primi word processor, ma poi arriv l'iBM
con i PC a prezzi stracciati e lui ricominci ad annaspare.
Comunque un parvenu rampante come lui non faceva per Nat e le poche uscite che abbiamo fatto tutti e quattro insieme sono andate male: al Ritz di Alrington Street, al piano di sopra, quando ancora servivano al piano di sopra, ricordo un'atmosfera molto artefatta; e un'altra volta a New York, un giorno che Nat aveva una delle sue pompose riunioni del consiglio di amministrazione, a mangiarsi i soldi degli azionisti in banchetti e biglietti per il viaggio. Lennie - cos si chiamava - ci  sembrato un arricchito e un arrogante, e credo che non si preoccupi di esser fedele a Sukie. Lei, per evadere, si  messa a scrivere dei romanzacci da non credere, che definire orribili sarebbe dir poco: pornografia bella e buona, una vergogna, anche se continua a mandarmeli.
Cos, molto, molto discretamente, ci siamo allontanate.
Suo marito  ancora vivo?
Perch non dovrebbe? Francamente, non aveva abbastanza classe per morire.
L'osservazione la fer: sottintendeva che la morte di Jim, come quella di Nat, era stata un modo gentile di farsi da parte. Jane non voleva che Alexandra amasse qualcuno. Per lealt nei confronti di Jim, dunque, e nei confronti di Joe, trov il coraggio di dire, brusca: Jane, tesoro, non mi ci vedo proprio in Egitto con te. Mi fa troppa paura, e poi, a dir la verit, costa troppo.
Ma no che non costa troppo. Le crociere sul Nilo praticamente le regalano, pur di attirare gli occidentali. T'immagini, Lexa, navigare in mezzo al Sahara quando a Boston la temperatura  sotto zero e Taos  tutta un vociare di gente che scia e va sullo snowboard? Sono stati gli snowboarder, una volta, a farci abbandonare il nostro hotel sul monte Loon. Nat stava zigzagando lento sulla pista quando due ragazzi l'hanno schiacciato fra gli snowboard come il salame in un panino. Se l' cavata, ma da allora abbiamo chiuso con lo sci sul monte Loon. Gli addetti alla sicurezza l'hanno portato a valle su una slitta, tutto fasciato come un bambino o una mummia - credo che sia stato questo affronto alla dignit a non andargli mai gi. Oh, ti prego, Lexa, fa' la tonta anche con me. Non puoi abbandonarmi; in quell'agenzia di viaggi ci ho abitato, praticamente. Mi hanno detto che se prenotiamo adesso possiamo essere l in tempo per il Ramadan.
L'Egitto  romanticissimo durante il Ramadan. Sar per il covo di terroristi scoperto in Canada - o era il New Jersey? - fatto sta che sono state annullate delle prenotazioni, a quanto pare.
Non ne dubito disse Alexandra. Jane, che cosa troveremmo l per noi due? Perch non andiamo dieci giorni in Italia a vedere un po' d'arte e di paesi in collina?
Il mistero rispose Jane, con voce baritonale da documentario di viaggio. La s-ffinge e il significato delle piramidi.
Non ti affascinano l'edificio pi antico mai innalzato, l nella culla della civilt, e il come e il perch?
Credevo che queste cose non fossero pi tanto un mistero.
Trascinarono pietra dopo pietra dalle cave, ecco il come, e il perch  che cos accompagnavano il faraone nell'aldil.
Che burlona che sei, Lexa. Lo scopo era di proteggere il corpo del morto dai danni e dalle profanazioni e di immagazzinare tutti gli approvvigionamenti di cui lui, o meglio il suo ka, avrebbe avuto bisogno.
Il suo cosa?
Il suo ka. La sua anima, si potrebbe dire, anche se il ka 
un po' pi concreto e complesso. C' anche il ba. Per un antico egizio, il ka  creato insieme all'individuo, ma su un altro tornio, dal dio Khnum - credo che si pronunci cos.
Non  esattamente come il ba, cio lo spirito, che  raffigurato da un uccello, una cicogna. Nella scrittura geroglifica il ka  una figura umana barbuta, con in testa una corona che ha la forma di due braccia piegate. Qualche volta  rappresentato semplicemente dalle due braccia.
Mi sembra molto deprimente, Jane. Le religioni altrui hanno questa tendenza, non trovi? Fanno sembrare ridicola anche la propria.
Stavo solo rispondendo alla tua domanda, non cercavo di convertirti. Non ci sar bisogno che tu sappia n faccia nulla: dovrai solo startene sulla nave a guardare lo scenario che passa e sbarcare un paio di volte al giorno per andare a visitare i templi. Il clima sar divino, e anche la cucina: basta che si evitino assolutamente l'insalata e la verdura cruda e ci si lavi i denti con l'acqua minerale.
Pi Jane parlava, pi quel viaggio non richiesto diventava reale. Ad Alexandra piaceva l'idea di essere stata creata come tutti noi su un tornio da vasaio, che ruotava umido nei suoi succhi bruni. L'attrattiva esercitata dai bisogni di questa donna, quando nessun altro aveva un simile bisogno di lei - nemmeno le sue incantevoli nipotine, con le loro ciglia lunghe, gli occhi luminosi, il vocabolario che si espandeva con spasso generale e le guance calde e seriche, soffici come cipria - la indusse a prendere in considerazione la proposta di Jane. La crociera, con cabina condivisa, costava
795 dollari. Il commercio di Jim in vasi e giare amerindiani pi o meno autentici aveva prodotto pi risparmi di quanto lei avesse creduto quando lui era vivo. Jim aveva messo via dei soldi. Voleva che lei vivesse agiatamente - che nella sua vita tirata di vedova ci fosse posto per un capriccio ogni tanto.
...
.
...
Cos, ecco Alexandra in un hotel in stile inglese a sorseggiare un t con Jane Tinker, dietro un grande pannello di vetro in cui torreggiava un'ombra triangolare enorme, la Grande piramide di Cheope. Quest'augusta veduta era tagliata verticalmente da elementi arabeggianti di vetro colorato che catturavano la forte luce esterna. Attorno alle due donne era tutto un acciottolio di tazze e argenteria mentre cercavano di ricordare quanto avevano appena imparato. Jane disse:
Vediamo. La pi grande e antica era di Cheope, quella appena pi piccola, ancora con la sommit rivestita di calcare, di Chefren, e quella molto pi piccola, rivestita di granito solo alla base e ultimata con pietra nuda, di Micerino.
Che cos'ha detto la guida? chiese. La sua piramide  la pi piccola, ma lui  stato il faraone pi buono.
Alexandra rispose: Credo che la bont non fosse di primaria importanza per i faraoni. Se non ho capito male, la guida ha detto che gli altri due, il padre e il nonno di Micerino, erano dei tiranni, ma gli di avevano decretato che l'Egitto fosse governato da tiranni per un secolo e mezzo e, siccome la quota non era ancora stata raggiunta, un oracolo gli disse che lui avrebbe regnato per soli sei anni. Cos, per farseli sembrare pi lunghi, pass le notti, tutte le notti, a bere e mangiare. Che noia queste cose, eh? prosegu. Tanta superstizione, tanta oppressione, e in tempi cos remoti, quando il mondo avrebbe dovuto essere ancora innocente.
Infatti le piramidi, come avevano saputo le due donne, erano state innalzate agli albori della civilt egizia, ai tempi della quarta dinastia, duemilacinquecento anni prima di Cristo. Non vedo perch queste cose debbano annoiare
disse Jane, rimanendo fedelmente controcorrente. Allo stesso modo ci si pu rallegrare del fatto che le piramidi ci siano ancora. Pensaci. Che cosa rimarr, negli Stati Uniti, tra quattromilacinquecento anni?
Le due donne, sotto gli effetti del jet lag, si sentivano trasparenti e affaticate nei loro vestiti. Faceva caldo e dal deserto arrivava un vento sabbioso difficile da respirare. Il
giorno prima l'aeroporto del Cairo era stato un incubo di urla e contrattazioni, e il rappresentante dell'agenzia che le aveva accolte aveva un'aria sospetta, con quei grandi occhi scuri e quel sorrisino furbo che guizzavano dappertutto tranne che verso la loro faccia. Anche quando lui ebbe alacremente radunato i pochi altri componenti del gruppo, di lingua francese, persone arrivate con un volo da Parigi che erano tutto un vociare di domande e lamentele incomprensibili e di nessun conforto per le due vedove americane.
Messe in guardia contro gli imbrogli perpetrati negli aeroporti del terzo mondo, Alexandra e Jane esasperarono la guida, che voleva sbrigarsi, mostrandosi restie a separarsi dal passaporto e dal biglietto di andata e ritorno. E furono lente a obbedire al suo ordine di seguirlo quando lui si infil in un percorso tortuoso, scandito da furtive donazioni di banconote color pastello, per arrivare al nastro bagagli e poi al pullman che aspettava fuori col motore rumorosamente acceso nel caos polveroso del traffico. Il pullman procedeva a singhiozzo, spezzettando le strade congestionate in un album seppia di curiosit esotiche, di edifici color biscotto in rovina o mai finiti.
Nella camera d'albergo, le due donne scoprirono di avere filosofie diverse sul jet lag: Alexandra moriva dalla voglia di mettersi a letto e dormire, magari anche per un'ora sola, mentre Jane insisteva nel dire che bisognava farsi violenza e fingere di aver fatto propria l'ora egiziana. Intontita, Alexandra vag con lei per le vie. C'era nell'aria un sapore squisito di metropoli straniera, profumato degli odori di cucina e del gas di scarico, e con dentro un aroma speziato simile a quello del carbone di mesquite, ma lei si sentiva irrimediabilmente pi vistosa, pi grossa, pi straniera e pi femmina dell'impenetrabile Jane, svelta e minuta. Alexandra attirava gli sguardi e se li sentiva incollati addosso, mentre Jane li ignorava bellamente e tirava dritto. Finora Alexandra le era stata grata della compagnia: Jane l'aveva esonerata dalle decisioni e dai calcoli che gravano
in continuazione sulle donne sole. Adesso, invece, nutriva il timore dell'abbandono e del tradimento che si nutre sempre quando ci si lega a qualcun altro. Era faticoso seguire Jane che si faceva largo tra la folla pomeridiana, una massa ballonzolante in caftani e galabie, burqa e veli dai quali occhi limpidi e vivaci luccicavano come il dorso lucido di scarabei catturati.
Le vie si restringevano, fiancheggiate da merci assortite sempre pi fitte - piatti e ciotole in rame di fattura elaborata, erbe essiccate in buste di carta trasparente, sfingi e piramidi in miniatura di lucido metallo leggero e orrenda plastica, scarabei ricavati da steatite grigioverde e, su molte bancarelle di fila, in plastica tinta di tutti i colori dell'arcobaleno, funzionali articoli domestici come secchi e mastelli, palette e spazzoloni, pagliette e ceste che riprendevano l'intreccio appiattito dei vimini. L'umilt di questi articoli domestici, non molto diversi da quelli che si sarebbero potuti vedere prender polvere in un negozio di casalinghi in fallimento nel New Mexico, suscitava in Alexandra un senso di umana comunanza, ma al tempo stesso rafforzava in lei la consapevolezza di essere una forestiera, vistosa e dal passo incerto. Da quelle moltitudini infagottate e velate che la circondavano poteva spuntare un coltello, com'era successo anni prima nel caso di quel vincitore del premio Nobel di cui lei, a Taos, aveva cominciato i romanzi del club del libro senza mai finirli. Oppure poteva scoppiare una bomba, piazzata per chiss quali scopi fanatici, che avrebbe rasato al suolo e mandato per aria tutte quelle fragili bancarelle pigiate, facendo esplodere insieme al resto anche il suo povero corpo lacerato da schegge d'acciaio.
Ma la violenza islamica non turb la loro passeggiata esplorativa, che si concluse dove le bancarelle si diradavano e quando le luci della citt si abbassarono per diventare quelle fioche e azzurrognole di pochi lampioni, capaci non tanto di illuminare il marciapiede quanto di aggiungere un'ombra pi chiara, per cos dire, a un'oscurit di mattoni, ciottoli e stucco screpolato nella quale qualche finestra brillava giallastra mostrando segni di presenza umana e pedoni vestiti di chiaro passavano svelti. Le due americane riuscirono a tornare all'hotel. Poi, giocandosi ciascuna una delle poche e studiatissime mise eleganti che avevano messo in valigia, parteciparono al cocktail di presentazione e alla cena di benvenuto all'occidentale organizzati dall'agenzia. Gli altri turisti si rivelarono in gran parte europei - francesi, tedeschi e scandinavi, pi un gruppetto di giapponesi. Alcuni tedeschi, con la loro legnosit cortese, si fecero avanti per porgere qualche facezia in un inglese pi che soddisfacente e varie coppie inglesi, pur riservandosi lo stesso intimo angolino di allegria insulare che avevano occupato gli australiani in Canada, non trascurarono di presentarsi. I pochi americani presenti, invece, come confid Jane in un sibilo, erano tutti dei coglioni. La conversazione dei compatrioti giunta alle loro orecchie, una cagnara di risa sguaiate dell'uno e dell'altro sesso, sembrava vertere in gran parte sul loro folle coraggio anche solo di trovarsi l, in quell'ostile mondo musulmano.
Al sicuro nella loro stanza, Jane e Alexandra decisero che se ne sarebbero state per conto loro e avrebbero ignorato tutti gli altri. Jane si spogli velocemente e si infil nel letto lontano dall'unica finestra della stanza, e cinque minuti dopo Alexandra scopr, nella sua vecchia amica, un aspetto che non conosceva, nonostante le ore trascorse insieme a Eastwick a bere caff, t e aperitivi a feste, riunioni di comitato e sabba: Jane russava. Nell'esperienza di Alexandra, Ozzie Spofford, che soffriva di raffreddore da fieno stagionale, respirava male nel sonno e a Jim Farlander, soprattutto quando aveva fatto il pieno di whisky e birra, capitava di grugnire tanto forte da svegliarsi ancor prima che lei, esasperata, ricorresse a una gomitata per indurlo a cambiar posizione e zittirsi nel suo bozzolo di sogni. Ai mariti si potevan tirare gomitate; gli amanti se ne andavano prima ancora di addormentarsi. Jane, fuori tiro nel suo letto singolo, respirava profondamente con una sonora frizione delle membrane interne che non dava tregua. Ogni inspirazione, lunga, terminava in un rimbombo, sprofondava in una risonanza nasale che aveva l'identico tono petulante - cos sembrava ad Alexandra - della sua voce diurna. Sveglia o addormentata che fosse, Jane insisteva, con volont ferrea, implacabile, a farsi ascoltare; c'era sempre stato qualcosa di inarrestabile in lei, che suonasse il violoncello, giocasse con le parole o gettasse un maleficio. Dormendo, Jane succhiava ossigeno dall'aria con il ritmo irriducibile di una pompa meccanica, monotono e insaziabile, e ciascun respiro approdava a una specie di parete abrasiva dove raschiava e calava leggermente per poi tornare indietro sotto forma di uncino, risvegliando gradualmente il cervello di Alexandra su cui incideva ogni volta una tacca; lei cerc di riprender sonno prima contando quei respiri e poi concentrandosi sul soffitto, che le tracce sfarfallanti e volteggianti, sempre pi rade, dei fari dei taxi gi in strada facevano ondeggiare sopra di lei. Ma niente la distraeva abbastanza dall'insulto che sibilava a ogni vigoroso russamento, mentre il corpo di Jane remava pacifico nella notte, immagazzinando energia per affrontare all'indomani la fatica di visitare posti che si vedono una volta sola nella vita. Tale inconsapevole affermazione di s tradiva, secondo Alexandra, un animo crudele; nel suo stato di rabbia e obnubilamento, le fu chiaro che Jane aveva ucciso il marito, tenendolo sveglio ad ascoltare anno dopo anno il suo russare. Senza alcun rimorso aveva ridotto il piccolo Nat Tinker, con le sue anticaglie e le sue tessere di club raccolte con tanta cura, in polvere di tomba.
Finalmente, nel buio pesto di un'ora inconoscibile, le lenzuola di Jane frusciarono e i suoi piedi nudi calcarono silenziosi il pavimento. L'anziana vescica l'aveva svegliata perch andasse a vuotarla dei cocktail e del vino della serata e Alexandra, come una monella quando la maestra non guarda, si tuff, mentre veniva tirato lo sciacquone, nel risanante oblio.
Ciononostante, non fu con mente del tutto riposata che,
dalla vetrata e dalla polvere interposte, affront l'enigma della Grande piramide. Ci aveva gi girato intorno. L'autista del pullman aveva parcheggiato e il gruppo si era incamminato sul terreno piatto, in parte pietra e in parte sabbia, che le ricordava la superficie inquietante del ghiacciaio dell'Athabasca.
Piccoli venditori ambulanti continuavano a metterle davanti agli occhi cartoline ripiegate a fisarmonica;
cammelli biondi bardati di coperte e nappe fruste le erano offerti da uomini in tuniche sporche. Pensando nel suo stordimento di fuggire da quell'ambiente inospitale e magari rivivere la sua esaltante passeggiata sul sentiero di legno che arrivava alla cima Sanson, quando aveva camminato trionfalmente nell'aria sopra una vasta distesa di monti grigio tortora, aveva deciso, in seguito alle pressioni di un cammelliere particolarmente miserevole e per un numero di sterline egiziane equivalenti a meno di trenta dollari, di fare un giro in cammello attorno alla piramide.
Ma stare in groppa al cammello, sul rozzo sedile di legno ricoperto che fungeva da sella, non era affatto come camminare con le sue gambe su un'ampia passerella, e la creatura a quattro zampe sotto di lei era tutt'altra cosa rispetto ai cavalli addomesticati e arrendevoli che aveva cavalcato da bambina nel Colorado e poi nel New Mexico al secondo matrimonio. Sulle nocchiute zampe a X del cammello Alexandra era troppo in alto, senza redini da stringere in mano. Era sballottata avanti e indietro come se la bestia volesse sbalzarla di sella, fare della gobba una catapulta. Questo cammello aveva troppe articolazioni e, come Alexandra, metteva soltanto met cervello nelle cose che faceva. Mentre gi a terra, lontana, la minuscola faccia bianca di Jane rifletteva la sua preoccupazione, ad Alexandra sembrava di cavalcare una vera e propria turbolenza acre e pelosa - le rapide dell'evoluzione che sbuca da dietro un angolo e d forma a un quadrupede capace di affrontare il deserto. Tuttavia, per gentilezza e piet nei confronti del cammelliere, che forse sembrava meritare pi compassione di quanto
fosse degno solo perch gli mancavano i denti, lei tenne duro senza protestare, mentre l'orizzonte beccheggiava come mare in tempesta, la sabbia le entrava negli occhi e i giganteschi cubi di pietra della Grande piramide, quando si avvicinarono ballonzolanti, sembravano l l per spezzare i vincoli gravitazionali e crollarle addosso.
Finalmente, compiuto il giro della piramide, con qualche ordine gutturale e rapidi movimenti di frusta il cammelliere fece inginocchiare la bestia. Alexandra, per non perdere le ultime briciole di dignit, si sforz di non ruzzolare in avanti;
scese sulla solida terra con le gambe tremanti, come avvolte nel ghiaccio. Il cammello, con il muso segmentato e vellutato di colpo accanto al suo viso, scopr i lunghi denti giallo granturco e, battendo sdegnoso le doppie ciglia, emise dalle labbra assurdamente flessibili il rumore della flatulenza, contento di liberarsi di lei come lei di lui. Il cammelliere riscosse il pagamento con un inchino tanto profondo che lei cap di avergli lasciato una mancia troppo grossa. Individuata un po' a caso una formula di cortesia internazionale, mormor: Pas de quoi e, sentendosi tutta accaldata e scarmigliata, gli rivolse un sorriso civettuolo da verginella;
ma l'uomo guardava gi oltre, cercando fra gli altri turisti, timorosi dei cammelli, la vittima successiva.
Jane non lod il suo coraggio n plaud alla sua sopravvivenza.
La accolse dicendo: Non ti senti sporca? Secondo te quante pulci ci sono nel manto di un cammello? Quanti germi?
Dopo le ore insonni tormentate dal russare di Jane, Alexandra non era dell'umore giusto per ricevere altri insulti.
Non pi che in molti altri posti, direi. Se hai intenzione di farti ossessionare dai germi, Jane, non dovevi venire in Africa. Per ammorbidire il rimprovero chiese: Come stavo sul cammello?
Non assomigliavi a Lawrence d'Arabia, se era questo che volevi.
Mi hai fatto una foto? Prima di consegnarsi al cammello, aveva dato a Jane la macchina fotografica, una piccola Canon dell'era predigitale. Con la piramide sullo sfondo?
S, credo di s, anche se non le sopporto, le macchine fotografiche degli altri. Dentro scattava e ronzava tutta. Della piramide non sono sicurissima. L'angolatura non era semplice e tu non stavi mai ferma.
A me lo dici! Speriamo che tu non abbia fatto pasticci, Jane. Sarebbe una foto divertente da mandare ai miei nipoti.
Ma senza la piramide potrebbe benissimo sembrare uno zoo.
Oh, i nipoti. Diciamocelo, tesoro, a loro non gliene frega niente di noi. Ci trovano noiose e imbarazzanti. Soltanto a noi importa di noi.
Fu il desiderio di togliere a Jane quella negativit, entrata tanto presto nella loro avventura condivisa, a indurla a chiedere, mentre sedevano davanti a un t a guardar fuori verso la Grande piramide al di l di perline luccicanti. Che ne pensi? A te cosa dice?
Mi dice rispose Jane quanto  ed  sempre stata idiota la gente. Pensa alla fatica e ai calcoli che han dovuto fare perch un uomo si illudesse di gabbare la morte.
Perch? Non ci  riuscito? Noi, dopo tanti anni, conosciamo ancora il suo nome. Cheope. O Khufu. Devi ammetterlo, Jane:  un fatto di per s stupefacente. Cos' che diceva la guida sul pullman? Oltre due milioni di blocchi, che vanno dalle due alle quindici tonnellate di peso? Gli archeologi non capiscono ancora come abbiano fatto a trasportare quei massi fin lass.
Semplicissimo. Con una rampa. Quando Alexandra si entusiasmava, Jane tendeva a deprimersi.
Ma no, pensaci: dopo dove lo avrebbero messo, tutto il materiale utilizzato per costruire la rampa? E comunque l'effetto finale  cos semplice, cos elegante - cos poco pretenzioso, direi. E l'altra, quella del figlio, quasi altrettanto grande. E quella piccola, un po' come Orsetto, del nipote.
Mi piacciono da morire. Come sono contenta di essere qui.
Mi sembra di saperne di pi. Come fai a non provare la stessa cosa?
Non saprei confess Jane. Quello che emoziona gli altri mi lascia spesso indifferente.  una cosa che mi fa paura.
Come le persone nate prive di certi nervi, che si masticano la lingua perch non sentono il dolore.
Alexandra sent il bisogno di toccare l'altra, rapidamente, sulla pelle scoperta del dorso della mano. L'agenzia le aveva invitate a coprirsi le braccia e portare gonne lunghe; non era ancora necessario che le turiste si nascondessero i capelli.
Il riaccendersi di una fede religiosa monolitica quanto le piramidi era parzialmente tenuto a bada dall'esercito.
Non dire cos, tesoro la esort Alexandra. Tu hai i nervi che abbiamo tutti. La Grande piramide non deve piacerti per forza: basta che cerchi di rispettarla. Ricordati che  stata tua l'idea di venire in Egitto.
Alla luce impietosa del deserto, Jane sembrava invecchiata, raggrinzita. Vene blu si torcevano sul dorso delle mani.
Il passato ha la puzza disse della magia che non funziona pi. Non che abbia mai funzionato veramente,  chiaro.
Ma dava ai sacerdoti pi potere di quanto ne meritassero.
Se credevano che funzionasse, forse funzionava. Gli placava un po' l'ansia. Se ripenso a noi a Eastwick... Noi credevamo in una religione antica, esistita prima che arrivassero gli uomini e se la prendessero, esattamente come si son presi il mestiere della levatrice e l'alta moda. Era una religione della Natura che non  mai morta: le donne l'hanno professata anche quando venivano torturate e uccise.
Cosa vorresti dire? Che sono state le donne a costruire le piramidi?
No, ma hanno partecipato, almeno la regina. Negli antichi egizi c' qualcosa di fine e delicato. Amavano la Natura
- pensa ai dipinti tombali su tutte quelle cartoline che cercano continuamente di venderci, i giunchi, i fiori e i cibi che volevano accompagnassero i morti. Per loro la vita dell'aldil era questa vita, che durava in eterno. Ecco che cosa dicono le piramidi: dateci altra vita. Ancora, ancora, per favore.
Le costruirono enormi perch tutti potessero vederle, perch tutti potessero vedere che il faraone aveva creduto in un'altra vita e li avrebbe portati tutti l con s.
Non credo che questo fosse nei patti disse Jane, caustica.
Il faraone era un caso particolare. Lui viaggiava solo.
I faraoni erano come i nostri presidenti insistette Alexandra. Noi non eleggeremmo mai uno che non crede in Dio o finge di crederci. Loro credono a nome di tutti. Ci fanno stare tutti meglio, come una volta ci faceva star meglio anche un cattivo papa.
Jane sospir e disse: Vedrai che mi rimetter, Lexa.
Quando saremo sul fiume. Nat amava l'acqua. Io la odiavo e lo scoraggiavo ad andarci. Ce l'ho sulla coscienza, come tutto il resto.
Ma prima che prendessero l'aereo per Luxor, dove si sarebbero imbarcate sulla nave turistica, l'Horus, il programma prevedeva un'altra giornata nella vasta, dolente, marcescente citt del Cairo; il pullman le port per strade congestionate fino al brulicante cortile del grandioso museo delle antichit faraoniche. I gruppi di turisti, degradati a presenze insignificanti, attraversavano docili gli ingressi di sicurezza e poi sale e sale di portali, trabeazioni, sarcofagi colossali.
I faraoni, dal volto largo e le spalle nude, gli zigomi alti e un accenno di sorriso felino, avevano ricevuto un corpo di granito, in parte screziato di rosa e grigio e in parte soltanto nero, tutto estratto, trasportato, scolpito e meticolosamente lucidato da uomini i cui occhi, le cui mani e le cui ossa, perfino, erano ormai evaporati da secoli nel calderone del tempo.
La lieve magia della vita, che chiedeva ancora, ancora, era messa a tacere dalla solenne ponderosit della morte. Il pianterreno aveva i soffitti pi alti e le statue pi grandi. Accanto all'ingresso stava un Ramesse II gigantesco, un colosso con le braccia irrigidite lungo i fianchi, lo sguardo chiuso nel vuoto cielo della sua divinit. Altrove, un Akhenaton
dall'ampio bacino e il volto allungato dava corpo con spettacolare e repellente androginia, nella frusciante processione di faraoni, dinastie, divinit, a un momentaneo scivolamento nel monoteismo e nel culto del sole. I fianchi larghi, le labbra grasse e flaccide e l'assenza di genitali maschili fece riflettere Alexandra sulle distinzioni di genere -
il mostruoso, estatico scambio di geni del sesso che adesso  stato scoperto perfino nei batteri. Il dolce e profondo segreto della Natura, per lei ormai un ricordo che sbiadiva.
Al piano di sopra, separata dal gruppo, si arrese alla meschina tentazione, come cedendo all'esibizione di fenomeni umani in una fiera di campagna, della sorvegliatissima sala delle mummie. Targhe in inglese e arabo sollecitavano il rispetto per i morti. Bruni corpicini seccati, con le mani e i muscoli facciali bloccati in eterno nell'ultima contrazione, erano fasciati come beb, con i piedini che spuntavano
- fibrosi come manzo essiccato, scuri come se carbonizzati.
Gli occhi di Alexandra si posarono sulla targa di un corpo particolarmente avvizzito e patetico, le labbra ritratte in un ringhio e il cranio arrovesciato come di chi guarda le stelle. La targa diceva: RAMESSE II. La statua imponente del piano di sotto. La stessa persona. L'uomo-dio non era riuscito a salvarsi. Alexandra cap che gli abissi della Storia erano insopportabilmente erti al pari di quelli della Natura. Al piano superiore del museo i turisti, con la stanchezza nelle gambe e negli occhi, e la loro guida semicomprensibile e un po' claudicante giunsero al tesoro del sovrano fanciullo Tutankhamon, la cui tomba, caso quasi unico nella Valle dei Re, era sfuggita ai saccheggi fino ai tempi moderni. C'erano statue d'ebano a grandezza naturale che piantonavano la camera funeraria del re e c'erano il ventaglio di piume di struzzo del re, le tavole da gioco, l'equipaggiamento da caccia - boomerang, bastoni, uno scudo - e piccole zappe, ceste e altri amuleti destinati a fornire al ragazzo, morto tanto giovane, tutto ci che gli sarebbe servito nell'aldil.
Tu non detesti la roba? chiese Jane, di fianco ad Alexandra.
All'epoca la si credeva necessaria bisbigli Alexandra.
La guida claudicante spieg in un inglese legnoso e dai toni acuti: Gli inestimabili tesori di Tutankhamon deposti nella sua tomba furono scoperti nel 1922 dall'inglese Howard Carter. Carter trov tutto sottosopra, come se dei trafugatori avessero abbandonato bruscamente la tomba, o i sacerdoti avessero ottemperato in modo indecorosamente frettoloso ai loro doveri.
Le sale, soffocanti, ospitavano l'una dopo l'altra i beni del giovane re Tut: statue d'ebano, semplici e dorate; troni e scranni vari, tutti di bella fattura, tra cui il famoso trono d'oro; vasi di alabastro; barche in miniatura che contenevano cibo mummificato ed emblemi magici; vari giacigli, fra cui una branda pieghevole e due ampi letti utilizzati per l'imbalsamazione, processo cui sovrintendevano la testa di vacca della dea Hathor e quella della dea ippopotamo Tawaret. In un'ennesima sala dall'alto soffitto, le due americane si fermarono davanti a un canopo con le sue quattro cavit per i visceri imbalsamati del re fanciullo. Teche polverose contenevano tessuti in via di disfacimento; i turisti, intorpiditi, osservarono un realistico busto di legno e stucco di Tutankhamon e un letto di Osiride che raffigurava il profilo del faraone ed era riempito di terra, su un letto di lino, seminata a grano e tenuta umida perch germogliasse nella sua tomba, simboleggiando la resurrezione.
Sale recenti si erano appropriate del sarcofago in oro massiccio del faraone, della famosa, stupenda maschera d'oro che ricopriva la testa della mummia, di scarabei, di scudi, orecchini e anelli d'oro rosso e di un pugnale dalla lama di ferro, invasore venuto da un altro mondo, un mondo futuro pi crudele. Nelle ultime sale c'erano formule tratte dal Libro dei morti destinate a guidare il re defunto e figure dipinte raffiguranti le varie divinit che avrebbe incontrato negli Inferi.
Come spettri che guardano il proprio cadavere, le donne osservarono i detriti di un sistema magico tanto elaborato quanto inutile. Loro credevano spieg la guida, con voce affievolita e arrochita che ciascun individuo si componesse di cinque parti: il nome, il ka, il ba, il cuore e l'ombra. All'ingresso dell'aldil, su una bilancia venivano messi il cuore su un piatto e una piuma sull'altro, la piuma della verit e della giustizia. Se il cuore pesava di pi, cadeva nella bocca del Divoratore - in parte ippopotamo, in parte coccodrillo.
Come va, cocchina? chiese premurosamente Alexandra a Jane. La notte prima Jane non aveva russato moltissimo
- non tanto una successione di uncini esasperanti quanto un raschio uniforme, un rumore di fondo, e Alexandra era cos esausta che, con le ripercussioni nervose del viaggio che declinavano e poco a poco venivano sostituite dall'abitudine e dall'accettazione, si adatt a quell'imperfezione nel silenzio della stanza, riflettendo che almeno non era disturbata, al contrario di quanto era successo in Canada, da rumorini e lucine di sicurezza. In Egitto, a quanto pareva, le spie di sicurezza non c'erano.
Jane rispose: Sono intontita. Quante cianfrusaglie potranno esserci ancora in questa soffitta?
Jane, ci sono cose cos belle, qui. Cos delicate. Per questa gente la morte era un viaggio nel Campo dei giunchi.
Ah, s? E allora come mai mettevano il cadavere in tante casse di pietra l'una dentro l'altra? Volevano che non uscisse mai.
Gli rimboccavano le coperte fantastic. Volevano che il ba fosse in grado di usare il corpo. O era il ka? Era lei, adesso, quella cui stava a cuore l'Egitto, che voleva salvare quei fragili antichi da se stessi, bench l'Egitto fosse stata un'idea di Jane. Alexandra per era vedova da oltre due anni, mentre Jane aveva avuto soltanto dieci mesi per abituarsi. Continuava a nominare Nat Tinker come se potesse riportarlo indietro con l'incantesimo. Ma anche lui era chiuso in casse l'una dentro l'altra.
...
.
...
Dopo il volo a Luxor, l'indomani, e il trasferimento sull'Horus, come Nat avrebbe potuto predire fu un paradiso. Tutte le notti, mentre la nave avanzava verso un altro ormeggio, un altro tempio, lo strimpellio del motore assorbiva gran parte del russare di Jane, bench i letti fossero quasi accostati nella piccola cabina. Di giorno, le sponde del Nilo scorrevano come se si disfacesse un rotolo infinito. Buoi che arrancavano in cerchi e altaleni che andavano su e gi come pozzi petroliferi di legno per irrigare i prati verdi, sotto un cielo azzurro pieno come una cupola dipinta, mentre a bordo dell'Horus i turisti, attraversando le varie barriere linguistiche con sorrisi e cenni d'assenso, nuotavano nella piccola piscina, un quadrato largo non pi di due bracciate, e si crogiolavano sulle sedie sdraio, bevevano alcolici, mangiavano frutta secca chiamata soudani e piano piano si abbronzavano sotto il sole fortificante.
Perch gli egiziani sono cos felici? chiese Jane ad Alexandra dalla sdraio accanto.
Non lo so. Perch?
Sono dei nilisti.
Ohi.
La nave li port prima a sud di Luxor, a Esna, nel suo sito archeologico sprofondato accanto a un mercato dov'erano esposti tagli di bue macellato tutt'altro che appetitosi, come il palato. Ora la guida turistica era una donna, una musulmana alla moda e senza velo in ampi pantaloni scampanati di seta nera e con larghi bracciali e collane d'argento che donavano alla sua pelle olivastra. La grande diga di Assuan spieg ha innalzato il livello dell'acqua nella valle del Nilo. Le fondamenta di Esna sono diventate una serie di biscotti inzuppati. Era vero, la terra sotto i loro piedi era morbida, quasi fango. L'indomani sbarcarono a Edfu, sul suo strapiombo assolato, con uno dei templi meglio conservati dell'ultima dinastia. Le tre P disse la guida, con le dita pesantemente inanellate che scattavano in direzione dei delicati rilievi. Petto, pancia e posteriore:  cos che riconosciamo lo stile grecoromano. Gli scultori cercarono di seguire le antiche convenzioni, ma le mani e gli occhi non lo consentirono. Arrotondarono le membra, mostrarono ginocchia e mignoli. Il vecchio stile, che tendeva sempre all'ideale, piazzava in fondo alle gambe due piedi identici, con l'alluce verso l'osservatore. I grecoromani non potevano farlo, era un'assurdit, cos dipinsero il piede con il mignolo verso l'osservatore, come nella realt. Eresia! Rise con uno sfolgorio di denti sotto i grandi occhiali da sole e il cappello di paglia dalla tesa arricciata, perfettamente piatto sulla testa.
L'indomani furono nel bel sito di Kom Ombo, un doppio tempio dedicato al dio coccodrillo Sobek e a Horus il Vecchio - Haroeris, dalla testa di falco, che doveva uccidere lo zio Seth, assassino del padre Osiride. La guida, con i suoi bracciali luccicanti e il collare flessibile d'argento, li condusse in una sala in cui era raffigurata sul soffitto l'immagine della dea-cielo Nut, distesa nel firmamento, che da un'estremit partoriva il piccolo Horus, Arpocrate. Il giorno dopo, il buon battello Horus approd al tempio di File, trasferito pietra dopo pietra su un'isola che non poteva essere raggiunta dalle acque montanti del lago Nasser. Questo
disse la guida musulmana, nelle sale silenziose di pietre trasportate
 l'ultimo posto in cui fu praticata l'antica religione.
Dur fino al VI secolo dopo Cristo, per due secoli dopo l'editto cristiano di Teodosio I del 378. Dopodich fu trasformato in una chiesa. Qui - punt le unghie color melanzana verso una piccola incisione quasi illeggibile - Iside che allatta Horus diventa la Vergine Maria che allatta Ges.
Il culto di Iside ebbe una vasta diffusione nei territori dell'impero romano. Era la vedova perfetta, che raccolse quattordici pezzi dei quindici che componevano il corpo del marito nascosto dal malvagio Seth in sarcofagi che giacevano sul fondo del Nilo. Il quindicesimo pezzo non lo trov mai. Voi signore potete immaginare qual era.
L'imbarcazione del Nilo le aveva portate ad Assuan, sito della grande diga costruita dai russi, della tomba di Aga
Khan e dei giardini di Lord Kitchener, raggiungibili grazie alla pittoresca feluca, con la sua vela rozza che s'inclinava, al ritorno, alla luce rosso sangue del tramonto. Mentre le due vedove sedevano sul ponte ormai fresco dell'Horus ad aspettare lo scampanellio che annunciava l'ora di cena, nel cielo che imbruniva svolazzavano i pipistrelli. Jane allung il braccio verso di loro e, con voce ancora pi roca e profonda di quella solita, pronunci le parole letali: Morti bus, mortibus, necesse est. Tzabaoth, Elchim, Messiach e Yod: audite!
Contro il rossore sanguigno del cielo occidentale - quello orientale era gi nero e cominciava a spruzzarsi di stelle -
Alexandra vide una delle figurette nere, che svolazzavano a destra e a sinistra sopra l'acqua per mietere insetti, cessare il suo moto guizzante e precipitare come un piccolo ombrello rotto nel torpido smalto del fiume.
Jane! esclam Alexandra. Perch l'hai fatto?
Per vedere se ci riuscivo ancora. Tutte quelle formule fasulle sui muri del tempio mi hanno rotto un pochetto le palle.
Povero pipistrello innocente - per lui non  stato "un pochetto".
Non fare la sentimentale, angelo mio. Lo sai che tritatutto spietato  la Natura. Pensa alle libellule che ho appena salvato dai terribili denti affilati di quel pipistrello.
Oh, Jane. Dopo quel che abbiamo fatto alla povera Jenny non voglio neanche pensare che quella roba funzioni.
Malocchio, maledizioni eccetera. Voglio credere che non abbiamo fatto niente.
Lei aveva oltrepassato i limiti decret Jane, con lo
stesso sibilo malevolo con cui aveva pronunciato Necesse est. Aveva trasgredito.
Aveva soltanto risposto di s quando Darryl le aveva chiesto di sposarlo. E, visto come lui poi  andato in pezzi, dovremmo essere contente che non lo abbia chiesto a noi.
Se lo avesse chiesto a una di noi due, forse non sarebbe andato in pezzi.
Dico "andato in pezzi", ma in realt non mi era mai sembrato tanto integro. Era una bufala concluse Alexandra, con un certo compiacimento.
Darryl era una bufala e Horus no? Tesoro, quei vecchi sacerdoti egizi devono aver riso a crepapelle pensando alle baggianate che sono riusciti a far passare, e non per un giorno, ma per millenni! Cos' che diceva la guida di Edfu?
Che a Tebe il solo Ramesse II diede al tempio di Amon centocinquantamila chilometri quadrati di terra? Il dieci per cento di tutta la terra coltivabile di quei tempi? Non deve stupire che i nubiani o gli hyksos o non so chi li invadessero in continuazione. Era tutto un gran marciume.
Il pensiero rimase sospeso nell'aria, un'aria immobile al punto che ad Alexandra parve di sentire l'acuto, stridulo squittio dei pipistrelli rimasti che usavano forsennatamente il loro sonar. In quei giorni sul Nilo, Jane, dai capelli neri, si era abbronzata molto e il suo viso si confondeva nel buio.
Nella penombra del ponte di poppa tradivano la sua presenza il sorriso, un luccicore di collana e uno scintillio a mezzaluna nel bicchiere di daiquiri. Per rompere il silenzio, Alexandra disse: Chiss che effetto fa ai baristi e ai camerieri servirci alcolici in continuazione.
Saranno disgustati concord Jane. Per sono bravissimi.
Questo daiquiri  eccellente. E il tuo whisky sour com'?
Molto buono, in effetti.  interessante: un'intera popolazione, fatta di musulmani che provvedono ai rinfreschi di noi occidentali, rimarr disoccupata quando Al Qaeda prender il potere. O forse finiranno tutti giustiziati perch irrimediabilmente impuri?
Al Qaeda non prender il potere. Chi mai vorrebbe quel che ha da offrire?
Noi due no, ma... la gente? I poveri, i miserabili. Loro hanno bisogno della religione, costi quel che costi. Ecco perch penso che forse sei troppo dura con i sacerdoti egizi.
Io invece penso agli ebrei ribatt Jane, con la lingua che si scioglieva al prender piede del rum. Ma come avranno fatto a immischiarsi con la religione? Di solito sono troppo furbi per queste cose. Abramo disposto a tagliar la gola a suo figlio perch Dio gli ha detto di farlo... che imbecille!
Alexandra cerc di rabbonirla: Ho letto non so pi dove che la Cattivit e l'Esodo non sono fatti storici. Non c' alcuna testimonianza egizia - Mos, i giunchi e "lascia andare il mio popolo".
Io non ci ho mai creduto disse Jane. A nessuna di queste cose. Nemmeno quand'ero piccola. Nat era praticante
- episcopaliano, Chiesa alta, come quella ridicola di sua madre - ma io non sono mai andata con lui, solo ai matrimoni e ai funerali. Tutto quell'imbroglio mi faceva imbestialire.
Io voglio essere cremata e ficcata sottoterra, e che gli altri se ne vadano contenti di non esserci loro, l sotto.
Niente cerimoniali assurdi, Lexa. Promettilo.
Jane disse l'amica. Sei troppo dura con noi. Con tutti noi. Forse Jane avrebbe replicato, ma il campanello della cena suon la sua bella melodia, che sembrava la sequenza delle prime sei note dell'Adeste fideles, anche se probabilmente non lo era.
Quella notte, con un rallentamento del motore e un ribollire delle acque che scossero Alexandra, nella sua cuccetta, dal primo sonno profondo che faceva da tempo, la nave moll gli ormeggi, cambi direzione e torn verso Luxor e gli obelischi appuntiti e le colonne arrotondate del tempio di Kamak, dal quale il culto dell'itifallico Amon, il
grande dio, aveva esteso i suoi tentacoli in tutta la fertile valle del Nilo. I turisti a bordo dell'Horus avevano gi reso qualche omaggio alle meraviglie che si vedevano sulla riva orientale. Alexandra aveva avvolto nella sua piccola Canon predigitale molte immagini delle imponenti rovine, dei geroglifici profondamente incisi e dei cartigli regali che, nonostante il prolungato bombardamento dei fotoni scagliati dal
cielo azzurro e limpido, conservavano il loro rilievo affilatissimo e le loro ombre nette nell'aria secca. Adesso era arrivato per i turisti il momento di visitare la riva opposta del Nilo, quella occidentale, la Valle dei Re, la Valle delle Regine, i Colossi di Memnone e il bel tempio commemorativo della regina Hatshepsut, vedova del fratellastro Thutmosi II;
quando lui mor, lei divenne reggente per conto del nipotastro e figliastro Thutmosi III, ancora bambino, e regn con pieni poteri faraonici, abbigliata nei suoi monumenti con abiti maschili e perfino la barba, bench nelle iscrizioni ci si riferisse a lei ancora al femminile. Dopo la sua morte ebbe inizio una reazione, capeggiata dal nipote ingrato: i suoi cartigli furono cancellati, i suoi monumenti profanati e il suo regno pacifico e illuminato fu cancellato dagli elenchi ufficiali.
Povera strega disse Jane.
Dopo i regni Antico e Medio, si cess di costruir piramidi.
I sovrani del Nuovo regno, per quattro secoli, cercarono sicurezza per il viaggio del loro ka verso il Campo dei giunchi scavando le proprie tombe nelle sponde calcaree delle colline di Tebe, presso la baia di Deir el-Bahari. L'illuminazione delle loro profondit era fornita da lampade a olio di lino e specchi che riflettevano la luce del sole in ci che allora era solida pietra calcarea: gli scavatori scalpellavano, aprivano gallerie e portavano via le macerie a quella luce in prestito. Gli artisti che li seguivano dipingevano processioni - testa e gambe di profilo, torace frontale - di servi che portavano all'immurato provviste di frutta, bevande e nuove candele che lo sostentassero durante il viaggio nel regno dei morti. Scene di banchetti, di mietitura e di pesca illustravano la vita che avevano abbandonato e la vita simile che avrebbero raggiunto. Queste scene sono state paragonate a partiture che soltanto i morti hanno gli strumenti per eseguire. Il primo murale a sinistra, come da tradizione, raffigura offerte a un Amon nelle sembianze di Ra, il dio-sole dalla testa di falco, che pi in l ricompariva sia invecchiato sia alla nascita - ariete e scarabeo - dentro
il disco solare, stretto fra due dei suoi nemici, il serpente e il coccodrillo.
I turisti, alla luce non di specchi ma di fosche lampadine elettriche appese a un soffitto calcareo che recava innumerevoli segni di scalpello, si trascinavano gi per un lieve pendio su un sentiero d'assi che li port sopra fosse scavate per intrappolare i trafugatori di tombe e falsi portali sigillati concepiti per confonderli, gi per corridoi decorati con scene di sacerdoti che officiavano la cerimonia dell'apertura della bocca di fronte alla statua del faraone, fin dentro la sala a colonne dalla quale si accedeva alla camera sepolcrale vera e propria, dove il sarcofago era calato nei suoi recessi rettangolari.  divertente osservare annunci la loro guida
- un uomo con il pizzetto, il completo sdrucito e polveroso e gli occhiali cerchiati di metallo, un archeologo ingobbito e asciugato da una vita passata nelle tombe - che evidentemente il sarcofago antropoide di Merenptah si dimostr troppo pesante per essere trasportato fin dentro la camera sepolcrale: ecco perch  abbandonato l in un angolo, tutto storto, da tremila anni! Gli riusc una risatina amara, si tolse gli occhiali, spolver le lenti con il fazzoletto, rimise il fazzoletto nella tasca posteriore e gli occhiali (le stanghette curve infilate in guaine color carne) con cura sul naso per poi confidare al piccolo pubblico soffocato dal caldo: I
becchini non erano esseri sovrumani ma umani - pigri, corrotti e soggetti alle distrazioni. Guardate qui, in questa camera laterale: i murali furono sbozzati in inchiostro grigio ma mai finiti, mai colorati! Io li trovo affascinanti, incompiuti come sono. Si sente la mano del pittore, si vedono le sue pennellate impazienti, date migliaia d'anni fa. Con tutto il tempo che aveva davanti, aveva fretta. Non sapeva che saremmo arrivati noi a criticare la sua opera!
Alexandra respirava a fatica. Fingendo di inciampare, su quella discesa buia, sfior Jane per sentire un altro corpo caldo e ancora vivo. Non si scappa, dichiarava ogni cosa attorno a lei. Non si scappa, malgrado l'energia e lo sfarzo
con cui le religioni fingono di salvarci dalla morte. Non c' stregoneria che tenga, il mondo  solido, da cima a fondo, come le profondit calcaree sopra di lei.
Emersi dalla tomba di Merenptah, i turisti, ciechi come pipistrelli alla luce opprimente del sole, sfilarono verso la tomba di Ramesse VI, una delle pi grandi, e verso quella di Tutankhamon, una delle pi piccole, con l'ingresso perduto da tremila anni sotto le macerie prodotte dagli scavi dell'altra tomba. Non sono commoventi? chiese la guida.
Queste piccole camere spoglie consacrate frettolosamente al re giovinetto morto. Sembrano troppo piccole per un re.
Si pensa che possano essere state realizzate per il capo del suo consiglio di reggenza, Ay, che succedette a lui in veste di faraone e potrebbe averlo avvelenato. E, oltre al danno, la beffa, come direste voi: Ay potrebbe essersi accaparrato la tomba destinata a Tutankhamon nella Valle dell'Ovest, accanto a quella del nonno Amenhotep III - che in realt potrebbe essere stato il padre. Cos si dice, ma per lo studioso serio sono soltanto pettegolezzi. Pare indiscutibile, d'altra parte, che Tutankhamon sia stato strumento per la restaurazione del culto di Amon, se non l'istigatore, mandando all'aria la rivoluzione di Amenhotep IV, che si diede il nome di Akhenaton. Di sicuro le altre guide vi avranno gi raccontato molte cose di Akhenaton, un fanatico religioso, forse un pazzo, che voleva abolire il culto di Amon e di molti di a favore di Aton, il disco solare. Trasfer la capitale dell'Egitto da Tebe a una citt da lui fondata cui diede il suo nome. Tutankhamon, suo successore dopo il genero Smenkhkara - anche Tutankhamon era suo genero, avendo sposato la terza figlia di Akhenaton quando erano entrambi bambini. Tutankhamon, quando ascese al trono, era un ragazzino triste di dieci anni e, quando mor, ne aveva diciannove.
Il suo nome in origine era Tutankhaton, in onore del disco solare. Ma poi cambi casacca -  cos che dite? - e restitu ai sacerdoti di Amon, nome che significa "il dio nascosto", l'antico dominio. Se non avesse cambiato casacca,
chiss. L'Egitto avrebbe forse abbracciato il monoteismo prima dell'invasione islamica. Credo che tutti voi abbiate visto il tesoro di Tutankhamon, vanto del museo del Cairo. Ve lo immaginate stipato alla rinfusa in queste stanzette?  un pensiero triste, vero? Quel poverino fu usato dai sacerdoti per restaurare Amon e poi spedito nell'aldil, probabilmente con il veleno. I politici dell'antichit non erano pi edificanti di quelli d'oggi.
Queste parole gli valsero un educato, stanco e perplesso risolino del pubblico. Se alludeva a Mubarak, giocava col fuoco. Se si riferiva a Bush e Sharon, era un colpo basso. In un caso o nell'altro, i turisti tumulati avevano sete e ormai era il momento di tornare alla nave, andare al bar a mangiar sondam e bere arrack, e l'indomani mattina ripartire per Il
Cairo, Parigi, Francoforte, Tokyo, New York. Al Kennedy, quel vecchio porto scalcinato sull'oceano d'aria, Jane e Alexandra, dopo essere state insieme per dodici giorni senza sconti di pena, aver condiviso il bagno e il buio della notte, aver sviscerato tutti gli argomenti, a onor del vero piuttosto stufe l'una dell'altra, erano pronte per separarsi: Alexandra per arrivare all'aeroporto di Dallas Fort Worth e poi ad Albuquerque e Jane a La Guardia, dove avrebbe preso un volo navetta per Boston. Mi sono proprio divertita
si sdilinqu Jane, con una voce che non sembrava crederci molto. Mi sono divertita molto con te, bellezza.
Tutto stupendo ment Alexandra. Il Nilo, il caldo, la barca, le piramidi e le tombe. I dipinti sui muri, di quella gente bruna con i capelli lisci e gli occhi allungati, che facevano le cose di tutti i giorni. Stavano accovacciati, mangiavano, trasportavano cose, raccoglievano papiro. E quello che suonava l'arpa, te lo ricordi? Quella gente amava la vita.
Ankh, si dice, vero?
S. Facciamo presto un altro viaggio.
Presto quanto? Io non sono come te. Devo metter da parte i soldi e riposarmi un po'.
Fra un paio d'anni?
Non sarebbe bello chiese timidamente Alexandra se venisse anche Sukie? Io e te tendiamo alla depressione.
Quando una  su di morale, l'altra  gi. Sukie no. Lei  costante.
Ma  ancora sposata ramment a se stessa.
Jane fece una faccia strana, lanciando uno sguardo in tralice dagli occhi marrone acceso come tartaruga. Dici?
chiese. Nascose un accenno di sorriso nella guancia sinistra e l, nello sgangherato aeroporto internazionale, le due donne malvagie, non proprio baciandosi sulle labbra, si abbracciarono e si separarono.
Suzanne Mitchell, come si chiamava da quando aveva sposato il pimpante Lennie Mitchell dai capelli biondo scuro, era una scrittrice di bassa lega - giornalismo di provincia, romanzi rosa in formato tascabile - ma pur sempre una scrittrice, per di pi sposata con un suadente venditore di computer, dunque era naturale per lei sedersi davanti a uno schermo luminoso ronzante a trascrivere i suoi pensieri ogni volta che le passavano per la testa. Alexandra apr le molte, lisce pagine stampate a laser e lesse: Cara, cara Lexa, Jane, che ho visto piuttosto spesso dopo il triste evento che fra poco ti racconter, ha insistito molto perch ti telefonassi, ma dall'ultima volta che ci siamo sentite  passato tanto tempo che ovviamente la cosa mi intimoriva.
L'intimit che avevamo noi tre a Eastwick in realt dipendeva dal fatto di essere l tutti i giorni, incontrarsi per caso in Dock Street dove con naturalezza si poteva dire: Facciamo un salto da Nemo a prendere un caff, avere i figli nelle stesse scuole locali con gli stessi insegnanti da sfottere tra noi, subire tutt'e tre lo stesso maltempo e gli stessi noiosissimi cocktail party, sentire a mezzogiorno, senza nemmeno accorgercene, la stessa sirena antincendio che tagliava in due la giornata, condividere lo stesso rassicurante senso di isolamento, Boston e New York in un orizzonte lontanissimo, in due direzioni diverse, e Providence che, bench pi vicina, forse per il repellente nome religioso rimaneva comunque un posto dal quale stare alla larga.
Il Connecticut non si  rivelato cos. Le citt sono pi vicine fra loro, anche se non attaccate come nel New Jersey settentrionale, dove esci da una citt ed entri in un'altra - quello s che  repellente - e poi hanno l'aria pi ricca (che cosa brutta da scrivere: mi sembra cos snob), anche i quartieri in cui vivono operai e baby-sitter. Non ci sono quei begli angolini, quelle zone paludose disabitate e costellate di appostamenti da caccia abbandonati e materassi a righe buttati l a marcire che si trovano nel Rhode Island, per quanto sia piccolo. Le discariche, gi che siamo in argomento, organizzano il riciclaggio alla perfezione: la carta in un contenitore, il vetro in un altro, il vetro colorato in un terzo e le lattine in un quarto, tutti disposti in modo che arrivi in macchina e lasci cadere dall'alto i tuoi rifiuti ordinatamente suddivisi - e anche i boschi, conservati come aree naturali della Natura, sembrano ripuliti dalle erbacce, i tronchi caduti vengono portati via e il sottobsco sgomberato, cos hanno l'aspetto curato dei faggeti inglesi in quei film di Robin Hood che anche per noi bambini creduloni erano scopertamente dei set di Hollywood. I centri citt, piccoli, hanno tutti le stesse insegne che evocano antiche reminiscenze
(che bella parola, come senescenza), e i cortili di
scuola e i campi giochi sono tutti ben curati, anche nei bordi. Per trovare terre abbandonate bisogna andare a Bridgeport, cosa che nessuno fa. Come forse ricorderai, io venivo dal New York settentrionale, dove niente sembrava appartenere a questo secolo, e per questo secolo intendo ovviamente quello ormai morto e sepolto, il buon vecchio ventesimo. Il Nord dello stato
era tutto ottocentesco. Quando Lennie Mitchell mi port qui a vivere, mi parve incredibile come ogni cosa fosse manierata: tutti guardavano a New York, anche gli abitanti di Stamford, quand'era solo la cugina povera di Greenwich, prima che le imprese della metropoli, per sfuggire alle tasse, aprissero filiali qui e tirassero su un grattacielo dopo l'altro, quasi come a Hartford. Il nostro quartiere, sul confine pi vicino alla Merritt, non ne  stato ancora toccato eccessivamente - quel
nostro mi  sfuggito, intendevo dire mio e di Lennie, dovr controllarmi. Penso a lui e comincio a tirar su col naso e a sentire quel raschio alla gola. Ma il problema, per i quartieri residenziali di queste citt,  che la vicinanza di una citt tanto grande, la grande citt per gli Stati Uniti, per noi  motivo di costante tensione e nello stesso tempo un po' demoralizzante, perch in realt noi non viviamo in quella citt: viviamo soltanto nella sua aura, per cos dire. I ristoranti, i negozi, i saloni di bellezza non sono esattamente all'altezza di quelli di Manhattan, ma ce la mettono tutta, e anche chi non fa avanti e indietro tutti i giorni, i commercianti del posto eccetera, hanno un certo atteggiamento newyorkese: se la prendono col mondo intero, stringono i denti e vanno a testa alta, lo stesso atteggiamento, immagino, degli inglesi quando erano un Impero e si beccarono il bombardamento di Londra. Qui non si conoscono tutti come a Eastwick: le persone vanno e vengono, si trasferiscono in case o citt pi lussuose e tutti, sotto sotto, sono competitivi e si giudicano a vicenda in base ai criteri di New York. Per me  stata una lezione e, come scrittrice, vivendo da un'altra parte non avrei potuto ottenere lo stesso successo che ho avuto qui. Il mio agente abita nella casa accanto, a South Norwalk, e senza di lui sarei ancora l a scrivere pettegolezzi di provincia, salvo che quei piccoli giornali locali stanno morendo, uccisi dai blog e dalle
e-mail, e curiosamente non esistono pi citt piccole, ma soltanto aree commerciali intervallate da case geriatriche, e nemmeno il pettegolezzo esiste pi, non come ai tempi in cui tutti eravamo sessualmente pi repressi. Credo che la chiave dell'energia che tutti avevamo una volta fosse proprio la repressione: allora non eravamo sciupati come lo sono oggi i ventenni, con tutto il sesso che fanno i giovani. Parlo proprio come una bacchettona, vero? Eppure sai che non lo sono.
La notizia, caso mai ti chiedessi perch ti scrivo dopo tanti anni,  che Lennie  morto due mesi fa, di colpo, e secondo Jane tu probabilmente lo sapevi.  tornata nella mia vita quasi come se avesse previsto il fatto.
Ma come avrebbe potuto? Lennie era in perfetta salute, non era mai stato grasso, si era sempre tenuto attivo e aveva smesso di fumare pi o meno quando ci eravamo conosciuti, mentre io ho continuato come una stupida, anche se quasi solo alle feste e quando scrivo, cos adesso mi dicono che la funzione polmonare mi si  ridotta a meno del cinquanta per cento. A
gennaio, quando andavamo in Florida, gli piaceva ancora partecipare ai balli organizzati, giocava a tennis, soltanto in doppio, faceva jogging sui circuiti cittadini
(l'amministrazione locale pianifica tutto) e giocava a squash e a paddleball tutto l'inverno.  crollato in un campo da squash dopo una rimonta che il suo compagno di gioco ha definito meravigliosa.  cascato a terra, contro quel muro pieno di pallate sporche, e l'altro, pur essendo medico, non  stato nemmeno capace di fargli una rianimazione come si deve perch era specializzato in ginecologia. Quando  arrivata l'ambulanza, Lennie era bell'e morto. Mi hanno detto che otto minuti dopo insorgono danni cerebrali, e io non avrei mai voluto vivere in quella situazione. Non credo, ma avrei voluto che almeno mi lasciassero la possibilit di decidere. Ancora adesso mi rode che mi abbiano avvertita quando non c'era pi nulla da fare e inevitabilmente me la prendo con il cosiddetto amico di Lennie, che, pur essendo medico e pur avendo in tasca un cellulare, non ha chiesto aiuto prima. I campi da squash sono nel seminterrato di un nuovo, vistoso palazzone sede di una societ e per chi non ci  mai stato  difficile trovarli.
Io e Jane ci stiamo scambiando qualche visita, negli ultimi tempi io vado da lei pi spesso di quanto lei venga da me. Sua suocera, vecchissima,  abbastanza carina, anche se Jane dice che la vegliarda le ha rovinato il matrimonio con Nat Tinker. Dice anche che per combattere il dolore mi farebbe bene un viaggio con lei.
Con voi due, meglio ancora, se il viaggio in Egitto soltanto con il Gendarme Jane non ti ha stroncata. Il vostro mi  sembrato un gesto forte, educativo e coraggioso, con quei musulmani che ti guardano storto se non porti il velo, ma non capisco come abbiate fatto a sopportare tutta quella morte in cui vivevano gli egizi.
Dubito che io avrei sopportato quei lunghi cunicoli sotterranei e non so come abbia fatto tu che ami tanto la vita all'aria aperta. Jane mi ha detto che sei stata in groppa a un cammello e sulla nave tu ti sei scottata e lei si  presa una bellissima tintarella. Non so quante scale avete dovuto salire, ma io non posso pi farne tante, con l'enfisema polmonare. Proprio facendo le scale mi sono resa conto di non essere pi una ragazzina. Se mai dovessimo andare insieme da qualche parte - e forse non sarebbe una buona idea: ci siamo gi divertite abbastanza, nella vita - secondo me dovremmo andare in Cina. Tutti i nostri conoscenti di Stamford, a quanto pare, ci sono stati, ma ogni volta che proponevo a Lennie un viaggio in Cina, lui rispondeva che allora preferiva cenare in un ristorante cinese, pagare e andarsene.
Anche se avevamo vinto la Guerra fredda, i comunisti non gli piacevano, come se non si sapesse che ormai i
cinesi sono comunisti solo di nome. Mi immagino grandi spazi, con un cielo vasto, enormi piazze aperte e gente che mangia spaghettini nei vicoli. Hutong, si chiamano, vero? Da quando ho visto Ingrid Bergman in quel film in cui salvava un gruppo di bambini portandoli in una specie di locanda, ho sempre avuto una visione romantica della Cina. Adesso mi ricordo: la locanda della sesta felicit. Pensaci, carissima. Anche Jane si far viva con te. Sembra che voglia divorare il mondo prima di abbandonarlo, o forse vuole soltanto stare alla larga dalla suocera, che vecchiaia o non vecchiaia non perde molti colpi.  una che conosce i suoi polli:  questa la mia impressione quando io e lei (l'anziana signora) scambiamo due chiacchiere.
Quanto alla vedovanza, che posso dirti? Ci sei passata anche tu. Mi aspetto sempre che Lennie torni a casa la sera e, siccome non torna, per me  come se non tornasse di proposito o ne stesse combinando una grossa, ed  una cosa che mi manda in bestia. Certo, ora sono libera dal fastidio delle abitudini e della pigrizia maschili
- in cucina, per esempio, il pavimento davanti al tostapane non  pi cosparso di briciole di muffin - ma a cosa serve la libert, se non c' nessuno a vedere che ce l'hai? Lennie era un commerciante e una moglie pu stancarsi di vedersi rifilare roba che non le serve granch. Per esempio voleva tenersi la casa nel Vermont meridionale anche se, da quando i figli avevano cominciato a rifiutarsi di farsi caricare sulla station wagon tutti i fine settimana, non ci andavamo quasi pi e, siccome la montagna aveva perso lustro - succede, sai?, come per i ristoranti - il valore degli immobili era sceso molto. Per fare un altro esempio, mi aveva comprato una di quelle nuove cucine a gas di gran moda con quel ripiano liscio e nero e, sotto, i fornelli che si vedono appena, e io continuavo a scottarmi e mettere le verdure nei punti sbagliati, cos non cuocevano.
Quando le vendite dei computer hanno ripreso a tirare grazie anche al fatto che molte societ si trasferivano da New York a Stamford, mi ha comprato un macchinone, una BMW blu marina, perch quando ci eravamo conosciuti avevo ancora la mia Corvair grigia con il tettuccio che si apriva e chiudeva a mano. Quella macchina mi piaceva da morire, ti ricordi? Era come starsene seduti in una vasca da bagno e girare per la citt con i capelli al vento e Hank (il mio bellissimo weimaraner, ti ricordi?) seduto davanti accanto a me con le orecchie piatte rovesciate dalla parte rosa. Secondo Lennie la Corvair era fatta di latta, troppo poco sicura. La BMW, che ho ancora, mi sembra sempre una macchina dei sogni degli uomini - ha quella leva fallica che spunta dal fondo e con cui innesto immancabilmente la marcia sbagliata, e poi quando si va si sentono tutte le gobbe sulla strada. Proprio roba per uomini. Nei primi tempi, a Stamford - non esattamente Stamford, ma un paesino al confine settentrionale, Ricky Ridge - avevo una vecchia, comoda Taurus rossa che mi piaceva da pazzi, con un bagagliaio in cui riuscivo a mettere la spesa della settimana pi la sacca da golf. Ma Lennie ha voluto assolutamente comprarmi quella costosissima BMW: doveva far sapere a tutti che da noi giravano di nuovo i soldi. E poi mi faceva comprare vestiti appariscenti -
una pelliccia ecologica con cui sembravo un fungo gigantesco e abiti da sera neri che mi facevano venire il raffreddore per settimane. La ragione, come poi ho capito, era che la sua amichetta di turno dell'ufficio, ovviamente ogni volta pi giovane, portava vestiti come quelli. Un giorno ci siamo ritrovate alla festa aziendale sul prato del capo di Lennie, a Old Greenwich, con lo stesso, identico vestito aderente di seta stampata, anche se uno aveva la fusciacca e l'altro la cintura. Che umiliazione.  finita che ci siamo abbracciate. Quando scoprivo le sue tresche, lui cercava di vendermele come se fossero colpa mia. Ma adesso quella sua grinta irritante, quella grinta tenace e suadente da venditore, non c' pi, cara Lexa. I morti vanno da qualche altra parte: per convincersene basta pensare a come svaniscono.
Spostandomi di stanza in stanza, nella nostra casa inutilmente grande, mi sento un po' come quella fanciulla nel castello in cui la Bestia non si fa mai vedere. Quel silenzio nel momento in cui lui di solito arrivava in macchina nel vialetto: mi ci abituer mai? Sono molto contenta che tu lo abbia conosciuto quella volta a Manhattan, al Roosevelt Grill, caso mai mi dimenticassi che  esistito veramente o cominciassi a credere che fosse un santo.
Adesso che ho una prospettiva pi distaccata, capisco che somigliava molto a Monty: un bellimbusto e un maschilista. L'attrazione sessuale ripete sempre gli stessi sbagli. Ma meno mordace - non mi ha mai fatta sentire stupida come aveva cercato di fare Monty. Per allora, quando l'ho sposato (Monty), ero giovane, avevo appena vent'anni. I figli hanno accettato la sua morte
(di Lennie) un po' troppo facilmente, mi pare. Ma in fondo perch no, sono tutti adulti, anche il piccolo Bob, l'unico nostro prodotto comune (mio e di Lennie), che si  aggiunto ai tre che avevo avuto da Monty.
Per i figli la sua morte  soltanto parte del ciclo della Natura, ma per me  la fine della vita in cui ero importante per qualcuno.
Chiamami, se non hai voglia di scrivermi. So che scrivere, di solito,  pi faticoso per gli altri che per me. Il problema, con questi programmi di scrittura,  che si tende a scrivere all'infinito, e chiss quanti sbrodolamenti a ruota libera quando avranno perfezionato il riconoscimento e la trascrizione della voce! Esattamente com'era il mondo quando c'erano solo trib, sciamani e letteratura orale. Mi piacerebbe molto venire a trovarti nell'assolata Taos, ma nei punti dove prima mi uscivano delle belle lentiggini ora mi vengono degli orrendi eritemi solari. O gioie degli anni al crepuscolo!
In Cina c' il sole? Spero di no. So comunque che su teiere e paraventi non dipingono mai ombre.
Con mucho affetto, sebbene in grave ritardo, Sukie.
Cos, a settembre, Alexandra raggiunse le altre due all'aeroporto di San Francisco e insieme volarono per undici ore e mezzo fino a quello di Narita, in Giappone, sospese dentro il gigantesco ronzio dei motori. Volando nella stessa direzione della rotazione del pianeta, arrivarono l'indomani, tre ore e mezzo dopo. Con l'orologio interno completamente sballato, si alzarono in un hotel di passaggio dopo aver cercato per qualche ora di dormire e furono accompagnate a un volo Air China per Pechino. Dopo l'ipermodernit delle strutture di Narita, l'aeroporto di Pechino sembrava uno squallido capannone, con il pavimento di linoleum dissestato ed echi di risa volgari, sguaiate, che arrivavano dai facchini nei loro vestiti informi. La Cina, come appresero le tre donne esauste, era un posto allegro, dove il passato era al presente e ai turisti che si attenevano a tutte le regole non poteva succedere alcun male.
La presenza di Sukie contribu notevolmente al benessere di Alexandra. Alexandra non vedeva l'amica, la pi giovane e vivace della piccola congrega, da prima del millennio, dai tempi in cui Bill Clinton era presidente e si dimenava da far pena nella morsa dello scandalo Lewinsky. Jim Farlander, a malincuore, aveva acconsentito al loro ultimo viaggio invernale ai Caraibi e l'aereo del ritorno, un volo a prezzo stracciato, faceva scalo al Kennedy, cos Alexandra aveva proposto una sosta di due notti per visitare qualche museo, non soltanto il Met, il Modern e il Guggenheim, ma anche il Cooper-Hewitt con le sue meravigliose collezioni di ceramiche americane. Per rafforzare la propria ispirazione, aveva composto un numero del Connecticut - era ancora valido! e invitato la vecchia amica di Eastwick a cenare con loro a Manhattan. Lei e Jim, non essendo riusciti a prenotare un tavolo al 21, dove andavano tutti i vip, incontrarono i Mitchell al buffet del Roosevelt.
Sulle prime Lennie le era parso un po' inquieto, nervoso, ma alla seconda bicchierata aveva cominciato a rivelare la sua anima di smargiasso, volgare come il doppio petto del completo Harris Tweed che indossava. Alla seconda bottiglia della cena, mentre Jim sprofondava sempre pi nel silenzio, Lennie si imbaldanziva, come se fosse riuscito a vendere la sua merce, aumentando la dose di sorrisini e ammiccamenti per raccontare qualche storiella volta a illustrare quant'era adorabile quella testavuota di Sukie, che sfornava romanzetti rosa per donne frustrate e senza cervello. Era il tipo d'uomo con i capelli biondo scuro, i denti regolari, le orecchie piccole e gli occhi azzurri che da giovane si era messo in testa, probabilmente indotto dalla madre infatuata, di essere irresistibile. Ogni volta che si avvicinava la battuta finale della storiella, posava la mano sull'avambraccio di Alexandra e, al momento del dolce e dell'Irish coffee, la mano, scomparsa con disinvoltura sotto il bordo del tavolo, era migrata sulla coscia di lei e l era rimasta, come un tovagliolo un po' pi pesante. La cosa che meno le piaceva di Lennie Mitchell era la timidezza che la sua presenza suscitava in Sukie, il timore, perfino, con una traccia di balbuzie e uno scialbore da bas-bleu. I capelli rosso carota, che un tempo lasciava crescere come una figlia dei fiori, erano tagliati corti e mostravan del grigio; le labbra carnose si mordicchiavano come se si sforzasse di ricordare qualcosa, o forse era solo l'espressione da miope che aveva quando non portava le lenti a contatto. I tentativi di dar man forte al marito e riaccendere un'allegria cospiratoria con Alexandra sembravano gli sforzi innaturali di una versione stressata e slavata dell'allegra sessuomane che Sukie era stata un tempo.
In seguito, nella stanza del Roosevelt, dopo che l'altra coppia se n'era andata di corsa a prendere il treno delle dieci e diciassette, tanto di fretta che quando Jim si era offerto con un gesto galante di pagare il conto i due avevano sollevato una debolissima protesta simbolica, ad Alexandra il marito disse: Quel tizio  un gran farabutto. Ma Suzanne  proprio un amore.
Le sue parole erano ancora incise nella mente di Alexandra, nell'angolo a lui dedicato: Suzanne  proprio un amore.
Lei aveva risposto: Mi fa piacere che te ne sia accorto. Un tempo era la bella del gruppo. Stasera per sembrava un fantasma.
Ora, grazie a un abbassamento delle aspettative o al nuovo contesto, Sukie sembrava tornata quella del passato, pazzerella, frizzante e perfino luminosa, in tono con il dcor cinese.
I capelli erano tinti del colore di un tempo, le labbra lucide di rossetto. Agli occhi di Alexandra, alla soglia dei settantanni era un po' smagrita rispetto alle forme morbide, flessuose, smaglianti del corpo lentigginoso e del seno sodo che a poco pi di trent'anni aveva esibito, velati di goccioline di condensa, nella glande vasca di Darryl Van Horne rivestita di pannelli scuri. Alexandra aveva accarezzato quell'apparizione non soltanto con la punta delle dita, ma con bocca assetata. Le labbra di Sukie, bench adesso meno imbottite di collagene naturale, avevano conservato l'abitudine di rimanere schiuse sul viso con aria interrogativa, in un riverbero residuo di stupore.
Tutto, in Cina, era pi o meno stupefacente, a cominciare dal fatto che loro fossero l, dall'altra parte del mondo, in un paese grande come gli Stati Uniti che aveva il quadruplo di abitanti. Nell'arco dei loro ricordi, la Cina aveva assunto varie forme: una terra leggendaria di bambini che morivano di fame, contadini di Pearl Buck, dragonesse, risci e pirati dei fumetti; una democrazia amica abilmente capeggiata da Chiang Kai-shek e dalla fascinosa moglie, una delle sorelle Soong; una vittima dolente degli efferati giapponesi e fedele alleata del presidente Roosevelt; un campo postbellico di Guerra fredda dove si consumava un
conflitto civile nel quale il presidente Truman astutamente si rifiut di intervenire e sul quale i fedeli nazionalisti persero contro i comunisti; il bastione inespugnabile di un credo politico ostile; una fonte di orde di volontari nemici che dalla Corea si riversavano a sud; una massa ponderosa di umanit robotizzata che avrebbe potuto ingoiarci se pungolata a Quemoy, Matsu o Formosa; una folla di guardie rosse inneggiante a Mao in una rivoluzione culturale che scimmiottava brutalmente la controcultura occidentale degli anni Sessanta; poi, dopo il viaggio di Nixon e impacciati brindisi a cena, di nuovo un'alleata, contro l'Unione Sovietica; dopo la morte di Mao e lo scioglimento della Banda dei quattro, un tenero vivaio di liberalismo economico in boccio; dopo il trionfo del pragmatismo di Deng Xiaoping, una consumatrice vorace di posti di lavoro americani e destinataria di dollari americani; ora, infine, un'incombente superpotenza del 21esimo secolo, un miliardo e trecento milioni di lavoratori e consumatori, una creditrice del declinante capitalismo americano e una competitrice per le scarseggianti riserve globali di petrolio. L, nell'aeroporto, con la sua voce alta e vagamente affannata, Sukie grid: Ci divertiremo da matti!
I loro bagagli dovevano ancora sbucare sui nastri trasportatori.
Altri americani, come rane che emergono con gli occhi e le narici dall'orlo di fango di uno stagno poco profondo, cominciavano a spuntare. Inghiottita nel trambusto dell'arrivo, la loro guida, un neozelandese piccolo e giallognolo, figlio di medici missionari a Taiwan, uno che si era cibato di mandarino, cantonese e giapponese oltre che del suo riso quotidiano, apparve al di l di un gate e, scagliando brandelli di idioma a destra e a sinistra per aprirsi un varco, condusse a un pullman in attesa il gruppo che aveva raccolto. Le tre donne inalarono l'aria poco illuminata, l'aria eccitante della Cina, pepata di aromi indecifrabili e annunci inintelligibili, un vasto mondo degli inferi che affiora nel turismo. Il pullman era fin troppo accogliente,
pieno com'era di soddisfatto cicaleccio eccessivamente comprensibile - quelle voci americane languide e uniformi, le parole strascicate di facezie civettuole, l'accento compiaciuto della superpotenza del secolo scorso, i suoi pensionati che occupavano tronfi i sedili come all'inizio buio di un lungo film.
La strada che usciva dall'aeroporto sembrava poco trafficata;
la fiancheggiavano giovani alberi, per chilometri e chilometri, e luci tremolanti, come luci della ribalta. La citt circond gradualmente il pullman di vicoli illuminati e costruzioni basse dal tetto di tegole rosse. Hutong pronunci Sukie, dal sedile di fronte.
Sotto un lampione un uomo sedeva su una normalissima sedia e si faceva tagliare i capelli, con un lenzuolino rimboccato attorno al mento come se fosse in un vero e proprio negozio di barbiere. Ad Alexandra la scena, cos calma e naturale, parve magica: la semplicit di usare un vicolo come stanza. L'affitto risparmiato, l'attrezzatura professionale ridotta a un lenzuolino e un paio di forbici.
Doveva essere passata la mezzanotte. Jane, seduta accanto a lei, si era addormentata, con il respiro che raschiava riecheggiando debolmente il suo russare in Egitto, come un animaletto in gabbia che ormai non si illude pi di fuggire.
Delle tre, Jane, la vedova pi ricca, aveva prenotato una camera singola, mentre le altre ne avrebbero occupata insieme una seconda. La decisione di Jane di avere una stanza per s indusse Alexandra a chiedersi se anche lei aveva russato: un pensiero preoccupante. Jim non si era mai lamentato, ma dopo tutto lui spesso non l'ascoltava, seduto al suo tornio ronzante, a pensare i suoi pensieri monotoni di maschio. A
che prova curiosa ci sottopone la Natura: rinunciare ogni giorno alla consapevolezza, esporci a chiss quali violenze e imbarazzi onirici.
L'hotel giganteggiava sopra il quartiere di case basse e buie come una grande nave che mostra file di luci accese sopra onde cupe. Nell'atrio altissimo un pianista, nonostante
l'ora tarda, suonava melodie di Broadway per uno sparuto gruppetto di asiatici al bar: una meditativa Blue Moon, un'animata Mountain Greenery. Come mi piace questo posto folle! esclam Sukie. Lexa, qui dobbiamo essere felici!
Aveva sostituito Jane accanto ad Alexandra. Jane si era allontanata per lasciarsi sprofondare in una poltroncina imbottita, estraniandosi in un momento che avrebbe dovuto condividere con le altre.
Condividere: ecco una cosa che la Cina consentiva di fare e che nel loro paese, con la sua propriet privata e il suo illuminato interesse personale, risultava invece difficile.
Pranzavano e cenavano a tavoli rotondi dove le vivande erano disposte su grandi vassoi girevoli carichi di piatti di portata che affaccendate cameriere sostituivano in abbondanza.
A ciascun tavolo, dodici o quattordici americani dovevano affrontare montagne di spaghettini, verdure, bocconcini di carne, ravioli (particolarmente viscidi e appetitosi, i ravioli)
e addirittura grani di riso con i bastoncini, strumenti tutt'altro che prensili. Dopo il giro turistico del mattino e poi quello del pomeriggio, durante i quali gli spuntini erano impossibili, erano affamate e traevano un beneficio spirituale dall'accaparrarsi una porzione di cibo, con pazienza e destrezza acquisite, mentre i piatti, vuotandosi velocemente, ruotavano. Alexandra condivideva con Sukie l'ora o due di riepilogo, lettura e bucato dell'intimo nella camera d'albergo prima che il sonno le cogliesse come avrebbe colto due bambine innocenti dopo una giornata di giochi sfrenati. Il respiro di Sukie, nei suoi polmoni che funzionavano a met, non faceva rumore; anzi, era tanto silenzioso che le prime notti Alexandra scendeva dal letto e si chinava ad ascoltare per esser certa che l'amica inalasse ossigeno ed espellesse anidride carbonica. Resistette alla tentazione di accarezzarle i capelli, o di toccarle un pezzetto luccicante di spalla scoperta, anche se qualche volta sistem le lenzuola l dove Sukie, rannicchiandosi, le aveva arruffate. Un contatto un po' pi deciso e Jane, nella camera accanto, lo avrebbe avvertito, e si sarebbe ingelosita, e la loro preziosa trinit si sarebbe spezzata. Il difetto dei trii  che due possono coalizzarsi contro uno. La Grande muraglia, che avevano fatto tanta strada per vedere, fu la meta della prima escursione, il primo giorno, quando erano ancora sotto jet lag. Il pullman che portava le tre vedove sobbalz e molleggi sulle stradine tortuose che per un'ora si arrampicarono sulle colline fino alla Grande muraglia, pi vicina alla capitale di quanto avessero immaginato. A disposizione del gruppo c'erano non solo la guida cresciuta a Taiwan e due giovani accompagnatrici sorridenti anche se perlopi zitte, ma pure un professore americano che, in piedi alla testa del pullman, sforzandosi di tenersi in equilibrio, parl nel microfono a gelato.
In Cina, ogniqualvolta c' un problema disse, sbilanciandosi di lato quando il pullman imbocc un tornante,
il governo dice: "facciamo festa!" E prosegu, per quel poco che Alexandra riusc a sentire: Si stima che il primo imperatore della Cina unificata, il cui nome si scrive Q-i-N
ma si pronuncia "Cin", un uomo di cui sentiremo parlare spesso in questo viaggio, abbia reclutato un milione di persone, all'incirca un quinto dell'intera forza lavoro cinese, per erigere un muro ininterrotto lungo tutta la frontiera settentrionale del suo impero di recente unificazione. Alcuni tratti esistevano gi; erano stati costruiti nel lontano VII secolo avanti Cristo. Nel deserto [Alexandra non ne cap il nome] se ne trovano tratti risalenti al II secolo avanti Cristo che sono fatti di rami, paglia, riso e sabbia. Per la gran parte delle altre sezioni, usarono terra pressata. Il notevole tratto che vedrete, di mattoni e malta, con la sommit abbastanza larga perch vi cavalchino sopra cinque uomini affiancati e con torri di avvistamento presidiate e attrezzate per emettere segnali di fumo o fuochi in caso di attacco nemico, fu costruito in quel modo durante la dinastia Ming,
dal XIV al XVII secolo, e venticinque anni fa fu restaurato per essere portato alle attuali, eccellenti condizioni da un'quipe di muratori, ingegneri, archeologi ed esistenzialisti tedeschi.
Nel pullman ci fu una risata, qualche petardo umido di riso nervoso e ansioso di compiacere, e Alexandra si chiese se la parola fosse stata davvero esistenzialisti. Il suo udito non migliorava con l'et. Ma il professore, che aveva imparato a piegare le ginocchia per ammortizzare gli sbandamenti del pullman, aggrott la fronte e persistette in uno stile che a lei sembr esistenziale, disperato. Aggrott la fronte e avvicin il piccolo microfono alla bocca. Il fatto  che la cosa non funzion mai. N per Qin, n per i Ming. I
manci superarono la Muraglia, o entrarono passando per i varchi, e formarono la dinastia seguente. Qin sacrific un'intera generazione per la Muraglia - immaginatela appiccicosa di sangue, e immaginate le schiene a pezzi, le lunghe notti trascorse a cercare di prender sonno per terra. E
ciononostante, il suo impero croll. Gli succedette il figlio, che per non riusc a tenere insieme l'impero per pi di quattro anni. Qin fu come Cromwell: la sua fu la dinastia di un solo uomo. A trentotto anni assunse il titolo di "primo imperatoree undici anni dopo mor. Ma assicur alla Cina una configurazione duratura. Standardizz la scrittura, il sistema di pesi e misure, la coniatura - il foro quadrato in mezzo ad alcune monete  suo - gli assali dei carri. Organizz l'impero in unit amministrative e sottomise le famiglie potenti della capitale. Non era confuciano e nemmeno taoista, bens legalista: convinto che tutti fossero fondamentalmente malvagi o quantomeno stupidi, riteneva necessario reprimerli con leggi scritte, applicate senza piet. Era un totalitarista, e non in nome della contingenza, ma di un dogma, una dottrina. Con la sua unica eccezione, gli individui non contavano. Fu uno splendido assolutismo, che dopo la sua morte si frantum in una serie di stati in guerra. Nel corso del giro turistico vedremo il suo esercito di terracotta,
insieme al quale fu sepolto. Qin era un megalomane sanguinario, ma questo non bast per difendere i confini della Cina.
Come la storia chiarisce, non c' modo di tener fuori i barbari. Alla fine vincono sempre. L'energia viene dal basso, dagli emarginati e dagli oppressi, da chi non ha niente da perdere.  come l'acqua in una pentola sul fuoco: la pi calda, sul fondo, sale in superficie.
Parla degli arabi bisbigli Jane all'orecchio di Alexandra.
Il conducente, cinese, forse spazientito dall'incomprensibile voce americana amplificata, imbocc una curva a una velocit particolarmente sostenuta, senza frenare. Il professore barcoll e per un soffio non ruzzol gi per i gradini dai quali si saliva e scendeva dal pullman. Arriveremo fra mezz'ora annunci al microfono, dopodich si sedette nella prima fila.
La giornata era cominciata sotto nubi perlacee, ma quando il pullman parcheggi e i turisti arrancarono su per una ripida salita sterrata, il sole si era aperto un varco e infettava di luce accecante tutte le cose visibili. La stradina che saliva verso la Muraglia era fiancheggiata da entrambi i lati di bancarelle che vendevano sciarpe di seta, T-shirt di cotone con scritte in caratteri cinesi o latini e carabattole varie -
trottole dipinte, pupazzetti che facevano acrobazie, uccelli di plastica e legno che svolazzavano e cinguettavano in cima a un bastoncino, palle intagliate dentro palle intagliate, pagode in miniatura, immagini della Grande muraglia dipinte su ovali di porcellana o stampate su medaglioni rotondi -
che luccicavano al sole. Oppressivamente, i proprietari di ciascuna bancarella lanciavano richiami ai turisti di passaggio e alcuni invadevano la carreggiata per mettere disperatamente davanti a una faccia con ogni probabilit americana inutili oggetti di cattivo gusto. Alexandra tirava dritto, respingendo le intrusioni con un mezzo sorriso di rammarico.
Jane non si dava la pena di sorridere e continuava a fare un gesto brusco della mano come per scacciare dei moscerini che le volavano davanti alla faccia. Sukie sorrideva incerta, con gli occhi spalancati in un'espressione di viva curiosit, cos i venditori si accalcavano attorno a lei, gridando e sventolando le loro mercanzie. Le sue due compagne ritennero che la cosa pi prudente da fare fosse continuare a salire verso la Grande muraglia. Quando Sukie, un po' ansimante, le raggiunse, portava in testa un cappello conico di paglia, legato sotto il mento con una morbida stringa rossa.
E in mano ne aveva altri due, che porse alle amiche perch li indossassero.
Suzanne Mitchell l'ammon Jane, sottolineando ogni sillaba. Pensa ai germi e alla sporcizia che ci avranno soffiato sopra. Non bisognerebbe neanche toccarli, figuriamoci comprarli. Qui c' ancora la tubercolosi. La gente sputa dappertutto: gliel'ho visto fare in aeroporto.
Oh, Jane, non rompere rispose spigliata Sukie. Quante altre volte verremo in Cina? Lexa, tieni, prendi il tuo. Li vendevano a cinquanta yuan l'uno e me ne hanno dati tre per cento yuan. Sono pi o meno dodici dollari. E sono cos classici.
Mi sta bene, no? Gir la testa da una parte e dall'altra e si scost il cappello dalla fronte. I lunghi capelli, sistemati dietro le orecchie piccole e curate, erano un'imitazione pi sgargiante del colore arancio di un tempo; la frangia fiammeggiava al sole, sul margine dell'ombra gettata dalla Grande muraglia.
Molto, Sukie disse Alexandra. Ma forse sei tu, pi che il cappello. Si cal in testa il suo - taglia unica - e annod la stringa cremisi sotto il mento. All'ombra senza peso del cappello si sent pi al sicuro. Filtrava del pulviscolo in movimento. Jane segu il suo esempio, appena fuori tempo rispetto alle sorelle in vena di monellerie.
Sukie, un po' affannata, disse loro: Quando me lo sono messo in testa, gli altri venditori mi hanno lasciato tranquilla.
Una magia. Alexandra vide le sue labbra tendersi, per inalare pi aria dopo la breve salita. Le tenne aperte per espellere il fiato, ripulendosi i polmoni per il nuovo respiro.
All'amica si strinse il cuore per la piet.
Alexandra disse: Se hai ascoltato il professore, sai che
tutta la Muraglia  una magia - un sortilegio lungo diecimila miglia contro i barbari invasori. Dalla sua sommit, raggiunta salendo degli scalini di pietra, quello spettacolo -
un largo drago di mattoni marroni che serpeggiava lungo un crinale da una tozza torre all'altra - suscit in lei la stessa sensazione di leggerezza, di sospensione, che aveva provato in Canada sul sentiero d'assi della cima Sanson. La Grande muraglia, aveva letto da bambina in Ripley's Believe It or Not,  la sola opera dell'uomo visibile dalla Luna.
Poco pi avanti, sull'ampia sommit della Muraglia c'era un telefono pubblico con un cartello che annunciava in molte lingue e scritture che da l si poteva telefonare in ogni parte del mondo. Bench i dintorni fossero affollati, la pensilina del telefono era vuota. Potremmo chiamare i nostri figli propose Alexandra.
Non coglierebbero il prodigio rispose Sukie. Loro vivono in un mondo in cui, quando fai il numero dell'aeroporto locale per avere informazioni, ti risponde una persona in India che legge delle carte che ha davanti in un accento che rende tutto incomprensibile.
Jane disse: Mio figlio maggiore gioca a bridge su Internet con un gruppo di cui fanno parte uno di Ulan Bator e una che sta in Albania. Parlano solo attraverso le carte.
Alexandra cerc di ricordare i figli di Jane: c'erano un ragazzino obeso, una bambina scheletrica e altri due. La bambina aveva la faccia sporca di cibo, che le si infilava sempre nell'apparecchio. Nessuna di loro, nessuna delle tre streghe, era stata una madre ideale - secondo i criteri degli ossessivi genitori d'oggi, che non perdono mai di vista i figli, nemmeno alla fermata d'autobus di fronte a casa - ma anche in base ai criteri pi lassisti della loro generazione poco attenta, Jane era stata scandalosamente negligente.
Ma noi non siamo loro insistette Sukie, cercando di tenere alto il morale del gruppo. Noi siamo dell'era pre-elettronica e siamo entusiaste di essere qui. Per noi la Terra  ancora enorme, giusto? Prese per mano le due compagne e le trascin con s, prima camminando e poi correndo, tutt'e tre affiancate, gi per la discesa della sommit della Muraglia fino all'altra torre, dove i soldati dell'imperatore avevano fatto la guardia, dormito e cucinato lasciando macchie di fumo ancora visibili secoli dopo. Al di l di quella torre, i restauratori tedeschi avevano perso interesse: la Muraglia mostrava riparazioni pi approssimative e, un centinaio di metri pi avanti, come poterono constatare, si innalzava in un cumulo invalicabile di macerie, difeso da transenne. Senza fiato per la corsa e le risatine, dopo aver sgambettato sotto gli sguardi in tralice dei turisti e davanti alle facce impietrite delle guardie, le vedove si fermarono a guardare con calma il territorio al di l delle merlature, quello dei temuti barbari nomadi. Catene di montagne azzurre, via via pi scure, rimpicciolivano nel cielo fosco senza mostrare la minima traccia di abitazioni o campi coltivati. Dall'altra parte, quella rivolta a sud-est dalla quale erano venute, ogni pendio era stato terrazzato e irrigato, ogni valle racchiudeva un villaggio, e una sgargiante congerie di negozi e tavole calde si riversava gi dalle fondamenta della Muraglia. Ecco la Cina, che brulicava per mandato divino.
Elettrizzate dalla loro galoppata sul confine del mondo civile, Sukie chiese a un americano grassoccio, un barbaro grottesco in bermuda, cappellino da baseball con visiera e scarpe da ginnastica, di far loro una foto con la piccola Nikon digitale, nuova di zecca, comprata apposta per il viaggio; lui, rapidamente, ne scatt parecchie e mostr loro sul visore che aspetto avevano in Cina, con i tre tradizionali
cappelli a cono scostati dalla fronte per mostrare facce anziane dal largo sorriso intrepido. Tre magi, incorniciati in enormi, assurde aureole di paglia. Questa sar la nostra cartolina di Natale promise Sukie, ridendo.
Con che velocit, pens Alexandra, erano tornate un trio, una trinit che si univa a formare un cono di potere. Non che quelle due donne le piacessero pi delle amiche di
Taos, coriacee, bohmien e vestite di jeans - paragonate a loro, Sukie e Jane avevano ristretti orizzonti nordoccidentali- ma in loro compagnia si sentiva pi forte, pi profondamente apprezzata, meglio gustata. Loro l'avevano conosciuta all'apice della sua desiderabilit, in una societ che, isolata dal narcisismo urbano e tuttavia compartecipe dell'eccitamento sessocentrico dei tempi, aveva valutato la desiderabilit al di sopra di tutto. Paragonata a Sukie, non era stata promiscua - semmai pigramente leale al coniuge inetto e all'amante a lungo termine, l'aspirante marito Joe Marino.
Paragonata a Jane, era stata materna e convenzionalmente rispettosa del buoncostume tradizionale. Tuttavia, in un certo senso lei regnava sulle altre, come un pi ampio condotto nel flusso sotterraneo della Natura, quella scura corrente contraria alla tirannia patriarcale cui attingeva la stregoneria.
Si trattava di chimica: senza di lei catalizzatrice, la pericolosa reazione energizzante non si produceva.
La giornata seguente era destinata a una gita in pullman a Pechino. Purificate dall'aver messo piede sulla Muraglia e aver visto dai suoi parapetti l'azzurra, spopolata maestosit delle regioni barbariche, che nessuna muraglia sapeva escludere, e ritemprate da una notte di sonno profondo
(Sukie non russava: tirava respiri nei suoi polmoni guasti con la leggerezza di un gattino, un rumore quasi impercettibile che si mescolava al comfort termico somministrato dai ventilatori dell'hotel all'occidentale; e comunque la presenza di un'altra persona in camera rilassava Alexandra, come se quell'altra fragile vedova potesse proteggerla), le tre turiste furono condotte nel grandioso labirinto della Citt proibita.
Come spieg il professore a bordo del pullman sobbalzante, era stata costruita dal terzo imperatore Ming per rafforzare la vicina frontiera settentrionale, sempre vulnerabile.
A proposito di feste disse nel microfono. Duecentomila operai la tirarono su in appena quattordici anni, ultimandola nel 1420. Inizialmente fu chiamata Citt proibita purpurea. La Stella polare era detta "Palazzo purpureoe considerata il centro dell'universo. L'imperatore, per associazione, doveva essere uno strumento divino del potere universale. Qui regnarono gli imperatori di due dinastie, fino al 1911, quando l'imperatore-bambino Puyi abdic -
povero piccolo Puyi. Senza dubbio alcuni di voi avranno visto il film, che in parte  stato girato qui. La Citt proibita ne ha scampate tante.  sopravvissuta al fuoco, alla guerra, alla guerra civile e alla rivoluzione culturale, una fortuna toccata a ben poche altre testimonianze storiche. Secondo Mao, il passato della Cina era un peso morto che gravava sul paese da troppo tempo. La Citt proibita fu ideata in base a principi elaborati per la prima volta tremila anni fa dagli Shang, quando i nostri avi caucasici si pitturavano di azzurro e facevano la punta alle frecce togliendo un pezzetto di silice per volta.
L'autista, che svoltando bruscamente per le strade della citt non era riuscito a buttare a terra il professore, azion i freni per fermare il pullman in piazza Tiananmen. I turisti scesero. Il professore tenne duro in una fiumana di altri turisti alla porta Tianan, la porta della Pace celeste, e grid:
Tutto  simmetrico, come vedete. Tutti i cortili e le sale delle cerimonie sono disposti sull'asse nord-sud. La passerella di marmo serviva soltanto per il passaggio dell'imperatore sulla portantina. Tutti gli altri, per quanto importanti
- ministri, scribi, concubine, l'imperatrice stessa - passavano per varchi e ingressi laterali. E invece adesso guardateci
- turisti, barbari, jengin - esattamente qui dove un tempo poteva passare soltanto la portantina dell'imperatore! E la catena Starbucks, quando ha chiesto il permesso di costruire accanto alla porta della Pace celeste, l'ha ottenuto! Addio, feng shui! Ben arrivato, frappuccino!
Alexandra osserv il professore: un uomo basso, esangue, con la pancia molle, gli occhiali montati a giorno e i capelli radi che sparavano in alto in ciuffetti secchi, un accademico scarruffato in semivacanza, senza giacca n cravatta e con i polsini della camicia bianca rimboccati nella calura della tarda estate, eppure con una nota appassionata e addirittura insolente nella voce forte, insistentemente istruttiva e nelle sopracciglia nere e sporgenti. Ad Alexandra piaceva guardare gli uomini e chiedersi se, in et da marito, si sarebbe sentita attratta da questo o quello tanto da portarselo a letto.
Da anni il sesso era scomparso dalla sua vita; aveva gi smesso di avanzare pretese pressanti quando ancora c'era Jim; tuttavia i riflessi, il sistema di riferimento, rimanevano.
Porte, cortili, sale - dell'Armonia suprema, dell'Armonia preservata, della Coltivazione mentale, dell'Armonia perfetta, degli Orologi - si succedevano con effetti stupefacenti.
Doppi cornicioni piastrellati di luccicante giallo imperiale si curvavano all'ins alle estremit, contro il cielo. Dalla porta della Purezza celeste, nemmeno i ministri pi fidati dell'imperatore potevano passare, ma all'alba dovevano riunirsi fuori per pronunciare un rapporto. Lui lo sentiva? Poteva agire di conseguenza? Chi udiva i suoi editti, letti con gran pompa alla porta della Pace celeste? Scatole dentro scatole, una paralisi dell'armonia. Probabilmente la vita, immaginava Alexandra, si raccoglieva in piccole sacche, in furtivi depositi mormoranti. Le stanzette di legno, pressoch gabbie, in cui le concubine trascorrevano la loro vita, suscitarono in lei un sorriso quasi di comprensione: donne prigioniere, annoiate, che riempivano di liti di gelosia e di incantesimi disperati gli interminabili minuti, con il cuoricino che fremeva nella timorosa speranza che il mutevole favore dell'imperatore finalmente si posasse.
Il lungo mattino divent pomeriggio. Il professore le ricondusse fuori, passando davanti alle duecento tonnellate dei nove dragoni di marmo in rilievo, gru bronzee che simboleggiavano la longevit, troni di sandalo imbottiti di seta chiara, pannelli cloisonn, fra tesori muffiti quali candelabri, brocche, servizi da t, sigilli imperiali, giade e coralli intagliati, su pavimenti e pavimenti di mattonelle dorate, e alla porta della Pace celeste le riconsegn alla vastit di piazza Tiananmen, nel suo genere il pi grande spazio pubblico
del mondo. Il professore osserv che l'immenso ritratto di Mao appeso sopra la porta era esattamente sull'asse imperiale;
al Grande Timoniere era stato perfino riallineato l'asimmetrico neo facciale. Quanto al timoniere del loro gruppo, che si chiamava Moore, lui guard l'orologio che aveva al polso, grosso e di poco prezzo, e grid: Tornate al pullman fra un'ora. Non fate niente di barbaro.
Mentre i bambini e i venditori cinesi di carabattole le fissavano come fossero animali esotici di dimensioni umane, Alexandra, Jane e Sukie discutevano se mettersi in coda per visitare il mausoleo di Mao, in fondo alla piazza. Lo adorano ancora? chiese Alexandra. Credevo che l'altro, Deng Vattelapesca, lo avesse rovesciato.
Non proprio scatt Jane. Vengono sposini in luna di miele e gente di campagna. S, i poveri lo adorano ancora.
Come Stalin in Russia - i falliti della nuova Russia lo adorano ancora.
Su, non possiamo perdercelo! disse Sukie. Quando mai ci capiter di nuovo? Voglio vedere gli sposini!
Giovani neosposi, eleganti da commuovere e con le mani che si sfioravano discrete, in effetti erano un elemento delle due lunghe file. Ma c'erano anche bambini, uno per coppia di genitori, e anziani in pigiama, e uomini d'affari taiwanesi in completo scuro e lucido che fumavano e scherzavano fra loro. Le file, tenute in ordine da guardie in uniforme, avanzavano velocemente; prima ancora di rendersene conto, Alexandra si ritrov nell'atrio silenzioso, con gli occhi posati sul volto di fama planetaria, l'implacabile Altro, il sovrano assoluto, per ventisette anni, di un quarto della popolazione mondiale, un imperatore ora finalmente accostabile dai suoi sudditi. Il corpo giaceva in una bara di cristallo sormontata da una bandiera rossa. Il viso era pi piccolo di quanto si fosse aspettata e non sembrava il suo. Malgrado il suo culto della personalit, Mao appariva impersonale, con sopra uno strato uniforme di cerone arancio che non somigliava granch alla pelle di un vivo e la faccia floscia e anonima: poteva
essere chiunque, un qualsiasi cinese immobilizzato dalla tassidermia, con i capelli lisciati all'indietro. Mentre Alexandra osservava il profilo arancione, l'occhio di Mao si apr: l'iride nera sembr spostarsi di lato come per guardarla e poi la palpebra si richiuse, veloce come un batter d'occhio, sigillandosi come carta incollata.
Alexandra ebbe un tuffo al cuore; le sfugg un flebile, acuto brontolio e la giovane coppia alle sue spalle lanci un'occhiata astiosa alla barbara che aveva guastato il suo sacro momento con la salma. Non fate niente di barbaro. Visibili sul lato opposto della bara di cristallo, Sukie e Jane, nell'altra fila, si stavano gi allontanando, con un'espressione fissa di deferenza. I visitatori sfilarono per il negozio ufficiale di souvenir e poi fuori nel chiasso di venditori dell'obsoleto Libretto rosso e di fermacarte che custodivano l'immagine di Mao. Alexandra chiese alle due compagne: Siete state voi?
A far cosa?
A farmi strizzare l'occhio da Mao. Mi  quasi venuto un colpo. Se fossi svenuta o avessi urlato, ci avrebbero mandate tutte in prigione per disturbo della quiete pubblica.
Sukie rise allegramente. Jane sembrava determinata a non scusarsi. Disse senza sorridere: Non potevamo sapere se funzionava. Dalla nostra parte, sul suo profilo non succedeva niente.
Sukie cerc di ammorbidire il tiro mancino spiegando:
Il fatto  che avevi quell'espressione di finta solennit, come un ateo a messa, cos ti abbiamo fatto uno scherzetto.
Alexandra protest: Cercavo solo di mimetizzarmi. Tutti capiscono che non sono cinese, ma forse potrei passare per filocomunista.
Lexa disse Sukie teneramente, la nostra dolce santarellina.
E pure vanitosella. Perch dovrebbe strizzare l'occhio proprio a te? Quello  sdraiato l da anni e gli passano davanti milioni di persone.
Jane, piuttosto stizzita, aggiunse: Loro sanno benissimo
perch sei in coda. Semplice e stupida curiosit. Tu non attribuisci a questa gente la giusta dose di sprovincializzazione.
Adesso hanno Internet: sanno tutto dell'Occidente.
Sanno quanto siamo infantili a voler vedere il corpo di Mao.
Sanno che tutti avevamo il suo ritratto appeso in camera, al pensionato dell'universit, anche se lui aveva promesso di seppellirci.
Quello era un altro intervenne Sukie. Quel buffo russo pelato, con il nome pieno di consonanti. Come mi piaceva a Hollywood, quando faceva le bizze. Vi ricordate?
Alexandra riprese la protesta. Ma mi ha strizzato l'occhio per davvero disse. Ho pensato che forse i due dietro di me lo avevano visto, ma non sapevo come chiederglielo.
Mi sembravano un po' seccati. Era gelosa, in realt, perch le altre due si erano coalizzate contro di lei per farle un incantesimo, anche se per un solo secondo.
E le altre due capirono di aver violato, per quanto giocosamente, la loro trinit. Con il ricongiungimento, i loro poteri tornavano sotto forma di pizzicori, di prefigurazioni, di quel gusto da ragazzina per la cattiveria, per i malefici. Al bar dell'hotel, davanti a una prunella che dava alla testa, stabilirono che la loro prossima proiezione illusoria - un esercizio esiguo, di pochissima sostanza, poco pi soprannaturale dell'ipnosi e dell'intuizione femminile - sarebbe venuta da tutt'e tre, unite sotto il loro cono di potere, ai danni di un estraneo.
L'indomani il gruppo arriv in due ore di aereo nell'antica Xi'an, la capitale dell'imperatore Qin, sito di insediamenti matriarcali neolitici, che risalivano al 4500 a.C.:
Xi'an, luogo d'origine della ceramica cinese e, molto tempo dopo, del comunismo cinese. A nord e a est della citt giacevano molte tombe imperiali, compresa quella di Qin che, sebbene non ancora portata alla luce, si diceva contenesse meraviglie quali fiumi di mercurio. Il suo esercito di terracotta sepolto fu scoperto a poco pi di un chilometro di distanza nel 1974, quando alcuni contadini che stavano scavando un pozzo disseppellirono una scultura. Fu quanto il signor Moore (Non proprio il signor A. Moore scherz Jane) raccont traballando e quasi cadendo alla testa del pullman. Dopodich condusse il gruppo nell'enorme hangar, attrezzato con dispositivi touchscreen e uno schermo cinematografico a 360 gradi, innalzato sopra le fosse in cui c'erano schiere di soldati di terracotta, a migliaia, bench gli archeologi ne avessero ricostruiti completamente all'incirca soltanto mille. La Fossa 1 disse il signor Moore, quando il gruppo gli si assiep attorno per udirlo nonostante il rumore degli altri turisti e delle altre guide sulla passerella attorno alle fosse consiste di undici corridoi paralleli scavati.
In origine erano sormontati da un tetto di legno ricoperto da una stuoia di paglia e da uno strato di argilla. Il tetto, con gli anni, croll e i soldati furono schiacciati. Le gambe sono solide, ma i busti sono cavi. Mani e teste furono aggiunte in un secondo tempo e particolari come orecchie e barbe furono le ultime parti scolpite. Si dice che non ci siano due facce uguali, ma io ne dubito. Credo che ci fossero quattro o cinque modelli base e che poi i pezzi venissero abbinati in vari modi.  rappresentata una vasta gamma di etnie - forse l'imperatore ostentava cos l'eterogeneit del suo impero. I
fanti non portano elmo n armatura: dal punto di vista militare era pi importante che potessero muoversi velocemente.
Gli arcieri avevano un carro. Alla regina Elisabetta II, tra i pochi occidentali cui sia mai stato concesso di scendere laggi dove c' l'esercito, fu donata la copia di un carro come souvenir. Be', che altro dire? Il tentativo di personalizzazione  interessante, mi pare, considerato che veniva da un tiranno legalista. Chi di voi ha visitato le tombe egizie pu fare un paragone con quelle: tranne il faraone e la sua regina, tutti sono intercambiabili, standardizzati. La cosa interessante di questi soldati, il motivo di tanta popolarit,  la loro naturalezza. Ci sono donne, vedove, che mi hanno detto che sarebbero ben contente di portarsene a casa uno come marito. Non russerebbe, ve lo assicuro.
Vedove, russare: Alexandra prov un pizzicore sul cuoio capelluto e dietro la nuca. Era come se il signor Moore le avesse invaso la testa prima che loro fossero riuscite a invadere la sua. Se bisognava fare uno scherzo, la vittima designata era lui. In quel momento, alla risata compiacente della cerchia di ascoltatori stretta attorno a lui, si sent in obbligo di fare un'altra battuta: la faccia gli si gonfi leggermente quando cerc invano di farsene venire in mente una. Come per allontanare tutti quanti, il signor Moore disse a voce alta: Girate un po'. Non rimanete qua. Andate sul retro, dove stanno ancora dissotterrando i soldati. Un pezzetto dopo l'altro, mica facile. Nella Fossa 2 potete vedere gli scavi in corso. Un lavoro da formiche, com' sempre stato qui in Cina. Adesso si possono scattare foto. Dieci anni fa era vietato: ti strappavano di mano la macchina fotografica. Chi viene in Cina di frequente come me si accorge che la paranoia sta diminuendo, ogni volta diminuisce un po'. Fra poco noi saremo pi paranoici di loro. Girate, guardate e imparate. Ci vediamo al padiglione dei carri fra quaranta minuti.
Bench il signor Moore - il nome era Eric, aveva appreso Alexandra - volesse starsene da solo, lei e alcuni altri, comprese Sukie e Jane, rimasero accanto a lui, l alla ringhiera, a guardar gi le schiere un po' irregolari di soldati di creta che avanzavano verso di loro in ordine di battaglia, rivolti a est, da dove, secondo l'imperatore Qin, sarebbero potuti arrivare i suoi nemici dell'aldil. Il silenzio e l'immobilit impassibili dei soldati assumevano una sfumatura minacciosa.
Agli occhi di Eric Moore cominciarono a muoversi - un
movimento minimo ai margini del campo visivo, una deformazione come una bolla nel vetro vecchio. Una distorsione della trasparenza, una contrazione sfuggente. Gli occhi gli bruciavano, come dopo troppe ore di lettura: si tolse gli occhiali senza montatura e si strinse con due dita la radice del naso per chiarirsi le idee.
Alexandra inal l'odore della creta che saliva dalla
grande fossa; insieme le arriv quello del corpo massiccio del professore, dalle ascelle e da quelle pieghe nascoste in cui si rapprende il sudore. Certi uomini, anche senza farsi il bagno, sono inodori, come il suo primo marito, Oswald Spofford, mentre altri rincalzano la loro maschile presenza con una miscela piccante di cuoio, cavallo, tabacco, whisky, creta, come Jim Farlander. Il signor Moore era uno la cui carne, dimenticata nelle sue attivit cerebrali, aveva il profumo delle secrezioni stantie e del sudore irrancidito del lavoro notturno. Era un odore sgradevole ma virile, che le ricordava il demi-monde perduto dell'intimit fisica, la piacevolezza dell'inverecondia e della compenetrazione.
Eric Moore inforc di nuovo gli occhiali e non ebbe dubbi, i soldati di terracotta si muovevano: senza dondolare le braccia e le gambe e senza cantare una marcia, ma avanzando come onde oceaniche che si sollevano in creste, ricadono in avanti e sono risucchiate senza alterare il volume dei freddi abissi sottomarini. Le loro armi, falci di bronzo dal manico ligneo marcito da tempi remoti, si agitavano come brandite, e adesso s che sentiva il loro canto, mentre marciavano verso il massacro, massacrando e massacrati, ritmiche increspature nel vociare della folla intrappolata sotto il tetto dell'immenso padiglione moderno eretto sopra le fosse scoperchiate. Il canto diceva: Da, sha, xue, si. Combatti, uccidi, sangue, morte. Era questa la Cina, intuiva: millenni di massacri, guerre, carestie, inondazioni, torture, gente sepolta viva, scuoiata viva, ammazzata dal lavoro, eppure tanta morte non bastava mai per sgravare la terra del suo peso di gente. L'esercito continuava a marciare, ad avanzare, epitome dell'atroce storia dell'umanit.
Si chiese se non stesse diventando matto, da solo o preda di un'allucinazione collettiva. Si gir verso la persona che casualmente gli era pi vicina, la pi grande e grossa delle tre vecchie, le vedove, sempre appiccicate l'una all'altra con
un'intimit sinistra. Questa qui poteva essere stata una bella donna, un tempo; la sua bocca mostrava un certo compiacimento, canzonato da un sorriso fra la curiosa fossetta sul mento e quella pi piccola sulla punta del naso. Sembrava assorta nella contemplazione dell'esercito ai suoi piedi, mentre le due amiche, non lontane, avevano gli occhi chiusi, come se fossero concentrate su una visione interiore.agitazione, la donna chiese: Qualcosa non va, signor Moore?
Lui ment: No, ma il monosillabo usc rauco.
Le fece compassione. Li ha visti muoversi? Io s.
Davvero?
Accorgendosi del suo sguardo interrogativo, della sua 
Mi  sembrato, per un attimo. Adesso sono fermi. Staranno facendo delle prove - sa, ologrammi.
Eh, gi concord lui, sollevato. I nuovi cinesi. Vanno matti per i giochi tecnologici.
E il giro turistico continu: quattro giorni sul Fiume Azzurro, per forre pittoresche destinate a esser presto invase dall'avanzare inesorabile della popolazione, poi a Chungking, dove il quartier generale di Vinegar Joe
Stilwell aveva misteriosamente conservato il grigiore e l'umilt onorabili del tempo di guerra, e poi ancora sul fiume Li, dove gigantesche facce rocciose sembravano contenere nelle rughe colonne di antiche iscrizioni e dove smunti pescatori accovacciati, con la pertica, spingevano sul filo dell'acqua le loro delicate imbarcazioni, e infine a Shanghai e Hong Kong, metropoli congestionate, in rapida crescita, citt del futuro, il futuro in cui il mondo non sar altro che citt, citt e deserti che faranno tremare l'aria e sciogliere i ghiacciai e i poli nel devastante riscaldamento del globo.
La Cina era una delizia per le tre donne. Ogni giorno prometteva un gingillo nuovo, un nuovo posto da vedere, dai colori brillanti come pittura fresca. La vasta terra sembrava corrotta dal tempo e dalla sofferenza, ma - tranne cheper qualche chiesa controllata, residuo di secoli di disprezzati sforzi missionari - priva delle colpe del cristianesimo, il cristianesimo che aveva perseguitato le streghe con la furia dei suoi stessi desideri negati. Qui l'aria era pulita di quella parte di storia, di quegli spettri tirannici che predicavano il peccato e la salvezza, e le donne dimenticate da Dio, nel loro turismo impudente, si sentivano libere.
...
.
...
CAPITOLO 2.
...
.
...
Il ritorno dei malefici.
...
.
...
Sui nostri piaceri c' il marchio di Satana: altrimenti non saremmo indotti, pur sazi, a tornare a rincorrerli finch ci divorano.
Dopo la Cina, le vedove avrebbero dovuto disporsi a tirare qualche conclusione sulla passata vita matrimoniale e prepararsi col pentimento alla tomba e al giudizio nell'aldil, ma, eccitate dalla riscoperta dei loro poteri indotta dal viaggio in terra straniera e restie a separarsi e allontanarsi nuovamente dalle attempate complici di malefatte, le tre mantennero i contatti, per e-mail, per lettera e soprattutto attraverso il mezzo, ormai pittoresco, da loro preferito quando avevano vissuto nella stessa cittadina: il telefono. Quei trent'anni avevano rimpicciolito i massicci apparecchi di bachelite degli anni Settanta e saldato insieme i cavi dai vari colori codificati, ottenendo cos telefoni cellulari argentei, con la suoneria programmabile che poteva diventare una melodia preferita o una silenziosa vibrazione dentro una tasca del grembiule. I costi esorbitanti delle ex-
traurbane, che fino a non molto tempo prima avevano costretto i clienti di AT&T a monitorare continuamente i minuti di
chiacchiere, si erano sgonfiati, riducendosi alle tariffe trascurabili di Verizon o Sprint e abbassandosi ancora di pi quando i minuti gratis erano diventati parte del contratto di tutti i possessori di cellulari. Ormai telefonare nel New Mexico, digitando una serie di cifre grazie anche alla rinnovata agilit del pollice opponibile, costava come telefonare a New York.
Lexa? Sukie aveva nella voce una cadenza incerta, come se si aspettasse una risposta negativa a una domanda che non aveva ancora posto.
S, tesoro, cosa c'?
Non che per Alexandra la vita a Taos fosse proprio vuota.
Aveva cominciato a usare il tornio di Jim per realizzare vasi suoi con cui reintegrare la fornitura del negozio, che piano piano si riduceva nel corso dell'inverno, quando i migratori che venivano a svernare dall'Est e dal Midwest decoravano le loro case nuove in quello che secondo loro era l'autentico stile occidentale. Lei cercava di emulare la mano di Jim, ma nel suo tocco femminile c'era qualcosa che assottigliava l'argilla e attenuava i colori delle bande dipinte.
Inoltre la sua vita sociale cominciava a migliorare: era stata invitata a far parte dell'organo consultivo della Mabel Dodge Luhan House e uno degli altri membri, un vedovo rubizzo di nome Ward Linklater che scolpiva grandi bronzi ispirati alla fauna dell'Ovest, soprattutto coyote, lepri scarpa da neve e mustang selvatici, un pezzo d'uomo con i baffi bianchi e, sotto il labbro inferiore, una barbetta da dandy ben curata, da un po' di tempo le faceva gli occhi dolci. L'aveva invitata qualche volta fuori a cena e lei aveva trovato piacevoli i loro teneri discorsi, innaffiati di vino rosso, sui rispettivi coniugi morti; dopodich erano tornati ciascuno a casa propria, troppo stanchi per fare altro. Il sesso dopo i settanta? Non voleva nemmeno sapere se esisteva.
Quando gli aveva chiesto, giocosamente, se la barbetta sotto il labbro aveva un nome, lui arrossendo aveva risposto:
Credo che i giovani di qui la chiamino "scopetta dell'amore", ma il discorso era finito l.
Sukie disse: Io e Jane pensavamo: che ne diresti del Machu Picchu?
Il Machu Picchu sulle Ande?
S, visto che ti erano piaciute tanto le Montagne Rocciose canadesi. E non ci sarebbero solo le rovine: c' Lima, c' Cusco, e il giro comprende anche la Bolivia e l'Ecuador.
Una delle attrattive, come Jane voleva che sottolineassi,  che non c' jet lag:  giusto giusto sotto di noi, nello stesso fuso orario.
Se Jane ci teneva tanto, perch non mi ha telefonato lei?
Ha pensato che avresti dato pi retta a me.  convinta che tu ce l'abbia con lei per qualcosa che  successo in Egitto, anche se non sa cosa.
Che assurdit. In Egitto non ha fatto niente di male, anche se  vero che russava. Il fatto  che non posso proprio fare un altro viaggio lungo a cos breve distanza da quello in Cina. Per quanto riguarda le meraviglie del mondo, la Grande muraglia e le piramidi mi bastano e avanzano.
Francamente non posso permettermene un'altra. Tu e Jane a quanto pare siete state lasciate negli agi, ma io e Jim tiravamo appena avanti e adesso devo tirare avanti da sola. Mi dispiace, carissima.
Non scusarti. Immaginavo che avresti risposto pi o meno cos. In realt sono sollevata. Avevo qualche dubbio su come poteva andare col mio enfisema a quella quota, anche se la signorina dell'agenzia mi ha detto che non sarebbe stato un problema.
Be', chiaro. Per lei no.
Infatti. Una pausa, durante la quale le due si gustarono il rapporto d'intesa. Per riprese Sukie, malinconica
sarebbe bello andare da qualche parte insieme, prima di essere troppo vecchie. Jane ha qualche problema di salute, anche se non le va di parlarne.
Che problemi ha?
Non so, dentro. Non vuole parlarne. Il Messico potresti permettertelo?
Ci sono gi stata con Jim. Pi volte. Certe autostrade su cui abbiamo viaggiato, prima con i miei poveri figli ancora poco abituati al nostro matrimonio che, sul sedile di dietro, avevano caldo e si lamentavano, e poi noi due soli, in una seconda luna di miele, pare che adesso siano piene di banditi che rapiscono gli americani per chiedere un riscatto. Il mondo ci  sempre meno amico, vero?
E l'Irlanda? Quello  un posto ancora amico, anche se
ho sentito che non  pi a buon mercato come una volta, prima che entrasse nella UE e diventasse la Tigre celtica. Gli uomini del Rocky Ridge andavano sempre in Irlanda a farsi una settimana di golf. Non ti piacerebbe vedere il Ring of Kerry? I monaci vivevano in piccoli alveari di pietra. Lennie non era un po' irlandese?
Oh, Sukie. Tu sei cos giovane. Io mi stanco al solo pensiero di salire su un aereo. L dove sei non  bello? Qui da me s. L'asciutto sole del deserto mandava la sua fioca luce obliqua delle cinque sul ripiano di cristallo del tavolino, sui lucidi libroni che illustravano la ceramica americana antica e moderna e sul folto tappeto navajo. Le mattonelle del pavimento avevano lo stesso colore tenue della terra arenosa che teneva in vita il giardino di piante grasse davanti alle porte del patio - comici fichi d'india con le orecchie da Topolino e ocotilli a forma di bacchetta ad arrangiarsi col poco che avevano.
Per insistette la voce remota, che le rimbalzava all'orecchio, a quanto poteva saperne Alexandra, dalla pancia di un satellite mille miglia sopra il mondo e le sue meraviglie tu qui non ci sei. Mi sento cos sola, da quando Lennie  scomparso.
"Morto", vuoi dire.
Quel che . "Scomparso" mi sembra meno definitivo.
Aveva i suoi limiti, ma mi faceva compagnia. Tutti i nostri vecchi amici cercano di essere carini, ma si vede che la mia presenza li scoccia. Il fatto  che non c'entro pi niente con loro. Se non fosse per i miei libri e per le lettere che mi scrivono le fan, delle rincoglionite dall'immedesimazione facile, potrei dire che non conto niente per nessuno. Capisco come mai gli indiani - quelli dell'india, non i nostri - hanno inventato la satt.
E i tuoi figli? I tuoi nipoti? Per loro conterai pur qualcosa.
Sentiva che cominciava a inasprirsi con Sukie, come una mamma esasperata. Preferiva concentrarsi sulla lanugine che ricopriva i cactus in miniatura nel vaso quadrato:
com'era incandescente, al sole, una vera e propria aureola.
Da l il pensiero and a Ward: perch lui che aveva una bocca tanto bella e simpatica ostentava quello stupido triangolino di peli ispidi sotto il labbro? Alexandra temeva che una sera, con troppo vino rosso in corpo, potesse sfuggirle una critica e, sia che lui sfidandola si fosse tenuto la barba, sia che per accontentarla se la fosse rasata, l'episodio li avrebbe gettati in un'intimit alla quale non era preparata. Non aveva voglia di ricominciare a tenere i conti con gli uomini, le tacite battaglie dei favori concessi o negati, generosit e vendetta.
Be', sono gentili disse Sukie, dei suoi figli, ma senza esagerare. Penso a quante volte avrei potuto far meglio, quand'erano piccoli, alle cose che rimpiango, che vorrei tanto non aver fatto, ma i figli crescono,  giusto cos. E
quando fai per scusarti, loro ti guardano con quell'espressione vacua: hanno dimenticato. Ho visto che con la scomparsa di Lennie - scusa, la morte di Lennie - hanno accettato benissimo anche la mia. Povera vecchia mamma, dicevano.
Riposi in pace. Quando dicevano qualcosa. Uno dei tuoi non  rimasto a Eastwick?
Quest'ultima piega presa dal flusso di coscienza di Sukie colse Alexandra alla sprovvista. Marcy disse. La pi grande. Quando io e Jim ci siamo sposati, lei non  rimasta con noi nell'Ovest. Aveva un ragazzo a Eastwick High, gli era molto legata, e dopo la laurea ha detto che voleva iscriversi alla RISD e diventare una vera artista - vera al contrario di me, immagino. Era decisa ad allontanarsi da me. Si guadagnava da vivere facendo la cameriera al Bakery Coffee Nook e, dopo aver mollato la RISD - in fondo non le piaceva fare l'artista, diceva, troppo da egocentrici -  andata a fare la cameriera da Nemo, visto che ormai aveva l'et per servire gli alcolici. Alla fine, dopo un po' di promiscuit, credo, si  sposata con uno del posto, uno un po' pi grande di lei
- un elettricista, da non crederci, dopo che suo padre aveva avuto una ditta di impianti per cucine a Norwich.
Nemo ripet Sukie in tono trasognato. Che bel posticino era - quei johnnycake burrosi. Quel tortino col roast beef. Quand'ero al "Word" ci pranzavo tutti i giorni. Ti ricordi il "Word"?
Certo. In principio era il "Word'. Probabilmente Nemo lo stanno vendendo, mi diceva Marcy un po' di tempo fa: alla catena Dunkin' Donuts. Non mi dice mai granch: ci siamo allontanate, credo. Non vuole che si sappia in giro che  mia figlia: la gente si ricorda ancora abbastanza bene di noi.
Che bello. Essere ricordate disse Sukie, assorta.
Pu essere bello o brutto. Tesoro, c' qualcuno alla porta.
Penser a dove potremmo andare insieme. I Caraibi sono troppo volgari? Una volta mi piaceva molto St Croix, anche dopo che quegli estremisti avevano sparato a quei quattro sul campo da golf.
Il sole, cara. Hai dimenticato. Ho un'allergia tremenda.
Mi riempio di macchie. Come se si fosse offesa, Sukie tronc la telefonata senza aggiunger parola. Perfino lei diventava scontrosa con l'et.
Era trascorso tanto tempo che per Alexandra le altre due streghe erano come dissolte nel passato. Senza di loro la sua vita era stata soddisfacente, e lo era tuttora. I vasi miglioravano, pensava. Quando in negozio entrava una coppia, spesso era stata la donna a incuriosirsi vedendo gli oggetti in vetrina ed era lei a comprare. Lontano dal tornio, Alexandra riprese a modellare le figurine, con le braccia e le gambe ma prive di mani e piedi, che a Eastwick chiamava
puppine. Una volta era entrata in negozio una donna che, dopo averle osservate bene, le aveva detto: Sono molto carine, ma hanno poco del Sudovest, vero? Alexandra si era detta d'accordo; ma le piaceva modellarle con l'argilla avanzata, la faccia inespressiva volta all'ins sulla testolina come per prendere il sole, o come di fronte a una visita a
sorpresa, i fianchi pesanti, piacevoli da tenere in mano e adatti a far da solida base su uno scaffale. Gli uomini ne erano divertiti; le donne qualcosa di pi: ne erano incantate, o commosse, riconoscendosi in loro.
Di tanto in tanto Ward Linklater la invitava ancora a cena, ma ormai il momento di arrivare al dunque era perduto e lui non le aveva mai fatto un'avance sessuale, cos il gentile rifiuto che Alexandra aveva elaborato mentalmente rimaneva avvoltolato dentro di lei. Il sole estivo batteva spietato sul tetto; i cactus invocavano un temporale novembrino che non arrivava, bench a ovest torreggiassero nubi tralucenti e affilate, e i ratti del deserto si facevano le tane nei fichi d'india morti. Fece un viaggio sentimentale verso nord, nel Colorado. L'aperta campagna di quando era bambina era irriconoscibile: i campi aperti dove un tempo andava a cavalcare avevano ceduto il passo a case tutte uguali e a un campo da golf a nove buche che succhiava acqua da un lago artificiale.
In dicembre il telefono squill: era Jane Smart Tinker, che riprese la conversazione fatta con Sukie come se fosse stato ieri. Ssaint Croix  una proposta stupida sibil.
I Caraibi vanno bene per i tipi da Club Med, che vogliono drogarsi e fornicare al chiaro di luna su una candida spiaggia corallina.
Non mi sembra male ammise Alexandra.
Lexa, devi crescere. Per noi quel periodo  finito. Perfino Sukie ha capito che deve metterci una pietra sopra.
Ma allora, Jane, cosa rimane?
Rimane la saggezza, tesoro. Rimane il mondo da vedere.
Rimangono gli occhi e le orecchie da usare. Rifletti un momento: abbiamo la consapevolezza, non  meraviglioso?
Tutti quei neuroni. In futurino sono andata a fare il giro dei giardini dell'Himalaya. Il Sukkim, il Bhutan. Abbiamo dovuto rinunciare al Nepal, con la rivolta maoista.
Quindi rimane il paradiso. E con chi sei andata?
Aspettandosi che rispondesse di essere andata con Sukie, Alexandra si prepar all'attacco di gelosia.
Invece Jane disse: Non li conosci, cara. Con i club di giardinaggio di Brookline e Dedham. C'erano anche due o tre mariti - patetici, sempre in mezzo ai piedi. Ho scoperto di amare le donne. Era una cosa che sapevi di me?
Be', non che lo sapessi veramente. Ma credo che quasi tutte le donne si sentano pi a loro agio con altre donne.
Con le donne sai cosa aspettarti, e non ti aspetti granch. 
per parlarmi di questo che hai chiamato? Per fare outing?
Mi pare che nel tuo stato i matrimoni omosessuali siano permessi. In tutti gli altri, su questo tema divampa la polemica.
Adesso basta fare la spiritosa. Io e Sukie abbiamo un'idea seria da proporti.
L'Antartide. Nella telefonata di Jane c'era qualcosa di minacciosamente determinato che induceva Alexandra a difendersi dietro le battute di spirito.
Questa, Jane non la prese per una battuta di spirito. Disse:
No, ma chi ci  stato giura e spergiura sulla sua immensa bellezza. Comunque no, Sukie dice che sei troppo povera per andare in un posto costoso: che ne diresti, allora, di tornare a Eastwick?
Eastwick? Adesso?
L'estate prossima, Lexa. Per un mese o due, dipende da cosa troviamo in affitto. Noi non ci badavamo perch l cercavamo di viverci, ma non dimenticare che  una localit estiva. La spiaggia, la Baia, i negozietti di Dock Street che vendono acquerelli kitsch, gingilli di vetro colorato e candele.
Tu dovrai pur scappare da quel caldo bestiale che fa nel New Mexico.
Di solito non  terribile - sai, qui siamo in alto - anzi, proprio adesso c' la neve per terra. Per  vero, ammetto che l'estate scorsa...
E allora... E poi lo sai che d'ora in poi le estati saranno pi calde. Non sei curiosa di vedere com' cambiata la citt?
So gi com' cambiata. O meglio, so quanto poco 
cambiata. Io e Marcy ci sentiamo ancora, ogni tanto. Hanno aperto qualche altro ristorante Chi-Chi's e ci sono gallerie d'arte che nascono e muoiono. Su quegli alberi rachitici di downtown ci sono le lucine bianche di Natale tutto l'anno: ecco l'idea che hanno l delle migliorie.
Jane, insieme alla sua ispirazione, non si lasci travolgere dal cot depressivo di Alexandra. Disse, sparando sibilanti:
Che tristezza. Per non ci credo. O comunque non credo che sia tutto l. C' qualcos'altro, c' sempre stato. Forse  lo spirito di Anne Hutchinson.  stato liberatorio, ci ha dato potere. Ci siamo realizzate. Non avremmo mai dovuto trovarci un marito e andarcene.
Oh, Jane, come fai a dire cos, dopo quello che abbiamo fatto?
La dura voce dell'altra scatt. Che cosa abbiamo fatto?
Che cosa? Ci siamo scopate qualche coglione del posto, facendogli solo un gran favore. Abbiamo giocato a tennis con quel tizio, come si chiamava, Van Horne, e abbiamo usato la sua vasca da bagno. Abbiamo giocato.
Abbiamo ucciso Jenny Gabriel, ecco cos'abbiamo fatto.
Dopo aver affatturato la moglie di Clyde, in modo che lui la uccidesse con l'attizzatoio e poi si suicidasse.
Tutte dicerie, gioia mia. Non ci sono prove. E comunque, che ce ne importa?  successo pi di trent'anni fa.
Quelli che potrebbero ricordarsi di noi sono quasi tutti morti.
Io non voglio tornarci disse Alexandra, con tanta convinzione che per un attimo non vide pi il sole invernale sulla spolverata di neve n, dentro, i confortanti manufatti sudoccidentali, con i loro umili bruni, nocciola e ruggine presi in prestito dalla terra da una popolazione indigena che non concepiva il peccato, il nero ottenebrante del peccato. Primo popolo li chiamavano in Canada. I
coraggiosi guerrieri combattevano contro altri coraggiosi guerrieri, le donne pestavano il granturco per farne farina.
La vita era dura, silenziosa e innocente. Nei primi tempi
Marcy mi invitava sempre da lei e io ogni volta mi sottraevo.
Lei non insisteva. Sai, all'epoca non era pi una bambina. Aveva diciassette anni. Certe cose le capiva. Il male.
Oh, la mia dolce creatura dal cuore tenero. Non cambierai mai. Il male, santo cielo. Direi la realt, piuttosto.
Adesso la vita non ti sembra piatta da morire, al contrario di quanto succedeva a Eastwick?
Sar vero? Alexandra sposta il terreno di scontro sulla vedovanza dell'altra. Perch tu dovresti passare l l'estate?
La famiglia di Nat non aveva una grande casa nel Maine, vicino a Bath o a Bar Harbor?
La vecchia l'ha venduta. Diceva che l'unica ragione per cui la teneva era che cos Nat poteva andare in barca in agosto.
 in grado di fare queste cose? Comprare, vendere e cose simili, a centoquattro anni?
Con il funerale di Nat, quella vecchia bacucca si  ringalluzzita.
Ha perfino ripreso ad andare al concerto sinfonico del venerd pomeriggio, con uno chauffeur grosso e nero. Per un po', quando c'era ancora Nat, non sapeva chi era n dov'era: sapeva solo che non le piaceva la tappezzeria che fissava tutto il giorno ed era convinta che l'infermiera la stesse avvelenando. Le spese di manutenzione della casa nel Maine erano diventate mostruose. Era uno di quei casoni rivestiti di assicelle e con un centinaio di abbaini, e il problema delle assicelle  che seccandosi si deformano e cadono.
Ho sempre odiato quella casa. Era riscaldata soltanto dai caminetti e l'oceano era troppo gelido per farci il bagno, anche in agosto. Quelli che andavano nel Maine d'estate erano di stirpe puritana e volevano punirsi perch erano ricchi.
Quindi no, sono ben contenta di andare nel Rhode Island.
Per non a Newport o a Jamestown. D'estate sono invase dai curiosi. Solo Eastwick. A Eastwick vanno soltanto quelli un po' tocchi.
Oh, Jane, come fai? Come fai a essere cos entusiasta?
Sukie  sicuramente d'accordo con me:  un'idea orribile, orribile. Come tornare sulla scena di un delitto.
Ripeto, non c' stato alcun delitto. C' stata una sana esplorazione delle nostre potenzialit femminili. A Sukie l'idea piace da morire. Quando ne parliamo le si illuminano gli occhi e la faccia le diventa tutta rosa. In Cina non ti  sembrata di un pallore preoccupante? Smorta, e patetica, con quei capelli tinti. S, insomma, a quella poveretta sono rimasti solo due mezzi polmoni.
Ultimamente vi vedete? Dove vi incontrate?
La voce di Jane sollev uno scudo di laconicit. Lei viene a Boston. Lennie aveva degli impegni, a Boston. Una volta ci siamo viste a New Haven, dove c' un nipote di Nat che frequenta Yale. Ti dispiace, Lexa? Non  colpa nostra se abiti cos lontano. Tu non ci inviti mai da te.
S che vi ho invitate, ma voi avete snobbato l'idea. Avete detto che l'Ovest era pieno di grassoni baciapile. Tuttavia Alexandra si scopr restia a inquinare l'asciutta purezza di Taos con zaffate del suo acquitrinoso, colpevole passato.
Torn sui suoi passi: Perch Sukie dovrebbe voler tornare a Eastwick?
Mah, la conosci. Curiosit giornalistica. Magari riesce a tirar su qualcosa per il suo prossimo ridicolo romanzo rosa.
Magari incontra una vecchia fiamma o fa una nuova conquista.
Nel Connecticut, a quanto pare, le mogli tengono ben salde le redini della famiglia e i pochi uomini promiscui che ci sono hanno quella capacit metropolitana di eludere le responsabilit.
Queste parole indussero Alexandra a dubitare che Ward Linklater avesse tale capacit. Tra un bicchiere di vino rosso e l'altro era emerso che nella sua vita precedente la scultura era stato un hobby del fine settimana; il suo mestiere vero, fonte del suo agio economico, era stato quello di imprenditore edile: aveva riempito il deserto assoluto fra Albuquerque e Santa F di distese e distese di case di riposo a prezzi agevolati del genere che Alexandra disprezzava.
Be', io queste illusioni non le ho disse a Jane. Io non ci vengo. Assolutamente no. Eastwick  stata una fase e sono ben contenta di averla superata. Fine del discorso, tesoro.
Quando, dopo qualche giorno di malumore, chiam Sukie, la pi giovane fu vaga: fu come essere a una festa e parlare con qualcuno che continua a guardare alle tue spalle.
Sukie, non posso credere che tu voglia affittare una casa a Eastwick per noi tre quest'estate.
Io? Jane mi  sembrata tanto entusiasta all'idea che non me la sono sentita di discutere. Potrebbe essere divertente, non so. Perch non fare qualcosa di diverso, tutt'e tre? Non sei curiosa di sapere che cosa succederebbe? Comunque non metterla gi cos dura, Lexa.  solo un'idea, un modo per stare insieme.
Un'idea molto ripugnante, se vuoi sapere come la penso.
Per me quella citt appartiene al passato. Ha il malocchio.
E chi glielo avrebbe fatto, il malocchio? chiese Sukie.
Non siamo state solo noi. C'erano Brenda Parsley, Marge Perley, Greta Neff, Rose Hallybread e forse bisognerebbe metterci anche Felicia, nella categoria. Superstiziosamente, la lingua esit prima di pronunciare Felicia, la moglie assassinata di Clyde Gabriel - Clyde che impazz in parte per l'alcol e in parte per amore di Sukie. Era l che i malefici avevano toccato abissi dai quali non potevano pi risalire, e lei detestava pronunciare quel nome perch Felicia era morta. D'altra parte, probabilmente anche le altre ormai erano morte.
Sukie rise; Alexandra ebbe la sensazione che la risata nascondesse un principio di sbadiglio. Lei, quando faceva le sue tirate sul Vietnam disse Sukie, di sicuro aveva la bava alla bocca. Intuendo che il tono nostalgico non rispondeva ai bisogni del momento di Alexandra, aggiunse con pi brio: Tesoro, sei superstiziosa da far tenerezza. Il malocchio non dura per sempre. Quell'atmosfera venefica dipendeva dai tempi, il declino degli anni Sessanta e l'arrivo dei Settanta, e da noi che eravamo giovani, piene di energia e ben piantate nel ceto medio.
Be', questi tempi non sono esattamente gli Happy Days della televisione asser Alexandra. La gente  scontenta di Bush com'era scontenta di Johnson e Nixon. Siamo in un altro pantano. E intanto le infrastrutture, la scuola pubblica e i parchi nazionali vanno a catafascio.
Sukie fece una pausa, come per soppesare queste asserzioni, dopodich, con fare esasperante, concluse: Bene, mi sembra di aver capito che l'idea non ti piace, quindi possiamo fare a meno di te.
Perch no? A quanto pare, su qualsiasi argomento tu e Jane siete di colpo sulla stessa lunghezza d'onda.
Non essere gelosa, cara, non ce n' motivo. Jane non  una persona facile. Ma, come dicevo, non sta benissimo, e credo che si senta molto sola, in quella grande casa buia, dove non solo non c' pi Nat, ma abita una matriarca che mostra tanto dinamismo. Quanto a me, non so, Lexa; mi sento tanto svuotata, tanto irreale, ora che Lennie  morto.
Ho pensato che Eastwick potesse riportarmi alla realt. In Cina continuavo a pensare a com'era bello, quando la vita cominciava a esser breve, avere delle vecchie amiche che ti conoscevano da tanto tempo e che potevano ridere delle stesse cose e ricordare le stsse persone orribili. Ma forse sono stata sciocca. Sospir, con i suoi teneri mezzi polmoni.
Lasciamo stare, tesoro, come non detto.
Tu vuoi farmi sentire in colpa, Sukie, ma non ci verr lo stesso. Se volete potete venire qua a visitare le riserve indiane.
Sono affascinanti. Ci sono ancora gli sciamani, che riescono a fare cose da non credere. Davvero, li ho visti. Potreste perfino convincermi a fare una crociera nell'Antartide, a vedere quei pinguini tanto pieni di vita.
Silenzio. Non una risata. Poi: Lexa, devo tornare al lavoro, prima di dimenticarmi di che colore sono gli occhi dell'eroina. Stavo strappandole il corpetto. Per devi capire una cosa: io e Jane non vogliamo convincerti a fare niente. Cercavamo solo di offrirti un'opportunit. Poich nella fumante vasca nera erano state per cos dire amanti, Sukie sapeva come comunicarle di esser ferita; Alexandra riagganci ancora di malumore.
Quello stesso inverno, quando qualche tempo dopo il telefono squill di nuovo, con il display che diceva TELEFONATA
INTERURBANA, Alexandra rispose con il cuore diviso tra la possibilit di ristabilire i rapporti con le altre due vedove e il bisogno di mantenere ferma la sua posizione contraria.
Ma la voce femminile all'altro capo del filo non era n dell'una n dell'altra. Pronto, mamma? disse.
Delle due figlie, la pi giovane, Linda, viveva ad Atlanta con il secondo marito e nel corso degli anni aveva acquisito un lievissimo accento del Sud e i languidi toni acuti della femminilit inculcati da quella regione. La voce che sentiva non aveva quel tono: era una voce profonda, sessualmente neutra, aggressivamente brusca, che induriva le a e non pronunciava le r come le voci del New England. Marcy! esclam Alexandra. Che bella sorpresa!
Nessuna delle due figlie telefonava pi spesso di quanto dettasse la cortesia e Marcy ancor meno. Ho saputo che l'estate prossima forse verrai qui disse, in quel suo tono goffo e concreto. Marcy si era ingrossata, dopo quella gracile fase adolescenziale di donna vergine, e si era scurita, soprattutto nelle folte sopracciglia e nei cupi occhi incassati.
Chi ti ha detto una cosa del genere? Non  vero, tesoro.
Alexandra sentiva di assomigliare un po', nel tono difensivo che la figlia maggiore suscitava in lei, alla figlia minore, quella testa vuota di Linda. La sua voce, affaticata dalla dissimulazione, sembrava implorante: . da un po' che Jane e Sukie - te le ricordi, vero, Jane Smart, si chiamava una volta, e Sukie Rougemont - cercano di convincermi a
tornare da turista a Eastwick. Io ho sempre risposto di no.
Tanto per cominciare a te non piacerebbe, ho detto.
Perch devi dire cos? Ci rimango male, mamma. Potremmo stare un po' insieme, vederci pi spesso di quanto non ci siamo mai viste, e potresti conoscere meglio Howie e i ragazzi.
Marcy si era sposata con l'elettricista del posto, Howard Littlefield, proprio quando sembrava ormai destinata a rimanere per sempre la zitella tracagnotta che era, e alle soglie dei quarantanni gli aveva dato due figli maschi - tipico della sua generazione cocciuta e tardiva, pens Alexandra, ai cui tempi invece le donne relegavano le gravidanze nell'intervallo postadolescenziale, predisponendosi cos a una vita adulta libera da ricoveri in ospedale e dai ritmi serrati dell'allattamento. I ragazzi. Vanno ancora alle superiori?
Mamma, sei scoraggiante. Ti dimentichi tutto. Roger ha dodici anni e Howard Junior ne ha appena compiuti nove.
Gli hai mandato un videogioco, ti ricordi?
Ma certo. Spero non uno di quei videogiochi violenti e osceni.
Ad Alexandra non piaceva ammettere di avere una figlia ultracinquantenne, con i capelli grigi che non faceva niente per nascondere e un porro sul lato del naso che non si preoccupava di farsi togliere. Un fratello di Marcy, Ben, il secondogenito, era ancora peggiore di lei: pi stempiato di com'era stato Oz alla sua stessa et, era un conformista pieno di s che viveva in Virginia e aveva degli affari a Washington che non poteva specificare meglio. Era repubblicano, come suo padre; ma avere un figlio repubblicano era peggio che avere un repubblicano per marito. In un marito ce lo si poteva aspettare. Per Alexandra era tanto bizzarro essere madre di maschi - il pene e i testicoli un tempo pigiati dentro di lei, insieme alla predisposizione genetica al disordine in camera e allo sport in tiv - che con i figli maschi, con i quali in fondo il legame era quasi uno scherzo, riusciva a stabilire un rapporto pi facile che con le figlie, guardate con gli stessi occhi giudicanti con cui guardava se stessa.
Sono tutti cos stava dicendo Marcy. Si bada di pi alla coordinazione tra occhi e mano che non ai contenuti antisociali. Comunque gli  piaciuto moltissimo e ci gioca sempre. Hai ricevuto il suo biglietto di ringraziamento?
S ment Alexandra. Era molto carino.
Cosa diceva? insistette Marcy, testarda.
Le solite cose carine dei bambini. Sto ancora aspettando di sapere chi ti ha detto che vengo a Eastwick.
Ho sentito Jane Tinker. Simpatica, tra l'altro, vero? Una vecchietta gagliarda, al contrario...
Di me, volevi dire.
Al contrario delle mamme di molti miei amici, volevo dire. Tu non sei rimbambita, mamma. Semplicemente tieni le distanze.
Tesoro, io sono quaggi a cercare di sopravvivere vendendo vasi. Ho imparato a usare il tornio di Jim. A fine giornata sono stordita.
Mi ha chiesto di vedere che cosa c' in affitto.
Jane? Dopo tutti i miei no?
Ha detto che forse la casa sarebbe servita a lei pi una o due donne.
Una o due donne. Non possono farmi questo. Tutto alle mie spalle.
Mi ha solo chiesto di dare un'occhiata, vedere cosa c' in giro. E in realt non ho trovato granch. Eastwick non  mai stata una gran meta turistica; le mete turistiche sono nella parte insulare della Baia. C' il motel sulla strada per East Beach, dopo la pizzeria che hanno chiuso...
Ah. L'hanno chiusa? La pizza era buona. Sottile e croccante, invece che alta e grondante di formaggio.
Il pizzaiolo  andato in pensione un mucchio di tempo fa e si  trasferito in Florida.  l che andremmo tutti, potendo permettercelo. Io e Howie abbiamo scelto il nostro posto. Direttamente sul mare, dalla parte del Golfo. Ci andiamo per due settimane tutti gli anni. In quella zona c' qualche casa in affitto, ma per tutti e tre i mesi estivi, e di solito affittano alla stessa famiglia, che torna ogni anno.
Qualche chilometro a nord, sulla Route 1, c' un Days Inn, ma l non si respira l'atmosfera della cittadina.
No disse Alexandra, e subito si pent di averlo detto: era solleticata.
C' un solo posto possibile che potrei trovarvi - ed era per questo che chiamavo - la vecchia casa Lenox ti creerebbe qualche problema? La banca che se l' presa l'ha convertita in un condominio, piuttosto bello, devo dire.
Casa Lenox. Adesso la chiamano di nuovo cos? Lei e la figlia si erano spostate su un terreno scomodo - lo scandaloso passato - e non era facile uscirne. Non credo che sia stata casa Van Horne tanto a lungo. S, qualche problema me lo crea.
Il campo da tennis c' ancora, ma non il pallone che Van Horne ci aveva messo sopra. Per il condominio  dura - agli inquilini non va che la sopraelevata venga inondata una o due volte all'anno - cos, dalla parte senza vista sul mare, qualcosa in affitto per tempi brevi c'. Per tre donne, mi ha detto l'amministratore, ci sarebbero due appartamenti al primo piano. Hanno diviso la vecchia sala della vasca - te la ricordi, con il soffitto apribile - e in quello spazio hanno creato un altro piano. Credo che sia un po' raffazzonato - mi hanno fatto vedere una di quelle stanze e in effetti il soffitto mi  sembrato piuttosto basso - ma dalla finestra si vede la sopraelevata e, a differenza del centro citt, di notte il posto  tranquillo.
Come fa un condominio a essere tranquillo? Metti che dall'altra parte del muro abiti un teledipendente.
Mamma, ti prego. Non fare la snob. Non sar tranquillo come il deserto del New Mexico, questo no. Ma nel mondo reale quasi tutti hanno un televisore altrui dall'altra parte del muro.
Dici, tesoro? Non sapevo che conoscessi tanto bene il
mondo reale. Prima non sei voluta venire con me e Jim nel New Mexico perch avevi quel ragazzo che ti prendeva tanto, poi morivi dalla voglia di andare alla RISD e umiliarmi come artista, poi hai mollato dopo un anno per tornare dove sei nata e fare la cameriera in un postaccio di terz'ordine.
Quanto tempo hai passato, nella tua vita, fuori dal Rhode Island? Dal piccolissimo, minuscolo Rhode Island.
Mentre tu negli ultimi tempi hai girato il mondo in lungo e in largo, vero? Mamma, ti voglio molto bene, ma sei sempre stata viziata. Prima ti hanno viziata i tuoi genitori, poi il povero pap, e poi Jim. Tu non hai mai dovuto fare i conti con i bisogni veri n con la vera solitudine.
Questo non  vero, tesoro. Con queste cose si fanno i conti per il solo fatto di essere umani.
Non chiamarmi "tesoro".  troppo tardi per i "tesoro".
Mi dispiace, non volevo fare la rompiballe. Caso vuole che mia madre sia una reginetta di calendimaggio, una bella reginotta piena di pappa reale, mentre io sono solo un'ape operaia, una da tappezzeria.
Non  vero, tes... Marcy. Tu sei molto attraente. Sei stata una bambina perfetta.
 solo un modo per dire che da allora  cominciata la decadenza. Bene, scopro che la vita  decadenza. Salvo per, che tu ci creda o no, che io e Howie ci divertiamo.
Nei nostri modi modesti. Con i ragazzi e senza. E un giorno ci ritireremo in Florida e ci compreremo una barca.
Una barca per pescare? Che bello, cara.
Senti in che tono lo dici - sei cos snob, ti credi chiss chi. Ma come fai a essere cos? Tutti sono al tuo servizio. Jane e questa Sukie si mettono al tuo servizio, io mi metto al tuo servizio e tu storci il naso all'idea di un condominio, anche per starci un mese o due.
Ora che si era assestata su un certo tono, la lite non turbava Alexandra. Almeno parlavano; succedeva qualcosa: Marcy sputava fuori questo risentimento assurdo, come se sua madre fosse Dio e avesse creato l'universo. Nel New Mexico, dalla morte di Jim e prima ancora, Alexandra aveva dovuto far fronte agli attacchi di depressione. La secchezza della sua pelle invecchiata, la scarsit della vegetazione desertica su alte rocce e minerali, la monotonia delle giornate di sole, i venti di montagna che la scavavano, la grandiosa desolazione della Natura che non demordeva: il risultato era un peso enorme da spingere per arrivare a sera.
A Eastwick aveva provato molti sentimenti - paura, vergogna, entusiasmo, speranza - ma mai la depressione, a quanto ricordava.
Sei tu disse pacatamente a Marcy la ragione principale per cui non voglio venire. Ho pensato che probabilmente sarei stata motivo d'imbarazzo.
Adesso? Al mio imbarazzo avresti dovuto pensarci quando avevo quindici anni. Sapessi cosa mi dicevano i miei compagni di scuola, e io che dovevo guardare negli occhi va Marino quando tutt'e due sapevamo che ti scopavi suo padre, e tutte quelle volte che tornavi a casa a notte fonda...
Mi dispiace molto. Ma anch'io avevo diritto a una vita. I
genitori sono persone, non soltanto una funzione. Una funzione del cazzo, aveva scherzato Jane. Oh, la malvagia Jane, il Gendarme Jane, lingua biforcuta della bocca della verit.
Loro tre che ballavano, la notte che Darryl e Jenny avevano annunciato il loro matrimonio: Har, har, diable, diable, saut ici, saut l, joue ici, joue l, le mani intrecciate unte di torta nuziale. E adesso questa figlia femmina adulta che aveva la pretesa di giudicarle, mettendo tutto nella peggiore luce possibile. Alexandra prosegu, cercando di conservare un tono pacato e materno, anche se di rimprovero.
Non temere. Non sar motivo di imbarazzo. Non verr.
Di' alla tua nuova amica Jane che, per quanto mi riguarda, non avr bisogno di un appartamento in un condominio.
La figlia sbott: Mamma, quelli a cui la storia poteva interessare sono morti. Credevo che ti importasse di me abbastanza per voler venire! Potevamo conoscerci m-meglio.
Piangeva.
Oddio, Marcy si affrett a dire Alexandra, colta dal senso di colpa e dal panico. Che idea carina! Dopo quella tirata?
Forse le lacrime le aveva solo immaginate, perch Marcy, abbastanza calma, rispose: Mi ha fatto bene tirarli fuori, credo. I miei sentimenti. Ma non ho finito. Tu potevi essere una madre passabile. Almeno non eri pedante e non ci sgridavi.
Mi piaceva quando preparavi la salsa di pomodoro e ti facevi aiutare da noi a strappare le erbacce nell'orto. Ci hai insegnato qualcosa della Natura.
Ah, s? Ho sempre pensato che la Natura fosse dalla mia parte. Adesso ne dubito.
Marcy non ascoltava, continuava il discorso: Io e Howie abbiamo un orticello, quasi tutte cose facili: due file di lattuga, prezzemolo, cavolini di Bruxelles. Non  incredibile che vengan su tutti quei cavolini da sotto il ghiaccio? Mi piacerebbe avere dei pomodori, ma Howie li detesta.  l'unica cosa che proprio non vuol mangiare. E questa piccola confessione le arroch la voce e minacci di richiamare le lacrime.
Quanto era equilibrata, Marcy, in realt?
S,  incredibile concord Alexandra. Al solo sentir parlare della sua maternit, si sent stanca. Chinare il capo davanti alle richieste della Natura, andare e moltiplicarsi.
Nella sofferenza partorirai i figliuoli; verso tuo marito ti spinger il tuo desiderio ed egli dominer su di te, tutto il repertorio di bacchettate patriarcali. Non che a Adamo le cose fossero andate meglio: maledetta sia la terra per causa tua. Con fatica ne trarrai il nutrimento tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi ti germoglier e tu mangerai l'erba dei campi. Con il sudore del tuo volto Mangerai il pane, perch sei polvere. E ancora: Caino coltivava la terra e il Signore non riguard Caino e la sua offerta. Al pensiero di Marcy che coltivava qualche ortaggio in quel terreno acido, pietroso, impoverito di Eastwick, delle sue dita sciupate che spargevano semi di lattuga non pi grandi di granelli di sabbia e li sigillavano speranzosamente nella loro tomba temporanea, di lei che partoriva due figli con il terribile estendersi delle parti basse e che amava quei bambini anche dopo aver capito che erano soltanto due maschi americani in pi che consumavano avidamente schifezze, Alexandra si sent innalzare al sommo vertiginoso del dolore genitoriale. Cara, mi gira un po' la testa. Sono cose che non mi aspettavo. Lascia che ci ripensi un pochino, se credi davvero che affittare una casa per l'estate prossima abbia un aspetto positivo.
Oh, ce l'ha fu la risposta, quasi musicale. Sarebbe tanto importante per i ragazzi.
La notizia che il trio dannato tornava in citt still di orecchio in orecchio come acqua che filtra nei cunicoli di un formicaio. Betsy Prinz, nipote di Herbie Prinz, lo seppe da Amy Arsenault in quello che un tempo era stato il negozio di ferramenta degli armeni ma che adesso era uno sfornito, depresso True Value - non poteva competere con l'Horne Depot sulla Route 102, n con il nuovo, gigantesco Lowe che sembrava spuntato da un giorno all'altro sulla Route 1
in direzione Warwick. Betsy, che a ventisei anni era troppo giovane per aver mai visto una delle presunte streghe, rifer la voce a Veronica Marino, facendo passare l'innocente e vaga sensazione che in tempi remoti ci fosse stato un legame scandaloso con i Marino. Veronica, la minore dei cinque figli di Joe e Gina, a trentanove anni abitava ancora con la madre nella casetta di famiglia rivestita d'assicelle, a qualche isolato di distanza da Kazmierczak Square. Non ci abitava soltanto lei, ma anche il marito, Mike O'Brian; lui era un ubriacone sfaticato, ma era gi tanto che lei, all'et in cui si era sposata, sei anni prima, avesse trovato marito. Non avevano figli e si facevan bastare due stanze con bagno che non davano sulla strada. Alcuni ritenevano che l'assenza di figli fosse l'esito naturale dell'erroneo accoppiamento di un'italiana e un irlandese; altri l'attribuivano alla presenza
della madre onnipotente - Joe era morto di infarto l'anno in cui la figlia minore si era sposata. Quando Veronica rifer alla madre che un'autorit del calibro di Harry Perley, dell'agenzia immobiliare Perley, aveva detto a Amy Arsenault che le tre donne avevano affittato per luglio e agosto due appartamenti della Residenza vistamare di casa Lenox, Gina, muovendosi con dolore su un'anca ormai quasi matura per essere sostituita, a malapena sollev gli occhi dal mazzo dei primi asparagi locali della stagione che stava sciacquando e spuntando per metterli in un contenitore per microonde.
Tornano nella loro merda borbott.
Cosa, mamma? chiese Veronica, un filo troppo forte, con gli occhi tenuti spalancati da qualcosa di simile all'apprensione.
La madre la spaventava con la sua aura di vecchio mondo - la sua opprimente determinazione, le sue poco femminili scarpe nere stringate, il suo labbro superiore orlato di peli scuri.
Una vecchia diceria. Non puoi capire,  una cosa orribile.
Mamma, non sono una bambina dichiar Veronica, con la brutta sensazione di esserlo, invece, non avendo un bambino suo. Mike mi dice di tutto. Sentendosi ancora pi stupida arross.
"Questo  un paese libero" ripeteva sempre tuo padre. E
io dicevo: "Di sicuro qualcuno si sente libero di non saldare i conti". Il proprietario di casa Lenox, un sacco di tempo fa, era uno degli uomini peggiori del mondo. A tuo padre doveva un mucchio di soldi, con tutti quegli stravaganti lavori di idraulica che si era fatto fare in casa. La polizia non lo ha mai preso.
Raccontami bene cos' successo. Io ho solo notizie vaghe.
Amy era esagitata, quando mi ha bisbigliato quella cosa dagli armeni.
Meglio non sapere disse la madre, zoppicando sull'anca dolorante fino al frigorifero, dove mise su uno scaffale il contenitore di plastica in cui avrebbe poi riscaldato la cena.
Poich Joe era stato un idraulico, avevano sempre avuto una cucina finemente aggiornata. La loro era stata una delle prime case della cittadina ad avere un forno a microonde, un tritarifiuti - un dissipatore alimentare incassato nel lavello -
e rubinetti sigillati non con guarnizioni di gomma ma con valvole a sfera di plastica dura che non dovevano essere poi tanto diverse, immaginava Gina, dalla testa di plastica con coppa in titanio con cui intendevano sostituirle l'anca dolorante.
Nel frattempo sopportava. Sopportando si pu sopravvivere alle cose brutte. Da quando Joe era morto, la cucina era rimasta com'era, anzi, era regredita; le vecchie pentole di smalto azzurro screziato di sua madre, portate in nave da Napoli, erano rispuntate dalla cantina per sostituire quelle di rame e di acciaio inossidabile. La pasta cotta nel rame e nell'acciaio non aveva mai lo stesso buon sapore della pasta cucinata in quelle pentole di smalto azzurro. Conscia che sua figlia era ancora l ad aspettare lumi, Gina le disse: Neanch'io ho mai saputo bene che cos' successo.
Pap lo sapeva?
Gina fu pronta a rispondere. In casa non raccontava mai niente dei suoi clienti; secondo lui non faceva bene agli affari. Gir pesantemente attorno alla figlia asciugandosi le mani in uno strofinaccio e aggiunse: Probabilmente non riconoscerei nessuna di quelle donne, se le incontrassi per strada: ormai siamo tutte vecchie streghe.
In realt quando incroci Alexandra, ai primi di luglio, le due si riconobbero immediatamente. L'incontro non avvenne in Dock Street, a downtown, ma davanti al nuovo Stop &
Shop ai margini della cittadina, mezzo chilometro dopo l'ex casa di Alexandra in Orchard Road. Il sole di mezz'estate sollevava tremolanti onde di calore dall'asfalto del parcheggio e faceva sprigionare scintille di riflessi orizzontali dalle griglie metalliche dei carrelli nell'alloggiamento in cui bisognava riporli dopo aver caricato in macchina le borse della spesa. Me l'avevano detto, che eravate tornate a Eastwick
ammise Gina, con un brontolio. Il solo fatto di pronunciare il nome della citt indicava che quello era il suo territorio.
Riteneva di dover essere lei, in qualit di residente stabile e
(bench questo non lo avesse detto ai suoi figli) di moglie offesa, la prima a parlare.
Entrambe abbondanti, Gina in vestito scuro e Alexandra in jeans bianchi e camiciola di cotone a colori vivaci con le maniche a tre quarti, stavano sudando sotto il sole.  solo un esperimento, Gina disse Alexandra per rassicurare la vecchia rivale. Fino ad agosto, se duriamo. Adesso vivo nel New Mexico e, anche se l fa molto caldo, non sono abituata a questa umidit.
Da queste parti  tutto un po' monotono le disse Gina,
da quando ve ne siete andate.
 quel che speravamo. Ormai siamo tutte vedove, io, Jane e Sukie. Non chiediamo altro che monotonia. Mi dispiace per Joe, se posso dirlo. Sei anni fa, vero?
S rispose Gina, e il fiato per aggiungere altro le fu tolto dalla sfacciataggine con cui quella vecchia puttana cicciona si era permessa di pronunciare il suo nome.
Ti capisco disse Alexandra, e os toccare l'altra sull'avambraccio nudo. Gina, superstiziosamente, sussult. L'inclinazione del sole di mezzogiorno era tale che le due donne se ne stavano sull'incerto confine tra i raggi cocenti e l'ombra dello Stop & Shop. Alexandra, osato quel contatto, indietreggi nella relativa frescura, accanto alle cassette inumidite delle petunie e dei tageti messi in vendita dal supermercato.
Ritirandosi trascin con s Gina, che si spost zoppicante. Era un brav'uomo disse Alexandra, abbassando la voce quando fu all'ombra.
Gina aveva recuperato fiato sufficiente per rispondere:
Un buon padre di famiglia. I suoi occhi neri dardeggiarono, trapassando il viso di Alexandra come per sfidarla a smentire.
Alexandra concord con lei, con la voce ancora pi sommessa, attribuendosi informazioni riservate: Ti amava. E amava i suoi figli. Nei ricordi che aveva della loro storia, era sempre stata lei a schernire Joe quando si era offerto di lasciare Gina e sposarla.
E il suo lavoro complet la frase Gina, deviando il discorso da quegli abissi inconfessati. Alle due del mattino ti si bloccava la caldaia? Lui usciva dal letto e arrivava.
Adesso per avere un idraulico bisogna chiamare una societ tutta leccata, con gli uffici al Coddington Junction Mail, che non manda mai lo stesso tecnico. A giudicare da come serr le labbra, prov un certo senso di trionfo nel pronunciare un discorso cos aggressivamente lungo. Di chi ci si pu fidare?
Poveretta, pens Alexandra, constatando che Gina aveva difficolt sia a camminare sia a parlare. Lei invece si stava godendo quell'incontro, dal momento che la riportava a Joe. La mole e il calore del suo corpo, i peli sulla schiena e il velo di sudore sulla pancia, la forza eccitante che le mani avevano acquistato lottando con tanti giunti corrosi e tante valvole ghiacciate. Di Joe aveva amato anche il maschile imbarazzo, le volte che era sgattaiolato dentro e fuori dalla sua piccola casa gialla di divorziata in Orchard Road, a mezzo chilometro di distanza da dove lei e la vedova di Joe si trovavano adesso - il suo imbarazzo nell'essere spinto da un bisogno tanto abbietto a tradire i suoi sacri voti, a mettere a rischio la sua pace domestica, la sua nidiata di figli, i suoi parenti acquisiti, la sua significativa porzione di prestigio locale. Era un bravo lavoratore disse a Gina, assentendo docile. Nell'esaltazione dell'amplesso, la chiamava la mia vacca bianca prendendola da dietro.
C'erano parti di s di cui, schifiltosamente, si vergognava - si vergognava della testa calva, con i suoi delicati corrugamenti ossei, e dei genitali imperiosi, che avevano generato cinque figli e bersagliato colpevolmente e impuramente la sicura fortezza del ventre di lei, con la sua spirale sterilizzante. Perch a quei tempi le donne illuminate si incomodavano per rendersi sempre disponibili al sesso. Lei ci aveva preso gusto, al dono del peccato e del sacrilego controllo delle nascite con cui aveva arricchito la piatta vita di Joe, fatta di fatica e di valvole bloccate, mettendosi passivamente gattoni sul proprio letto scricchiolante e lasciandosi strapazzare e pompare abbondantemente da dietro.
Gina sembrava sbirciare dentro la sua mente, con un occhio malevolmente socchiuso. L'altro brillava, perforante.
Ti ricordi Veronica? chiese.
Avendo temuto che Gina le avesse letto il pensiero e avesse visto le immagini oscene che c'erano dentro, Alexandra, grata, se ne usc con: Certo. La pi piccola. Quando Gina, a quarantun anni, aveva annunciato a Joe quell'ultima gravidanza, lui si era afflitto e infuriato, sostenendo di non averla praticamente toccata, quella stronza superstiziosa.
Niente spirale per la pia Gina. Alexandra aggiunse: Ho sentito che vive ancora con te.
Insieme a suo marito disse Gina, sempre tenendo socchiuso un occhio. Non hanno ancora figli. Dopo sei anni di tentativi.
Alexandra cel la sorpresa. Per anni lei e quella donna avevano spartito un uomo; forse il segreto inespresso aveva spronato Gina a confidarle questa informazione intima.
Mi dispiace, se  un figlio che vuole.
Certo, chi non lo vuole? La domanda usc tanto brusca da quella donna nerovestita e con un occhio socchiuso, che Alexandra vi intu una minaccia e tacque per proteggersi.
Gina prosegu: Tu puoi aiutarla?
Io? Gina, cosa potrei fare io?
Gli occhi, stavolta tutti e due, brillarono. Lo sai.
Lo so? Ma se Veronica non la conosco nemmeno.
Tranne che per le confidenze che Joe le aveva fatto durante i loro incontri amorosi in Orchard Road. Quando poi la
bambina indesiderata era venuta al mondo, lui aveva cominciato a stravedere per lei - coraggiosa come un maschietto, pi sveglia di tutte le sue sorelle.
Gina era irritata dalla stupidit che la costringeva a essere esplicita. Spieg: Qualcuno dice che non ci riesce perch c' - non so come si dice in inglese - una fattura. Una magia.
Ah. Credo di capire.
Cos diceva qualcuno. Quando era ancora piccola e voi vivevate qui. Per gelosia.
La forte luce del sole che batteva sul parcheggio sbeffeggiava l'oscurit del discorso, nel quale la lingua di ciascuna riusciva a battere solo su quanto era rimasto in sospeso fra loro. Perch avrei dovuto essere gelosa di una bambina?
Gina, invece di degnare di una risposta una domanda tanto provocatoria, serr forte la bocca. Fece un passo indietro verso il sole; in piena luce, i peli neri sopra il labbro superiore della vecchia erano vividi. Alexandra prov, incespicando, a darsi una risposta: Mi stai chiedendo se posso togliere l'incantesimo perch...? Ma io non sono mai stata capace di fare le cose che si diceva facessi. Ero solo una casalinga.
Una casalinga scontenta, finch io e Ozzie abbiamo divorziato.
Gina richiuse l'occhio per difendersi dalla luce; la palpebra abbassata cominci a tremare per lo sforzo, ma lei lasci lo stesso che fosse l'altra donna, il flagello del suo matrimonio, a parlare. Era la sua vendetta.
Far quel che potr promise Alexandra. Non ho niente contro Veronica, e nemmeno contro di te. Come dicevo, Joe vi amava tutt'e due.
E questo fu forse dir troppo, troppo simile a una mutua rivelazione. Come temendo dove avrebbero potuto portare altre parole, Gina le volt le spalle e, nel suo nero, informe vestito con le maniche corte, si dissolse nel sole impietoso, lasciando Alexandra l, nel suo completo estivo, a reprimere un brivido sul margine d'ombra profumato dai fiori dello Stop & Shop.
Quando tutte vivevano l, Sukie era quella che abitava a downtown; lavorava come giornalista al Word di Eastwick, pranzava da Nemo, si affacciava nel negozio di barbiere di Paul LaRue domandando allegramente: Che si combina, ragazzi? (non vedevano l'ora di dirglielo) e, avvolta nei suoi abiti di tweed fulvo un po' troppo eleganti per Eastwick, passava con la sua falcata agile e snella davanti alla vetrina dello Hungry Sheep, con i suoi pratici golfini di cachemire e le sue gonne squadrate di lana, e dello Yapping Fox, che offriva alle ragazze un abbigliamento un po' pi alla moda; davanti alle ampie vetrine del buio negozio di ferramenta gestito dagli armeni e al Bay Superette, dove i commessi erano studenti brufolosi delle superiori e i prodotti pi venduti articoli quali il latte, il succo di mirtillo rosso e sacchetti rigonfi con dentro snack deleteri; davanti al Bakery Coffee Nook, alla sala di lettura della Chiesa scientista, alla filiale di Eastwick della banca Old Stone e all'immobiliare Perley con le sue vetrine di foto arricciate e sbiadite di case invendute. Inalava la citt, la sua aria salmastra, i suoi marciapiedi dissestati e crepati, le facciate dei negozi rivestite di assicelle che avrebbero avuto bisogno di una mano di vernice, raccogliendo pettegolezzi e impressioni per il settimanale Word, il cui direttore, il magro, stanco e preoccupato Clyde Gabriel, era fatalmente destinato a innamorarsi di lei. Adesso, dopo pi di trent'anni, Sukie percorreva lo stesso marciapiede assaporando i ricordi. Non lo stesso marciapiede, in verit: le crepe erano state riempite, le mattonelle pareggiate, gli alberi da ombra avvolti tutto l'anno nelle lucine natalizie. Dock Street era stata allargata e raddrizzata, ed erano stati innalzati alti cordoli di granito l dove una volta il marciapiede di cemento finiva nell'asfalto quasi senza gradino; ragazzi scalmanati
facevano saltare le ruote della bicicletta dalla strada al marciapiede e poi di nuovo sulla strada, terrorizzando allegramente i pedoni. L'abbeveratoio di marmo azzurro per i cavalli, l dove si incrociavano ad angolo retto Dock e Oak Street, c'era ancora, ma invece di traboccare di fiori di stagione ospitava un ginepro e un abete bianco nano tanto cresciuti e infoltiti che gli automobilisti non riuscivano a vedere cosa c'era al di l.
Del resto la cittadina, che esisteva dai tempi in cui la colonia, con il permesso parlamentare del 1644, aveva preso il nome di Providence Plantations, era piena di occultamenti: c'erano eleganti case del primo Settecento invisibili dalla strada, pressoch ingoiate da cicute dai rami curvi mai potati;
in certe sconclusionate ville vittoriane, scale ripide si nascondevano dietro librerie e dalle cantine si accedeva a cunicoli di pietra grezza che conducevano ad acque rischiarate dalla luna; moli marcescenti usati un tempo dai contrabbandieri aspettavano celati alla vista su una spiaggia di ciottoli che alture scoscese nascondevano al porto principale. Il Rhode Island era stato fondato, si diceva nel Massachusetts e nel Connecticut, per dare rifugio all'apostasia e alla pirateria.
Roger Williams aveva accolto quaccheri, ebrei e antinomiani perch credeva non che la salvezza fosse offerta a tutti, ma che i veri credenti non bastassero per popolare una comunit. Dopo Oak Street, l dove la via si snodava oltre i margini del paese, lunghe strade carrozzabili si inerpicavano verso nessun domicilio visibile. Era stranamente impossibile vedere, dal downtown di Eastwick, la vecchia casa Lenox sulla sua collina, bench sulle mappe aeree la distanza fra l'uno e l'altra non sembrasse enorme. Anche le facciate dei negozi di downtown nascondevano qualcosa: appena dietro, le acque di un estuario mulinavano e scorrevano luccicanti verso la baia Narragansett e da l al mare.
Negli interstizi fra gli edifici mercantili rivestiti d'assicelle lampeggiavano bagliori. L'acqua salmastra era nell'aria non come nella tentacolare e costosa Stamford, e Sukie inalava
dalle strette narici con la sensazione di essere tornata la donna vigorosa di un tempo.
Signora Rougemont! la chiam una voce alle sue spalle.
Lei si gir come pugnalata, chiedendosi chi mai usasse quel nome ormai da tempo abbandonato. Si avvicin un uomo che le sembrava di non conoscere, un tizio nerboruto, con la barba e un gran torace, i capelli brizzolati raccolti sulla nuca in un codino sudicio, le guance e il naso arrossati dall'esposizione agli elementi. Vedendola perplessa e diffidente, fece un largo sorriso, mostrando una finestrella tra i denti superiori e accelerando in lei il moto di ripugnanza.
Tom Gorton. Mi hai intervistato quando ero diventato il pi giovane capitano di porto di tutti i tempi, ti ricordi?
Tommy! Ma certo. All'epoca le aveva dato l'impressione di essere tronfio e immaturo, ma questo non le aveva impedito di andare a letto con lui l'estate prima di crearsi un marito e lasciare la cittadina, ultima delle tre maliarde ad andarsene. Portava un sacchetto di plastica con dentro qualche prodotto del Superette, cos dovette spostarlo nell'altra mano per porgere la destra in una casta stretta. Come stai? disse, forse con troppo entusiasmo, e sorrise coraggiosamente, mostrando le gengive.
Lui, con uno sguardo pi triste del suo, chiuse la sua mano destra nella sinistra. Per un attimo Sukie lo prese per il presuntuoso gesto di. tenerezza di un ex amante, ma poi vide che la mano destra, piegata vicino al petto, era crudelmente straziata, senza un dito e per il resto ridotta a una specie di zampa nodosa. Lui vide dove si era spostato lo sguardo di lei e, con un sorriso timido e un po' infantile che le diede una stretta al cuore ricordandole com'era stato un tempo, troppo sicuro di s e tuttavia timido e confuso quando lei gli si era offerta, spieg: Un incidente. Stavo lavorando su un motopeschereccio uscito per pescare il merluzzo nel ghiaccio. Portavo degli stivali che mi avevano prestato e sono scivolato, e la mano destra mi  rimasta impigliata fra la cima e la carrucola mentre tiravamo su la rete piena.
Pensavano di amputarla, ma poi hanno deciso di lasciarmi qualcosa. Anche se non serve granch. La scost dal petto di qualche centimetro per mostrargliela.
Oh, Tom! esclam lei, chiamandolo col nome che adesso, a quanto pareva, lui preferiva. Poverino. E come fai a lavorare?
Con difficolt, diciamo. La timidezza del suo sorriso cedeva a un altro suo aspetto, che lei in quella intervista aveva preso per arroganza ma che poi, dopo che erano diventati amanti, aveva interpretato come giusta valutazione della propria maschia bellezza - una considerazione di s che una o anche mezza generazione prima un ragazzo del suo ceto sociale non sarebbe mai riuscito a nutrire. Per la liceit della vanit sessuale maschile c'erano voluti gli anni Sessanta, il flower power, i Beatles e la pornografia sul grande schermo. Alla fine degli anni Sessanta, lei aveva trentatr anni e aveva avuto amanti pi vecchi - alcuni, come Clyde Gabriel e Arthur Hallybread, nettamente pi vecchi, dalle rughe repellenti e dall'eccitazione irregolare - finch era andata a letto con Toby Bergman, il nuovo, giovane direttore del Word che era succeduto a Clyde, morto tragicamente. Toby se n'era andato presto dalla cittadina, dopo essersi rotto una gamba in un altro incidente sul ghiaccio. Ma l'aveva iniziata al corpo di un uomo giovane e a un nuovo rapporto di potere con il sesso: lei come istigatrice, ammiratrice, predatrice, adoratrice. Simile a una lupa famelica, si era accosciata nuda prima sopra il corpo di Toby e poi sopra quello di Tommy, incantata dalla pelle perfetta, dal profumo di pulito, dall'intreccio dei muscoli ammorbidito dal grasso, dai bei genitali impellicciati di fresco e infallibilmente ricettivi. Erano tanto belli e mostruosi, quei lucenti falli eretti - quello di Toby circonciso, quello di Tommy no - che doveva metterseli in bocca. Ordinava a quei giovani di restare assolutamente fermi e con tormentosa, esasperante ponderatezza, tra raffiche di piccoli baci e bisbigli, con la mano sinistra che impugnava alla base il membro rigido e la destra che si scostava rapidamente i lunghi capelli ricaduti sulle labbra, ingoiava il seme quando, con un vivo pulsare nella mano come quello di un uccellino catturato, Toby o Tommy venivano, scaricando una vischiosa, filamentosa sostanza bianca e semidiafana, il cibo ambrosio al sapor d'uovo di una dea selvaggia, in abbondanza, cos che quei ragazzi erano imbarazzati a guardare il viso imbrattato e stordito di lei che, accosciata l, ne voleva ancora.
Qui in Dock Street, sent che un rossore tradiva questo ricordo di se stessa giovane quando le labbra screpolate di Tommy Gorton, muovendosi come pallidi vermi dentro la barba, proseguirono la storia tante volte narrata della sua disgrazia: Mi hanno tolto l'incarico di capitano di porto -  difficile portare una lancia agli ormeggi con una mano sola - ma quando si esce a pesca mi fanno dare una mano, diciamo cos, per mezzo stipendio. Quando i ragazzi erano piccoli era pi dura - Jean non poteva lasciare il posto in banca, anche se al livello a cui la tenevano non guadagnava assolutamente i soldi che valeva. Adesso non ce li abbiamo pi a carico - due maschi  e una femmina, tutti grandi e sposati.
Era stata una frecciatina? Voleva dire che, malgrado lei fosse stata tanto puttana con lui, lui era diventato un uomo rispettabile? Sukie si chiese: Jean gli faceva le cose che un tempo gli aveva fatto lei o si limitava a guadagnare soldi in banca? A volte Sukie, durante l'orgasmo, aveva morso la spalla a Tommy e lui aveva cominciato a imitarla, mordendo per farle male, le era sembrato. A lei non dispiaceva affatto: in due o tre giorni i segni sparivano, e il dolore acuiva le sue sensazioni. Guardando questo zotico troppo pasciuto, bruciato dal vento e pronto per i disturbi di cuore, Sukie si meravigli delle contorsioni che aveva fatto in quei mesi in cui lo aveva corteggiato, amato, in cui si era prostrata davanti a lui. Capita: gli uomini traggono vantaggio dalla pazzia di una donna e presuntuosamente pensano che gli sia dovuta.
Mi sembra un bel finale, Tom disse lei, con l'intenzione di concludere. Sono contenta per te.
Ma lui non aveva concluso; si era unito a lei nel ricordo, l in Dock Street, sotto il sole. Forse "bello" non  la parola giusta le disse. "Bello"  quel che avevamo io e te.
Una pazzia replic lei, chiedendosi se lui le avrebbe sbarrato il passo qualora avesse cercato di aggirarlo sul marciapiede.
Io userei la parola "pazzia".
A quei tempi ti credevo pazza. Ma dopo che te n'eri andata ho pensato che tutti avremmo dovuto essere pazzi come te. Jean  una pi pratica. Le piacciono i numeri. Dice che delimitano le cose.
Mi sembra molto intelligente. Sukie fece un passo a destra, il suo lato debole.
Lui si spost lateralmente, per rimanere di fronte a lei.
Ma come mai sei tornata? Le persone sul marciapiede li notavano.
Vacanze estive rispose lei, asciutta. Sono qui con due vecchie amiche, abbiamo preso una casa in affitto. Si trattenne dal dire dove.
Con quelle altre due disse lui. Ho saputo. Le sue maniere non erano pi tanto gentili.
Allora ti ricordi di loro.
S, il ricordo c'.
Carino, spero.
Il ricordo c'.
Sukie fece un altro passo in diagonale, cos lui, sel'avesse bloccata, l'avrebbe fatta finire nella vetrina della sala di lettura della Chiesa scientista, dove c'era una Bibbia seccata dal sole aperta sul Vangelo secondo Matteo, capitolo 8, con una freccia di plastica accanto al versetto Ed egli, stesa la mano, lo tocc dicendo:
Lo voglio, sii mondato. E subito fu mondata la sua lebbra.
Che cosa fai tutto il giorno? chiese Tommy. La domanda era bellicosa; in un vecchio impulso di intimit, aveva sollevato la mano per non farla passare, ma era la mano cattiva, mutilata, e la lasci ricadere.
Pi o meno quel che facciamo a casa. Facciamo la spesa.
Mangiamo. Andiamo in giro in macchina. Mi ha fatto piacere vederti, Tommy.
Magari mi vedrai ancora.
Quella mano, senza alcun muscolo, senza presa: orribile.
La sua pancia pesante, pelosa, quel nido ispido che era la sua barba. I peli pubici li ricordava biondastri, come stinti dal sole. Le solleticavano il naso. Non so quanto ci fermeremo
gli disse. Dipende dalle altre due.
Non dipendere da quelle due ebbe la presunzione di avvertirla lui, rinunciando, facendosi pesantemente di lato.
Tu una volta ti facevi abbastanza le tue cose.
L'abbiamo detto, Tommy, ero pazza. Adesso sono una vecchia signora.  stato un piacere vederti. Stammi bene.
Fu contenta di liberarsene. Ma proseguendo in Dock Street verso l'imponente abbeveratoio violaceo, assurdo, con dentro quelle piante, e con la vecchia banchina di legno e, davanti, la calata che si alzava e abbassava dolcemente, pensando di svoltare a sinistra in Oak Street, in quella citt che con la sua forma a L assecondava il litorale della baia Narragansett, per recuperare dal parcheggio la potente BMW blu marina che il defunto marito aveva tanto voluto che avesse, Sukie percepiva, gioiosamente, il luccicare dell'acqua salata negli interstizi fra gli edifici commerciali, come se la luce riflessa seguisse un qualche flusso luminoso in lei. La sua vecchia casa, piccola, una di quelle case di legno con il tetto a falde asimmetriche degli anni Sessanta del Settecento, in una viuzza curva dietro Oak Street che si chiamava Hemlock Lane, non era lontano da qui; lei a downtown aveva abitato e anche lavorato: qui era conosciuta come da nessun'altra parte, pi ancora che nel suo paese natio, un'unghia sporca in cima al dito che formava uno dei Finger Lakes nello stato di New York, dov'era stata una bambina invisibile - o nell'ordinata citt satellite del Connecticut dove aveva vissuto con il secondo marito e dove trentanni erano passati come giocando a facciamo finta che.
Ti sei ricordata del formaggio fresco? le chiese Jane quando lei torn dopo aver battuto con la sua BMW la litoranea, la sopraelevata, con le pozzanghere lasciate dall'alta marea della sera prima, e il vialetto che curvava attorno alla vecchia casa di Darryl Van Horne, della quale adesso aveva la piccola chiave d'ottone dell'ingresso di servizio. Con lo stomaco che mi ritrovo, un bagel tostato con sopra il formaggio fresco  l'unica cosa che mi faccia venire l'acquolina in bocca. Tutto il resto mi sembra segatura si lament Jane.
Al Superette non vendono formaggio fresco disse Sukie. Comunque non il Philadelphia, che  l'unico buono.
Allora ti ho preso dello yogurt al mirtillo. Mi dispiace, pizzicottina, che tu non stia meglio. Il nomignolo, uno di quelli che Alexandra aveva dato a Sukie ai tempi della vasca da bagno di Darryl Van Horne, le era affiorato alle labbra, scaldate com'erano dall'incontro con Tommy. Pi severa, disse a Jane: Dovresti uscire e comprartele tu, le tue cose:  una giornata splendida. Dov' Lexa? Nel parcheggio non ho visto la tua macchina.
Le tre donne avevano due automobili in tutto: la BMW di Sukie e la vecchia Jaguar verde racing di Jane. Nat Tinker si era vantato molto di questa macchina - un classico d'epoca, una XKE decappottabile del 1963 dalle eleganti linee basse, con i copriruota a raggi e la griglia del radiatore che pareva una bocca di squalo aperta per prendere ossigeno. Era di un verde racing tanto scuro che di notte sembrava nero e, quando Jane la guidava con il tettuccio aperto, i capelli neri le sbattevano disordinatamente dietro la nuca. Le due donne dell'Est non avevano avuto difficolt ad arrivare nel Rhode Island in auto, ma non si poteva pretendere che Alexandra venisse fin dal New Mexico col suo pick-up Ford, ammaccato e sporco dopo che per anni Jim lo aveva strapazzato.
Cos le auto erano in comune. Ed erano in comune le loro quattro stanze in affitto, due appartamentini ricavati dalla stanza con la vasca e lo stereo, che Darryl Van Horne aveva a sua volta ottenuto dalla serra con i muri di vetro della famiglia Lenox, riscaldata tutt'intorno da tubi di vapore e fornita non solo di orchidee e bulbi forzati, ma di alberi tropicali, grandi felci, palme, ficus e un unico, profumato limone.
L'impresa edile della banca, nel rimodellare l'immobile pignorato, aveva diviso orizzontalmente in due l'alto spazio.
Il soffitto, che un tempo poteva aprirsi mostrando le stelle a chi, cullato, osservava dalla vasca, era alto cinque metri e mezzo, e questo significava, calcolando lo spazio per il pavimento e i controsoffitti, che le stanze del piano di sopra avevano l'accogliente intimit dei pensionati universitari.
Alexandra, la pi alta, sollevando il braccio riusciva a toccare il soffitto. Sulle prime era sembrato divertente - tre vecchiette arzille che cercavano di cavarsela da sole - ma quando la temperatura di Jane saliva, quelle stanzette erano opprimenti, soprattutto di notte, con la brezza del mare che accarezzava l'altra facciata del palazzo, non la loro.
Le due vedove pi giovani e relativamente agiate avevano convenuto che Alexandra, la pi vecchia, povera e lontana da casa, doveva avere la camera pi grande, con il letto a una piazza e mezzo. Sukie si prese una stanza adiacente, con un letto a scomparsa e un tavolo rotondo su cui mettere il computer; si imponeva severamente un'ora o due di lavoro, con del caff e una ciotola di salatini al posto delle sigarette cui aveva finalmente rinunciato dopo la morte di Lennie. Jane, che delle tre era quella che si alzava pi tardi, spesso dormiva ancora quando Sukie aveva finito di lavorare ed era pronta per mangiarsi il suo uovo sodo col pane tostato.
Con l'argomentazione pretestuosa che la carenza di luce e spazio sarebbe stata compensata dall'intimit, a Jane era stata assegnata la camera da letto cieca e angusta in fondo al cosiddetto soggiorno, nel quale le tre si riunivano, leggevano, guardavano la tiv e prendevano l'aperitivo, che cenassero in casa o fuori. Talvolta si abbandonavano al ricordo di quando, davanti ai loro cocktail, erigevano il cono di potere, ma il rito prevedeva certi preparativi formali e apparteneva a tempi ormai lontani, quand'erano pi giovani, pi attive nelle vite altrui, pi appassionate, pi gelose e pi convinte di poter muovere il mondo fisico con la magia simpatetica.
L'appartamento aveva due bagni - Sukie e Alexandra condividevano il pi grande -, vari armadi inadeguati, cassettiere a incasso, scaffali, un microonde, un portapentole girevole e, sotto il lavello, una lavastoviglie tanto piccola che i piatti per tre ci stavano a malapena. Le finestre davano sul parcheggio e, pi in l, a destra, si vedeva il campo da tennis di Darryl, poco utilizzato, senza la bolla di plastica che lui un tempo teneva gonfia d'aria calda.
L'ha presa per andare alla spiaggia rispose Jane a proposito di Alexandra, anche se l'ho avvertita che avrebbe trovato un mucchio di gente e avrebbe dovuto parcheggiare nel posteggio pubblico. Una di noi deve proprio fare un salto in Municipio a dimostrare che abbiamo una casa in affitto e farsi dare un pass per i residenti temporanei. Pensavo che l'avresti fatto tu, visto che ami tanto la gente di citt.
Dimentichi che non posso pi stare al sole. Mi viene l'eritema.
A differenza di te e Alexandra, io non sono mai stata una lucertola.
Non me la prendo, se non l'hai fatto replic Jane, quasi come se non avesse sentito. Rispetto a quando abitavamo qua, adesso  tutto pi complicato, pi burocratico. Prima i ragazzi all'ingresso ti conoscevano e ti facevano segno di entrare. Eastwick ha perso il suo fascino trasandato.
Non  cos in tutto il mondo? chiese Sukie distrattamente, riponendo nel frigo il latte, il succo d'arancia, lo yogurt, il caff macinato, il succo di mirtillo rosso e il pane di segale coi semi di cumino. La gente da regolamentare  sempre di pi. Oggi ho dovuto parcheggiare in Oak Street, mentre prima si trovava sempre posto in Dock Street. La cosa inquietante  che la gente si abitua. Generazione dopo generazione, dimentica che cosa significava essere liberi.
Liberi riflett ad alta voce Jane. Che cosa significa?
Si  costretti a nascere e si  costretti a morire. Non si ha mai il controllo della situazione.
A proposito di controllo della situazione: secondo me noi tre dovremmo organizzarci e fare la spesa come si deve allo Stop & Shop. Al Superette non ci sono carne n verdure e ormai abbiamo quasi esaurito i ristoranti. E poi costa
aggiunse Sukie, quasi in tono di rimprovero. Essendo la pi giovane delle tre, si sentiva in dovere di organizzare la vita alle due coinquiline. Sia Alexandra sia Jane erano pi irresolute di quanto le ricordasse - pi immerse nella fagocitante indifferenza che ci prepara alla morte.
Credevo che Lexa fosse andata allo Stop & Shop replic Jane.
Ci  andata, ma non ha comprato quasi niente. Ha incontrato Gina Marino e quando  tornata era in trance.
Al solo pensiero di mangiare... disse Jane. Non capisco cosa mi succede. Una volta mangiare mi piaceva, soprattutto le cose grasse e saporite. Pi facevano male, pi mi piacevano. Era un continuo pensare alla linea, immaginando che gli uomini passassero il tempo a misurarti con gli occhi. Cioccolato, patatine fritte... Adesso al solo parlarne mi viene la nausea. Sukie, aiutami. Continuo a dimenticarmi perch siamo venute qui. Dimmelo tu.
Per stare insieme le ricord Sukie, piuttosto severa.
Per tornare sulla scena del fior fiore dei nostri anni.
La scena del fior fiore dei nostri danni disse Jane, tornando per un attimo ai giochi di parole che la distinguevano.
Prima di invecchiare, Sukie aveva pensato che, quando non ci fosse pi stato bisogno di fare colpo sessualmente, le stranezze - le peculiarit, i tratti caratteristici - sarebbero scomparse; senza la distrazione del sesso, sarebbe emersa una personalit pi autentica, pi onesta. D'altra parte  il sesso, a quanto risulta, a farci socializzare, a tenerci in stato di allerta, a persuaderci a smussare i nostri spigoli perch possiamo unirci agli altri. Senza il bisogno sessuale di negoziare, si pu far poco per tenere a freno l'instabilit nevrotica.
Jane stava soccombendo alla propria.
L'Eastwick che ricordo  un paesotto provinciale e divertente
si lament Jane, e invece adesso  omogeneizzato, leccatino - i marciapiedi di downtown sono tutti di finto granito e la banca Old Stone  raddoppiata, come un grande cancro imperturbabile che inghiotte tutto. E i giovani, quelli che hanno l'et che avevamo noi quando abitavamo qui, sono cos soporiferi; basta guardarli: giovani mamme palestrate che con il loro SUV grande e grosso portano i figli grandi e grossi all'allenamento di hockey a trenta chilometri da casa; giovani pap castrati, tutti cicip e ciciop, che aiutano la mogliettina-ina-ina nei lavori domestici, affannandosi tutto il sabato dietro la loro deliziosa casetta. Siamo tornati agli anni Cinquanta, ma senza il pretesto dei russi. C' da chiedersi come hanno fatto a scopare abbastanza per fare i loro preziosissimi bambini. Probabilmente non hanno scopato
- ormai si fa tutto in vitro e si nasce solo col cesareo, cos i medici evitano le denunce. Tutti lamentano la morte di Dio; a me semmai preoccupa la morte del peccato. Senza il peccato, le persone non sono pi persone, ma solo pecore senz'anima.
Oh, Jane, siamo qui da appena una settimana. Per divertirci dovremmo almeno provarci. Dovremmo far finta che Eastwick fosse una capitale straniera e noi la stessimo visitando. Che cosa faremmo?
Visiteremmo la cattedrale e il palazzo. Ma chi  che ha voglia di star l con gli occhi fissi sulla chiesa unitariana e su questo Municipio, un blocco di Gasbeton con il rivestimento finto rustico di clinker?
Come sei negativa! L'altra sera non sei nemmeno voluta andare alla spiaggia a vedere i fuochi d'artificio.
Lexa mi ha dato ragione. Chi  che ha voglia di starsene su una spiaggia umida con quella gentaglia piena di birra?
Ma sentila! Con questo atteggiamento non andrai mai da nessuna parte. Te ne starai raggomitolata in casa a lamentarti della gentaglia. Noi siamo gentaglia! L'America  gentaglia -  questo il bello!
Jane, imbronciata, cerc di difendersi. Avevo pensato che sarebbe stato carino vedere i fuochi da qui, nel parcheggio, noi tre insieme.
Gli alberi li nascondevano.
Solo un po'. Sembravano ancora pi grandi: meduse gigantesche che apparivano e scomparivano dietro le querce, sopra i cipressi. Come se ci invadessero dallo spazio.
S, sennonch continuavi a lamentarti delle zanzare e ci hai fatto tornare in queste stanzette soffocanti. Dalle finestre non si vedeva niente, solo le ombre dei cipressi che andavano su e gi.
Mi sembravano pi grossi delle zanzare. Sembravano scintille come quando si sta troppo vicino al fuoco. E in ogni modo anche Lexa si annoiava. I fuochi durano troppo.
 proprio uno scandalo che i governi spendano tanto. I
produttori di fuochi d'artificio vendono a queste piccole cittadine pi roba di quanta se ne possano permettere. Cos poi nelle scuole bisogna tagliare musica e arte.
Ci hai fatto rientrare prima del clou. I fuochi d'artificio hanno una trama, c' un crescendo che arriva a un clou.
Ne avevamo avuto abbastanza.
Io non ne avevo avuto abbastanza ribatt Sukie. Mi son persa il clou.
L'abbiamo sentito. Un gran chiasso e basta. Bang-bang-
bang-bang-BOOM. Ecco. Adesso ce l'hai, il tuo clou.
La conversazione sembrava trasformarsi pericolosamente in lite. Dov'era Lexa? Tutt'e due avevano bisogno di lei, per formare un triangolo stabile. Dopo una pausa di silenzio, Sukie disse a Jane: Poco fa ho incrociato un mio vecchio amante.
Ah. Che sfortuna. I miei sono tutti morti, spero.
Tommy Gorton. All'inizio non l'ho riconosciuto:  diventato grasso e trasandato, e si  fatto crescere uno schifo di barbetta e il codino per costruirsi un'identit e fare l'originale del
paese. Tirando su i merluzzi si  distrutto una mano, cos adesso un lavoro vero e proprio non ce l'ha pi e si fa mantenere da una moglie sgobbona. Per - e questo ti piacer - mi ha fatto capire di essere pronto a peccare. Ha detto che sperava di rivedermi.
Quando... s, insomma, quando mi vedevo con lui mi sembrava tanto ragazzino, ma poi in macchina, tornando, ho fatto i conti: aveva soltanto undici anni meno di me! Ormai a quest'et non sembrano molti. A quei tempi lo vedevo bellissimo, con tutte le cosine a posto e nuove fiammanti. Quel culo sodo e pelosetto. Gli addominali scolpiti.
Jane comment acida: Non c' da stupirsi se scrivi romanzi rosa.
Adesso che pi o meno ci siamo sistemate, sto cercando di concentrarmi per scriverne uno. Mi basta un'ora al giorno, subito dopo la colazione, con la seconda tazza di caff: praticamente vien fuori da solo.
Non ti sembra un po' egoista e noioso da parte tua? Io e Lexa cosa dovremmo fare, intanto? Girare in punta di piedi e parlare a bassa voce?
Non ce n' bisogno: basta che non entriate nella mia camera.
Ma la mia l'hai vista? Sembra una cella. No, anzi, una camera a gas.
Le vedove devono avere degli interessi, Jane. Cos' successo a te e al tuo violoncello?
Oh, quello. Da quando quel mio dobermann odioso l'ha preso a morsi in uno dei suoi accessi di gelosia, non ha pi avuto il timbro giusto. E poi la terribile madre di Nat detestava sentirmi studiare, anche se in quella casa enorme non capisco come facesse a sentire. Era sorda soltanto quando le faceva comodo.
Da queste parti danno dei concerti estivi. Ho visto i manifesti alla vetrina del Superette.
Uscire mi fa paura confess improvvisamente Jane.
Fuori c' qualcosa di ostile. Il nemico. Lo sento. Non saremmo dovute tornare. Sukie,  stato uno sbaglio terribile!
Jane, le tue parole non sono degne di te! Immagini cose che non esistono. Sukie aveva bisogno di aiuto, prima che Jane le trasmettesse il panico. Sent una macchina sulla ghiaia del vialetto di sotto e pens che forse era Alexandra.
Lo sper. Attorno a lei giganteggiavano ostili lo spazio e il tempo.
Una delle sensazioni che le dava la vedovanza era che il mondo fosse troppo grande, che lei non trovasse pi quella cosa - chiss quale - capace di rimpicciolirlo abbastanza da renderlo governabile.
Dobbiamo uscire riprese Sukie e cominciare a fare delle cose. Sabato sera c' un concerto di musica da camera all'auditorium dell'ala nuova della biblioteca pubblica. Il ragazzo del Superette mi diceva che per costruire l'ala nuova hanno sforato il budget di un milione di dollari.
Le due donne si misero in ascolto: avevano sentito qualcuno, che doveva essere Alexandra, salire le scale, con il passo pi lento e pesante del solito. La chiave raschi e annasp nella porta; Alexandra port nella stanza dal soffitto basso una faccia arrossata e una chioma umida e strapazzata dalla brezza della spiaggia. L'aria dell'esterno si sollev dal suo corpo ampio come il profumo d'alga di un'onda che si infrange.  stato molto carino disse. Oggi, per variare un po', sono andata a destra, verso la zona pubblica. Dove prima c'era un semplice pendio di sabbia dura, adesso c' una specie di laguna. I bambini possono sguazzarci senza che le mamme e le baby-sitter si preoccupino che un'onda li porti via. Intuendo che le altre due avevano parlato e avevano qualcosa da proporle, scaric in una grande poltrona di stoffa scozzese la sua mole avvolta nel fluttuante pareo e chiese, retoricamente: Ma come ho fatto a star lontano dall'oceano per tanto tempo?
Con insoddisfazione sugger Jane.
Sukie disse: A me e Jane  venuta un'idea.
L'avevo capito replic Alexandra. Bene. Il nostro gruppo ha bisogno di idee.
...
.
...
L'ala nuova della biblioteca pubblica di Eastwick era pi grande del corpo originario, un edificio di grumosa pietra bruna che era stato eretto nel XIX secolo con i soldi di una donazione e se ne stava con un certo commovente sussiego al centro di una volta delicata di verde pubblico. L'ala aggiunta, di vetrocemento, occupava altrettanto spazio e aveva comportato la lastricatura di un nuovo viale d'accesso e di un generoso parcheggio sopra distese di prato su cui un tempo avevano giocato bambini e cani. Il tanto celebrato auditorium, con il suo foyer e una sala per i ricevimenti adiacente, si estendeva al di sotto di un piano principale dedicato, tavolo dopo tavolo, a computer ai quali i perdigiorno della cittadina si dilettavano con i videogiochi e si ingegnavano a cercare materiale pornografico. Il reparto dei libri per bambini, un tempo un angolo modesto di volumetti colorati ritenuti propedeutici alle letture per grandi, era stato ampliato enormemente, con alte librerie di noce dello spessore di cinque centimetri, come per commemorare la fine della lettura per quasi tutti i frequentatori della biblioteca.
La sala di lettura e auditorium, concepita ottimisticamente per ospitare eventi quasi tutte le sere, tradiva la sua natura di stanza sotterranea con un'acustica smorzata che agli spettatori negli angoli in fondo dava l'impressione, stasera, di assistere a un concerto fantasma, un concerto mimato.
L'orchestra da camera si divideva in aspiranti grandi musicisti del vicino college della comunit e adepti pi anziani le cui capacit si erano assestate su un livello di compiaciuta competenza. Jane, per la quale suonare era stato il fulcro infuocato, la rabbiosa risorsa interiore della sua vita emozionale, ascoltava con fremente impazienza le figure che sul palcoscenico strimpellavano Vivaldi con il suo vino zuccheroso, il cupo viluppo quasi dissonante di Beethoven e un po' di Ravel, simile a un fazzoletto vaporoso che scompare in una manica dall'ampio polsino.
Poi, dopo un breve intervallo durante il quale l'angusto foyer si inond rumorosamente di tutte le cose eccitanti che la gente di provincia, giorno dopo giorno, visita dopo visita, riesce a trovare da raccontarsi, e mentre quei pochi che restavano delle abbiette moltitudini di ex viziosi si avventuravano fuori a inquinare col fumo di sigaretta l'aria notturna sopra il ridottissimo verde, fu provato il sontuoso ripiglino di Bach, l'Arte della fuga in un arrangiamento per archi, con i temi che si intrecciavano e si innalzavano di una terza e poi di una quinta fra le sue gigantesche dita spettrali, formule venerande come mi fa mi fa, re mi re mi portate all'ultimo e massimo parossismo del Barocco, il vibrante contrappunto che infine si chiudeva secco mentre il pugno luterano, con un ritardando, terminava enfatico. Una volta Jane aveva suonato questa fuga diretta da Ray Neff e adesso le dita della destra scattavano sul ginocchio compiendo i movimenti familiari, bench dei calli procurati alla punta dalla decisa pressione sulle corde rimanessero ormai, dopo anni, soltanto le tracce.
Dietro il velo di irritazione e nostalgia, piano piano si avvide che il primo violino, dapprima preso per un uomo, che contava percettibilmente la prima misura e con un silenzioso affondo portava il tempo in battere - una figura corpulenta e un po' ingobbita, con gli occhiali cerchiati di acciaio e i capelli di un giallo smorto tagliati corti, con una frangetta femminile - era in realt una donna, in pantaloni neri e informi, e non una donna qualsiasi, ma una di sua conoscenza, che con i suoi bruschi gesti dittatoriali e quell'annuire pedante le ricordava sgradevolmente qualcosa: era Greta Neff, non soltanto ancora viva, ma cambiata molto meno, in quei trent'anni, di quanto le fosse lecito. Jane guard di nuovo la piccola fotocopia del programma che era stata consegnata loro da una ragazza all'ingresso - una ragazzetta con la faccia tonda e la carnagione rosea e rugiadosa, che forse non avrebbe dovuto portare, come invece faceva, svariati anelli al pollice e un manubrietto in un piercing al sopracciglio - e fu contenta che il nome di Greta Neff non comparisse. Compariva per G. Kaltenborn, violino.
Il nome tedesco da ragazza di Greta. Jane conosceva la sua storia. Lei e Raymond Neff si erano incontrati quando lui era nell'esercito e di stanza a Stoccarda. Jane aveva ascoltato la storia a letto con Ray. Al ricordo di Ray a letto ebbe un tuffo al cuore. Chiss che cosa gli era successo, al direttore della banda di Eastwick e dell'audace orchestra da camera in cui Jane aveva suonato il violoncello. Omino pignolo, dal corpo morbido e l'acuta voce nasale del dominatore di provincia, malgrado l'aria effeminata aveva dato a Greta sei figli, avanzando abbastanza potenza sessuale per adempiere ai doveri di amante con Jane, per un certo periodo, e prima ancora con Alexandra. Per Alexandra era stato un episodio di poco conto, ma per Jane qualcosa di pi: nonostante i suoi molti difetti, compresa l'orrenda, risibile moglie tedesca, con il corpo femminile ci sapeva fare. Aveva un tocco musicale. La gente rideva di Ray, ma, sotto le sue mani e la sua lingua, per Jane c'era il paradiso. E, al contrario di quanto facesse pensare la sua voce stridula, era tutt'altro che poco dotato.
Dopo, con il sangue che le ribolliva dentro, Jane and dritto verso di lei alla reception della sala per i ricevimenti.
Sukie e Alexandra, sconcertate da quel suo animarsi brusco e deciso, cautamente la seguirono nella piccola, surriscaldata gazzarra dei cittadini impegnati a esprimere congratulazioni che erano in fondo congratulazioni a se stessi: la musica classica, Beethoven e Bach proprio l, a Eastwick! La folla cedeva il passo al trio di sconosciute, che sconosciute non erano per nessuno e che erano state precedute da voci della loro ricomparsa. Greta Neff disse Jane, con una voce che, dopo due ore di silenzioso ascolto, usc gracchiante.
Ti ricordi di me?
Come disse l'altra, con la lingua madre che occhieggiava nella prima vocale distorta potrei dimenticare, Cein?
Afefo sentito che erafate tornate, ma non ci credefo. Gli
occhi dalle ciglia chiare, di un azzurro risciacquatura di piatti dietro le lenti spesse degli occhiali cerchiati di acciaio, avevano inquadrato Sukie e Alexandra ritte dietro Jane come due guardie del corpo imbarazzate.
Sukie parl ad alta voce: Greta, abbiamo saputo di Raymond.
Ci dispiace.
Che cosa c'era da sapere? si chiese Jane. Sukie era stata in giro a raccogliere notizie, ma non le aveva riferite tutte. Evidentemente Raymond era morto. Proprio la settimana prima Jane aveva scherzato dicendo che sperava che tutti i suoi amanti fossero morti, ma sapere che uno era morto davvero era diverso. Povero Ray, lui che aveva cercato di portare la cultura in quel mortorio, dove le sole cose che interessavano erano le partite, il sesso, le aliquote delle imposte e la pesca del merluzzo.
S, be' disse Greta con impazienza, alla fine  stato melio cos. Ha sofferto per tanto tempo. Era cancro
spieg, all'intestino.
Terribile! esclam Alexandra. La sua paura pi grande era il cancro - le proprie cellule che si fanno maligne, si moltiplicano, bloccano gli organi con assurdi cavolfiori di carne scarlatta, aggrediscono perfino l'intestino, che prima teneva gli escrementi lontano dagli occhi e dal naso, aggiungendo la vergogna al dolore, una sacca esterna artificiale per il corpo marcescente. Povero caro Ray. Il caro doveva essere spuntato da quei terribili momenti di tanti anni prima in cui lei, inesperta della sostanziale insoddisfazione coniugale e delle sostanziali possibilit sessuali proclamate dai giovani profeti degli anni Sessanta, aveva condiviso con Ray una furtiva orizzontalit, capendo a malapena che quel tradimento, quello sfogo maldestro, quel rinnovamento di energia primordiale, stava avvenendo davvero. Lei e Ray erano novellini nel campo, e inesperti, e quando relazioni pi stabili avevano spinto da parte i loro primi, timidi passi, i due avevano rinunciato presto l'uno all'altra. Poco dopo, da Eastwick alla costa dorata dove le star avevano da tempo
adottato lo stile di vita pi libero e privilegiato degli di e delle dee, il ceto medio americano aveva abbandonato il puritanesimo e si era buttato nell'avventura esagitata e nella mutua esplorazione. Il caro, uscitole spontaneamente, ricadde in una maniera strana nelle orecchie di quelle donne, facendo baluginare fra loro, in mezzo alla gazzarra della comunit, la constatazione che erano tutte vedove, donne indifese costrette con un sussulto alla rievocazione di un uomo, custodi della sua fiamma, un uomo piuttosto ridicolo ma anche eroicamente devoto alla musica e alla bellezza ovunque le trovasse, un uomo le cui prodezze nel campo dell'organizzazione e promozione locali si erano guadagnate perfino l'ammirazione di Sukie, che non aveva mai visto Ray nudo e spettacolarmente eccitato.  stato un concerto bellissimo disse Alexandra a Greta, mostrando di aver colto l'emozione che furtivamente si era accesa fra loro e cercando garbatamente di velare l'indiscrezione della parola caro.
Greta, sul punto di allontanarsi per ricevere altri complimenti, si ferm all'udire quelle parole di circostanza, prendendole alla lettera nel suo limitato stile teutonico. Credi?
Cein, tu sei d'accordo?
Jane, che si era sorbita il concerto stordita dalla tensione ipercritica, guard negli occhi la sua antica rivale e, facendo le fusa, con la cortesia a doppio taglio dei bostoniani di buona famiglia, rispose: Per me  stata un'esperienza civica una lezione di democrazia, i musicisti anziani che si portano appresso i piccoli.
Greta strinse le palpebre dietro gli occhiali, incerta sulla profondit della pugnalata. Con la lentezza e l'implacabilit che le erano proprie dichiar: La ciovent  necessaria. Se no il cruppo muore. Detto questo si allontan, lasciando il trio pernicioso a chiedersi se quelle cupe parole alludessero a loro o no. Un tempo loro avevano accolto nel gruppo una donna pi giovane, e l'avevano uccisa.
Con l'eccezione di Greta, in quella folla di Eastwick non c'erano facce che ad Alexandra fossero familiari, anche se per un attimo le parve di intravedere in fondo alla sala Franny Lovecraft, una vecchia rattrappita e dai capelli turchini che pontificava rivolta a un qualche uditore sottratto alla vista, con la testa che scattava seguendo i movimenti della lingua come una campana leggerissima colpita da un poderoso battaglio. Ma Franny era gi vecchia quando Alexandra non aveva nemmeno quarant'anni ed era ancora piena di energie; ormai quella vecchia rinsecchita doveva essere sottoterra, col suo vispo corpicino nella bara ormai secco e friabile come un fiore premuto in una Bibbia. In un certo senso Franny aveva corteggiato Alexandra: cercando di introdurla negli ambienti locali rispettabili; fermandosi ogni tanto a bordo della sua vecchia Buick nera, con la griglia del radiatore che sembrava un erpice, e fingendo interesse per le sue aiuole fiorite; invitandola ad andare a questa o quella conferenza del Club di giardinaggio o a qualche cena della chiesa quando parlava un oratore trascinante, che per anni aveva fatto il missionario nei mari del Sud; una volta, durante una visita importuna, invitandola addirittura a entrare nel Comitato per il truogolo in qualit di membro giovane, la pi alta onorificenza che la citt potesse attribuire a una donna - cercando, insomma, di tenere Alexandra in contatto, la solita cosa noiosa, con il cuore della pubblica decenza di Eastwick, con la fervida e inappuntabile attivit che sublimava gli istinti anarchici di cui una vedova senza legami poteva cader preda. Perch Franny era una donna e sapeva com'erano fatte le donne: delle sporcaccione smaniose che avevano tanto bisogno di un freno. Due vecchi, teneri scocciatori: cos Alexandra aveva considerato Franny e suo marito. Lui come si chiamava? Le venne in mente: Horace.
Un omino furbo e pignolo, che guidava con una cautela esasperante la sua Buick grande come una barca e ben conservata, soprattutto quando ti ci ritrovavi dietro cercando di portare un figlio dal dentista o all'allenamento di pallacanestro, e che innaffiava il suo prato senz'ombra di erbacce in West Oak Street con l'aria furba e lo sguardo obliquo di chi  immerso in una fantasticheria. I Lovecraft non c'erano al concerto, dissolti dal tempo quasi che non fossero mai esistiti, un pizzico di polline perduto nel vento - non avevano avuto figli - ed era come se nemmeno Alexandra ci fosse, dal momento che nessuno si avvicin a lei o a Sukie o a Jane nell'assembramento cicalante, come se attorno a loro fosse stato tracciato un cerchio tabuistico. Si strinsero l, con in mano i loro bicchierini di plastica di punch al lampone e saccarina, a parlare fra loro.
Allora! disse Jane. Che ne pensate?
Di Greta? chiese Alexandra. Si  sforzata. Non  stata sinistra come me la ricordavo.
Non te la ricordi benissimo disse Jane. Era peggio.
In qualche modo Ray la intimoriva - il suo soldato dalla fulgida armatura che l'aveva tirata fuori dall'incubo dell'Europa di Hitler per portarla nel Paese dell'oro - e adesso niente la intimorisce.  letale.
Mi sembra che abbia incassato bene la tua stoccata, con quel discorso sulla giovent e la senescenza che si uniscono nell'orchestra da camera.
Non ho mai parlato di senescenza replic Jane, anche se in effetti, nel largo, quella violoncellista a volte si perdeva per strada. Era fuori di una battuta buona.
Sukie prese la parola. Io ho avuto l'impressione che Greta si tenesse dentro qualcosa. Jane ha ragione.  pi sicura di s. Non si  mai risposata - mentre noi tornavamo a fare le mogli, lei rafforzava i suoi poteri.
Ma, Sukie! esclam Alexandra trasalendo, come quando erano state nude l'una accanto all'altra nella vasca di Darryl, nel constatare quanto trovasse commovente la semplicit pagana di quella donna pi giovane. I suoi dolci capezzoli erano rosei ed eretti fra le goccioline di vapore che si condensavano sul teflon organico della sua pelle. Stai forse dicendo che il matrimonio toglie alle donne i loro poteri?
Le deforma rispose Sukie. Il suo carnoso labbro superiore si attacc a quello inferiore come l'ampio piede della lumaca si attacca alla foglia, e con quell'adesione lasci intendere che l'argomento la disgustava e non aveva altro da aggiungere.
Era il segnale di andare; ma quando le tre intruse fecero per incamminarsi verso la doppia porta d'ingresso, qualcuno nella folla finalmente si avvicin, e lo fece frettolosamente, e con un sorriso sardonico come per sconfessare la fretta che presupponeva l'iniziale disattenzione. La persona si mise a parlare con la rapida disinvoltura dell'oratrice esperta.
Vedo che state andando via disse, ma volevo presentarmi.
Sono Debbie Larcom, la pastora, immagino di dover chiarire, della Comunit unitariana.  bello vedere delle facce nuove a questi concerti; nelle intenzioni dovrebbero attirare i villeggianti, ma quasi sempre arrivano soltanto i soliti fedelissimi. Come in chiesa. Era una brunetta formosa dai lineamenti gradevolmente precisi. Sul naso diritto, in un tratto di pelle squamata dal sole, c'era una striscetta rosa.
Niente in lei aveva l'aria clericale, tranne un certo riserbo nel vestito grigio a manica lunga e con l'orlo sotto il ginocchio, in piena estate. Ma il largo sorriso d'imbarazzo faceva tenerezza, come pure la complessit degli occhi grigioverdi.
Brillando come posseduta da un diavolo maschio, Sukie immagin nuda quella donna graziosa, il corpo compatto, preciso, scoperto a mostrare il bianco della virt, e intanto, garbatamente, si present e le strinse la mano fresca, piccola e vigorosa.
Anche noi potremmo diventare delle fedelissime disse Sukie, un po' affannata. Conoscevamo una sua predecessora, Brenda Parsley.  stata la prima donna a diventare ministro unitariano.
Eravamo molto orgogliose di lei intervenne Jane, strascicando le parole con ironia bostoniana. La verit era che le tre malvagie avevano affatturato Brenda senza piet, facendole uscire di bocca piume e puntine durante le prediche.
Sul viso della giovane pastora, professionalmente allerta e ricettivo, non trapel segno che lei avesse colto alcunch.
La conosco di nome ammise, ma  stato tanto tempo fa, negli anni Sessanta, primi Settanta.
Esattamente fu la risposta secca di Jane. Alexandra cap che Jane aveva maturato una delle sue antipatie. E con un moto di gelosia percep l'eccitamento di Sukie che le appesantiva il fragile respiro.
Cose vecchie cantilen Deborah Larcom con un'allegria ansiosa. Non ero nemmeno nata. La tripla dose di minuzioso esame femminile la fece incespicare nell'insicurezza;
lo sprizzo spontaneo di accoglienza si stava esaurendo. Bene, volevo solo salutarvi. Inutile dire che ci farebbe un gran piacere vedervi alla Comunit, una domenica. Segu uno di quei momenti d'imbarazzo che capitano con i pastori, in cui, dopo l'opera di persuasione, aspettano che emerga traccia di una cosa che nessuna prova estrinseca rivela, la posizione di Dio nella coscienza altrui. Non ci sono solo le funzioni prosegu imperterrita di fronte al loro silenzio, ci sono le cene del marted, aperte sia alle famiglie sia ai single, e stiamo organizzando un raduno anti-Iraq da fare pi in l quest'estate.
Prima che il loro apatico silenzio si facesse dolorosamente lungo, Alexandra disse: Non abbiamo ancora progetti precisi.
Venite, se potete fu il sollevato congedo che Debbie Larcom inton. Con il medio di tutt'e due le mani, svelte e vigorose, si scost dietro le orecchie i lunghi e lucenti capelli bruni - un po' a caschetto, come quelli di Sukie - prima di scappar via con un altro affascinante, sardonico sorriso contenuto, lasciandosi alle spalle come uno sbuffo di profumo il contrasto fra una giovane donna agile e virtuosa e le tre vecchie signore infragilite e asciugate dalla corruzione.
La sua comparsa di fronte a loro era stato un castigo: un tempo erano state come lei, in questa stessa citt.
...
.
...
Sopra il buio della citt immersa nel sonno, una donna voluminosa era curva al malconcio scrittoietto a ribalta al terzo piano della sua casa trasandata. La sua ombra agitava la parete alle sue spalle e il soffitto imbarcato. Loro sono qui.
scrisse, incidendo con la penna a sfera la pagina gialla a righe.
Tutte e tre, sfacciate come non mai. Era un'espressione che aveva sentito spesso, in bocca a quella gente del New England, ma esit. Non bisognava dire come mai? Nella furia ignor le sottigliezze e continu a scrivere, con la sua larga e diritta grafia europea. Hanno piantato tende alla Residenza vistamare di casa Lenox, quindi arrivare in un posto che conosci cos bene sar pi facile. Non hanno avuto vergogna a venire a un concerto del gruppo fondato da mio caro marito. Quella grassa e gentile, quella bruna e non gentile, quella bellina e sexy, nervosa perch bellina e sexy. Tutte vecchie, sfacciate e patetiche, vermi sotto i piedi. Uccidile.
Uccidile come loro una volta uccidettero tua innocente sorella.
Qui c'era forse qualche errore, ma lei, posseduta, prosegu con la sua metodica scrittura verticale: Secondo me la prima deve essere la bruna - nella sua aura c' gi qualcosa di malato, di marcio. Tu saprai pi meglio di me. Se lo dipinse nella mente: radioso, eternamente giovane, con i capelli biondi e ricci come in un dipinto cattolico della sua giovinezza. Con una grafia pi incerta, tremolante per l'emozione, aggiunse: Vieni stare con me. La casa  grande, una triste spesa per la povera pensione scolastica di Raymond. I figli sono via per sempre. Vieni, dammi forza. Il male non deve restare impunito.
Questa  - si dice cos? - la tua occasione di oro.
Il patrimonio di Nat Tinker consisteva di un insieme deludente di fondi di investimento e codicilli testamentari, e di obbligazioni pluriennali che per anni non dovevano essere riscattate per evitare sanzioni e penali. La madre, che viveva ancora al piano di sopra dell'enorme casa di Brookline, quando meno te l'aspettavi si mostrava abbastanza lucida
per fare dell'ostruzionismo. In casa, nelle sue stanze, Jane aveva il fax e l'e-mail, ma in quei confini ristretti - una specie di campo estivo senza le lezioni di canoa e le storie di fantasmi attorno al fuoco - i documenti degli avvocati e della banca doveva riceverli e inviarli per posta. Per spedire espressi e raccomandate bisognava andare all'ufficio postale, e parcheggiare in Dock Street d'estate era diventata una gran seccatura: quando si trovava posto, lo si trovava comunque lontano e si era costretti a fare un bel pezzo di strada a piedi sotto quel sole insopportabile. Non capiva: un tempo era stata un'assidua frequentatrice della spiaggia, con la carnagione scura che si abbronzava il primo giorno dopodich non aveva pi bisogno di creme solari, tranne che nelle giornate trascorse in barca; adesso invece il sole la colpiva con una forza radioattiva, per cos dire, al punto che si sentiva intossicata - era nauseata e debole. Aveva preso l'abitudine di portare cappelli di paglia a tesa larga, ma dai buchini della trama sembrava arrivarle in faccia una gragnola di fotoni. I polsi, le ginocchia lasciate scoperte dai pantaloncini, i gomiti quando portava le mezze maniche sporgevano tutti per ricevere una scarica insidiosa dal cielo azzurro e vuoto. Il downtown di Eastwick, per quanto imbarazzante tanto era pittoresco e rtro, circondava Jane di effluvi debilitanti: il monossido di carbonio dei gas di scarico, il radon del granito sotto l'asfalto, gli elettroni che fuoriuscivano dai tubi al neon della pubblicit della birra Milwaukee allo Happy Hours Liquor Mart e della lotteria del Rhode Island al Bay Superette, i raggi gamma della piccola telecamera che la riprendeva quando prelevava al bancomat della banca Old Stone, la nuvola di elettricit che ricadeva dai cavi flosci e dai condensatori in cima ai pali. Di fronte all'ufficio postale, a tre passi dalle due buche delle lettere con la bocca a patta, a un palo particolarmente sinistro, scheggiato dai tacchetti dei tecnici che ci si arrampicavano sopra e impregnato di creosoto ormai stinto, c'era un trasformatore grigio a forma di scatola che emetteva un ronzio assordante,
quando si rimaneva l in ascolto. Un giorno di luglio, a met pomeriggio, Jane era l sotto ad ascoltarlo, col timore di finire svenuta su quel marciapiede luccicante, quando qualcosa guizz in uno spazio vuoto e le sferr un colpo a un fianco, come nella boxe. Mi ha tolto il respiro raccont ad Alexandra dopo essere tornata all'appartamento in affitto.
Sento ancora il pizzicore.
Forse dovremmo presentare un reclamo ai consiglieri comunali, o all'azienda elettrica disse Alexandra pigramente.
Sembrerebbe un corto circuito. Se ne stava spaparanzata sul suo letto a una piazza e mezzo: era rimasta l, immobile, mentre Jane e Sukie erano uscite con le rispettive automobili. Sukie aveva puntato la BMW verso Exeter e il South County Museum: stava facendo delle ricerche per il prossimo romanzo rosa, la storia di un'affascinante colona e uno schiavo nero. Fino al XVIII secolo inoltrato, il Rhode Island, in origine Providence Plantations, aveva sostenuto un'economia improntata a quella degli stati del Sud e un'ampia popolazione di schiavi; di quei tempi arretrati, idilliaci, rimanevano ancora i ruderi di qualche granaio, muri di pietra diroccati pi grandi delle balle di fieno.
Il legno non  un conduttore replic Jane, aspra. 
per questo che lo usano per costruire i pali.
Fatti un t sugger Alexandra. Poi, vincendo l'umiliazione della dipendenza, chiese: Posso prenderti la macchina per un'ora? Devo assolutamente andare da Marcy e i ragazzi.
 incredibile, da quando siamo arrivate e ci ha aiutate a sistemarci sono passate due settimane e non sono ancora riuscita ad andare a trovarla. Ne parliamo sempre al telefono, ma poi una delle due cambia argomento, forse io. Il fatto  che non ho pi le energie per fare la mamma.
Le energie disse Jane. Non me lo ricordo nemmeno, che cosa vuol dire avere energie. Al pensiero di aprire il microonde sto male. L'appartamento era dotato di cucina elettrica, ma le vedove, che non dovevano pi provvedere al nutrimento dei mariti, erano poco disposte a cucinare
piatti elaborati e usavano il microonde per riscaldare gli avanzi, scongelare il gelato e bollire una tazza d'acqua. Nonostante la sua dichiarazione, Jane and al microonde reggendo una tazza di acqua del rubinetto e apr lo sportello, quello sportello di vetro spesso e tinto attraverso il quale si poteva guardare il cibo subire una trasformazione - fumare, sciogliersi, sfrigolare. Parve investirla un puzzo maligno;
forse lo aveva previsto - un brivido come se avesse aperto il frigorifero e subito lo avesse richiuso per non far uscire un odore di marcio. Un'altra delle sue sgradevoli sensazioni era che il contenitore chiuso fosse lei e che il marcio fosse dentro. Sentiva che nella pancia qualcosa non andava, e non andava da quando Nat era morto. Fino alla morte, quel suo lamentoso, ingrato ego infantile aveva monopolizzato l'attenzione di Jane. Ecco che cosa c'era di buono, riflett, nelle persone assolutamente egoiste: inducevano gli altri a dimenticare se stessi.
Ad Alexandra piaceva da morire filare a bordo della Jaguar d'epoca di Nat con la capote abbassata. Sentiva che agli occhi di chi la vedeva guidare, sfrecciare per la cittadina, era una visione di spigliata femminilit, con un foulard stretto sotto il mento. Rami, cavi elettrici e timpani di case le sfilavano sopra il capo e la luce del sole macchiettava il parabrezza.
Marcy abitava un po' fuori, dove Cocumscussoc Way si degradava lasciandosi alle spalle il centro cittadino per addentrarsi in una terra di nessuno fatta di tenute lasciate andare, chioschi di frutta e verdura abbandonati, maneggi falliti, ristoranti troppo ambiziosi ormai chiusi. La buca delle lettere, di quelle nuove, tozze, stampate in un solo pezzo di plastica insieme al palo per resistere ai vandali che danneggiavano quelle staccabili di metallo, annunciava a bianche lettere gommate la residenza dei LITTLEFIELD'S.
Quell'apostrofo ignorante infastidiva Alexandra. In origine Howard aveva la sua bottega di elettricista nella casa, in una
parte dello scantinato accanto al garage singolo, con un ingresso indipendente e un'insegna senza pretese. Ma il successo portato dall'assenza di concorrenza - da una parte nessuno vuole pi sporcarsi con un lavoro manuale, dall'altra la trasformazione dei vecchi quartieri popolari in zone residenziali aumenta la domanda di servizi - gli aveva procurato un ufficio in fondo a Dock Street, un servizio di segreteria e un giovane assistente originario di uno di quei paesi dell'America centrale in cui i poveri hanno ancora voglia di lavorare. Alexandra non vide molte tracce di agiatezza nel loro cortiletto trascurato, con i giocattoli sparpagliati dappertutto e la piscina fuori terra a forma di tamburo, e nemmeno nelle facciate scrostate del ranch, una costruzione a livelli sfalsati che sembrava un residuo isolato dell'era di Levittown.
Rispondendo fiacca alle tre note del campanello, Marcy venne ad aprire. Dimostrava la sua et, che era suppergi quella della casa. Baciata, la sua guancia sembrava sudaticcia.
Alexandra le disse: Tesoro, il plurale di un nome non si forma aggiungendo l'apostrofo prima della esse. Quello  il possessivo.
Marcy fu lenta a capire: il cervello si era ispessito insieme alle gambe. Ah. La cassetta della posta.  stato Howard ad applicare le lettere, con un kit, e quando l'ho visto era troppo tardi per correggere.  importante?
Non so perch mi infastidisce tanto. Come quelli che dicono 'piuttosto che' quando dovrebbero dire 'oppure', o quelli che si sono laureati a Brown quando invece si sono laureati alla Brown.
La lingua cambia, mamma. Cresce,  un organismo vivente.
Cresce solo nelle direzioni sbagliate, mi sembra. Le direzioni della crescente stupidit. Soltanto i suoi figli, e soprattutto questa, la pi grande, la facevano sembrare tanto brontolona. Ma i ragazzi come stanno? chiese, per cambiare argomento, anche se si rese subito conto che crescente stupidit poteva sembrare le fosse servito da elemento di passaggio, come infatti era successo. Il piccolo Howard si diverte ancora con il videogioco?
Dice che il sangue  troppo finto e che ci sono troppo pochi 'bastardi', come li chiamano, da massacrare. Lo so,  deplorevole, ma tutti attraversano questa fase. A proposito, non sopporta di essere chiamato 'piccolo Howard'.
"Howard Junior" mi sembra ancora peggio. Io e tuo padre non eravamo d'accordo su tutto, lo sai, ma su una cosa s: di non appioppare ad alcun figlio maschio il peso di essere
"junior", come se fin dall'inizio la sua identit subisse un'azione preventiva. Con queste parole che le riecheggiavano nelle orecchie aggiunse: Scusami, cara. Non so perch dico queste cose.
Senso di colpa rispose prontamente Marcy. Ti senti in colpa nei miei confronti perch io devo comportarmi da mamma con i miei figli mentre tu ci hai ignorati affettivamente.
La sua faccia, senza trucco, era di un pallore aggressivamente cereo; i capelli non sembravano nemmeno puliti, figuriamoci tinti, e com' che non faceva niente per quel porro traslucido sul lato del naso? Nel Rhode Island non c'erano chirurghi plastici? Il New Mexico ne era pieno.
La figlia continuava a dare libero sfogo alle rimostranze:
Io pregavo perch tu restassi in casa invece di andare in quel posto orribile in cui abitava quell'uomo. Rimanevo sveglia fino all'una o le due del mattino finch ti sentivo rientrare barcollante. Quella casa mi sembrava cos vulnerabile, tutta sola in Orchard Road. Fuori dalle finestre
bubolavano i gufi. Sentivo continuamente degli scricchiolii di passi.
Bene disse Alexandra, guardandosi attorno con la faccia che scottava. Il soggiorno testimoniava di un'agiatezza inelegante, con i suoi tappeti bianchi a pelo lungo e l'enorme televisore nero a schermo piatto di fronte a due poltrone tondeggianti di finta pelle scamosciata ormai sbilenche, gualcite e macchiate dopo gli strapazzi di due maschi adolescenti.
Direi che in questa casa non ci sono misteri cos sinistri.
Complimenti.
Comunque riprese Marcy, senza preoccuparsi di nascondere il tremito delle labbra, gli occhi umidi di lacrime,
quelle cose snob e cattive me le dici per difenderti dalle critiche che temi io possa farti. E poi parli di azioni preventive.
Grazie a Dio, diciamo cos, ci sono le figlie a farci un po' di psicoanalisi d'accatto. Linda, al telefono, continua a dirmi che sono una yankee senza senso dell'umorismo. Se il Nord avesse perso la guerra com' successo a noi, dice, non avremmo tutti la fissa dei risultati. Sapremmo sentire lo zucchero nel whisky sour. Chiss chi gliele mette in bocca, queste cose; spero non suo marito. Per mi dispiace per i gufi. Stavo studiando per diventare strega e c'erano soltanto corsi serali.
Tu scherzi, mamma, ma a me la psicologia interessa, e stavo pensando di cominciare a studiarla quando i ragazzi saranno un po' pi grandi. Il problema  che io e Howie...
Bisogna proprio chiamarlo 'Howie'?
... io e Howie siamo tanto decisi a trasferirci a Venice quando i ragazzi saranno al college, o magari quando e se Howie Junior andr in collegio...
Hai detto Venice, vero? Quella in Florida. Perch per andare a Venezia dovreste imparare l'italiano.
... che non ha senso prendere l'abilitazione nel Rhode Island, se poi eserciter in Florida.
Che stato deprimente la Florida. Alligatori e vecchi. E
la tengono piatta perch i vecchi possano passeggiare con il loro girello.
A Howie piace molto pescare. Vedendo che la madre non interrompeva quella dichiarazione di moglie, Marcy si lisci le gambe dei pantaloncini, con i quali evidentemente aveva lavorato nell'orto recintato del retro, dove i Littlefield coltivavano ortaggi facili di superficie. Le ginocchia, nude, erano sporche, e questo dava di lei un'immagine ancora pi commovente di bambinotta robusta dalle gambe grosse, testarda ma anche attraente. Mamma, non ti ho ancora offerto niente. Un caff. O un t? Non so che dieta stai facendo in questo periodo.
La dieta, hai ragione, dovrei fare una dieta, comunque no, grazie. Non sono nemmeno le quattro, troppo tardi per l'uno e troppo presto per l'altro. Io sono la povera delle tre e posso uscire solo quando una delle altre non ha bisogno della sua macchina. Non mi lamento:  una cosa che mi fa capire qual  il mio posto.
Finora ti ha fatto piacere esser tornata?
S, stranamente s, anche se le poche persone ancora vive che conoscevamo a quanto pare ci serbano rancore. Mi stupisce che sia tutto cos verde e umido. Questo posto mi ricorda i tempi in cui, dopo la morte di mia madre, mio padre mi mand a est, al Connecticut College for Women, dov'era tutto verde e vecchio. Non mi fermo ancora molto, cara, non voglio trattenerti. Chiacchieriamo ancora altri cinque minuti. Dove sono i ragazzi?
Te l'ho detto al telefono, mamma. I ragazzi sono a un campo estivo per tre settimane. Nel Maine.
Oddio. Tu e Howard ne spendete, di soldi! Ai ragazzi piacciono i campi estivi?
A Roger  piaciuto da matti. Ci  andato l'anno scorso e la prossima volta avr i requisiti per fare rafting e roccia.
Potrebbe ammazzarsi! Howie Junior  ancora un po' timoroso
- ha bisogno di avere vicino il fratello maggiore.
Cambier. Eric era cos con Ben. E adesso  lui quello avventuroso.  il complesso del fratello minore - il pi piccolo diventa poi un cuor di leone. Lo sapevi che un cactus saguaro ha bisogno di una pianta che l'accudisca, di solito un palo verde, perch quella pianticella - quel piccolissimo puntaspilli che all'inizio non si vede neanche - possa vivere e crescere all'ombra?
Marcy la guardava teneramente e, con gli occhi di nuovo pieni di lacrime, disse: Oh, mamma, che bello sentirti parlare cos!
Cos come? Io parlo sempre cos.
Della Natura!
Non commuoverti per me, ti prego. Devo farti una domanda pratica, che vorrei girassi a Howard. Stando vicino a un palo del telefono si pu prendere la scossa? Avere la sensazione di essere colpiti su un fianco?
Marcy, con gli occhi che si asciugavano, drizz la schiena nella poltrona che aveva scelto. Questa generazione, pens Alexandra.  cresciuta guardando noi che ci ribellavamo contro la nostra educazione bigotta e per reazione  tornata ai vecchi sentimentalismi, la famiglia, la casa e altre tirannie del genere. Ma no rispose Marcy, direi proprio di no.
Se cos fosse, tutti farebbero causa ai Comuni e alle aziende elettriche.
 successo a una delle mie amiche, me l'ha appena detto.
Chieder a Howard, ma come dicevo ne dubito. In effetti lui sostiene che l'elettricit  una strana bestiaccia - a volte ti sorprende.
Non c' molto da fidarsi della mia amica - in questi giorni ha un mucchio di sensazioni strane. La conosci - Jane.
Si  rivolta a te per l'affitto. Hai detto che era una vecchietta arzilla. A volte ho la brutta impressione che abbia imparato fin troppo bene a fare la strega.
Mamma, non mi sembra una battuta molto spiritosa. Le cose che gli uomini facevano a quelle povere donne erano orribili. E le hanno fatte a migliaia di donne.
Mica era una battuta! Le ragazze della tua et non vogliono capire che c'erano poche opportunit per le donne, quand'ero giovane. Il nostro mestiere era fare figli e comprare generi di consumo americani. Se cadevamo dal carro del matrimonio, non ci rimaneva altro da fare che metterci a cavalcioni di una scopa e inventarci dei sortilegi. Non fare quella faccia scandalizzata: era potere. Tutti hanno bisogno di potere. Se no il mondo ti sbrana.
E i figli? Per gran parte delle donne, avere dei figli e amarli non vuol dire avere abbastanza potere?
"Nella sofferenza partorirai i figliuoli" cit Alexandra, con il passo ancora fresco nei ricordi, "verso tuo marito ti spinger il tuo desiderio ed egli dominer su di te." Non  ributtante?
Per me non tanto ammise Marcy. C' qualcosa di vero in quelle parole. Appoggi ben bene i piedi, infilati nelle scarpe da giardinaggio inzaccherate, sulla moquette bianca gi sporca (ma perch questi figli compravano la moquette bianca e poi non se ne preoccupavano?) e si alz sulle gambe pesanti. Perch i figli sono cos deludenti? Si prendono i tuoi geni e li rovinano. Marcy chiese, patetica:
Mi aiuti a togliere le erbacce?
Ti sembro vestita nel modo giusto? Cos male? Tesoro, il tuo  un invito molto carino, ma alla mia et, quando ti chini, nessuno ti garantisce che riuscirai a tirarti su.
La figlia, dondolando sconsolatamente le pesanti mani arrossate, mostr di rendersi conto che anche questa mossa di avvicinamento era fallita. Mi piaceva tanto quando andavi nel nostro giardino di Orchard Road, con le zinnie e i pomodori. Allora mi sembravi di pi mia mamma.
Pi che in altri momenti? Sembrer strano, cara, ma il compito di un genitore  in parte quello di dimenticare di esserlo.
Non servi a niente ai figli, se sei solo una sciocca tutta casa che non gli d spazio per crescere. Prima parlavi della Natura.  una strana bestiaccia, come dice Howard dell'elettricit.
Una volta credevo che mi piacesse molto, ma adesso che mi sta uccidendo a morsi capisco che la odio e mi spaventa.
In Canada ho fatto l'esperienza di immergermi in troppa Natura e solo alla fine sono riuscita a domarla.  stata un'esperienza religiosa, credo. Ma il problema, quando si fanno queste esperienze,  che l'altra cosa, l'altra sponda, il posto in cui arrivi, chiamalo come vuoi, non  molto chiaro -
c' e basta, per un momento. Poi non c' pi. Svanisce.
Nel corso di questa dichiarazione, poco a poco aveva sollevato il proprio corpo scricchiolante dalla grossa poltrona in cui si era seduta, con quel suo odore aspro e penetrante
di giovane maschio, fino a ergersi di fronte alla figlia.
Alexandra era pi alta di cinque centimetri e pi pesante di quindici chili, e aveva ventitr anni in pi.
Marcy, con un'espressione allarmata, le chiese: Come ti morde?
Parlava della morte di sua madre, una cosa che non riusciva a guardare in faccia, al punto di non poter formulare la frase senza ambiguit. Alexandra sorrise alla triste constatazione di risultare importante senza nemmeno mettersi d'impegno, per il semplice fatto di essere uno scudo, uno strato interposto fra sua figlia e la tomba. Oh disse, con genuina ritrosia, con i soliti acciacchi e la sensazione di un appannamento crescente.
E poi c' il problema dell'incontinenza, di cui parlano sempre nelle pubblicit in tiv - immagino che prima della televisione e del bagno in casa la gente se ne andasse in giro gocciolante.
No, sul serio, la Natura chiede troppo agli organi femminili.
D'altra parte, da quando sono nell'Est, la pelle  meno secca e il prurito si  calmato. Certo, il cancro mi terrorizza, ma i dottori dicono che  tutto nella mia testa. Teniamolo li, rispondo io. Per avere settantaquattro anni me la cavo bene. Non preoccuparti, amore. Mia nonna Sorensen  arrivata a ottantotto anni. L'ultima volta che l'ho vista era sul suo tetto di casa: era uscita dalla finestra di un abbaino per mettere a posto la scossalina attorno al camino.
Da quando  morta la mamma di Howie disse Marcy nel suo solito modo preoccupato e petulante, tu sei l'unica nonna dei ragazzi. Sei molto importante per loro. Vieni a trovarli, in agosto, quando tornano dal campo. Loro vogliono darti affetto.
Oh, tesoro rispose Alexandra, compiaciuta nonostante tutto. Non so se alla mia et ce la faccio, a reggere troppo affetto. Non ci sono abituata.
Io...
Non dirlo. Lo stesso vale per me.
Quando i ragazzi tornano ti invito a cena. Perch non porti anche le altre?
Verrebbero volentieri. A Eastwick non hanno trovato l'accoglienza sperata. Un po' di divertimento in famiglia magari ci terr fuori dai guai.
Sukie adocchi Tommy Gorton, in felpa grigia, in fondo a Dock Street, e lui aveva adocchiato lei un attimo prima;
giorno dopo giorno avevano sperato che l'altro comparisse.
Il primo incontro, puramente casuale, era avvenuto sotto un cielo azzurro da cartolina; oggi, invece, a met mattina, una torva massa di nubi era arrivata obliqua da nord-est e dovettero trovare riparo perch le prime gocce costellavano il marciapiede. Il Nemo's Diner sembrava un posto sicuro;
non era ancora stato venduto alla catena Dunkin' Dnuts. Il Diner, una scatola di alluminio lunga e stretta con gli angoli arrotondati e una larga striscia rossa lungo i lati, in trent'anni si era trasformato da casuale cimelio della modernit anni Cinquanta a consapevole curiosit rtro, un souvenir della giovinezza per gli anziani, mentre posti pi modaioli come il Bakery Coffee Nook e il ristorante di pesce, il Friendly Grouper, che si trovavano un po' fuori, sul molo ricostruito, attiravano gli arrampicatori sociali della cittadina. Da Nemo c'erano come allora il bancone e i spar di legno, con dei piccoli jukebox color vaniglia che, per un quarto di dollaro, suonavano ancora i vecchi successi di Frankie Laine, Patti Page, Fats Domino, delle Chantels e i successi pi recenti dei Beatles. Gli avventori risparmiavano raramente il quarto di dollaro; di solito i spar in fondo erano occupati dagli anziani, che avevano caro il silenzio e si coccolavano la tazza di caff e vecchie ruggini politiche capaci di riaccendersi, in trii e quartetti, di chiassosa indignazione. Sukie e Tom, dopo un'occhiata ai posti occupati in fondo, furono attratti in perfetta sintonia verso i primi tavolini rotondi, accanto alla vetrata che dava su Dock Street. Gocce di pioggia chiazzavano il grande pannello e si raccoglievano in rivoli che prima tremolavano
e poi-si riversavano gi. Era a uno di quei tavolini, venne in mente a Sukie, che aveva portato Jennifer Gabriel una brutta giornata d'inverno non molti giorni dopo che il padre della ragazza, uccisa la moglie in una furia d'ubriaco, si era suicidato. Per proteggersi dal freddo, ricordava Sukie, l'orfana indossava un parka sporco rattoppato con rettangoli di vinile termoadesivo e una lunga sciarpa di lana color porpora lavorata troppo larga per essere adatta. Rebecca, la sciattona di Antigua con la spina dorsale storta, allora doveva essere stata dietro il bancone, ma la nera era scomparsa ormai da tempo dalla cittadina.
Sukie cerc con lo sguardo la mano guasta di Tommy dall'altra parte del tavolino, con la vernice consumata negli anni dal susseguirsi dei coperti, ma lui se l'era gi nascosta in grembo e con quella buona faceva segno alla cameriera. Al posto della maligna Rebecca di un tempo, ora arriv una ragazza dalla faccia tonda, con degli anelloni d'argento a entrambi i pollici. Sukie ebbe l'impressione di averla gi vista da qualche parte. Dove? Al concerto, a distribuire i programmi.
Poteva essere una nipote di Neff? Era inquietante pensare che la cittadina era passata nelle mani dei nipoti e che la sua generazione era sprofondata al di sotto della superficie del DNA.
Due caff disse Sukie alla ragazza. Va bene, Tom?
Come sempre con lui, era lei a sentirsi al comando. Lui annu torvo, guardandosi in grembo. Ah, s aggiunse Sukie, ricordando, anche una porzione di johnnycake. La divideremo.
Johnnycake? ripet la ragazza, arrossendo come se fosse stata presa in giro.
Sa cosa sono, no? le chiese Sukie. Lo sa per forza: sono una specialit del Rhode Island. Pagnottelle al forno, tutte friabili e burrose. Una bont.
Il rossore persisteva. Abbiamo i bagel e i croissant -
pronunci tutte le consonanti - e, nel caso, posso vedere se sono rimasti dei doughnut.
No rispose Sukie, ormai convinta che quella ragazza dalla pelle fine e il cervello ottuso fosse una discendente di Neff. Non importa. Non sono la stessa cosa. Manterr la linea. Aggiunse queste ultime parole per risultare simpatica, ma la ragazza arross ancora di pi pensando a un'allusione al proprio corpo pieno e succulento.
Niente rimane disse Tommy, piuttosto cupo, quando la ragazza se ne fu andata com'era.
Sukie ebbe la sensazione che cercasse di dirle qualcosa di sgradevole e si mise subito sulla difensiva. Credi che non lo sappia?
Mah concesse lui, sembri tornata pensando di trovare tutto ancora qua ad aspettarti.
Non l'ho mai pensato. E comunque sono rimaste molte cose. Questa citt avrebbe bisogno di una bella trasformazione.
Lui, appoggiatosi pesantemente allo schienale della fragile sedia di legno curvo, scroll le spalle. Piano piano si trasforma.
Arriva gente nuova. Giovani, con le loro idee. Il Bronze Barrel - sai, quello sulla strada per Coddington Junction...
So dov'. Anche se non lo frequentavamo molto. Eravamo pi per i ritrovi privati.
...  diventato uno sports bar, come li chiamano. Ci sono tre maxischermi che trasmettono tre diversi programmi sportivi a tutte le ore del giorno e della notte. Non capisco come si fa a sopportare quel baccano, ma i giovani ci hanno preso gusto. Loro hanno bisogno del baccano. E avrai notato che al posto del tuo vecchio giornale adesso c' un centro benessere. Attrezzi da palestra e tutto il resto.
S, ho sbirciato dalle vetrine e ho visto un mucchio di gente sui tapis roulant che mi guardava. Con le cuffie in testa, come file di zombie. Spaventoso.
Tommy, afflosciandosi come se le sue informazioni fossero solo un surrogato di quanto avrebbe voluto dire, le comunic:
Le vecchie presse e le Linotype dovevano stare su
un pavimento di cemento rinforzato, quindi la conversione  stata abbastanza semplice. Hanno portato dentro l'attrezzatura e basta, tutto in una sera. D'inverno  molto pi frequentato che d'estate. Dovresti vederli, d'inverno. Vecchiette, pure, che pompano e sbuffano. Di questi tempi tutti vogliono vivere per sempre.
Vecchiette, pure. Era un avvertimento? Cercava di farle capire qual era il suo posto? Ma s. Che se la tenesse, la sua preziosissima Eastwick, estate, inverno, autunno e primavera.
Si sente la mancanza del 'Word'? Un tempo ci vantavamo pensando che desse alla cittadina un'identit pi definita, anche se era un settimanale, qualcosa su cui si poteva vedere stampato il proprio nome.
Be' disse Tommy, irrigidendosi come se le parole fossero dolorose, probabilmente per la gente la carta stampata non ha pi il significato di una volta. Molti vanno a cercare su Internet le notizie che gli servono. E non gliene servono molte. Sport, cronaca rosa. Per farsi pubblicit ci sono i blog. Mi sembra incredibile che la gente trovi il tempo per leggere tutte quelle fesserie, ma evidentemente lo trova.
Quando il consorzio che aveva rilevato il 'Word' ha chiuso i battenti, alcune donne abbastanza nuove di qui hanno tentato di mettere in piedi un notiziario locale in fotocopie, ma la risposta  stata troppo scarsa perch l'iniziativa rendesse.
E poi, sai, scusami se vado sul personale, ma i fatti successi attorno al 'Word' quando c'eri tu hanno spaventato un po'
- l'hanno messo in cattiva luce.
Quanto doveva considerarle personali, quelle parole?
Ohi-ohi-ohi disse, una risposta che era insieme combattiva e debole.
La cameriera dalla faccia tonda, con il sopracciglio crudelmente bucato dal piercing, port i caff, serviti in alte tazze marroni stile Starbucks invece che in quelle all'antica di porcellana spessa, con la maniglia e il piattino, che Sukie ricordava da Nemo. Quella ragazza  una Neff? chiese a Tommy quando la cameriera si fu allontanata.
Lui scosse bruscamente la testa. Una Jessup. Ti ricordi Mavis, quella che gestiva lo Yapping Fox?
Non assomiglia per niente a Mavis.
Be'... mica tutte le ciambelle riescono col buco. Cerc di bere un sorso di caff, ma scottava. Pos la tazza con una smorfia e si asciug le labbra, mezzo nascoste nella barba, con il tovagliolo di carta.
Tommy gli domand lei, sei a disagio?
Be', visto che me lo chiedi, non mi sento completamente a mio agio seduto qui, davanti a questa vetrina, con mia moglie che lavora nella banca dell'isolato accanto. A Eastwick la gente parla ancora - in questo non  cambiata.
Ma io sono una vecchia signora. Jean non avrebbe niente da ridire.
Lui, imbarazzato, cambi la distribuzione del peso sulla fragile sedia di legno curvo laccato. Sa di noi due. Gliel'ho detto prima che ci sposassimo. Mi sembrava giusto dirle tutto. Non sei stata l'unica, lo sai.
Certo. Eri un giovanotto molto attraente. E lo sapevi, in parte grazie a me. L'hai detto: la gente parla. Gli ex amanti parlano. Non per tradire l'amante di un tempo: vogliono solo confessarsi a quello nuovo.  una forma di riciclaggio.
Ed  anche una forma di lealt al contrario, credo. Parlando si tiene in vita la vecchia storia d'amore.
Tommy cap la sfida: quella di chiarire la propria posizione.
Abbass la voce, tanto che i due dovettero sporgersi sulla sedia e chinarsi in avanti sopra il tavolino tondo. Tu mi hai dato tutto, in un certo campo. Non ho mai visto niente di simile. Ma Jean  il mio buono pasto. Senza di lei dovrei vivere col sussidio dello stato.
L'idea di rischiare il suo buono pasto, giudic Sukie, gli stuzzicava la vanit: era di nuovo in mare, a tirare su reti che potevano rompersi sotto il peso vivo. Se lo dici tu replic Sukie a bassa voce. Devi pur mangiare. Ma poco fa, vedendoti nell'altro isolato, ho capito che ci stavamo cercando.
Ne ho avuto la certezza.
Certo disse lui, alzando un po' la voce, come se gli altri abitanti della cittadina che erano attorno fossero liberi di ascoltare. Perch no? Tu eri una sciccheria, un piatto prelibato che arrivava gratis in tavola. Io ero un campagnolo ignorante e tu, Dio santo, tu eri uno spettacolo, quando sfilavi avanti e indietro per Dock Street con quei vestiti scamosciati, i capelli arancio e una sciarpa colorata al collo. Ti vedevo e pensavo: Tra un paio d'ore, tra un paio di giorni, tirer gi quella gonna, le slaccer il reggiseno e glielo ficcher dentro fino alle costole.
Sst. Dovette toccargli la mano posata sul tavolino per farlo tacere, ed era la mano sbagliata, quella perduta, quella rovinata, che lui distrattamente aveva sollevato dalle ginocchia.
La fece risparire subito. I primi avventori venuti per il pranzo entravano nel locale, lanciando occhiate nella loro direzione, cos lei sporse il viso verso di lui con un'urgenza crescente, i capelli umidi che le ricadevano davanti. 
questo che volevo sapere mormor. Che cosa significavo per te. Ero solo una fighetta scema, una pi grande di te, senza cervello e senza vergogna? Mi disprezzavi quando scopavamo? Sai, a certi uomini capita, ma noi donne ci offriamo lo stesso, tanto siamo disperate. Quanto ti sembravo disperata? Quanto ti sembravo brutta?
Oddio, neanche un po' rispose lui, con una convinzione cristallina e istantanea. La voce sommessa gli si fece rauca di sincerit: Eri bellissima. E anche disperata. Mi sembravi una in cerca di qualcosa, e quell'estate quel qualcosa lo hai cercato in me. E non solo in me: avevo saputo di te e Toby Bergman. Non me ne importava.
Toby ripet Sukie, come se non avesse mai sentito quel nome. Non era niente in confronto a te, Tommy.
Adesso il caff gli si era raffreddato abbastanza perch potesse berlo: ne prese dei sorsi veloci e lo fin. Non c' bisogno di dirlo. Sta' a sentire.  solo biologia. Eravamo tutti e due all'apice biologico. Tu avevi... Quanti anni avevi?
Trentatr. Le donne ci mettono anni ad arrivare al sesso.
I ragazzi cominciano a quindici. Ormai al telegiornale se ne vedono in continuazione di professoresse sulla trentina che si innamorano di studenti adolescenti. Tutti si scandalizzano: i genitori del ragazzo, le autorit scolastiche, l'ufficio dello sceriffo, la comunit intera. Tutti indignati. Ma  la biologia. E noi due ci aiutavamo a vicenda.
Mentre Tom parlava, velocemente, concitatamente, con l'aria troppo saputa, Sukie mal sopportava di sentirsi generalizzare, trasformare in esempio di un fenomeno diffuso.
Lui, rilassandosi, durante la sua tirata aveva sorriso, mostrando la finestrella tra i denti. Le venne in mente che la sua avarizia di sorrisi era un tentativo di nascondere l'imbarazzo per quel dente in meno. Senza preoccuparsi che la sentissero o no, sapendo ormai che quell'incontro non si sarebbe ripetuto, gli disse: Per me, Tommy, tu eri come sbucato dalla nebbia, con le spalle che sapevano di sale. Le donne si circondano di nebbia, devono farlo, se no  tutto troppo inquietante. Troppo tragico - il momento della separazione, il modo in cui finisce, che si continui a stare insieme o no. L'intensit, dico. Tu sei stato delicato: volevo dirti questo. Grazie. Gli uomini non hanno bisogno di esser delicati, tanto meno quelli giovani, per i quali si  appena avverato tutto. Non  una brutta battuta. Le donne lo vogliono.
Lo vogliono proprio. Tu non ne hai approfittato, non sei diventato sadico, anche se avresti potuto. Io te lo avrei lasciato fare. Tu invece sei stato delicato.
Ehi disse Tommy, pronto a scattare in piedi, impaziente di allontanarsi da lei. Io ero solo umano. Una scopata facile  una scopata facile. E poi tu lo prendevi in bocca. A
quei tempi era un lusso.
Gli occhi le si riempirono di lacrime come se avesse ricevuto uno schiaffo. Quando lui aveva detto, in quel tono crudele e disinvolto, lo prendevi in bocca, le labbra gli erano sbucate fuori dal nido di peli di barba per balzarle nel campo visivo come uno di quei particolari che, per non passare inosservati, nei documentari vengono delimitati da un
cerchio. Tu va' pure disse lei, appiccicandosi in faccia un sorriso disinvolto caso mai qualcuno dei vecchi dei tavoli in fondo avesse diretto lo sguardo verso di loro. Rimango qui io a pagare. Comportati bene con Jean. So che lo farai.
Come se quelle parole fossero state una minaccia, Tommy, riacquisita la sua statura, fece balenare dall'alto uno sguardo spaurito; la massa sporgente della pancetta di mezz'et gli gonfiava la felpa sporca. Si lisci i baffi incolti scostandoli dalla rientranza al centro del labbro superiore e, quando cerc di capire se doveva aggiungere qualcosa, gli comparve in viso un'espressione che lei aveva dimenticato, un broncio da ragazzetto viziato. Stabil che non c'era altro e la lasci l a guardar fuori dalla vetrina, diventata semiopaca ora che era arrivata la pioggia del mattino. Lei vide il suo codino passare svelto tra le macchie.
Sono appena stata scaricata disse ad Alexandra, che era
seduta nella sua poltrona preferita dell'appartamento, l'unica comoda, un'ampia poltrona reclinabile di stoffa scozzese, a scervellarsi su un articolo del New York Times della domenica prima. Era marted. Il Times era un pasto lento che saziava presto.
Scaricata?
Piantata in asso. Costretta alla ritirata. Ho incontrato per caso Tommy Gorton, il giovane capitano di porto, stupendo, che ho conosciuto negli ultimi tempi che abbiamo abitato qui. Mi ha ricordato con una certa fermezza che ha una moglie da cui dipende parecchio, e di cui ha paura, a quanto ho capito.
Alexandra, che fino ad allora si era goduta la sua solitudine abbandonandosi al ticchettio della pioggia del New England che batteva sul tetto, pos l'inserto Viaggi per dedicare tutta la sua attenzione all'amica turbata. C'era bisogno che te lo ricordasse? Ti aspettavi qualcos'altro?
Be'... veramente no. Pensavo che lui, per, qualcosa se
lo aspettasse. Gli avrei fatto notare che alla mia et ovviamente era escluso che riprendessimo la nostra relazione.
Tesoro, come sei tenera ad aver pensato che fosse necessario chiarirlo.
Lui mi voleva, Lexa. L'avevo intuito a un isolato di distanza, quando la sua faccia era un puntino chiarissimo sopra quel groviglio di barba. Lo sai come si fa a capirlo. Quell'elettricit fisica che c'era fra noi... Ma poi, da Nemo, lui ha perso tutta la magia: si  trasformato in un bestione triste e mutilato con una vita che vale zero. Per ricevere un piccolo complimento ho dovuto estorcerlo con le lusinghe.
Non ne dubito disse Alexandra, sospirando con ostentata pazienza, come si fa con un bambino che continua a far domande.  passato tanto tempo, tesoro mio. Ti avrebbe voluta, se questo gli avesse ridato i suoi ventidue anni.
Queste persone disse Sukie, potremmo cambiarle, sai?
S? E come?
Come facevamo una volta. Creando il cono di potere.
Il labbro superiore, gonfio come se fosse contuso, si appiatt un po' su quello inferiore in una specie di sorriso furbetto, sfidando Alexandra a contraddirla.
Oddio. Abbiamo ancora quel che serve, per fare queste cose? Ci sono ancora cose che desideriamo abbastanza?
Possiamo desiderarle per gli altri. E per Jane. Ma dov' finita Jane?
Dal dottore, mi ha detto.
Quale dottore? Non dirmi che ne ha cercato uno sulle Pagine gialle.
No. Ha cercato il dottor Paterson sull'elenco e lui c'era.
Esercita ancora.
Incredibile disse Sukie. Dev'essere morto per forza.
Perch? Non era molto pi vecchio di noi. I dottori ce li immaginiamo sempre pi vecchi perch abbiamo bisogno di credere in loro.
Henry L. Paterson, conosciuto in citt come dottor
Pat, era un uomo grassoccio e pelato, con le mani che sembravano gonfie, tanto erano grandi e soffici, oltre a essere perfettamente pulite. Faceva il medico generico con una mezza laurea in farmacia e nella borsa nera a soffietto teneva quasi soltanto pillole di zucchero. Curava con un sorriso blando di paziente comprensione e una dolce imposizione di quelle mani soffici. In assenza di miglioramento, prescriveva una stoica rassegnazione.
Non dovrebbe esercitare ancora sentenzi Sukie, denunciando con la sua refrattariet alla magia passiva del dottor Pat la propria relativa giovinezza. Se Jenny Gabriel avesse avuto un medico passabilmente aggiornato, sarebbe ancora viva e non ci peserebbe sulla coscienza.
Nel caso pu sempre mandare Jane da qualcun altro.
Ha un figlio medico a Providence.
Me lo ricordo il figlio, un marmocchio ciccione che secondo me si faceva le seghe guardando le nostre cartelle.
Non  pi un marmocchio. Adesso  uno che si prende in mano la vita altrui.
 incredibile. Sukie, con uno scatto, si scroll dai capelli le gocce di pioggia e scalci le scarpe umide verso il divano.
Ti fa capire che le persone di cui ci siamo fidate per tutta la vita, medici, poliziotti e analisti finanziari, non ne sanno pi di noi.
Mi sembra una conclusione ingiustificata.
Insomma, sono solo dei bambinoni cresciuti.
Mi sembri irritata, chrie. Tu come faresti?
Non lo so ammise Sukie. Forse bisognerebbe usare i robot sugger. Stanno diventando sempre pi complessi.
Alexandra non si degn di replicare e riprese in mano l'inserto Viaggi del Times. In Arizona, stava leggendo, una trib indiana, sentendosi trascurata perch la parte del Grand Canyon controllata da loro non era visitata quanto quella dell'uomo bianco, stava costruendo un sentiero nel cielo a forma di ferro di cavallo che spuntava dall'orlo.
Aveva il fondo di cristallo e avrebbe consentito una passeggiata di una quarantina di metri per settantacinque dollari.
Chi lo sopportava poteva guardare la base del canyon, oltre mille metri pi gi. Ad Alexandra sarebbe piaciuto provarci, quando fosse tornata a casa. Era sicura che guardare gi l'avrebbe terrorizzata, anche se, chiss perch, farlo dall'obl dell'aereo non la impressionava. Osservando dalla finestra la grigia giornata piovosa, con quelle striscette neroviolacee che attraversavano oblique un fondale di rotoli bianco sporco di nembi, dopo aver letto di quel sentiero nel cielo, prov nostalgia per l'Ovest - il clima secco, il color biscotto, un paesaggio come di ceramica. Avrebbe voluto dire alcune di queste cose a Sukie, ma l'altra vedova, dopo essersi sfilata le scarpe con un paio di calci, era entrata scalza nella sua stanza e si era seduta al tavolino minuscolo su cui c'era il suo portatile HP. Con le dita che producevano un ticchettio molto simile a quello della pioggia sul tetto, scriveva di gran carriera, fermandosi di rado, addirittura esitando di rado, uno dei suoi romanzi rosa, forse un nuovo episodio ispirato alla recente delusione amorosa. Quell'affrettato raschiar di tasti rivestiva l'aria della stanza di uno strato furtivo di panico; continu anche dopo che il rumore della pioggia sul tetto si fu quietato.
Quando Jane, preceduta dallo stridio degli pneumatici della Jaguar sul vialetto di ghiaia e dallo scalpiccio strascicato dei suoi passi sulle scale di nudo cemento della Residenza vista-mare di casa Lenox, finalmente entr in casa, sembrava aver visto un fantasma. La faccia era grigia come la giornata, i capelli, un tempo neri, mostravano la ricrescita bianca e il corpo pareva rimpicciolito, come se Jane, gi minuta, fosse stata fotocopiata in formato ridotto. Si era presa una bella scoppola.
Come stava il dottor Pat? le chiese Alexandra, in tono disinvolto, per sdrammatizzare eventuali esagerazioni.
Jane apr la bocca per rispondere, ma aspett che Sukie smettesse di battere sulla tastiera nella stanza accanto. Poi disse drammaticamente alle altre due: Quello stupido non capisce che cos'ho. Mi ha auscultato il cuore e i polmoni, mi ha guardato dentro le orecchie e dietro gli occhi e gli sembra tutto normale.
Be', mi pare una bella notizia disse Sukie, sempre guardando il piccolo schermo illuminato del computer, dov'era accaduto qualcosa di misterioso. La sua mano sbuc da sopra le ginocchia e batt velocemente una correzione.
Alexandra decret: Perfetto, Jane. Sarai molto sollevata.
Lei, invece, in quel quadrante sepolto di noi stessi che prova gusto a sentire le brutte notizie altrui, era delusa. Jane aveva una cera orribile e da un po' si comportava da grande egoista.
Gli ho detto dei problemi alla pancia, cos vuole che vada da suo figlio, a Providence, a fare una radiografia disse Jane, guardandosi attorno.  avanzato del caff o le porcelle se lo sono bevuto tutto?
Io non lo tocco mai, dopo mezzogiorno rispose Sukie.
Ho bisogno di caff nero disse Jane. Nero, nerissimo.
Magari con un goccio di Jack Daniell, dopo quel che ho passato.
La radiografia serve per vedere se hai il cancro?
Alexandra ebbe il coraggio di chiedere, pur detestando anche soltanto pronunciare quella parola. Le cellule del proprio corpo che sfuggono di mano, piccoli congegni che impazziscono.
Immagino di s rispose Jane, ma non serve solo a quello. Ha detto che tutti, sopra i sessanta, dovrebbero fare un controllo per - com' che si dice? - l'aneurisma dell'aorta addominale. Quando ha battuto sulla pancia, allo stetoscopio ha sentito qualcosa che l'ha convinto ad auscultare meglio.
Buffo, vero disse Sukie, uscendo dalla grotta della finzione per tornare nella stanza principale, che i dottori lo facciano ancora? Battere e auscultare. Sembra roba della preistoria. C'era un internista, a Stamford, che mi dava sempre una toccatina.
Toccatina e fuga disse Jane.
Ah-ah. Poi, quando lo guardavo riprese Sukie, con un'espressione offesa sulla bocca, lui faceva la faccia seria del virtuoso come se non avesse toccato niente. Ah, i dottori...
Spero proprio che ci diano il servizio sanitario nazionale, cos li mandiamo tutti a spasso.
Le radiografie mi spaventano disse Alexandra. Dicono che i raggi ti si accumulino dentro.
Sar vero, non ne dubito convenne Jane. Ma non  per questo che ho bisogno di bere. Mi  appena successo un fatto bizzarro. Vi ricordate, vero, dov' lo studio del dottor Pat? In Vane Street, un isolato prima di Oak Street.
Certo disse Alexandra. Quando io e Oz ci siamo trasferiti qui, ricordo che in Vane Street c'erano i pochi olmi olandesi sopravvissuti della citt. Avevano delle scatole verdi attaccate, come invalidi con la bombola di ossigeno.
Lanci uno sguardo colpevole a Sukie, ricordando che era l che l'avrebbe portata l'enfisema polmonare.
Ma evidentemente Sukie non colse nulla di personale nella similitudine. Gettavano un'ombra cos bella, cos delicata
ricord a voce alta. Quando alla fine sono morti, il Comune ci ha messo quegli aceri ricci cos tristi, con quelle foglie grandi e smorte che non fanno passare la luce. A quei tempi si diceva che Herbie Prinz e il vivaio di Ed Arsenault si fossero messi d'accordo.
Comunque riprese Jane, ero appena uscita dallo studio del dottor Pat e stavo andando a riprendere la Jaguar, parcheggiata all'angolo con Dock Street, e l all'ombra fitta
- aveva praticamente smesso di piovere e gli alberi gocciolavano
- si avvicina questa sagoma d'uomo che quando lo incrocio mi dice: "Ciao, Jane!"
Fece una pausa d'effetto, dopo aver abbassato la voce per imitare quella maschile.
E che cosa ci sarebbe di bizzarro? chiese Sukie. Ti ha riconosciuta - me, mi riconoscono in continuazione a downtown.
Io non sono te. Qui mi conoscono soltanto i miei ex allievi di musica.
Com'era fatto? volle sapere Alexandra.
Era giovane rispose Jane lentamente, dopo aver chiuso gli occhi. S, insomma, pi giovane di me. Non lo guardavo: pensavo alle radiografie e a che cosa poteva aver sentito il dottor Pat allo stetoscopio. Prima che quell'uomo pronunciasse il mio nome in quel modo orribile non avevo fatto caso a lui. Avevo visto questa sagoma venire verso di me e dovevo essermi spostata da una parte del marciapiede per non andargli addosso. Chiuse di nuovo gli occhi.
Abbastanza alto, un po' pesante - pienotto, direi, non obeso - e, non so, argentato, in un certo senso.
Argentato? ripet Sukie, sorpresa.
Non  la parola giusta, comunque liscio, lucente, un po'
come una statua, e - com' che si dice? - androgino.
Androgino! esclam Alexandra. Non sempre riusciva a resistere all'impulso di prendere in giro Jane; se tutti assecondassimo cos i nostri ardori, il mondo sarebbe sempre in guerra. Dio santo, Jane, mi sembra che tu l'abbia guardato bene.
Dopo che era passato ho cercato di ricostruire. Il modo in cui ha detto "Ciao, Jane!", con quella voce finta da attore, mi aveva trafitta.
Una voce finta da attore androgino scherz Alexandra, ma rimanendo impassibile.
D'accordo, ridete pure, se volete disse Jane, con le labbra serrate come se volesse sputare, ma riderete di pi quando vi racconter il resto. Fece un'altra pausa, per attirare il loro sguardo, con quella faccina ardente grigiogiallastra, quasi da mummia, sotto la tiara della ricrescita bianca.
Sputa, Gendarme Jane disse Sukie quando il silenzio si fece imbarazzante. Pens al suo computer nell'altra stanza, con lo schermo ancora tirato su, il piccolo cursore a stecchino che pulsava accanto all'ultima parola.
Quando mi sono girata a guardarlo ho sentito una scossa.
Una scossa? chiese Alexandra. Come quella che hai sentito al palo del telefono dell'ufficio postale?
Non cos forte. Quella mi aveva quasi stesa. Stavolta  stata pi leggera, quasi un solletico. E ce n'erano state altre, almeno una o due al giorno, ma siccome so che mi considerate gi una rompiballe non ho mai detto niente.
Non ti consideriamo affatto una rompiballe protest Alexandra. Sei solo nervosa di natura.
Assolutamente concord Sukie. Perch la sua partecipazione non apparisse troppo fredda chiese: Ti ricordava qualcuno che conoscevi?
Ss sibil Jane, contenta di quella domanda. Qualcuno.
Vagamente. Ma non mi viene in mente chi.
Come mai? chiese Alexandra, un po' pigramente. Jane riusciva proprio a scocciare. Tutti quei misteri, quelle ombre
- il baluginare argenteo di un viso riconosciuto a met, le grosse gocce di pioggia assorbite e rilasciate una a una dalle foglie fitte dell'acero nella malinconia del mezzogiorno.
Ecco il New England, ecco La lettera scarlatta.
 come se un incantesimo lo nascondesse. Quando cerco di farmi venire in mente chi , mi sspavento.
Le altre due, da tempo consacrate al male e al suo egocentrismo incallito, scelsero di non incalzare Jane e di lasciarle la soddisfazione di essere persuasa poco a poco.
Sukie infatti riflett a voce alta: Chiss dov'era stato.
Nessuno va in Vane Street per il gusto di passeggiare. 
troppo lontano dai negozi.
Jane si illumin. Credo di saperlo disse. Non c'era bisogno di persuaderla. Dopo la scossa - una specie di gomitata sarcastica nella pancia - per un minuto non ho neanche cercato di guardarmi attorno, ma quando sono arrivata alla macchina, che era parcheggiata all'angolo, finalmente mi sono girata a guardare e l'uomo era scomparso!
Ho percorso in macchina Dock Street fino a Oak Street, sono andata alla Union Church e poi sono tornata in Vane Street, e lui niente, sparito! Non so perch, ma ho avuto
l'impressione, per come camminava, che fosse uno del quartiere. In effetti, come dicevate, perch uno dovrebbe passeggiare l? Da quelle parti ci sono solo abitazioni private.
Com'era vestito? chiese Sukie, partecipe, col fiato un po' corto.
Portava dei pantaloni bianchi, come quelli degli imbianchini
rispose prontamente Jane. E una T-shirt chiara con sopra una scritta che non ho avuto il tempo di leggere.
Dalla descrizione sembra un ragazzino.
Era un ragazzino disse Jane. Invecchiato.
Alexandra cerc di fare chiarezza. Ed  scomparso nel nulla.
 scomparso nel quartiere insistette Jane. Riflettete.
Come sapete, i cortiletti dietro le case dell'ultimo tratto di Vane Street confinano con quelli del primo tratto di Oak Street. E chi  che abita in Oak Street, pi o meno a met del primo isolato, in quella casa vittoriana che avrebbe bisogno di una mano di vernice, con il tetto a mansarda e quell'orrenda scala esterna per salire agli appartamenti che lei ha dovuto ricavare al piano di sopra? Si interruppe, godendosi gli sguardi attenti che la trapassavano. Si rispose da sola: Greta Neff!
Greta Neff ripet Sukie.
Ss!  ancora l, in quella catapecchia cadente e piena di spifferi che Ray non avrebbe nemmeno dovuto comprare;
era decisamente al di sopra dei suoi mezzi, glielo avevo detto all'epoca, e lui aveva risposto, mi ricordo, che gli serviva perch aveva sei figli e voleva che ciascuno potesse studiare il suo strumento senza disturbare gli altri. Greta rimane l per ripicca. Quella casa, nemmeno ridipinta,  un obbrobrio e fa scadere tutta la zona; sta deprezzando tutti gli immobili della via; lo dicono tutti. Jane cominciava a infervorarsi, a invasarsi. Dio mio grid. Quando mi  passato davanti, pi vicino di voi due adesso, ho sentito il gelo. Il modo in cui me l'ha detto - "Ciao, Jane!" Era come
se dicesse: "ti prender!" Era da lui che usciva il gelo, col caldo che faceva oggi. Ve lo giuro!
Oddio. Alexandra aspett caso mai ci fosse stata qualche altra fiammata, poi disse a Jane: Prima che tu arrivassi, io e Sukie dicevamo che bisognerebbe vedere se riusciamo ancora a creare il cono di potere.
Oh, s - qualsiasi cosa. La faccia di Jane si fece paonazza e sub una contorsione che si trasform in pianto, i singhiozzi di un'anima troppo inaridita per produrre lacrime.
Fra un singhiozzo e l'altro produceva parole: In tutti questi anni - con Nat e quella suocera orrenda - ho fatto ogni sforzo possibile - me lo sono tenuto dentro - ma sono stata io - la pi dura con Jenny - senza ragione, solo per quello stronzo di Van Horne - e adesso  tornata. Ecco cosa provavo - l, sotto quegli alberi. Non proprio lei - ma qualcuno che le assomigliava - con il suo stesso orribile fervore, quello di una persona - perfetta. Per questo la odiavo, quella faina - perch era cos perfetta, cos buona e innocente, per quell'odiosa aria compiaciuta che hanno i buoni.
Alexandra e Sukie si scambiarono un'occhiata. Jane doveva trasformare tutto in melodramma. Doveva essere la stella del momento, fosse anche una stella buia.
In quel mese di luglio, qualche domenica mattina Sukie era uscita di nascosto per andare alla funzione della Comunit unitariana. Conosceva l'edificio - una piccola costruzione neogreca con un porticato poco profondo su colonne in stile dorico, all'incrocio fra Cocumscussoc Way ed Elm Street, oltre Oak Street, innalzata dai congregazionalisti nel XIX secolo ma passata agli unitariani negli anni Quaranta dello stesso secolo. La conosceva dai tempi di Johnson e Nixon, quelli in cui era reporter per il Word di Eastwick e aveva stregato Ed Parsley, e poi quelli in cui la moglie ufficiosa di Ed, Brenda, in quel periodo tumultuoso di protesta e controcultura, di rivolte pubbliche e private, aveva occupato il pulpito. Adesso i tempi erano pi miti, com'era pi mite Debbie Larcom, una persona meno tormentata degli sfortunati Parsley. A Sukie, l'immagine di quella pastora dalle forme perfette rodeva il cervello. Quando Debbie officiava, lo faceva con sobria, severa dolcezza, enunciando ogni frase, anche la pi vuota, come se fosse un calice di cristallo traboccante di significato; quando predicava, lo faceva con naturalezza e chiarezza assolute, considerando Ges e Buddha equivalenti incarnazioni di bont, citando il dottor Schweitzer, il Mahatma Gandhi, Madre Teresa, Martin Luther King come manifestazioni del Divino sotto forma umana. Per illustrare gli argomenti attingeva alla sua vita personale - quella di una normale ragazza di ceto medio-alto originaria di Mount Hebron, alle porte di Baltimora, con la testa piena delle solite futili cose finch era arrivata una chiamata (non si poteva descriverla con un'espressione meno antiquata, spieg con un frullio delle mani tornite), una chiamata a essere meno egoista e fatua. La chiamata non sarebbe potuta arrivare in un momento meno propizio, poich chi la riceveva si era sposata e aveva avuto due figli, tutti e due ancora in fasce; ma la fede, la determinazione e un marito che era un santo l'avevano aiutata.
Il labbro inferiore di Sukie trem: sembrava la sua storia, seppure con qualche piccola differenza - ceto medio-basso invece che medio-alto, il Nord dello stato di New York invece della provincia del Maryland, la stregoneria invece dell'unitarianesimo, un divorzio contestato con spirito vendicativo invece di uno sposo incoraggiante. Ma la sostanza era la medesima: una donna che si conquistava carriera e dignit nonostante le magre aspettative offerte da un mondo patriarcale. Bench Deborah Larcom si impegnasse tanto a girare la testa per guardare da una parte e dall'altra della congregazione, Sukie sapeva che la predica era rivolta a lei: quando gli occhi dell'altra interrompevano il loro moto affannoso per indugiare su Sukie, seduta su una panca, le folte sopracciglia nere si infiammavano, le iridi sprigionavano scintille.
La domenica seguente, la pastora fece una predica sul tema del s. Si avvalse di un brano tratto dal Vangelo secondo Matteo, 16, 25: Poich chi vorr salvare la sua vita la perder, ma chi perder la sua vita per causa mia la trover.
Deborah Larcom cominci: Viviamo in un'epoca centrata sul s. C' una rivista che si chiama Self. C' un libro che si intitola Il corpo e il s. Vogliamo trovare la nostra identit ed esservi fedeli. Sul mio dizionario di inglese, il Webster's New Collegiate Dictionary, ci sono due colonne piene di parole composte che cominciano con self-abandonment e self-abuse, arrivano a self-interest, self-reliance e self-satisfaction per terminare con self-willed e self-winding. Che cos' dunque il s, questa preziosa entit che ciascun individuo, che sia nato da parto gemellare o trigemino, o che sia un bambino appena estratto dal ventre di sua madre, possiede in modo unico?
Sukie, seduta in fondo alla chiesa, pens ai suoi figli, i tre che aveva avuto da Monty e il piccolo Bob, che Lennie aveva generato per suggellare il secondo matrimonio di lei, bambini tolti dal suo bacino viscidi, bluastri e senza fiato per lo stupore. Una lama calda di vergogna le trapass le viscere quando si rese conto di averli cresciuti con troppa disinvoltura e, adesso che erano da tempo adulti e al sicuro, di comunicare con loro troppo di rado. La donna sul pulpito, minuta e flessuosa, con la cotta bianca, la stola dorata e il collo alto color crema, non sarebbe mai stata una madre irritabile e diffidente; era troppo buona - sprigionava bont come il bagliore che circondava la tavoletta di cioccolato di uno spot della tiv del sabato mattina. Un'altra domenica, per dimostrare quant'era grande l'abbraccio dell'unitarianesimo, un giovanissimo parrocchiano con minorazioni fisiche e mentali aveva recitato le parole conclusive della benedizione;
aveva avanzato tenendo un braccio di traverso contro il torace e strascicando un piede e aveva parlato con voce rimbombante, cavernosa, lugubremente distaccata dal viso; in preda a una specie di convulsione, era stato colto da un tremore incontrollabile e la reverenda Larcom, bench decisamente pi piccola di lui, gli aveva posato un braccio sulle spalle per calmare i fremiti. Entrambi, all'unisono, avevano gridato: Andate e amatevi gli uni gli altri! Non soltanto Sukie ma anche le donne che le sedevano accanto si erano toccate il lato del naso.
Buddha dice stava predicando Debbie oggi: "Dimenticate il s e il suo desiderio, il suo desiderio di attenzioni, di lodi, d'amore, di beni materiali, fuoristrada e bei vestiti".
Mio marito e io avevamo un Hummer, per poter andare sui sentieri di montagna, ma in montagna non ci andavamo quasi mai. E quando penso al tempo che ho passato in posa davanti agli specchi dei negozi di abbigliamento, a cercare di decidere - vanitosa, ma troppo vanitosa per la mia et o troppo seriosa per la mia et? - e alle cose che ho portato a casa per poi rimandarle indietro, arrossisco di vergogna.
Buddha dice: "Dimenticate l'autoincensazione, l'autoinganno, la sovrastima di voi stessi, l'interesse personale. Il nostro obiettivo  il non-s, anatmari". L'obiettivo del buddhista  l'annientamento del s nel Nirvana, la liberazione dallo sforzo e dal dolore, dall'egoismo. Il non-attaccamento, atrishna,  il cammino per uscire dal dukkha, la sofferenza, e dal samsara, il ciclo infinito delle incarnazioni. E Ges che cosa dice? Ges dice: "Dimenticate la legge. Lasciate che i morti seppelliscano i loro morti. Perdonate la vostra famiglia.
Date ai poveri tutto ci che avete. Non abbiate tesori, perch l dove sar il vostro tesoro sar il vostro cuore. Nessuno che pone mano all'aratro e guarda indietro  atto al regno di Dio. Osservate i gigli: non filano, n tessono". Ges e Buddha, e anche Brahma e Allah, dicono: "Svuotatevi di voi stessi". Perch solo quando abbiamo rinunciato a tutto - alle nostre belle macchine, alle nostre case linde come specchi, ai nostri figli ben vestiti e ai loro voti eccellenti a scuola, nostro grande motivo di vanto, e alla tessera del circolo, alle
nostre conquiste sessuali, al nostro saldo in banca, a tutto ci cui permettiamo di definire il nostro s - quando abbiamo rinunciato a tutto questo, o quando ce lo hanno tolto, il nostro s se n' forse andato?  forse scomparso, lasciandoci soltanto un vuoto? No: allora si scopre - ed  questo il miracolo - che c' ancora, trasformato. Dal vuoto assoluto emerge un nuovo s. Signore e signori, ragazzi e ragazze, noi sbocciamo! Apr di colpo le braccia dentro le ampie maniche bianche; i capelli circonfusero come un'aureola nera la testa rovesciata all'indietro quando, al suo gesto, entr una corrente elettrica nell'alto spazio della navata. Siamo liberi confid, abbassando drammaticamente la voce, alla folla rada di fedeli nel santuario torrido d'estate, liberi nell'oblio di noi stessi. Il mondo si riversa nel vuoto, il mondo degli altri, la bellezza e la forza della Natura, di tutto ci che non  il s. Il s dimentico di s non  pi vuoto di quanto sia stato l'universo nell'istante prima dell'inimmaginabile Singolarit che ha prodotto un miliardo di miliardi di stelle con tutti i loro pianeti. In quell'istante l'universo vuoto era pieno, pieno di potenzialit; e cos siamo noi: basta che ci lasciamo andare nel sereno, vasto Altro che circonda lo stentato, spaventato, invidioso, assassino s. L'energia infinita e la pace infinita ci attendono al confine di noi stessi, se solo riusciamo ad arrivare a quella frontiera troppo ben difesa e ci fidiamo ad attraversarla, a lasciarci andare, a consegnarci al divino altro che trascende tutta l'umana comprensione. Shantih, shantih, shantih. Amen.
Sukie, seduta in fondo, si affrett a uscire. Altre domeniche se n'era andata alla chetichella durante l'ultimo inno, ma oggi voleva farsi salutare dalla pastora, farsi toccare da lei. Alzatasi, vide Greta Neff, il suo profilo esangue e la sua sagoma tozza, mascolina, sollevarsi da una panca delle prime file insieme a qualcuno, figli adulti o inquilini. Con loro c'era anche un uomo grande e grosso dai capelli bianchi.
Nel nartece unitariano, decorato con due palme grigiastre in vaso e una bacheca piena di avvisi e di appelli per cause
virtuose, Sukie strinse di nuovo, come qualche settimana prima, la mano fresca e vigorosa della giovane donna; abbigliata con un'ampia veste clericale, la reverenda Larcom era prossima alla nudit che era balenata in mente a Sukie quella prima volta.
 stato meraviglioso disse. Mi piace molto ascoltarla.
Era frastornata, dopo che per un'ora si era concentrata sulla figura sul pulpito: la veste bianca e il sorriso, i capelli neri e la fronte si sovrapponevano in una girandola di immagini.
Grazie disse Deborah Larcom, ancora un po' tesa ed estraniata dopo l'impegno messo nella funzione. I suoi begli occhi intelligenti saettarono verso il prossimo della fila. Poich Sukie, nel suo rapito stordimento, non si mosse, la pastora aggiunse con vivacit: Allora la prossima volta porti le sue due amiche.
Sukie rise, un'unica sillaba di incredulit. Se sapessero che sono qui rimarrebbero esterrefatte. Il fatto che...
Quando cerc di spiegare perch era venuta, le parole le si spensero in bocca. Sotto la veste, sotto la camicia ecclesiastica e il reggipetto, i seni di quella giovane donna dovevano essere sodi e morbidi come la sua dizione, tondi come i globi delle sue iridi grigioverdi, i capezzoli di un rosa delicato come le striscioline di pelle bruciata dal sole sul suo nasino diritto, sulla squisita cartilagine delle ali sottili delle narici.
Pensavo che magari una volta...
S? Con un filo di impazienza, mentre alle spalle di Sukie la fila si ingrossava.
Potrei venire a trovarla.
L'altra, professionalissima: Ma certo. Chiami la segretaria della Comunit, la signora Neff, per fissare un appuntamento.
Fino alla Giornata del lavoro l'ufficio segue l'orario estivo: dal luned al venerd, dalle nove a mezzogiorno.
Diede un ultimo sguardo incerto al viso di Sukie, cercando di capire che cosa volesse.
Due bambini, un maschio e una femmina sui cinque e
sette anni, erano arrivati alle spalle della madre in abito ecclesiastico.
Il maschietto prese timidamente la mano libera di Deborah Larcom, la sinistra; la bambina, pi comprensiva e rispettosa del ruolo della madre, rimase paziente al suo fianco. I suoi lineamenti erano meno precisi di quelli di Deborah, diluiti nei geni pi rozzi del padre, il santo. Altri reclamavano quella donna. Sukie dava solo fastidio. Tocc a lei dire: Grazie. Passando per le alte porte doppie usc nel colonnato e scese gli ampi gradini di legno consunto con la faccia in fiamme, respinta, giurando a se stessa di non tornare mai pi.
Le tre donne maledette decisero di tentare la riesumazione dei poteri soprannaturali il giorno fissato per la radiografia rivelatrice di Jane. Altrimenti la sua ansia avrebbe potuto proiettare una macchia nera sul cono trasparente di potere.
Il giorno era propizio: Lammas, il secondo di agosto e la prima delle tre feste del raccolto in cui era pi adatto celebrare un sabba. La luna, vide Alexandra sul calendario dell'immobiliare Perley in cucina, sarebbe stata al terzo giorno della fase calante e questo non le sembr di cattivo auspicio, anche se i fatti l'avrebbero poi smentita. I preparativi toccarono a lei. Le altre due si rimisero ai suoi poteri pi profondi, come insistettero a definirli - la sua maggiore capacit di arrivare alla Natura e ai misteri della Dea. Organizzer tutto promise
solo se siamo d'accordo che sar magia bianca al cento per cento. Non mi pare che finora il nostro soggiorno a Eastwick sia stato positivo. In luglio c' stata poca armonia; la gente non sa cosa pensare di noi e ci  ostile. Vorrei che agosto fosse un mese armonioso, risanatore. Anni fa abbiamo preso alla citt quel che volevamo e ce ne siamo andate.
Adesso siamo tornate a dare qualcosa in cambio.
Sukie protest: Io credo di aver dato un bel po' in cambio.
Alcuni mariti scontenti li ho resi meno scontenti e ho portato un po' di stile in questo postaccio rozzo e sperduto.
Non per fare l'egocentrica disse Jane, stizzita, ma credevo che il cono di potere servisse per il mio risanamento, non quello di Eastwick. Sto quasi sempre malissimo - ho l'emicrania, la nausea e mi gira la testa quando mi alzo di colpo, ed  come se qualcosa mi rodesse qui, sotto lo sterno.
Pos l le dita, fra i seni smagriti. Non ne parlo in continuazione perch so che mi considerate una lagna tremenda.
Mi spiace, ma se presto non star meglio dovr tornare a Brookline a farmi visitare come si deve. Il dottor Pat esemplifica bene la ragione per cui gli ospedali mandano i medici in pensione obbligatoria.  rimbambito.  stato bello stare con voi, ma devo trovare un aiuto vero.
Non andartene prima della radiografia la preg Alexandra. Almeno fin l, fatti seguire dal dottor Pat.
Mi spaventa sbott Jane. Quei raggi che ti trapassano non possono che scombussolarti tutta la pancia. Nell'aria ci sono un sacco di raggi e particelle, lo sappiamo tutti, ma io li sento. Radio, radon, neutrini, adesso pure l'energia oscura, l'ultima scoperta. Dicono che stia facendo espandere l'universo a una velocit sempre maggiore, finch tra poco non rimarr pi niente, solo una specie di pappetta annacquata che poi diventer il nulla assoluto. Una volta si credeva in tante cose belle e innocue - fantasmi, folletti, fate, unicorni - e adesso invece cos'abbiamo? Solo forze orribili. A loro non importa niente di noi, non sanno nemmeno che ci siamo.
Jane le disse Alexandra, con fermezza materna, devi calmarti. Devi rimetterti un po' in sesto, se no il cono si spezzer appena ci entrerai.
L'accompagner a Providence a fare la radiografia si offr Sukie. Jane si era tanto straniata da loro che parlando di lei in sua presenza si poteva usare la terza persona.
Quando torneremo le prender un gelato.
Io preparer la casa promise Alexandra, anche lei consapevole che qualcosa, dentro, la rodeva, la preoccupazione che la sua fede, non collaudata da tempo, non bastasse e che il cono non si materializzasse.
...
.
...
I commercianti di Eastwick ambivano a fare della cittadina un'attrazione turistica e numerosi negozi di Dock Street vendevano candele aromatiche che avevano le dimensioni e la forma delle bombole del gas, cristalli simili a caramelle dure e trasparenti e braccialetti di metallo comune con sopra sigilli e caratteri runici lavorati a martello. Nell'ex negozio di ferramenta degli armeni Alexandra compr una spatola per mastice, con l'indispensabile manico nero, che poteva fungere da atham rituale, e uno di quegli specchietti da viaggio a due facce e con il supporto metallico pieghevole, che sarebbe servito da finestra del mondo astrale. Tornata a casa, con le ombre di quei giorni d'agosto decisamente pi brevi che si raccoglievano negli angoli come ragnatele, Alexandra, che nel fiore degli anni si era sempre vantata della sua forza fisica, trascin via dal centro del soggiorno il tavolino, la poltrona reclinabile scozzese e, un'estremit alla volta, il divano. I piedini dei mobili lasciarono profonde incisioni nella moquette. Pass l'aspirapolvere sulla moquette sgombra, di un bordeaux che, al loro primo ingresso nell'appartamento, le aveva accolte con una nota di fondo terrosa che era parsa gradevole; assorbiva invisibilmente lo sporco, non soltanto le macchie di vino rosso, ma la sabbia della spiaggia, i granelli di terra portati dalle suole, mosche morte, acari della polvere vivi, pelle squamata, energia negativa, frammenti di unghie tagliate, le viti piccolissime che tenevano insieme le montature degli occhiali. Tutte particelle che crepitavano e tintinnavano flebilmente nella manichetta dell'aspirapolvere e nella prolunga di alluminio.
Finita la cerimonia, avrebbe passato l'aspirapolvere sul cerchio magico che ora disegn sulla moquette con il detersivo in polvere Cascade, versandone una riga direttamente dal beccuccio. Tracci quattro quinti di un cerchio delle dimensioni di un letto a una piazza e mezzo, o di un cerchio fatato di funghi trovato in una foresta. Aveva comprato cinque candele aromatiche - nei colori rosa, pesca, lampone, lavanda e acquamarina - che dispose uniformemente distanziate attorno al cerchio per formare il simulacro di un pentacolo. Insieme a un aspirapolvere difettoso e a un'asse da stiro traballante, nell'armadio della stanza in fondo all'appartamento era stata lasciata in dotazione una scopa dozzinale, con il manico di plastica invece che di legno - l'onesto legno con le venature che conservano il ricordo del ciclo annuale della crescita. Alexandra sistem questa scopa sull'arco del quinto segmento mancante tracciandone la corda e cre cos un ingresso simbolico al cerchio, vietato ai non iniziati.
Nel centro doveva esserci un altare. Cos Alexandra pos sulla moquette color vino un tagliere di quercia trovato in cucina e, sopra, un vecchio incensiere di ottone meravigliosamente ossidato e bruciacchiato che aveva preso a un mercatino delle pulci in una viuzza che portava a Old Wick.
Raccolse i cuscini di tutte le stanze, li dispose dentro il cerchio in tre pile confortevoli e aspett.
Jane e Sukie erano in ritardo. Si erano fatte quasi le sei.
Alexandra mangi qualche cracker con il formaggio - del Gouda color zucca e del Miinster bianco luna - che era andata a comprare, con la Jaguar d'epoca di Nat Tinker, fino allo Stop & Shop, dove aveva preso anche del pollo al curry gi pronto e un'insalata di broccoli da mangiare dopo, se non fossero state troppo affaticate o troppo in estasi per cenare.
I sabba avevano luogo tradizionalmente a mezzanotte, ma, con tanti giovani seguaci della Wicca che lavoravano a tempo pieno, l'usanza era stata modificata e certamente non era applicabile alle donne al di sopra di una certa et.
Quanto al vino, Alexandra aveva scelto un fiasco di Chianti Carlo Rossi con il tappo a vite, da versare in calici di finto rame decorato di gemme a sbalzo e dipinte che aveva trovato su uno scaffale mezzo nascosto in un negozio di candele della citt. Erano fatti di carta ricoperta di stagnola e fra le dita erano quasi privi di peso. Le sue mani, pens giocherellando con il calice vuoto, avevano resistito piuttosto bene ai danni del tempo. Una certa rotondit aiuta a tener tesa la pelle, quando si invecchia. Le mani di Jane, aveva notato, facevano senso tanto erano smunte e venate, con le articolazioni artritiche che luccicavano di dolorante gonfiore, e anche quelle di Sukie - la cara Sukie, che aveva il piglio di chi pu ancora vincere nell'arena dell'amore - alla luce erano malridotte. Pens di ingannare l'attesa aprendo il Chianti e assaggiandone un po'. La Dea non avrebbe avuto da ridire.
Poi prese un altro pezzetto di Munster.
Aveva faticato tanto per organizzare a puntino il loro rito che quando le altre due, non molto prima delle sette, tornarono schiamazzando e ridacchiando delle loro avventure condivise, Alexandra si scopr infastidita. Potevate almeno telefonare disse.
Continuavano a dirci che mancavano solo dieci minuti
spieg Sukie, poco pentita. E poi non ci ricordavamo il numero di qui! Lei e Jane risero insieme ancora pi forte, consapevoli che non c'era granch di cui ridere; il divertimento stava tutto nel loro atteggiamento e nell'irritazione di Alexandra. Per scusarsi, Sukie esclam: Oh, ma qui  tutto perfetto! Lexa, ti sei data un gran daffare!
S fu la risposta, semplice e aspra.
Jane non aveva alcuna intenzione di farsi rimproverare.
Erano tutti inefficientissimi disse dell'quipe dell'ospedale di Providence. Il figlio del dottor Pat  uguale a lui ma una spanna pi alto, senza un pizzico di eleganza. Veramente.
Nat diceva sempre che nessuno fa pi il dottore, se ha un po' di cervello:  troppo facile fare i soldi con la finanza, chi ha cervello va a studiare economia. E anche quella gelateria dove ci siamo fermate sulla Route 1: mica c'erano le praline tutte colorate, solo quelle marroni, che sembrano stronzi di topo.
Smettila di dirlo! url Sukie. Non riuscivo a togliermelo dalla testa, leccando il cono! E di nuovo ci fu un'esplosione di ilarit. Col senno di poi, si sarebbero chieste se
non fossero state tante risate a spezzare qualcosa dentro Jane;
negli ultimi tempi aveva riso pochissimo.
Il cono di cacca disse, ridendo.
Alexandra era offesa, ma anche decisa a non mostrarlo per non dare alle altre due un ulteriore piacere. Visto che la consideravano una figura materna, loro potevano fare le bambine cattive. Non credo disse per fermamente che siamo nello spirito giusto per creare un rialzo unitario di energia.
Usa il rialzo delle mie scarpe disse Jane. Signor Sscott, mi faccia risalire.
Alexandra chiese: Tornando da Kingston avete bevuto qualcosa?
Dei Martini Kingston-size scherz Jane.
Solo un margarita a testa confess Sukie, in quello sports bar che una volta era il Bronze Barrel. Ti ricordi Fidei e i suoi margarita? E le sue polpette di capibara marinate?
Darryl le divorava.
Era un capibarivoro disse Jane. Oh-oh. Lexa si sta innervosendo.
Dicendo cos, Jane sembrava proprio una trovatella, una trovatella vecchia e rinsecchita, con quei capelli che non tingeva da un mese e mostravano due dita di ricrescita bianca come neve, al punto che Alexandra si addolc e le chiese:
Ti ha fatto male? Avevi paura di soffrire?
La radiografia? Ma no, figurati. Anche se loro si sono agitati tutti: per far partire la macchina son corsi nelle loro stanzette blindate di piombo, e intanto io me ne stavo l senza nemmeno il reggiseno a prendermi la scarica di raggi.
Quelli sono dei boia. 'Sti dottori: ti guardano morire e si aspettano pure di essere pagati.
Le mammografie sono le peggiori fu il contributo di Sukie. Con le infermiere che ti strizzano le tette a destra e a sinistra su quel vetro gelido. Per quel lavoro assumono solo lesbiche dominanti con tendenze sadiche.
E dopo tutto questo riprese Jane, quando ho chiesto
che cos'avevano visto nelle lastre, mi hanno detto che il figlio del dottor Pat era andato a casa e che dopo averle guardate avrebbe riferito a suo padre. Comunque  tutta un'assurdit: chi ha mai sentito parlare di aneurismi dell'aorta addominale? Tutta 'sta cosa mi ha fatto venire un dolore lancinante al plesso celiaco. Alla celia complessa.
Poverina disse Alexandra, assumendo di nuovo il ruolo di cerimoniera. Vogliamo mangiare qualcosa, prima di cominciare? C' del formaggio, Gouda e Miinster, e quei cracker di riso alle alghe tanto buoni che fanno i giapponesi;
li ho trovati in quel piccolissimo reparto gourmet che c' adesso allo Stop & Shop. E poi ci sono pollo al curry e insalata di broccoli, se morite di fame, ma forse non dovremmo cercare di creare il cono di potere a stomaco pieno. Ogni nostra parte deve essere pulita. Dobbiamo farci tutte una doccia. Jane, tu usa la tua; io e Sukie useremo l'altra.
E se invece volessi stare io con Sukie? disse Jane con uno sguardo torbido. O con te?
Staremo tutt'e tre insieme nel cono di potere e basta
dichiar Alexandra, mettendo alla prova la propria autorevolezza.
Non complicare le cose. Sei sovreccitata perch sei stata al centro di tanta attenzione. Dobbiamo sbrigarci.
La luna  calante. Dobbiamo mettercela tutta per attirarla.
Ma dopo come ci vestiamo? chiese Sukie. Io non ho portato niente di nero e niente con le maniche larghe.
Non ci vestiamo decret Lexa. Aveva bevuto pi Chianti di quanto credesse. Ci vestiremo di cielo. Ve l'ho detto, dobbiamo dare il meglio di noi.
Io non posso annunci Jane. Il rifiuto le tir i tendini della gola; sporgevano in modo allarmante. Sono diventata una vecchia rinsecchita. E anche voi due. Delle vecchie megere. Io non lo far.
Parla per te, Jane ribatt Sukie, sprezzante. Fa' un po' di ginnastica, se il tuo corpo non ti piace. Yoga, qi gong.
Bastano venti minuti al giorno per fare miracoli. Diventi tutta soda.
Quel che conta  lo spirito la rassicur Alexandra.
Per me sei bella. Io vedo al di l dell'involucro fisico.
E allora perch vuoi fare la doccia con Sukie?
Ho detto che avremmo usato la stessa doccia, non che l'avremmo fatta insieme. Abbiamo bisogno di spazio, Jane, per liberare l'energia dei chakra. Vestite di cielo la libereremo. Si scioglier l'aiguillette inibitoria intrinseca all'uomo occidentale.
I nostri poteri risanatori, con cui guarire noi e gli altri, devono essere liberi; devono essere purgati di impurit come la gelosia. Vieni, cara. Prendi la mia mano. Posa la tua sulla pancia insieme alla mia. Senti? Io sento il tuo dolore scalciare.
Qui. E qui. Vuole uscire. Lascialo uscire, tesoro. Libera il tuo io. Liberalo ripet Alexandra. Purificati.
Pelle e acqua, calore e carne, le vedove si sottomisero alla purificazione - Jane con una cuffietta di plastica in testa che la faceva sembrare, se ci fosse stato qualcuno l a vederla, una cameriera vittoriana; Sukie con i lunghi capelli raccolti con i beccucci e tenuti con la mano fuori dal getto come meglio poteva; Alexandra, l'unica a non temere di bagnarsi i capelli, che li ficcava sotto il potente elemento, con le mani ad artiglio che montavano una schiuma melmosa sul cranio per poi farlo battere e frustare dalle liquide sferze bollenti.
In vena di allegria, Sukie, che non si era ancora asciugata, avvert da dietro lo sportello appannato del box doccia il rapimento della sorella di stregoneria e torn dentro, ridacchiando e ribagnandosi tutta, senza ostilit da parte dell'altro corpo, con le protuberanze e i rigonfiamenti tondeggianti di entrambe che sfregavano e sbattevano viscidi di sapone, e la pelle che, ai loro occhi chiusi, dava l'impressione di essere fulgida e brunita. Poi Sukie, con i glutei e il viso accalorato tinti di un bel rosa, fugg dalle carezze bagnate dell'altra uscendo dallo sportello di vetro e Alexandra la segu col suo passo pi ieratico e si chin ad asciugarsi vigorosamente, dalla testa gi strofinata fino alla pelle sottile del dorso dei piedi, che fremevano del potere di cui le tre megere stavano per rivestirsi.
Si riunirono con imbarazzo nella grande stanza della residenza estiva, sulla moquette bordeaux pulita di fresco, la loro nudit una lieve sensazione condivisa. I peli degli avambracci erano diritti come carichi di elettricit; gli occhi si cibavano sconsolatamente delle rughe, dei porri e delle cicatrici, degli ispessimenti e delle macchie scure, dei muscoli molli e dei tratti di pelle crespa, ondulata come acqua calma accarezzata da un alito di vento, delle vene varicose e delle deformazioni artritiche di cui il tempo aveva ricoperto la loro antica bellezza.
Quella bellezza, dal punto di vista della Natura, era stata comoda, niente di pi - sufficiente per attirare un individuo dell'altro sesso per l'inseminazione. Come le femmine di molte specie, era naturale che, ottenuto questo, avessero considerato i loro compagni degli avanzi disgustosi, vittime della follia procreativa. Gli occhi - grigio canna di fucile, marrone tartaruga, nocciola screziato d'oro - non riuscivano a smettere quell'insolito esame l'una dell'altra, eseguito con movimenti minimi che contraevano le labbra in assorti sorrisi ironici.
Be', l'invito diceva che era una festa informale disse Jane rompendo il silenzio.
Tutto sommato non ce la caviamo malaccio replic Alexandra.
Tu non te la cavi malaccio l'accus Jane. Il grasso spiana tutto.
E il culo, vero? disse Sukie assorta, cercando di guardarsi il fondoschiena.  una fortuna stabil che non lo si possa vedere. E le tette. Cadono, le bastarde. Si racchiuse nelle mani le sue e le sollev un po', fino alla posizione che avevano avuto trentanni prima. Quando tolse le mani, si vide che i capezzoli erano eretti. Pizzicottina.
A me sembrate stupende afferm Alexandra, leale.
Non esattamente donne del Botticelli, ormai, ma nemmeno di Griinewald.
Non dovremmo cominciare? chiese Sukie, proprio lei, la pi a disagio senza vestiti. Lexa, ripetimi cosa fare. Qual  l'obiettivo.
La guarigione, tesoro. Guarire Jane dalla sua malattia, quale che sia, e disfare il male, quale che sia, che abbiamo fatto qui.
Quale male? chiese Jane, arrabbiata. Chi sei tu, se mi  lecito domandare, per dire che cosa  stato giusto e che cosa sbagliato?  vero che Felicia non era simpatica a nessuna di noi, ma  vero anche che nessuna di noi ha mai detto a Clyde di ammazzarla a colpi di attizzatoio.
Alexandra rispose: Sputava piume e puntine che noi le avevamo messo in bocca. Con il barattolo dei biscotti, ti ricordi?
E chi lo dice? Ssono morti tutti e due, quella notte, e con loro non c'era nessuno.
Lo dice la polizia intervenne Sukie. Trovarono piume e puntine per terra, accanto al corpo. La polizia non sapeva come mai erano l, ma io s. Facevo la giornalista, le ho viste. Quella roba era ancora bagnata di saliva.
E chi pu dire che quella era la ssua ssaliva? obiett Jane. Allora il test del DNA non esisteva.
Aveva ancora in bocca una piuma e una puntina rispose Sukie. Me lo disse un poliziotto che conoscevo. Non credo che ve lo ricordiate - Ronnie Kazmierczak, il fratello del ragazzo morto in Vietnam che ha dato il nuovo nome a Landing Square. Non rimase poliziotto a lungo. Diceva che il suo lavoro era principalmente di impedire a chi non aveva niente di rubare a chi aveva; divent un hippy e si trasfer in Alaska. Ogni tanto mi scriveva. Diceva che il freddo non gli dava fastidio, non lo sentiva pi. Non  pi tornato.
Che storia strappalacrime disse Jane. Immagino che dovremmo rimproverarci pure di questo. Anche se a Clyde dava fastidio che lei ssputasse piume, di solito non per questo gli uomini colpiscono la moglie sulla testa.
Era quel suo parlare in continuazione a infastidirlo
disse Sukie.
Alexandra le supplic: Per carit, lasciamo perdere Clyde e Felicia! Quella che abbiamo ucciso di sicuro  Jenny. Nella tua cucina, Jane. Abbiamo fatto una bambolina di cera...
Sei stata tu a farla la interruppe Jane.
L'ho fatta seguendo i tuoi suggerimenti e usando le cose che avevi raccolto. Tutt'e tre ci abbiamo ficcato dentro gli spilli e abbiamo recitato le formule. Le formule maligne.
Prima che finisse l'estate era morta.
Un'altra storia strappalacrime. Jenny  morta per le metastasi del cancro alle ovaie. Era ridotta un colabrodo, ce l'aveva da anni.
Per favore sfugg ad Alexandra in un respiro. Il pensiero, l'immagine delle cellule intime che impazzivano le toglieva il fiato.
Capita di continuo continu Jane imperterrita. 
possibile che il nostro maleficio non c'entri niente. Potrebbe averlo fatto qualcun altro, il maleficio. Brenda Parsley, Greta, Rose Hallybread: anche loro erano streghe. A quei tempi, in citt, girava un bel po' di malanimo.
Un bel po' di potere femminile concord Sukie, vedendo che Alexandra era ammutolita, persa com'era nelle paure e nel rimorso.
Aspettate! grid Jane, che aveva visto qualcosa nel vuoto. Dopo tanto parlare, mi  venuto in mente solo adesso. L'uomo che mi ha salutata in Vane Street, davanti allo studio del dottor Pat, che secondo noi poteva abitare da Greta Neff l vicino in Oak Street. Ho capito chi era. Era Christopher Gabriel. Il fratello di Jenny. Vi ricordate che bel ragazzo? Darryl lo sped a New York e scomparvero tutti e due. Penso proprio che era lui.
Che fosse lui la corresse Alexandra. Aveva recuperato la lucidit ed era impaziente di cominciare il rito del risanamento, dell'annullamento del male. Jane faceva ostruzionismo ed era disfattista come sempre.
Perch  qui? chiese Jane. Perch  tornato?
Sei solo tu a pensare che sia tornato osserv Sukie.
Solo tu l'hai visto, o credi di averlo visto, in quella via buia, sotto la pioggia. Ma nella chiesa unitariana, ora che ci pensava, in una delle prime panche, Greta era accompagnata da almeno un uomo di una certa et, uno sconosciuto, un complice. Greta aveva trascinato la bella bont di Deborah Larcom nella cospirazione criminale.
Ma l'ho visto stava insistendo Jane. Era lui. Pi vecchio, pi grasso e pi finocchio, ma era lui. Il piccolo, bellissimo Christopher. Con quei riccioli argentei da angioletto.
 lui che mi sta facendo questo.
Che ti sta facendo cosa? chiese Sukie. Jane, per favore.
Anche lei, come Alexandra, ormai era esasperata dalla follia egocentrica di Jane. Si era occupata di lei tutto il giorno, portandola avanti e indietro da Providence, e aveva fame, e avrebbero mangiato solo dopo la fine del rito.
Che mi sta uccidendo! rispose Jane. Quelle scosse! E
i continui dolori allo stomaco! Non esattamente allo stomaco: l vicino, come se qualcosa si consumasse. Qui sotto. Si tocc lo sterno, tra i piccoli seni afflosciati; in quella nudit, il gesto evoc l'immagine repellente del mondo oscuro che aveva dentro - gli organi violacei collegati asimmetricamente, l'interno viscido e nero irrorato dal sangue che veniva pompato incessantemente in circolo. No, non incessantemente.
Tutti abbiamo una fine. Il cuore batte il tempo. Il tempo batte noi.
Interessante, Jane intervenne Alexandra, con una certa sufficienza. Indagheremo, a cominciare da Greta, anche se devo dire che, per me, occuparmi di lei non  il massimo del divertimento. Comunque...
E non solo me riprese Jane, nella sua concitazione.
Non crediate di essere semplici spettatrici. Di sicuro d la caccia anche a voi. Ci ritiene responsabili della morte di sua sorella ed  venuto a cercarci tutt'e tre.  l fuori. Lo sento.
Ti prego, tesoro mio incalz Alexandra. Se tutto quel che senti  vero, ragione in pi per creare il cono di potere.
Useremo la magia bianca. Faremo appello alla Dea per te. Le diremo che ci dispiace per Jenny.
 troppo tardi replic Jane. A me non dispiace.
Alexandra si rivolse a Sukie: Tu che ne dici?
Dico che dobbiamo fare questa idiozia che hai organizzato, cos poi potremo mangiare. Da mezzogiorno ho messo nello stomaco solo un gelato con sopra le praline sbagliate.
Io vorrei tanto un Martini cocktail disse Jane. Ne ho una voglia matta. Vacci piano col vermut, Lexa, grazie.
Poich Alexandra non si mosse subito, Jane disse, impaziente:
Non importa, pigrona. Me lo faccio io.
Vorrei ben vedere disse Alexandra. Non so se  avanzato del vermut.
'Fanculo il vermut, allora. Devo mettermi qualcosa addosso, se no bisogner alzare il riscaldamento.
Sukie, affamata, aveva scoperto i cracker e il formaggio: le labbra le luccicavano di sale e briciole. I dentoni curvavano leggermente in fuori, conferendo alla bocca carnosa la sua forma provocante e vagamente aggressiva. Si rivolse ad Alexandra: Il Miinster  buonissimo. Il Gouda mi sembra asciutto. Dove l'hai preso? Allo Stop & Shop, hai detto? A
Jamestown c' un formaggiaio migliore.
Stava sporcando di briciole il cerchio magico; inconsapevolmente rovinava con i piedi nudi la linea di Cascade disegnata con tanta cura. Sulle caviglie, sebbene ancora sottili, si vedevano dei capillari rotti, simili a fili violacei in un paio di calze bianche.
Per favore disse Alexandra, esasperata fin quasi alle lacrime dall'indisciplina della sua piccola congrega. Un po'
di ordine. La Dea non sopporta la confusione. Non sopporta le case tenute male.
Lei fa i mestieri? chiese Sukie.
Soffro troppo annunci Jane, tornando dalla cucina.
Il vermut l'ho trovato, Lexa, esattamente dove pensavo di trovarlo. Qualcuno per lo sta bevendo. Chi? O abbiamo dei topi alcolisti? Prese un sorso e fece la faccia schifata.
Alexandra, ignorandola, spieg: Prima di chieder qualcosa alla Dea dobbiamo entrare nel cerchio. La scopa  l'ingresso. La sposter da una parte. Ma prima di entrare dobbiamo girare attorno al cerchio, deosil.
Deosil? chiese Sukie. Cosa vuol dire?
Come fai a non ricordartelo pi, tesoro? In senso orario.
La direzione del bene. Per fare il male si gira widdershins, in senso antiorario.
Quanto formalismo si lament Sukie. Mi pare che prima facessimo tutto con molta naturalezza - la stregoneria era solo una fase della vita, come la menopausa.
Era quel che c'era prima della menopausa disse Jane.
Appena prima, prima che ci arrendessimo. Oh, che bello quel sang de menstrues. Chi avrebbe mai detto che ne avremmo sentito la mancanza? I crampi che ho adesso sono pi forti. Senza regole non c' pi regola.
Hai bisogno di tranquillit. Tutte abbiamo bisogno di tranquillit disse Alexandra cullandole con la voce, assumendo il suo tono materno. E le altre due non protestarono quando le condusse attorno al cerchio, per tre giri deosil.
Fuori la notte era abbastanza nera per trasformare le finestre in specchi in cui si riflettevano i pallidi corpi malfermi.
Da sotto, dalle tozze candele colorate disposte sul pavimento in corrispondenza dei cinque vertici di un invisibile pentacolo, arrivava una luce tremolante. Alexandra, che chinandosi temette di lasciar andare uno sbuffo di odore rettale, spost da una parte la scopa col manico di plastica ed entr nel cerchio aperto. Prima la segu Sukie e poi Jane. Le tre ombre ruotavano silenziose sul soffitto basso, sovrapponendosi, allargandosi, moltiplicandosi al lume delle cinque candele. Se ne stavano l, abbastanza vicine da sembrare -
se due spettrali presenze occhiute avessero guardato dalla finestra - una sola carne.
Jane, sgraziatamente e con voce roca, ruppe il silenzio:
Che cosa ci fa qui in mezzo quel vecchio tagliere?
 l'altare le spieg Alexandra, a voce vistosamente bassa, una voce adatta al mistero. L'ho trovato in cucina, sotto il lavandino, insieme ai vassoi da t.
E la ciotola di bronzo? chiese Sukie, cercando di imprimere alla voce lo stesso tono basso di rispetto.
Di ottone. Trovata in un mercatino a Old Wick. Il campanello l'ho preso in un altro mercatino - un campanello del pranzo dei tempi in cui a Newport tutti avevano cameriere e maggiordomi. Questi calici - ne distribu due - li ho presi qui in Dock Street. Eastwick  stranamente ben attrezzata per l'Arte.
L'Arte ripet Sukie. Erano anni che non la sentivo chiamare cos. Giocherell con il calice, pi leggero di un uccellino, tenendolo nella mano sottile.  di carta stagnola
disse, con lieve sorpresa.
Tienilo fermo, per favore. Adesso verso. Alexandra, con un movimento del braccio che le mand una buffata dalla sua stessa ascella, prese il pesante fiasco di Chianti Carlo Rossi che era fuori dal cerchio.
Che ciofeca disse Jane, e tuttavia porse il calice per ricever la sua razione, dopo il Martini cocktail e il margarita.
A quella luce fioca e tremula, il vino rosso sembrava nero.
Le tre anime perdute sollevarono i loro finti calici - il fragile cartoncino argentato, le gemme che altro non erano se non grumi di vernice che fecero toccare in aria.
A noi disse Alexandra.
A noi.
Ss, a noi.
Sukie si asciug un velo di vino dai sottili peletti sopra il labbro superiore e osserv l'arcana disposizione sulla moquette.
La voce le usc paternalistica e insieme affettuosa:
Lexa, tesoro, ti sei data molto da fare per metterci in contatto con la Dea.
Jane se ne usc con una battuta: Non si  ancora comprata un cellulare? La bestemmia, sintomo della sua cattiva salute, irrit le altre due.
Il nu-me-ro  i-ne-si-sten-te scand Sukie, imitando la voce automatizzata di un menu elettronico. Nessuno rise.
Le solenni finestre nere - Andersen a doppi vetri, con un
meccanismo che, nuovo, funzionava a meraviglia, ma che col tempo, con l'accumulo di sporcizia e ruggine, aveva cominciato a fare i capricci - criticarono queste sciocchezze con il silenzio. Le finestre assistevano nella stanza alle oscure pratiche magiche come una fila di vedove spallute in muto cordoglio.
E il mazzo di carte? chiese Sukie, con la voce che, delle tre la pi leggera e giovane, si deformava sotto il peso dei poteri che stavano per essere evocati. Giochiamo a Vecchia zitella?
Di nuovo, non ci fu alcuna risata. L'universo contiene vasti volumi di nulla, ma questi vuoti colossali fra le stelle sono pesanti portoni che possono aprirsi e far entrare venti improvvisi e i lamenti di presenze che languidamente si risvegliano.
Un mazzo di tarocchi spieg Alexandra.
L'ho comprato a downtown. Sediamoci. La voce si era fatta uniforme, dolce, ferma di una fermezza naturale. Siamo comode con i cuscini? C' abbastanza posto per tutte le gambe? In verit fu complicato, all'inizio, disporsi in quello spazio grande come un letto senza che i piedi e le mani intralciassero gli altri corpi e sollevare e aprire le ginocchia senza esporre le parti intime, pelose e odorose, e innominabili per secoli e secoli di cristianesimo.
Alexandra prese il campanello d'argento, vestigio tintinnante di un sistema classista dei tempi passati, e lo scosse piano come per chiamare la servit. Da dentro il cerchio, lo scampanio interrogativo riverber verso l'esterno in cerchi di ampiezza crescente.
Ricordiamo ancora chiese Alexandra dolcemente i nomi del Suo seguito? Cominci la litania: Aurai, Hanlii, Thamcii, Tilinos, Athamas, Zianor, Auonail.
Jane riprese da l con l'impeto di chi la sofferenza induce al sacrilegio: Tzabaoth, Messiach, Emanuel, Elchim, Eibor, Yod, He, Vou, He! Incredibile che li ricordi ancora!
Sukie esord incerta:  passato tanto tempo. Astachoth, Adonai, Agla - ci sono quelle tre 'a' - poi On, El, Tetragammaton, Shema, Ariston, Anaphaxeton... come seguito credo che possa bastare, Lexa.
Silenzio. Finestre nere. Le fiammelle tremolanti, sprofondate nei cilindretti di cera colorata, spargevano un profumo nauseante che nascondeva e graziava qualsiasi odore arrivasse di tra le gambe delle scellerate viziose, con quei nidi di riccioli un tempo folti ed elastici e ora sfibrati e grigi, orologi pubici che decennio dopo decennio avevano ticchettato invisibili nelle mutande.
Dea, ci sei? disse Alexandra a voce pi alta, rivolgendosi al silenzio. Suon il campanello e dopo qualche secondo chiese sommessamente alle altre due: Sentite una vibrazione?
Veramente no ammise Sukie.
Jane, sperando per s, azzard: Non ne sono sicura.
Non dobbiamo metterLe fretta. Alexandra, con tanta delicatezza che il gesto sembr di scuse, suon di nuovo il campanello e poi ancora.
Qualcosa sento, non c' dubbio. Sento Lei disse Jane, avida. Ho la sensazione netta, incontenibile, che tutto si aggiuster. Sono nelle Sue braccia!
Bene mormor Alexandra per cullarla. Bene. Chiuse gli occhi per ricevere meglio le sensazioni dell'alleanza.
Era come alla radio, una stazione fra altre due stazioni: una musica lontana, una melodia che cerca di insinuarsi tra le interferenze. In ciascuna di noi inton ci sono ostacoli e inibizioni che ci trattengono, che ci impediscono di essere libere. Dea, sciogli queste aiguillettes.
Silenzio. Gli pneumatici di un'auto scricchiolarono sulla
ghiaia del parcheggio sotto casa. L'auto di chi? Di qualcuno che tornava dal passato.
E adesso? chiese Sukie, aspra. Quanto dobbiamo aspettare? E che cosa?
Perch Sukie era fonte di disarmonia, del dubbio?
Alexandra pens che forse era invidiosa della Dea. Anche lei avrebbe voluto essere ancora una dea.
Zitta disse Jane a Sukie. LasciaLa parlare.
La fede nuziale Alexandra fu ispirata a dire. Secondo Lei non dovremmo continuare a portarla. Si frappone tra Lei e noi. Tra noi e la realt astrale. Riuscite a toglierla?
Oddio, s rispose Sukie. Quando mi lavo le mani la mia si sfila sempre e cade nel lavandino facendo un gran baccano. Vorrebbe andar gi nello scarico.
La propria, si rese conto Alexandra, era quella pi restia a sfilarsi: si era incassata nel grasso del dito. Ma, dolorosamente, le fece superare la prima nocca, con le pieghe ammassate che sbiancavano per la pressione. L'anello le aveva lasciato un solco pallido nel dito, come un alberello scorticato.
Mettiamole sull'altare ordin. Con la sinistra, la mano che le portava.
Tre mani sinistre si protesero per posare gli anelli di modo che ciascuno fosse tangente agli altri due - la spessa fascetta d'oro di Sukie con all'interno l'incisione Per sempre fatta da un gioielliere di Greenwich; il cerchio pi sottile di Jane simile a un anello della lunga catena di avi di Nat Tinker; e quello di Alexandra, di medie dimensioni e portato pi a lungo degli altri, che le era stato infilato all'anulare alla luce impietosa di una cappella di arenaria con una veduta delle montagne aride e grinzose dell'Ovest nelle vetrate trasparenti.
Infilandoglielo all'anulare, le dita macchiate di nicotina di Jim Farlander avevano tremato, per la sbornia presa all'addio al celibato o per semplice agitazione. L'anello lo avrebbe portato lei, ma i ceppi del matrimonio li avrebbe sopportati lui. Lei, avvertita la sua ombrosit al contatto della mano, aveva recitato i voti conclusivi come una mandriana che calma amorevolmente un cavallo bizzoso. Al ricordo le si inumidirono gli occhi e forse quella prossimit alle lacrime era il dono della Dea. Ecco dichiar ad alta voce. Siamo libere.
Le aiguillettes che ci legavano il cuore sono state sciolte.
Accogliamo in noi il potere risanatore senza ostacoli. Siamo Tue nella purezza. Si rivolse alle altre due devote: Ho pensato una cosa. Che dovremmo annullare le nostre azioni cattive compiendone una buona.
Buono, cattivo disse Sukie sprezzante. L'importante  il contesto. Una cosa pu essere buona un giorno e cattiva l'indomani. In amore e in guerra tutto  lecito.
Oh, ti prego piagnucol Jane. Stiamo cercando di farmi stare meglio. Stiamo combattendo il male di Chmitopher.
Sukie aveva sollevato la mano e la stava osservando. Mi piace senza anello. Nuda. Mi piace da morire il nudo.
A me fa paura non averlo al dito confess Alexandra.
La fede nuziale, pens,  un'aiguillette: ci soffoca, ma cos facendo ci tiene a freno.
Lexa, adesso? Dicci cosa fare la supplic Jane. Stava regredendo, la voce tornava infantile.
Alexandra prese il mazzo di tarocchi e sparse per terra le carte a faccia in su, con i loro quattro semi arcaici - coppe, denari, bastoni, spade - pi i ventidue tarocchi che formavano gli arcani maggiori. Erano porticine pacchiane che immettevano in un regno alternativo. Scegliete una carta ordin a Sukie e a Jane che vi ricordi qualcuno di vostra conoscenza bisognoso d'aiuto - qualcuno nei guai. Concentratevi su quella carta sotto il cono di potere e, quando capite che  avvenuto il trasferimento sul piano astrale, bruciatela.
La bruciamo?
Alexandra prese il pacchetto di cerini che era sull'altare, gli stessi cerini con cui aveva acceso le candele aromatiche che dispensavano quel fumido profumo. Ho cercato delle carte con un rivestimento non troppo spesso. Comincio
io. Guard il dispiegamento di carte e scelse una figura, la Regina di Denari: con la sua espressione vacua assomigliava a Veronica Marino O'Brien, che aveva preso la regalit dalla madre. Alexandra chin la testa e proiett sulla piccola superficie lucida il simulacro interiore, acceso di connessioni neuronali, della persona che l'immagine evocava. Alla Dea offr la preghiera Donale la fertilit. Slegale le tube. Fa' che
ottenga la sua eredit, la fecondit dei genitori, Gina e il caro Joe. Ebbe la sensazione di essere stata ascoltata, che la Dea si fosse sporta gi dalle stelle, con i lunghi capelli fluttuanti come coda di cometa. La supplicante stringeva la carta per un angolo e teneva un cerino sotto l'angolo opposto e, quando questo seppur con qualche resistenza prese fuoco, lasci cadere la carta nell'incensiere, dove risplendette di fiamma azzurra orlata di verde, con la carta dal rivestimento chimico che si accartocciava su se stessa, alla fine un unico pezzo di cenere rettangolare come ceramica sottilissima.
Alexandra si era tanto concentrata sul processo di ossidazione che la fronte, il collo e la parte alta del costato avevano cominciato a sudare per simpatia; il cerchio che aveva tracciato era diventato la base di un cono di potere simile a un tepee di pelli di bisonte surriscaldato da un fuoco di rami di mesquite al centro.
Adesso io disse Sukie, anche se non ci sto mettendo tutta me stessa. Scelse il Fante di Denari, un giovane con il profilo da vanitoso. Lo mostr alle altre due malfattrici e chiuse gli occhi perch il suo augurio, il suo desiderio, trapassasse l'inconsistente tagliere per volare dall'ex amante menomato, Thomas Gorton. Risana, ordin tra s. Realizza l'impossibile, come fai per ogni nascita, per ogni innamoramento.
Sentiva la Dea dentro di s, la forza del sesso e della procreazione, un nastro di DNA intrecciato in Africa che si snodava in un futuro brulicante, cellule che si intessevano e, da nodi  microscopici, si trasformavano in uomini e donne eretti, integri e belli in ogni legamento, in ogni vena. Aveva in mano il fiammifero; la fiamma, pigramente, prese; il fuoco purpureo si allarg verso l'alto della carta come un'orda di invasori in una mappa animata della storia umana, consumando con vesciche nere il profilo da vanitoso. Sukie lasci cadere il pezzo di cenere ancora integro nell'incensiere, dove nell'ultima fase del suo mutamento molecolare si torse e percettibilmente crepit.
Aveva i crampi alle dita della sinistra, dopo quello sforzo prolungato. Sollevato lo sguardo dai crampi, vide che sul soffitto si era raccolta una nebbiolina azzurrognola. Si chiese quanto fosse sensibile l'allarme antincendio dell'appartamento e preg la Dea di reprimerlo.
Adesso tu, Jane. Tocca a te ordin Alexandra, con la voce incoraggiante della strega madre, dell'agente della Natura, anche se dubitava che Jane avesse in s la capacit di compiere buone azioni. Prendi una carta.
La mano vizza di Jane si protese e sembr toccare Xatout chiamato Diavolo. Mostrava uno scheletro in posa aggraziata, a caviglie accavallate, con un alto arco e una freccia lunga come una lancia. Jane ritir bruscamente la mano esitante ed emise un lamento strozzato che risucchi verso il suo viso lo sguardo delle altre due: era congestionato e rapito.
Sotto le sue scure sopracciglia mascoline, gli occhi dardeggiarono verso l'una e poi l'altra compagna. Aveva un'espressione indignata. Poi gli occhi si rivoltarono nelle orbite. La bocca aperta anner in un rigurgito di sangue.
Piccola! grid Alexandra, di colpo amandola, smaniando di cancellare quel che era andato storto, anche se non sapeva cosa.
Oddio disse Sukie. La Dea era evaporata. La luna che ardeva fuori dalle finestre chinava la sfera quasi piena verso il sole invisibile. Le due donne, nella loro nudit, si sforzavano di stringer fra le braccia la terza e drizzarne il corpo: Jane si era afflosciata come un otre vuoto, anche se a tratti si contorceva tutta per resistere a quella cosa, chiss cosa, che la possedeva.
Cazzo. Che male mormor la vedova colpita. Il sangue le col sul mento insieme alle parole, mentre Alexandra si alzava in piedi in un lampo di nuda carne tremula per afferrare il telefono e comporre un numero che non era inesistente: quello dell'ambulanza.
...
.
...
CAPITOLO 3.
...
.
...
Lenimento del senso di colpa.
...
.
...
La donna all'altro capo del filo garant ad Alexandra che la squadra del pronto intervento sanitario sapeva dov'era la Residenza vistamare di casa Lenox - Dal lungomare, una casa nascosta su di l a sinistra disse l'addetta, scivolando in un tono informale da chiacchiera. Tuttavia passarono quindici minuti di agonia prima che si sentisse la sirena dell'ambulanza, in principio lontana e poi spaventosamente vicina, il grido troncato da uno strider di freni e dal crepitio della ghiaia del vialetto. Nel frattempo Sukie aveva riscaldato le mani a Jane, sempre pi fredde, mentre Alexandra aveva cercato, con un'incompetenza e una repulsione umilianti, di soffiare la vita nella bocca umida e fiacca per far tornare all'opera il cuore. I propri gesti le erano parsi impacciati, incontrollati, vani, anche se aveva cercato di ricordare episodi di serie tiv di ambientazione ospedaliera guardati un po' distrattamente per capire che altro fare perch Jane non scivolasse sempre di pi nel baratro che di colpo si era spalancato ai loro piedi. Quando Alexandra premette l'orecchio sul petto scarno dell'amica, c'era ancora, le sembr, un sotterraneo flusso gorgogliante. Gli occhi di Jane erano chiusi e il corpo non opponeva pi resistenza all'invisibile torturatore.
La crisi, alla prima ondata, aveva tolto alle donne la consapevolezza di essere nelle condizioni di va, ma adesso, come la coppia nell'Eden, loro sapevano, e avevano paura.
Stanno arrivando? chiese Sukie, con la faccia tirata, tanto lisciata dal panico che ad Alexandra parve giovane, quasi un viso di ragazza. Dio mio, Lexa, dobbiamo vestirci!
Dobbiamo vestire Jane! Dove ha messo i suoi vestiti?
Ha fatto la doccia da sola, saranno nella sua camera.
Alexandra aveva il cervello bloccato da uno strato di circostanze;
pi forte le batteva il cuore, pi lentamente le sembrava di muoversi, con le ginocchia e le mani che entravano nel campo visivo come quelle dell'operatore nel video di un incapace. Dovette farsi quasi violenza per entrare nella stanzetta cieca di Jane, gi immersa in un silenzio sepolcrale. Un paio di pantaloni neri e una maglia marrone chiaro, con sopra la biancheria intima, erano compitamente piegati sul suo stretto letto singolo. Le scarpe, semplici e severe ballerine, erano infilate ordinatamente di punta sotto il letto. Come sembravano innocenti e disarmate, all'improvviso, inutili!
Le altre due inquiline l'avevano relegata l come se fosse stata una zia zitella, o un bambino molesto, in quella stanzetta in cui la luce del sole entrava soltanto da un lucernario di plastica opaca. Alla dura luce artificiale, Alexandra colse la propria immagine nel grande specchio dietro la porta, con sulle braccia i vestiti di Jane e le spalle e la parte inferiore del corpo nude. Fu un colpo vedere la propria bocca macchiata di rosso acceso: il sangue di Jane, di quando aveva cercato di prestarle il respiro.
Vestire quel corpo remissivo ridest la sgradevole sensazione di vestire un bambino - l'ostinato rifiuto degli arti di piegarsi dalla parte giusta, i brevi momenti in cui il corpo diventava un peso ostinatamente morto. Sukie, armeggiando insieme a lei, disse: Ti ricordi i busti che ci facevano mettere ancora negli anni Cinquanta? Con quei bottoni a pressione per le calze? Non era una barbarie?
Un'atrocit concord Alexandra. Che caldo ai fianchi!
Grazie a Dio sono arrivati i collant.
Grazie alla Dea, direi.
Porca miseria, tieni lontano da me quella Dea, dopo quel che  successo.
Mentre, insieme, le infilavano i pantaloni, Alexandra chiese: Avresti mai detto che Jane portasse delle mutande cos ridotte? E col pizzo, per di pi.
Doveva tener vivo l'interesse di quel suo strano maritino.
Ci metteva un sacco di tempo a eccitarsi, mi diceva lei.
Anche a me lo diceva.
Ed  cos difficile buttare via la biancheria intima. Pensi sempre: "Oh, al diavolo, facciamole fare un altro giro in lavatrice".
Mentre sollevavano Jane per allacciare il reggiseno e infilare la maglia, Alexandra chiese timorosamente: Secondo te  abbastanza calda?
Mah rispose Sukie, la punta delle dita non mi sembra livida. Spesso  un indizio, nei gialli.
Riesci a passarmi lo specchietto che  sull'altare? Glielo metter davanti alla bocca.
Lexa, per favore. E comunque che altro potremmo fare oltre a quel che stiamo facendo? Cio renderla presentabile.
Io lo so, lo so. Accidenti, so che ci sarebbe qualcos'altro da fare, se fossimo medici o streghe pi brave.
Se fossimo streghe pi brave, questo non sarebbe neanche successo disse Sukie. Andando a prendere lo specchietto, all'ingresso del cerchio magico esit, poi spost scrupolosamente la scopa, o ramazza, invece di scavalcarla come se la sua magia non fosse pi valida. Davanti alla bocca di Jane, lo specchietto, che fino a qualche minuto prima era servito da varco per entrare nell'altro mondo, rimandava immagini ingrandite e traballanti dei lineamenti di Jane: la mano di Alexandra tremava e ciononostante lo specchio catturava frammenti di nebbia, di alito di vita.
Cosa sar stato? riflett Sukie ad alta voce.  come se fosse esplosa.
Continuava a parlare di elettricit ricord Alexandra.
Ecco fatto. Che te ne pare?
Il corpo della terza donna era disteso sulla moquette con un'aria stranamente nuziale, essendo stato vestito da mani altrui. Un angolo delle labbra era ripiegato in dentro come quando si compiaceva di un suo gioco di parole. Le mani erano intrecciate sul petto; sembravano troppo grandi e piene di vene per una donna tanto minuta.
Le fedi ricord Alexandra. Prendile.
Obbedendo, Sukie disse: Sar meglio togliere 'sta roba, prima che arrivino quelli dell'ambulanza.
Non chiamarla 'roba'. Chiamali 'strumenti'. O 'canali di energia'.
E togliere il cerchio con l'aspirapolvere.
Il nostro cerchio magico disse Alexandra  andato in cortocircuito.
Parli come Jane.  successa una cosa terribile. Una cosa da non credere. Sukie si accovacci a terra, con le cosce che si allargarono e il seno che ballonzol leggero, per rimettere la fede nuziale al dito insensibile di Jane.
La mano sinistra le ricord Alexandra.
Certo, tesoro. Quella con i calli.
Per superare la seconda nocca, l'anello di Alexandra non fece meno resistenza di quanta ne aveva fatta al momento di toglierlo. Anche noi dobbiamo vestirci disse.
Continuo a dimenticarmi di essere nuda. Non  da pazzi?
Sei incantevole. Alexandra, con un senso di colpa, guard gi verso la sua compagna di peccati priva di conoscenza.
Sentiva il bisogno di una qualche cerimonia. Ti vogliamo bene, Jane grid, sopra un vuoto che si allargava.
Sukie ripet: Ti vogliamo bene, Jane. Tieni duro.
E le due andarono in fretta a recuperare i loro vestiti, pettinarsi e, nel caso di Alexandra, lavarsi la faccia e ripassarsi il rossetto sulle labbra. Udirono la sirena dei soccorsi a pi di un chilometro di distanza, a met del lungomare, dove il vecchio meleto aveva prodotto fiori e frutti prima di essere trasformato in case tutte uguali. Aument d'intensit quando si avvicin alla sopraelevata e avvolse la casa con il suo grido piagnucoloso prima che l'ambulanza frenasse sulla ghiaia sotto le finestre. Sukie raccolse frettolosamente le carte, il campanello, lo specchio, le candele, il tagliere e l'incensiere di ottone con dentro le ceneri sfaldate delle due infuocate invasioni del piano astrale; port tutto in cucina e chiuse rumorosamente le ante dei mobiletti mentre Alexandra spingeva un rombante Electrolux sul cerchio sacro. I
granelli di Cascade sbatacchiarono nella prolunga e scrosciarono nella manichetta, spinti dall'aria in un regno dei morti popolato di acari della polvere.
Squill il citofono. Sukie apr il portone ai nuovi venuti.
Sulle scale rimbomb un tuono di passi; i paramedici del pronto intervento, con i loro completi verdognoli, si precipitarono dentro dalla porta gi aperta. Erano in tre, due uomini e una donna, tutti pi giovani dei figli delle vedove.
L'uomo che si portava addosso gran parte dell'equipaggiamento disse senza fiato: Che fatica trovare questo posto.
In citt nessuno voleva dirci dov'era.
La donna, che portava meno equipaggiamento di tutti, arricci il naso sentendo l'odore dolciastro del fumo di candela e vedendo le impronte fresche lasciate dall'aspirapolvere sulla moquette. Ma l'emergenza era sdraiata davanti a loro: in dieci minuti caricarono Jane in barella, ancora viva, garantirono, e tuttavia avvolta fino al mento in una coperta termica argentata e collegata a un tubicino che le stillava in tutti e due i polsi delle gocce incolori.
Mor all'ospedale di Westwick quella notte stessa, o meglio la mattina presto dell'indomani, mentre la luna calante, come un wafer inzuppato, consegnava il suo chiarore alle prime sfumature t dell'alba. Le era scoppiata l'aorta addominale e il danno era irreparabile. Il sangue le aveva inondato il ventre. Il dottor Pat avrebbe dovuto guardare le lastre l'indomani mattina e suo figlio, a Providence, aveva intenzione di proporre un intervento chirurgico preventivo che, per una donna della sua et, recentemente di salute malferma, comportava notevoli rischi. Le autorit mediche assicurarono alle due amiche addolorate che nessuno aveva colpa. Se non altro Jane aveva avuto una morte rapida e semplice - fra amici, non indolore, ma era stata questione di secondi: poi la coscienza se n'era andata per sempre.
...
.
...
Di queste tre, Jane era stata l'unica strega a volare davvero e da morta sollev e fece uscire da Eastwick le altre due. Dopo appena un mese la cittadina aveva esercitato lo stesso incantamento che aveva irretito lo sventurato trio trent'anni prima - la curiosa sensazione che ai suoi confini la realt significativa cessasse di esistere. I loro progetti, discussi al telefono e nelle e-mail per tutta la primavera, di usare Eastwick come base da cui partire per viaggi edificanti - a Providence, con i suoi musei, gi per la costa fino a New London, a Newport - si erano dimostrati troppo ambiziosi. Sotto il sole seducente delle abitudini quotidiane, dei pasti, delle commissioni e della triplice rincorsa alle varie iniziative locali, l'inerzia aveva preso il sopravvento.
Ora, con la morte di Jane e i vari impegni sociali che imponeva, il mondo esterno piomb sulle due superstiti, elettrizzandole e confondendole con i suoi colori e la sua variet.
Brookline, quell'entit amministrativa a s, attaccata a Commonwealth Avenue come una grossa zecca che succhiava vitalit al corpo sociale di Boston, era, tra Beacon Street e la Route 9, tutta strade curve e case da milioni di dollari in mattoni e stucco incastonate in lussureggianti praticelli di un verde verdissimo, carichi di arbusti ben curati e alberi esclusivi. La casa dei Tinker aveva davanti un giardino pi profondo di quasi tutti gli altri e un profilo pi alto, pi scuro, coronato da un secondo piano a mansarda con una torretta vuota come il campanile di una chiesa.
Sukie aveva gi conosciuto la signora del palazzo, ma Alexandra era impreparata alla scossa magica che una longevit centenaria pu dare. A quanto pareva la morte aveva deciso di ignorare questa donna - e ci dimostrava, ipotizz Alexandra ricordando il viaggio fatto insieme a Jane, che la speranza egizia in un ankh protratto in eterno aveva un possibile fondamento pratico. La vecchissima signora aveva le dimensioni di una tredicenne, o di una mummia ben confezionata. Le accolse nell'atrio, ai piedi di una sontuosa scalinata di noce che in alto si perdeva in una tenebra di tappezzeria oscurante. Era scesa al ricevimento funebre della nuora con un ascensore a cabina il cui pozzo era stato installato accanto alla scala e si innalzava tra le sue spire come la verga tra i serpenti del caduceo di Mercurio; poich la sua esile struttura non offriva alla vista ostacoli sostanziali, la discesa della signora Tinker, quella di un vero e proprio deus ex machina, fu osservata con stupore dai partecipanti raccolti sul terrazzo del primo piano. Delicatamente, come affidando alla larga mano di Alexandra il fragile tesoro di un uccello estinto impagliato, pos quattro dita secche nel palmo della donna pi giovane, che era madido in quel caldo umido del primo agosto dell'Est.
Cos lei  Alexandra disse la signora Tinker con voce stridente, frusciante, ma articolando bene le parole. Jane l'adorava. I solchi nelle guance erano tanto profondi da ricordare le strisce di pittura sul volto dei guerrieri indiani; nel complesso, il viso era di quel marroncino bruciato che assumono i libri di poco prezzo ai bordi delle pagine senza essere toccati direttamente dalla luce del sole. Le palpebre inferiori avevano ceduto, mostrando all'interno un pallidissimo rosa.
Mi adorava? si chiese Alexandra. Come poteva essere vero, se la sua adorazione era rivolta semmai a Sukie e sia lei sia Sukie provavano un sottile disgusto per l'aura livida di Jane, un'aura di rabbia e di destino tragico? Le volevamo bene disse Alexandra, con voce sommessa, come se al minimo alito di vento l'apparizione che aveva davanti fosse potuta svanire. Anche le pieghe di seta nera dell'abito da lutto della signora Tinker avevano l'aria pericolosamente fragile.
Allora sono molto contenta le usc di bocca in quel guscio vuoto che era la sua voce che fosse con voi quando per lei  arrivata la fine.
La fine: nessun eufemismo, qui, nessuna scomparsa, e
tuttavia non c'era terrore, niente del chiassoso nichilismo moderno. L'espressione conferiva alla morte serenit, limpidezza, naturalezza, la rendeva il frutto del passare degli anni, dei decenni, che infine, cadendo, trovava le maniere stoiche del ceto alto di un'epoca scomparsa. Accorgendosi dell'interesse di Alexandra per l'argomento, la signora Tinker aggiunse: La fine arriva per tutti. Ma lo disse con la lievit di chi a quella legge non  sottoposto e con un sorriso sorprendentemente elastico nel viso marrone di mummia -
un allungamento che le distese le guance rugose con una duttilit quasi da ragazzina. Le labbra, non pi colorite della pelle attorno, erano per pi carnose. Era stata una bella donna, intu Alexandra all'improvviso.
Altrettanto improvvisamente confess alla decrepita signora:
Io non l'ho ancora digerito fino in fondo. E credo che lo stesso valesse per Jane. L'ultimo sguardo che mi ha rivolto... lo vuole sapere?
S, certo. Bisogna sempre sapere quel che c' da sapere.
... mi  sembrato di indignazione.
Jane era tormentata afferm la signora Tinker. E aveva fretta. Come un metronomo. Ha mai provato a suonare uno strumento con il metronomo?
No rispose Alexandra, nervosa perch sentiva altri ospiti entrare dall'ampia porta d'ingresso alle sue spalle.
Io in musica sono un asino. Ho sempre invidiato a Jane il suo talento.
Lei era un metronomo impostato su una velocit troppo alta per mio figlio e per i miei gusti riprese la vecchia signora, liquidando con un battito di palpebre l'intervento dell'altra. Qui da noi avevamo impostato un movimento largo e temo che questo spazientisse mia nuora. Ed ecco la bella Suzanne continu, girandosi quel tanto che bastava per mutare l'angolo della sua attenzione, come la statuina calibrata di un orologio. Sukie si era unita a loro, portando alla loro attenzione il suo calore, la sua curiosit, la sua determinazione.
Di nuovo buongiorno, mia cara. Che tristezza rispetto all'ultima volta che l'abbiamo ricevuta in questa casa.
 una di noi, intu Alexandra. Una strega senza cuore e dalla vista acuta.  piccola, incisiva, arguta e malvagia, come Jane. Gli uomini sposano la madre. Nat aveva sposato sua madre e ovviamente le due donne avevano mal sopportato di avere un doppione in casa. L'intera architettura spirituale del loro mnage - le due donne che si respingevano come i poli uguali di due calamite e, sospeso fra loro, il piccolo figlio-marito, che si rifugiava nei suoi pezzi d'antiquariato, nei suoi club, nelle sue sconclusionate opere buone - si disvel ad Alexandra nell'istante in cui chiuse gli occhi; sentiva ancora la tensione nell'aria, la percepiva nel peso che gravava sullo scuro legno incurvato e imbevuto di cera della casa.
Anche Sukie stava vivendo un'esperienza di chiaroveggenza: d'impulso disse alla vedova Tinker: Non riesco a credere che Jane se ne sia andata davvero. Mi aspetto che salti fuori da un momento all'altro.
Per rovinarmi la festa gracchi la vecchia signora, con un altro dei suoi sorrisi inaspettatamente larghi: dagli abissi del secolo passato traspariva la ragazza che era stata.
Gli ospiti si stavano radunando, girando impacciati per l'alto atrio in penombra. La suocera di Jane si gir per presentare Alexandra e Sukie a un uomo grande e grosso di mezz'et con la nuca sporgente che gli proiettava pesantemente la testa in avanti, come quella di un bisonte americano, e a una donna macilenta con in faccia una quantit spaventosa di trucco. Ricorderete di certo i meravigliosi figli di Jane disse la signora Tinker e, con senile menefreghismo, si allontan.
Trovatasi di fronte quei due, Alexandra si scus: Non vi avevo riconosciuti.  passato tanto tempo. Siete grandi, ormai.
Grandi  dir poco replic l'uomo dal collo grasso senza
sorridere. Noi invece ci ricordiamo di voi.
Certo. Un ragazzo ciccione e una ragazza magrolina. Nel ranch di Jane erano stati una presenza invadente: la sera in cui le tre donne avevano fatto a Jenny la fattura letale, avevano continuato a correre dentro e fuori la cucina per chiedere attenzioni e la cena. Le tre donne, durante l'esplorazione dei propri poteri liberati, avevano avuto poca pazienza con i figli. Secondo loro le donne stupide, da va in poi, erano state madri docili e affettuose - forse va no, a giudicare da com'erano diventati Abele e Caino. In ogni modo, la maternit era stata tentata fino in fondo, nella sofferenza e per sofferenza, e non si era mostrata sufficiente.
Segu un silenzio teso, astioso, che Sukie cerc di riempire riesumando dall'alienata memoria di giornalista i nomi di questi ragazzi. Roscoe e Mary Grace, giusto? E ce n'erano altri due, pi piccoli o pi grandi, non ricordo pi.
Pi piccoli disse l'omaccione, guardandola scontroso nel suo doppiopetto nero. Era lui, si rese conto Sukie, che giocava a bridge su Internet, con quel testone sporto in avanti verso il quadrilatero dello schermo del computer, con il morto raffigurato perch lo vedessero tutti. Eravamo in quattro. I quattro piccoli Smart. Inaspettatamente le sue labbra si ritrassero in un sorriso senza allegria, scoprendo i denti piccoli e macchiati.
A quei tempi tutti avevano quattro figli butt l prontamente Sukie.
Alexandra chiese: Vostro padre. Sam Smart.  ancora vivo?
No fu la monosillabica risposta.
La donna macilenta, con le palpebre cariche di ombretto turchese, decise di interloquire. Pap  morto spieg, anche lei scoprendo i denti: erano lunghi e innaturalmente diritti.
Mi dispiace molto disse Alexandra.
Adesso lui e la mamma sono di nuovo insieme disse l'uomo.
Davvero? E il signor Tinker come prender la cosa?
La fronte imponente di Roscoe si abbass verso di lei. 
tutto spiegato nella Bibbia. La faccia era dolente e grigia.
Ah, s? Dovr cercare il passo. Alexandra rivide il giudizio: il problema non era che Jane era stata negligente, ma che i suoi figli, grassi o magri, erano odiosi.
Sukie intervenne educatamente. Gli altri due, ci sono anche loro?
No fu la stentata risposta. Jed  alle Hawaii. Nora ha sposato un francese e in agosto  impossibile contattarli. Sono in Mozambico a fare skin diving e a drogarsi.
Che posto straordinario  il mondo! esclam disperatamente Sukie. Adesso  tutto pi vicino. Noi ora siamo vedove e ci piace molto viaggiare. Vostra madre ha viaggiato con noi.
Roscoe odia viaggiare disse sua sorella. In aereo soffre di claustrofobia e quando atterra di agorafobia.
Non dovresti pensarci troppo gli consigli Sukie, impertinente come una fanciulla che affronta il Minotauro!
Ti bevi un paio di bicchieri al bar dell'aeroporto e quando ti svegli sei arrivato.
Fortunatamente la conversazione fu interrotta dai bruschi colpi di bastone, tre, che l'ospite decrepita batt sul pavimento dell'atrio. Con una mano color carta da pacco raccolta attorno al manico del bastone e l'altra aggrappata al braccio piegato di un afroamericano con la schiena larga e in uniforme di autista, la signora Tinker condusse fuori alla luce bianca e afosa del sole i partecipanti riuniti. Nel vialetto, una fila di automobili, che dal porticato carrabile arrivava fino al marciapiede e poi fuori lungo la strada, mandava bagliori accecanti. La suocera in lutto fu sistemata a bordo della Cadillac in testa al corteo, al di l dei finestrini neri;
appena dietro c'erano i due figli tediosi con i relativi coniugi, che per questa cerimonia di famiglia avevano indossato con modestia il mantello dell'invisibilit. Sukie e Alexandra, a bordo della BMW blu marina di Lennie Mitchell, occupavano un posto molto pi arretrato nella fila. La cara Jaguar di Nat Tinker era stata subito recuperata, insieme ai vestiti e agli articoli da toilette lasciati pateticamente da Jane come parte del suo patrimonio.
Nell'intimit dell'auto, Sukie annunci pressante: L'ho visto.
Chi?
Lui. Quello che Jane aveva visto in Vane Street, davanti allo studio del dottor Pat.
Davvero?
S. Era proprio come lo aveva descritto, un angelo un po' appesantito e trasandato. Era in fondo all'atrio, dietro la folla; quando siamo usciti  sbucato dall'altra stanza. L'ho visto solo per un istante, ma dava nell'occhio. Non era vestito con opportuna sobriet.
La chiesa, non lontana, era tra vie serpeggianti e ombreggiate dagli alberi - una struttura di semplice eleganza in legno e muratura nell'indispensabile stile episcopale, e rivestita di pietra grezza. Quella non era una cerimonia di sepoltura, ma una funzione commemorativa. Il corpo di Jane, quel corpicino con il seno piatto e il culo tondo che aveva invogliato al coito Sam Smart, Raymond Neff, Arthur Hallybread e Nat Tinker, adesso era un barattolo di ceneri che avrebbero riempito appena una padella. Tutte quelle ossa, tutti quei tendini e quei fluidi corporali, la lingua agile, la voce insistente e sibilante, l'umida luce scintillante dei suoi occhi marrone tartaruga: tutto ridotto in polvere grigia e scaglie di calcite, tutto gi finito in un buchino quadrato del Mount Auburn Cemetery a tre chilometri da qui, al di l del Charles. Questo era stato il suo mondo, e le due compagne di passati misfatti assistettero alla presentazione pubblica di una Jane quasi sconosciuta.
I due figli adulti presenti lessero brani di lettere che Jane aveva scritto a Samuel Smart quando lui era nell'esercito ad aspettare di essere trasferito in Corea - una Jane diversa, pi civetta e collegiale di quella che Sukie e Alexandra avevano conosciuto a Eastwick, quando Sam Smart era gi un ricordo comico, un pizzico di morto passato aggiunto alle conversazioni per insaporirle. Sentiva la sua mancanza, dichiaravano le lettere, e pregava perch tornasse sano e salvo, viveva nella speranza di dargli dei figli, sapendo che sarebbero stati belli e preziosi.
Poi, controbilanciando i mariti, un signore in blazer, alto, ostentatamente snello, con le spalle squadrate e i capelli quasi rasati, sal impettito sul pulpito. Dapprima parl con una diffidente esitazione che fece muovere nervosamente sulle panche i fedeli. Poi, scaldandosi man mano che si abituava all'altezza e alla sacra estraneit del pulpito, assunse la sonora disinvoltura di chi da un pezzo presiede a brindisi ufficiali: si sporse verso il suo pubblico ed espresse confidenzialmente le sue impressioni su come il suo vecchio amico Nat Tinker, che aveva conosciuto quando erano ancora timidi e gracili compagni di prima elementare alla Brown &
Nichols e con il quale poi, nel corso degli anni, aveva giocato a golf, era andato in barca a vela, a caccia di quagliatici South Carolina e di alci in Alaska e aveva partecipato a molti comitati importanti - su come il suo vecchio amico Nat Tinker fosse sbocciato, fosse uscito da se stesso, quando si era sposato con la compianta Jane, donna tutt'altro che insignificante. Non aveva mai visto, asser, inclinando la testa sottile e incappucciata di bianco ora da una parte ora dall'altra come un gabbiano affamato, una trasformazione simile a quella che aveva colto il suo amatissimo amico dopo il matrimonio, celebrato quando aveva quarantanni suonati
- quando ormai, secondo tutte le statistiche, avrebbe dovuto essere irrecuperabile - con questa anima gemella ineffabile, la cara estinta Jane.
Nemmeno la volta che al Country Club continu, sviluppando il concetto, alla Dodici, mise la palla in buca al primo colpo - un par tre breve ma impegnativo su un green in piano da un tee rialzato - Nat irradi la stessa soddisfazione e, mi permetto di dire, la gioia primaria ispirate misteriosamente in lui dalla sua sposa. Che porco maschilista,
questo smorfioso di un oratore, pensava intanto Alexandra.
Non c'era niente di misterioso: Jane sapeva essere sconcia, e gli uomini hanno bisogno di sconcezze, soprattutto quelli che per classe di appartenenza hanno avuto uno sviluppo ritardato e mostrano un rispetto eccessivo delle buone maniere come il povero, piccolo Nat Tinker, succube di una madre che nemmeno adesso voleva saperne di morire. Maliziosamente, l'elogista sugger proprio questo: Non mi sembra esagerato affermare che Jane lo salv dai suoi amati oggetti d'antiquariato; port nella sua vita celibe di intenditore e zelante altruista un oggetto bellissimo - un 'pezzo' di valore, come si dice in gergo - che lui poteva toccare senza temere di romperlo. L'imbarazzo spense il riso soffocato che era arrivato dalle panche; nella chiesa episcopale l'antiquato decoro riacquis un po' della forza perduta - gli archi gotici e le foglie rampanti di cupo legno scuro, le scene evangeliche delle vetrate a piombo, la croce di ottone sospesa in alto come lo strumento di un disegnatore gigantesco, modello di rettitudine. L'elogista yankee sussult, ingoiando la delusione per l'insuccesso della facezia. Si affrett a riprendere:
Jane port nel matrimonio la disinvoltura dei modi bostoniani, uno spirito audace, un sorriso smagliante e un senso dell'umorismo malizioso - i suoi giochi di parole!
- che irruppero nelle stanze ben fornite della vita compassata del mio vecchio amico come una folata d'aria d'aprile ai tempi della nostra giovinezza, quando le cameriere spalancavano energicamente le finestre per le pulizie di primavera.
Stringendo le spalle arretr sul pulpito, per valutare la reazione a quest'altra sortita. Era affascinante per Alexandra vedere come quell'uomo raffinato e di una certa et, con quel naso adunco e la cresta di capelli bianchi appena tagliati, si gloriasse della propria durevole sopravvivenza danzando allegramente sull'orlo della maldicenza e dello scandalo. In tono pi dolce, buttandosi fiducioso in una menzogna manifesta, disse alla congregazione: Era bello vedere e percepire l'armonia e l'affetto che subito si erano accesi fra Jane e la suocera nella casa che coabitavano, come dentro un castello doppiamente protetto dal regnare delle due magnifiche sovrane. Chin la testa verso la prima fila di panche. Ci uniamo al tuo cordoglio, Iona, per il tuo recente duplice lutto - l'adorato unico figlio e una nuora che fu amata come una figlia - sapendo che nel secolo in cui hai abbellito questa Terra hai acquistato forza e saggezza sufficienti per sostenere, in questo momento del bisogno, non soltanto il tuo animo ma anche quello dei tuoi congiunti. Sii benedetta, mia cara, preziosa amica.
Iona Tinker, che portava un nome antico mai sentito prima da Alexandra, era rimasta impassibile in prima fila a sorbirsi tutta impettita la solenne tirata, nelle gramaglie di seta fragile e sbiadita, accanto ai due figli negletti di Jane, ai loro coniugi schivi, ad alcuni giovani rappresentanti della terza generazione e perfino a qualche bambino irrequieto della quarta. La trib resisteva, anche se gli individui capitolavano.
Quanto a Jane, la loro strega cattiva, pi era celebrata, pi sembrava assente - un buchetto quadrato nell'atmosfera della chiesa, sospeso sopra le teste come la croce rettilinea.
I cavi di sospensione idealmente invisibili che andavano dai bracci alle travi tinte di scuro del soffitto riflettevano accidentali pezzetti di luce simili a brevi scie di stelle cadenti.
A malincuore, il garbato elogista si prepar alla conclusione, cercando invano la parola perfetta per chiudere il caso di Jane. Ad Alexandra era chiaro che non gli era stata simpatica. A nessuno l era stata simpatica. Era e allo stesso tempo non era una di loro, e questo era peggio che essere una vera estranea, ansiosa di conformarsi e facile da scusare.
Jane sarebbe potuta piacere soltanto alle altre streghe, in combutta per ribellarsi contro i soprusi della rispettabilit.
E l'elogista aveva trascurato di nominare l'unica passione che l'avesse innalzata alla generosit - la sua musica, il suo violoncello, il dolore alla mano sinistra, quella della diteggiatura.
Con sollievo la congregazione si rivolse al Libro delle
preghiere comuni. Le voci si sollevarono in supplica, una bestia che ringhiava monotona a ogni morso delle enunciazioni del martire Cranmer. Le litanie furono officiate dalla pallida e fragile moglie di Roscoe, fino ad allora invisibile.
La sua voce stridula trivellava con l'insistenza delle mandibole del cureulione: Signore, che hai consolato Marta e Maria nel loro dolore, avvicinati a noi che piangiamo Jane e asciuga le nostre lacrime.
Ascoltaci, o Signore.
Tu che hai pianto alla tomba del tuo amico Lazzaro, confortaci nel dolore.
Ascoltaci, o Signore.
Tu che hai promesso il paradiso ai ladri pentiti, dona a nostra sorella Jane le gioie del paradiso.
Ascoltaci, o Signore.
Mentre Alexandra si univa con la lingua e la gola a quel coro immenso e vano, gli occhi le bruciavano e lacrimavano. Jane se n'era andata; la prossima sarebbe stata lei. Gi arrivavano dagli angoli remoti del corpo, i piedi intorpiditi e l'interno disusato dell'utero, bollettini che annunciavano la sua morte; capogiri e attacchi di nausea l'avvertivano che i tessuti organici si assottigliavano; il muro fra interno ed esterno si era fatto permeabile. Le lacrime le scesero sul viso.
Accanto a lei, Sukie chiese in un sussurro: Che cosa vuol dire "di bene in meglio"? Procedere 'di bene in meglio nel servizio di Dio nostro Signore'?
Sukie non aveva mai avuto un marito praticante; sia Monty Rougemont sia Lennie Mitchell erano stati uomini moderni, vivaci sbeffeggiatori delle consolazioni oltremondane.
Invece Oswald Spofford, marito di Alexandra, era stato rispettosamente devoto, aveva fatto parte dei consigli parrocchiali e corrotto i bambini per attirarli alla scuola domenicale, e Jim Farlander aveva conservato qualche intuizione del soprannaturale dai tempi in cui era stato un hippy che fumava peyote. Si parla dei livelli del Cielo rispose, mentre il primo verso dell'inno conclusivo, Morning Is
Breaking, si sollevava da ogni parte nelle voci amplificate della vecchia Brookline. La vita va avanti continu velocemente a spiegare. Il cambiamento continua. Il Cielo non  statico.  un posto in cui le cose continuano a succedere, come la Terra.
Al termine della funzione, mentre sfilavano verso l'uscita, Sukie chiese, come una bambina petulante: Che cosa vuol dire "La pace che oltrepassa l'umana comprensione"?
Tesoro, ovviamente vuol dire che  incomprensibile.
Usa la testa, santo cielo. Sarebbero stati questi i loro nuovi rapporti? Madre e figlia lagnosa? L'imbarazzo per le lacrime per Jane, di cui Sukie doveva essersi accorta, avevano innervosito Alexandra.
Dopo c' un rinfresco, nella sala parrocchiale disse la pi giovane dopo il rimprovero. Vuoi andarci?
No. Tu?
Io s disse Sukie.
Perch? Non ne hai abbastanza di questo posto?
No. Cerc di spiegarsi: Le chiese mi interessano. Sono posti fantastici. E poi, magari viene l'uomo d'argento.
L'uomo d'argento?
Quello che Jane aveva visto davanti allo studio del dottor Pat.
Tesoro, per favore, non fare la matta. Tuttavia Alexandra lasci che Sukie seguisse il movimento della folla, non lungo la navata fino al nartece, ma passando per una doppia porta a vento da una parte del coro per poi attraversare un atrio dal pavimento di linoleum dopo la stanza di vestizione dei cantori e qualche ufficio dei ministri del culto e arrivando infine alla sala parrocchiale, dov'era gi riunita una folla chiassosa. C'erano pi persone di quante avevano avuto il privilegio di radunarsi in casa Tinker. La signora Tinker, attentamente accudita dal giovane e azzimato scagnozzo retribuito che anni prima, con la sua voce telefonica sprezzante, aveva offeso Alexandra, formava un fronte d'accoglienza insieme a Roscoe Smart e alla sorella scheletrica, Mary Grace.
Di nuovo, Alexandra fremette toccando la calda mano bruna della vecchia signora, con le quattro dita tenute parallele nel suo palmo come pretzel a bastoncino. Alle sue spalle, una lunga tavola con sopra una tovaglia bianca era apparecchiata con piatti di biscotti e di tramezzini al crescione e pimento dai quali era stata eliminata la crosta e con una ciotola piena di un punch del colore chimico della gelatina al limone.
La sala parrocchiale riprendeva, in forma attenuata, lo stile ecclesiastico della chiesa stessa: sopra si incrociavano travi tinte di scuro creando nicchie triangolari che sembravano fatte per le ragnatele.
Alexandra sent Sukie irrigidirsi al suo fianco. La vedova pi giovane si avvicin per dirle: C' anche lui.
Chi? Dove?
Non girare la testa. Sposta solo un po' gli occhi a sinistra senza farti notare, diciamo a ore due.
Lo vedo, mi pare. Sembra spaesato e nessuno parla con lui. Chi ?
Lexa,  ovvio. Come ha detto Jane.  Chris Gabriel.
Chi? Ah. Il fratello. Quasi non ricordo pi che faccia aveva.
Non stava mai con noi disse Sukie, bisbigliando con un'urgenza cospirativa alla quale Alexandra, pi vecchia e oppressa dal dissimulato orrore per l'assenza eterna di Jane, non seppe bene come reagire. Non  mai stato con noi nella vasca da bagno, non ha mai ballato la musica di Darryl e nemmeno mangiato con noi.
Quei meravigliosi piatti di fuoco che preparava Fidel
ricord Alexandra, assorta. Tamales caldi, enchiladas e quella salsina che faceva venire le lacrime agli occhi.
Allora era un ragazzo indolente alla fine dell'adolescenza
riprese Sukie. Il respiro risent della corrente arrivata da questa porta che, stuzzicandola, si era aperta su una scala che si immergeva nel passato. Pi che arrogante era annoiato, leggeva riviste e guardava Laugh-In in un'altra stanza.
E adesso  qui. Che faccia tosta. Ora vado a parlargli.
No disse istintivamente Alexandra. Lasciamo perdere.
Questo nefasto tentativo di far rivivere il passato, di riesumarne la magia quasi tutta immaginaria... Non sarebbe stato pi salutare prender su quel poco di vita che rimaneva, l'obolo della vedova, e ritirarsi con quello nei rispettivi angoli del Connecticut e del New Mexico?
Ma Sukie, aggirando capannelli di conoscenti dei Tinker, si era gi avvicinata all'intruso per metterglisi di fronte. Il ragazzo, perch per lei era rimasto un ragazzo, era cresciuto, o forse lei si era un po' rimpicciolita, le ossa si erano erose al pari dei polmoni. Sollev il viso verso quello di lui come se fosse in spiaggia a prendere gli ultimi raggi di sole della giornata. Ci conosciamo?
Pu darsi rispose lui. La voce risuon vacua come quella di un uomo che ha trovato una ragione di vita nella propria avvenenza, invece che in un fondamento pi solido come una passione disinteressata o una professione. In questo le ricordava Darryl Van Horne, esattamente come quella sala parrocchiale riecheggiava l'appariscente architettura di una chiesa.
Sei Christopher Gabriel.
Veramente, signora Rougemont, adesso uso il mio nome d'arte: Christopher Grant.
Che bello. Un omaggio a Cary o a Ulysses S.?
Nessuno dei due. Un nome lungo funziona meglio con un cognome di una sillaba, e poi mi ero stufato di sentirmi dire 'Blow, Gabriel, blow'.
Neanch'io mi chiamo Rougemont, ormai da pi di trent'anni. Ho sposato un uomo di nome Lennie Mitchell.
Che gli  successo?
 morto, Christopher.
Capita. A proposito, mi dispiace per la sua amica Jane.
Lei tir un gran respiro prima di dire: Non credo che ti dispiaccia. Anzi, penso che l'abbia uccisa tu.
Lui batt le palpebre - le ciglia erano chiare quanto i capelli, ricci e argentei - ma per il resto non mostr reazioni.
E come l'avrei uccisa?
Non lo so con precisione. Ma lei se lo sentiva. Una specie di fattura. Continuava a prendere la scossa.
Lui sorrise, senza infrangere la patina di studiata e compiaciuta diffidenza. Curioso disse. Le labbra, rosse e piene, avevano un broncetto pi adatto a una bambina smorfiosa.
Il limpido azzurro cielo degli occhi era velato dalla loro posizione incassata e un po' ravvicinata, sotto sopracciglia biondo argento che cominciavano a infoltirsi e arruffarsi come succede negli uomini di mezz'et. Doveva avere suppergi l'et di Tommy Gorton - no, era un po' pi giovane. Non aveva nulla della carnagione accesa e rovinata dal sole di Tommy. Aveva piuttosto il pallore immacolato di chi se ne sta sempre al chiuso, come se non si fosse ancora tuffato nella vita.
Aveva conservato la liscia impenetrabilit, l'impervia ostilit della giovinezza. Non resistette alla tentazione di far mostra di s dicendo spontaneamente: Il signor Van Horne, prima di fare uno dei suoi numeri di sparizione, mi ha insegnato cose spaventose sull'elettricit. Ma la polizia non le creder mai. Per quanto li riguarda, la sua amica  morta per cause naturali. Come succeder a lei. E a me.
Per Sukie era come se in lui ci fosse un lungo ghiacciolo che le penetrava il corpo, facendola fremere, temprandola, instillando in lei la sconsideratezza della lotta a coltello.
La prossima sar io? Vedendo il suo sorriso avido e la sua espressione rapita, e l'inclinazione civettuola della sua testa innaturalmente rossa, un ospite che l'avesse guardata avrebbe pensato che si trattasse di eccitazione amorosa.
Chris esit e abbass le palpebre come per la vergogna.
No rispose. Prima toccher alla cicciona. Di voi tre, lei, signora Rougemont,  sempre stata la pi gentile con me.
Ogni tanto mi parlava, invece di buttarsi nell'atmosfera festaiola di Darryl e basta. Ed  stata gentile anche con mia sorella. La portava a prendere il caff da Nemo.
Non so se ero pi gentile; sono solo pi estroversa di Alexandra. Essendo giornalista ero abituata a parlare con la gente.
Era pi gentile ribad lui, ostinato. Il suo modo di conversare era ancora quello dei giovani: non ramificava, non diramava sonde n buttava ameni germogli laterali, ma restava ancorato agli stessi pochi pensieri, allo stesso, limitato programma asessuale. Non poteva esser vissuto a lungo con Darryl, quel mago squinternato della digressione euforica.
Dimmi di te e Darryl ordin Sukie, con i suoi modi da intervistatrice briosa e sfacciata, e con un sorrisino che scopriva fino alle gengive i prominenti denti davanti. Dove siete andati, dopo Eastwick?
A New York, dove se no? Aveva una casa nel West Side, a un isolato dal fiume. Un po' uno schifo. Speravo che abitasse almeno nell'East Side. Quasi tutte le opere d'arte che aveva nella casa di Eastwick non erano neanche sue: le aveva in prova.
E che cosa facevate tutto il giorno?
Christopher Gabriel scroll le spalle e mosse controvoglia le labbra carnose. Mah, niente di che. Ce ne stavamo tranquilli. Fumavamo erba. Lui usciva molto. Aveva un sacco di amici odiosi. Io all'inizio avevo paura di uscire e me ne stavo in casa a guardare la tiv. Poi, vedendo le soap, mi  venuta l'idea di fare l'attore. Avevo compiuto diciott'anni e a quei tempi bastavano per maneggiare gli alcolici, cos ho cominciato a fare il cameriere e a lavorare nel catering per pagarmi la scuola di recitazione.
Poverino. Darryl non ti ha aiutato?
Mi ha presentato dei tizi. Ma loro per lo pi volevano farmi battere. Nessuno sapeva ancora niente dell'AIDS, ma io non volevo battere. Capivo che da l sarei caduto sempre pi in basso. Il modo di Darryl di amare una persona era vederla finire all'inferno. Aveva un mucchio di idee sulla recitazione e continuava a parlare del suo aspetto demoniaco, un sacco di teoria, ma io sono rimasto fedele al mio progetto. La scuola che ho frequentato era molto pratica
- tieni la testa cos, usa il diaframma. Quando ho cominciato a lavorare, lui ha provato a farmi sborsare un
contributo per l'affitto. Alla fine mi sono trasferito. Era una sanguisuga.
E adesso dov'?
Chi lo sa? Un po' qui, un po' l. Non ci sentiamo pi.
Quindi ci stai facendo il malocchio da solo?
Christopher sapeva che lei cercava di abbindolarlo; le labbra non volevano muoversi. Chi ha detto che vi sto facendo il malocchio?
Tu. L'hai appena detto.
Be', pu darsi.
Be', complimenti.
Darryl mi ha insegnato i fondamenti dell'elettromagnetismo, ma io ho fatto qualche approfondimento. Lui aveva un mucchio di idee, ma non abbastanza passione per portare a termine le cose.
Dimmi qual  l'antidoto lo stuzzic Sukie. Per annullarlo.
Ma andiamo. Anche se ci fosse, mica glielo direi. Comunque non c'.  come la vita. A senso unico. Ora si guardava in giro con l'aria colpevole, come un ragazzino che si annoia e si agita quando  preda di un adulto ficcanaso.
Per gli immaturi, pens Sukie, non parlare di s  una forma di magia. Come i selvaggi che non vogliono farsi fotografare.
Qualsiasi cosa ti lasci sfuggire, il mondo la user contro di te.
Perch ci odi cos? chiese Sukie. Dopo tanti anni.
Si era spostata da una parte perch lui la guardasse negli occhi: raggi azzurro cielo scoccarono dalle sue orbite incassate sotto sopracciglia di ispidezza incipiente. I capelli, che lei ricordava biondi, morbidi e ricci, erano diventati onde spesse e rigide tinte di platino. Per me non c' mai stato nessuno spieg, finalmente con un'emozione nella voce
come Jenny. Fin da quando ero piccolo. Aveva nove anni pi di me. Era una persona perfetta. Quando i nostri genitori cominciarono a litigare e ad allontanarsi, lei mi ha fatto da madre. Le labbra carnose tremarono.
 morta, Chris disse Sukie. Una morte naturale, come dicevi prima. Cosa ti fa credere che noi c'entriamo?
So che c'entrate ribatt ostinato, distogliendolo sguardo da quello ardente di lei. La Natura, le correnti della Natura possono essere guidate.
I convenuti attorno a loro cominciavano ad andarsene, sfilando verso l'uscita, verso l'aria aperta, liberatoria. Alexandra si avvicin a Sukie. Sono stata bloccata dall'uomo pi impossibile del mondo proruppe, quello snob tracotante che ha fatto l'elogio funebre, se vogliamo chiamarlo cos, di Jane.
Mi ha raccontato tutto degli avi che hanno in comune lui e i Tinker; lui era il secondo cugino di Nat e nipotastro della vecchia signora, come se la notizia potesse interessarmi. Dopo aver gettato merda su Jane con le sue allusioni, ha avuto la faccia tosta di invitarmi fuori a cena, ma gli ho detto che dobbiamo tornare nel Rhode Island. Giusto?
Non aveva visto, o aveva scelto di ignorare, l'uomo argentato che c'era l. Quando Sukie si rivolse a lui per fare le presentazioni e trasformare la conversazione in una discussione a tre, lui non c'era pi: si era dileguato.
Sulla strada verso sud per Eastwick - la Route 9 fino alla
128, la 128 fino alla 95, la 95, passando per Providence, fino alla Route 1 e alla costa occidentale della baia Narragansett
- Sukie rifer il discorso fatto con Christopher Gabriel, omettendo soltanto l'annuncio che la prossima vittima sarebbe stata la cicciona. Ma Alexandra parve intuirlo e la lacuna nella storia di Sukie rimase sospesa fra loro mentre una strada si immetteva nell'altra, cemento nell'asfalto e asfalto nel cemento.
Elettromagnetismo? chiese invece.
Ha detto che Darryl gli ha insegnato qualcosa sull'argomento e immagino che quelle scosse di cui si lamentava Jane le arrivassero cos. Ma per essere realistiche non sono state le scosse a ucciderla:  stato l'aneurisma.
Le fatture sfruttano tendenze che il corpo ha gi sugger Alexandra.
In effetti ha parlato della Natura e della manipolazione delle sue correnti.
Alexandra disse, tanto a Sukie quanto a se stessa: Io so che cosa sfrutterebbe del mio corpo.
Sukie non voleva saperlo, ma per gentilezza dovette chiedere:
Che cosa, tesoro?
Il cancro. La mia paura del cancro. La paura di una cosa la fa succedere. Come quando una persona che soffre di vertigini cammina su un'asse stretta e si irrigidisce tanto che fa un passo falso e cade gi. Il corpo crea in continuazione cellule cancerose. Con tante cellule,  inevitabile che qualcuna riesca male, ma le nostre difese - anticorpi e macrofagi
- le accerchiano e se le mangiano, per un po'. Finch il corpo si stanca di combattere e il cancro ha la meglio. Uno cerca di non pensarci, ma  impossibile: l'organismo intero brulica di quelle cellule malvagie. Il cancro alla pelle. Il cancro al seno. Il cancro al fegato, al cervello. Il cancro al bulbo oculare, al labbro inferiore se fumi la pipa. Pu attaccare un organo qualsiasi.  come un immenso computer: un bit, un transistor microscopico, sfugge al controllo e si porta via tutto il computer. I tumori sono in grado di crearsi le loro vene e le loro arterie per impossessarsi di una quantit sempre maggiore di sangue!
Sukie sentiva crescere il monologo di Alexandra sotto di s, un'escrescenza umida, mostruosa, che penetrava gli orifizi su cui sedeva. Lexa, per favore disse. Tu straparli.
Non fare l'isterica.
L'isterica la scimmiott l'altra. Parli come gli uomini, che mortificano noi donne perch abbiamo l'utero. La cosa pi orribile del cancro  che  tanto simile a un feto durante la gravidanza: ti cresce dentro che tu lo voglia o no. Ti ricordi che effetto faceva? Il vomito, quel bisogno disperato di dormire.
Il corpo del bambino combatteva contro il nostro per alimentarsi.
Era un parassita, esattamente come il cancro.
Sukie tacque per digerire il brutto parallelo. Forse- disse poi dovresti tornare nel New Mexico, per essere al sicuro da noi. Noi dell'Est. In lei cominciava a farsi strada l'idea di salvare Alexandra, anche al prezzo di sacrificare se stessa.
Alexandra rise, mostrando il suo lato sprezzante. Non mi far spaventare da un ragazzetto frocio. Abbiamo pagato due mesi di affitto e ho prestato la mia casa a dei vecchi amici di Denver per tutto agosto. Hanno una passione per l'opera di Santa F.
Non  un ragazzetto obiett Sukie. E non so nemmeno quanto , o era, frocio. So per che ce l'ha con noi e vuole farci fuori. Me l'ha detto lui.
Che ci provi. Gli uomini ce l'hanno con le donne fin dall'alba dei tempi, eppure siamo ancora qui. Si potrebbe dire che ha ragione, che a sua sorella non avremmo dovuto fare quel che abbiamo fatto. Jenny aveva soltanto sposato l'uomo che l'aveva chiesta in moglie. Succede a quasi tutte noi donne. Tacque mentre Sukie si concentrava per uscire dalla 95 e dirigersi verso sud. Comunque riprese, non potr andarmene da Eastwick finch non avr migliorato le cose con Marcy. Quando sono con lei mi trasformo in una rompiscatole arrogante. Mi accusa di non voler abbastanza bene a lei e ai suoi figli. E ha ragione. Sono un'egoista.
Quelle puppine di creta che facevo mi stavano pi a cuore dei miei figli, sangue del mio sangue. Le puppine erano mie;
i bambini me li avevano dati Oz e la Natura. Fin dall'inizio, da quando allattavo quei tesorini indifesi, sangue del mio sangue, mi sono sentita sfruttata. Usata. Non volevo fare da camion del latte.
Sei troppo dura con te stessa disse Sukie, chiudendo le labbra su questa asserzione nel modo adorabile che le era proprio, come se qualcosa di delizioso le si stesse sciogliendo in bocca. Ti ho vista fare la mamma. Eri molto affettuosa.
Quando in spiaggia abbracciavi i tuoi figli ricoperti di sabbia eccetera eccetera. Molto pi brava di Jane.
 una delle ragioni per cui Jane mi piaceva: era cos negata da farmi sentire soddisfatta di me stessa. Li odiava, i suoi figli. E abbiamo capito perch, vedendo quei due che c'erano oggi.
A me in realt sono sembrati molto commoventi. Erano ripugnanti, ma a differenza dei due minori loro almeno sono venuti, hanno fatto il gesto. Seppellire la madre: che strano compito. La societ se lo aspetta da noi; noi non sappiamo esattamente perch, ma quelli delle pompe funebri e i sacerdoti ci assistono nel compito. Facciamo una gran fatica a capire che cosa ci succede: tutte quelle tappe della vita.
Matrimoni e funerali. Lauree e divorzi. La fine di qualcosa.
Le cerimonie ci aiutano. Sono come la benda che mettono ai condannati davanti al plotone d'esecuzione.
Perfino Sukie sta invecchiando, pens Alexandra. Osserv il profilo della donna pi giovane al volante: quando strizzava un po' le palpebre nello sforzo di guardare la strada, un ventaglio di rughe curve si allungava fino all'attaccatura dei capelli sopra le orecchie. Gli occhi erano diventati due lividi lilla permanenti e i denti, quando sorrideva, scoprivano piccolissime lacune scure l dove le gengive si erano ritirate dalla corona dei canini superiori. Eppure l'affetto che Alexandra nutriva per lei bast per farle toccare la sua mano sottile, che, posata delicatamente sul volante, portava sul dorso non soltanto lentiggini ma anche macchie scure. E tu? chiese.
Non ti piacerebbe andartene da Eastwick e tornare a Stamford? La morte di Jane ha rovinato tutto, vero? Per me che sono dell'Ovest, Eastwick  una vacanza, ma per te non cambia molto: ti sei solo spostata un po' pi su sulla costa.
No disse Sukie, con una smorfia verso le chiazze di luce accecante che il sole, abbassandosi a occidente, gettava sul parabrezza sporco. Resteremo tutt'e due. A casa non c' niente ad aspettarmi, a parte i vestiti di Lennie appesi nell'armadio. Non ho avuto il coraggio di portarli all'Esercito della salvezza. Alla fine penso che mi trasferir a New York.  stupido per una donna sola abitare fuori citt. Jane
che cosa vorrebbe? Vorrebbe che restassimo. Direbbe: 'Fanculo quel Chriss.  ssempre sstato un ragazzaccio pesstifero.
Nel momento dell'imitazione la voce di Jane era entrata in bocca a Sukie creando un effetto di canalizzazione che suscit nelle due donne una risata di paura. La mano che Sukie teneva sul volante si mosse per accarezzare quella di Alexandra - un gesto di rassicurazione che confessava quanto fossero vulnerabili, quanto fossero inermi, due anime dannate pur con tutta la loro spavalderia. Sukie disse:
Non sapevo che avessi affittato la casa di Taos. Sei cos in bolletta?
Jim mi ha lasciato quanto basta, ma non molto di pi.  I
prezzi sono aumentati. Anche quello dell'argilla.
Di l a poco Sukie diresse la BMW fuori dalla Route 1 per immettersi sulla 1A. Attraversarono Coddington Junction e poi la pittoresca Old Wick, un insieme di case del periodo federale strette l'una all'altra, come per cercare di proteggersi dal loro inesorabile deterioramento, attorno a una trattoria d'angolo dalla struttura irregolare che, sotto una nuova, coraggiosa gestione, sfoggiava una fresca tinteggiatura bianca, porte da croquet e sedie sdraio sul prato, oltre a un'insegna incassata nell'intonaco che prometteva a lettere dorate CUCINA DI QUALIT; poi si arrivava a Eastwick, e al tratto pi periferico di Orchard Road, e alla pi grossolana nota mercantile dello Stop & Shop in quella stentata zona commerciale, una manciata di negozi poco invitanti - cornici, video, cibi naturali - inadeguati per quella vasta, presuntuosa colata di asfalto su ettari di terra in cui non potevano pi crescere granturco dolce, patate o fragole. A sinistra apparve la chiesa unitariana, con la sua tozza torre ottagonale sormontata da una banderuola di rame che raffigurava un cavallo al galoppo con in groppa un uomo in cilindro, e a destra, fra gli alberi, al di l dei massi rugginosi dei frangiflutti, baluginarono scorci d'acqua salata, di un color bile luminescente. Si materializzarono i giardini dietro le case di Oak Street, con le loro altalene e le piccole barche tirate in secca. Pi avanti c'era l'abbeveratoio di marmo azzurro, che sfoggiava la sua piccola foresta. Il cuore stanco di Alexandra acceler tra le vetrine familiari, le case rivestite di assicelle dei secoli passati; lei era vissuta qui, ci era vissuta appieno, con i figli, un marito, amanti e amici, anche se le scarpinate per sbrigare le varie commissioni e la fatica di pagar le bollette ogni mese avevano in parte celato in lei l'immensa felicit di quei tempi andati. Qui, ora, le lunghe giornate di giugno e luglio cedevano il passo al graduale ripiegamento agostano. Erano passate le sette, l'ora di cena, e gi le luci dietro le finestre delle case sembravano risplendere pi intense e da pi profondi recessi. Ombre allungate attraversavano Dock Street da marciapiede a marciapiede.
Un'atmosfera estiva pi decisa animava i ragazzi, vestiti poco e di chiaro; lungo la schiera di vetrine, sotto gli alberi gracili feriti dalle lucine bianche di Natale, sciamavano e chiacchieravano a voce un po' pi alta e con l'aria un po'
pi spavalda, spremendo le ultime gocce di divertimento dal crepuscolo che rinforzava. Lungo Oak e Vane Street altri cittadini e turisti si muovevano da soli o a coppie, deliberatamente, consapevolmente senza fretta, sugli scuri prati vittoriani e sui marciapiedi dove, quando si accendevano i lampioni, le ombre del giorno si rimodellavano di colpo in macchie e frammenti elettrici, una trama impalpabile di foghe e rami tremolanti e ondeggianti alla brezza della sera che si sollevava dall'acqua.
Di che cosa abbiamo bisogno? chiese Sukie, dopo aver trovato con un colpo di fortuna un posto in cui parcheggiare vicino al Superette.
Latte? rispose Alexandra. Succo di mirtillo rosso.
Yogurt? Avevano la sensazione di essere state nei dintorni di Boston a seppellire Jane tanto a lungo da credere che tutti gli alimenti deperibili che c'erano nel frigo fossero andati a male. Erano terrorizzate all'idea di tornare al condominio da sole.
Che ne dici di una pizza surgelata da scaldare nel micro onde? Poich non ricevette risposta, Sukie decise:
Be', adesso entro e vedo se mi viene un'ispirazione. Scese dalla BMW e sbatt la portiera, che emise un rumore costoso.
Le piaceva un mondo mettersi in mostra a Dock Street.
Alexandra la lasci andare al Superette da sola: in macchina, con la confusione di downtown che la circondava, si sentiva pi al sicuro. Le luci dei negozi, fluorescenti e al neon, creavano sinistri giochi di luce sulle facce dei ragazzi che sfrecciavano - i figli di Eastwick, che ostentavano il loro potere crescente ignorando la vecchia nell'auto parcheggiata e rivaleggiavano per ottenere l'attenzione dei coetanei con strilli femminili o sgangherate battute maschili, sondando gli abissi della libert, leccando e brandendo coni gelato comprati al Ben & Jerry che aveva sostituito, nella fila dei commercianti, il barbiere LaRue. Che poco sanno, pens Alexandra, di quanto li aspetta. Il sesso, le trappole, la stanchezza, la morte. Avrebbe tanto voluto che Sukie smettesse di sfoggiare le sue attrattive (i capelli arancio con il loro fulgore, i grandi denti curvi con la loro brillantezza) dentro il Superette illuminato a giorno e venisse a portarle, loro due sole, gi per il lungomare, la stessa strada, tranne che per una decina di casacce con vista mare, sulla quale trent'anni prima aveva sfrecciato con la sua Subaru color zucca per andare in spiaggia oppure, con il cuore che batteva in armonia con il motore, a casa Lenox, ai tempi in cui Darryl Van Horne viveva l e ogni sera era una festa le cui opportunit potevano far saltare il lucchetto bloccato della sua vita.
Eastwick, come le cittadine relativamente graziose di tutto il New England, nel tentativo di attirare i turisti e tenere occupati i residenti, affollava agosto di celebrazioni inventate, come per compensare la mancanza assoluta, in quel mese, di festivit. Il lancio delle due bombe atomiche e la conseguente fine della Seconda guerra mondiale non erano mai
riusciti a conquistarsi i numeri rossi sul calendario. C'erano invece visite turistiche, molto pubblicizzate, in lanifici abbandonati e trasformati in musei, tra file di macchinari messi a tacere, con teche e ingrandimenti fotografici del passato industriale. Nelle ex comunit rurali si organizzavano cene di fine raccolto e fiere agricole, anche se il numero dei partecipanti alle competizioni della Zucca pi grande e del Maiale pi pasciuto diminuiva di anno in anno, come pure gli iscritti alla gara di tosatura e di tiro dei muli. Nelle ex colonie puritane, le case del primo periodo - fino al 1725 - venivano aperte alle visite a pagamento e le zitelle e le vecchie carampane locali indossavano la sottana lunga, il grembiule col pizzo e la cuffia di lino per fare da guida nelle loro antiche dimore. Fiere d'antiquariato, fiere del libro, fiere d'arte riempivano il verde pubblico del villaggio di bancarelle promettenti e dell'accogliente strascicar di passi di chi andava a caccia d'affari, calpestando erba gi appiattita e marrone. A
Eastwick c'erano giorni di regate, per una gamma di classi che andava dai doppi dories per vogatori ardimentosi ai panfili con il timone a ruota che filavano a vele spiegate. A
riva, per confortare bambini e terraioli, era stato messo in piedi un piccolo luna park itinerante nel pezzo di terra di propriet della Chiesa congregazionalista, ora unitariana;
gli amministratori della parrocchia avevano acquisito la terra per strutture aggiuntive che non erano mai state costruite.
Era gi una bella sfida, ogni cinque anni, dare al grandioso edificio esistente una mano di bianco e, ogni venti, riparare il campanile, le assicelle e i travetti marciti.
Non c'era verso di tenere Sukie lontano dalla baraonda e dalle luci della citt, anche se Alexandra era tornata dalla funzione commemorativa per Jane contraria a entrambe le cose. Gli apparecchi dell'appartamento, quando ci passava davanti, le davano, se non una vera e propria scossa, un formicolio, un malessere che si insinuava nei circuiti depressi della sua esistenza. In Dock Street, un giorno che era accanto al palo del telefono davanti all'ufficio postale a cercare di farsi
venire in mente che altre commissioni, oltre a spedire un biglietto d'auguri di compleanno e una mancetta al nipote di Seattle, l'avevano portata a downtown - questi vuoti di memoria a breve termine cominciavano a intensificarsi, allarmandola con lacune improvvise che cancellavano ci che mezz'ora prima era stato assolutamente chiaro e assurdamente banale - era stata quasi tramortita da una scintilla invisibile che le aveva scavato tutti i muscoli di quel lato del corpo.
Bench nessuno dei molti che erano l, impegnati nelle loro faccende, si fosse accorto del fenomeno, l'aveva penetrata come un insulto, lasciandole un senso di nausea come una sterzata brusca. La banale scena assolata attorno a lei - il marciapiede abbagliante, la gente dedotta in pantaloncini estivi che gettava ombre tozze e compiaciute, le zinnie appassite nelle aiuole accanto ai gradini di cemento dell'ufficio postale, la bandiera americana che pendeva floscia dall'asta - le parve di colpo disgustosa, come un ricco dessert servito a colazione.
Il disgusto l'accompagn per il resto della giornata.
Era scossa. L'appetito aveva gi cominciato a diminuire.
Quand'era davanti al cibo, il suo corpo faticava a ricordarne lo scopo. Le ghiandole salivari si stavano deteriorando.
Al luna park, il falso entusiasmo - le grida dalle gabbie rotanti quando gli abitacoli circolari all'estremit dei lunghi bracci inclinati sbattevano qua e l i prigionieri consenzienti;
lo spavento pi pacato suscitato dal moto spasmodico della ruota panoramica, che si fermava in basso perch i passeggeri si dessero il cambio mentre tutti gli altri sedili dondolavano sprigionando le grida di panico di chi si ritrovava sollevato lass al fresco della sera - premeva su di lei, la stordiva, la tormentava e consumava il nucleo di serenit che fino ad allora aveva sempre accolto fiducioso le sorprese e le sensazioni nuove. Sentiva gli occhi degli abitanti guizzare con sospetto verso di lei: gli altri percepivano ormai la sua estraneit o ripensavano alla sua reputazione di donna malvagia di decine d'anni prima. Buttati, bellezza.
Qui bisogna divertirsi.
Divertirsi. Mi sa che per me i divertimenti sono finiti.
Non dire cos. Guarda quanti bambini felici.
A me sembrano pallidi da far paura. Non dovrebbero star su fino a tardi e lo sanno. C'erano bambini che seppellivano la faccia in coni di carta pieni di zucchero filato o spalancavano la bocca quanto potevano per incidere la spessa glassa delle mele candite. Gli adulti sbraitavano, li incitavano a salire su giostre che sfidavan la morte, a fare una partita di tiro agli anelli brutalmente truccata, negando loro la sicurezza e il silenzio del letto, incantandoli con l'assurda speranza che stando svegli fino a tardi avrebbero visto succedere qualcosa. Anche Alexandra un tempo la pensava cos, in questa stessa cittadina, ma erano secoli prima.
Un'altra persona, un'altra donna, con lo stomaco pi forte e una disposizione d'animo pi esuberante, aveva partecipato alle aspettative notturne.
Guarda! esclam Sukie. C' Chris Gabriel!
Presto, nascondiamoci!
Perch? Ormai non ha senso. Sei stata tu a dire: 'Fanculo Chris.
Io ho detto cos? Sei stata tu, imitando Jane.
L'apparizione, che indossava pantaloni bianchi da imbianchino e una T-shirt con sopra uno slogan, chiamata con un cenno da Sukie si avvicin. Alle luci del luna park sembrava giovane, con la faccia angelicamente liscia, le labbra piene e increspate in un broncetto, i riccioli color platino diradati solo dietro e in due fasce lustre alle tempie, che incorniciavano l'attaccatura a V da cui penzolava floscia un'unica ciocca coltivata ad arte. Ricordava un James Dean pi alto, se James Dean fosse arrivato alla mezz'et. Con lo stesso mezzo sorriso storto di quella star del cinema, chiese:
Come va, signore? Anche se con gli anni si era appesantito in vita e irruvidito in viso, la voce era lieve e lenta, come quella del ragazzo che vagamente ricordavano. La scritta sulla T-shirt, in due righe, la prima verde e la seconda nera, diceva: BRUCIA GRANO, NON PETROLIO. La sua presenza aveva uno strano riverbero, come di un rivestimento opaco di vapore di mercurio. Le riusciva difficile vedere in lui un'intenzione concreta come quella di volere seriamente la sua morte. Tuttavia questa supposizione stabiliva fra loro una specie di legame erotico, la possibilit di affettuose punzecchiature, che Sukie metteva in cortocircuito con voce ansiosa e gelosa.
Va molto bene rispose, mettendosi i capelli dietro le orecchie e sollevando la faccia per guardarlo negli occhi.
Ottimo disse lui, leggermente meravigliato di quel suo tono partecipe.
Che ci fai qui? riprese Sukie. Abiti ancora con l'odiosa Greta Neff?
S. Diciamo cos.
Intendendo dire, pens Alexandra, che Greta era soltanto
diciamo cos odiosa. Prese la parola, in un tono pi gentile: Signor Grant, si fermer a Eastwick fino alla fine dell'estate?
Il giovane vecchio, quel ragazzo smilzo trasformato in flaccido vendicatore, pos su di lei le iridi dal pallore elettrico, cerchiate di un azzurro pi scuro. Lei cap che in effetti avrebbe potuto farle molto male, come pu far male una creatura innocente quale un orso, o una macchina in funzione, o una legge della cieca Natura. Devo concludere due o tre cosette rispose, moderatamente mite. Potrebbe volerci un po' di tempo.
A quanto pare disse lei, sperando di nascondere con un sorriso la scossa che le aveva dato quello sguardo senz'anima, mortifero, lei non prende molto sole. In agosto sono tutti abbronzati, da queste parti.
Uso una protezione quarantacinque spieg lui. Anche lei dovrebbe. Con il cancro alla pelle non si scherza.
Alla mia et disse Alexandra con una certa allegria, considerato quanto odiava l'argomento, ci si pu quasi scherzare, con tutte le forme peggiori di cancro che ci sono.
L'altro si fece serio, assumendo un'aria professionale.
Quando si lavora in televisione, la dose di abbronzatura la stabiliscono gli altri. I registi non sopportano che il luned ci si presenti scottati. Non si possono nascondere, le scottature.
Se vuoi la tintarella compratela in crema, ti dicono, soprattutto se sei un'attrice. Quando si giravano i porno, nella Valley, la sensazione era che il segno del bikini potesse indurre lo spettatore a pensare a com'era l'attrice in costume da bagno, con chi era andata in spiaggia, che cosa si era portata da mangiare e che donna normale era, tutte cose che tendono a uccidere l'immaginazione.
Intervenne Sukie, con voce tesa: Non tendono piuttosto ad arricchirla, l'immaginazione? A rendere pi reale la ragazza?Non dovrebbe cercare di proteggermi, pens Alexandra.
So difendermi da sola, se credo che ne valga la pena.
Christopher sembrava dubbioso. Gli uomini che guardano quei video sono persone semplici. Non vogliono tonnellate di realt.
Conosci molte attrici porno? chiese Sukie.
Un paio. Sono pi simpatiche e normali di quanto si pensi. Molte fanno yoga. Snellisce e fa emergere il lato spirituale.
Le aiuta a rilassarsi tra una ripresa e l'altra. Tutti parlano di quanto  dura per un uomo fare film porno - di quanto  dura tener duro, diciamo - ma nemmeno per le donne  una passeggiata. Quei riflettori cocenti, tutti quei tecnici e assistenti smaliziati che guardano. In questo campo, le donne che fanno carriera sono quelle che non si lasciano sopraffare dalla noia.
Alexandra, flirtando per tenere a bada il proprio terrore
- perch da dietro il fiacco trambusto e l'insulsa musica stridente della fiera era sbucata l'eternit della morte sbattendole davanti la sua greve realt infinita - gli chiese: Lei ha recitato anche in quel genere di film?
Stavolta il suo torbido sguardo di cielo, quando lo diresse di nuovo su di lei, le sembr pi gentile; la contemplava come se lei fosse un fatto compiuto, un obiettivo mentalmente raggiunto. Pu darsi rispose. E comunque non ero molto bravo. Per farlo bene bisogna che le donne ti piacciano molto. E poi per trovare produzioni che non fossero inaffidabili, film girati in camere di motel con una videocamera portatile, bisognava andare sulla costa ovest, come dicevo, nella Valley. E io non voglio andarmene da New York.
Chi se ne va perde il cervello.
Con uno dei suoi piccoli rantoli, che gherm il cuore di Alexandra, Sukie chiese: Le donne non ti piacciono per niente?
Ho detto che devono piacerti molto. Per fare l'attore porno, o ti piacciono molto o le odi. Anche l'odio funziona, in questo caso. Le star sono loro, tu sei carne da macello.
E io non avevo sentimenti forti, n in un senso n nell'altro.
I registi mi hanno detto che  il mio limite. E non parlo solo dei film porno. Parlo della recitazione in generale.
Le donne sono tutte narcisiste e aggressive, in confronto a mia sorella.
Lei era stupenda disse subito Sukie.
Cos intelligente, cos dolce convenne Alexandra.
Che disgrazia che sia andata cos.
Gi replic lui, un po' stupito di tanto consenso.
Senti, Chris disse Sukie. Perch una volta non vieni da noi a bere qualcosa? Adesso a stupirsi fu Alexandra.
Sukie si affrett ad aggiungere: Scommetto che ti piacerebbe vedere com' stata trasformata casa Lenox all'interno.
O la ami precis o la odi.
Non so cominci lui.
Faremo scorta di champagne. Sar come ai vecchi tempi, con Darryl.
Io non bevo rispose lui. Preferisco evitare i postumi.
Rovinano il tono epidermico. Ti fanno diventare flaccido.
Allora vieni a prendere una tisana! grid Sukie, diventando per Alexandra quasi motivo di imbarazzo, con quella vocina sottile e acuta, come se fosse tornata bambina nel suo corpo di vecchia. Sappiamo farne di magnifiche. Vero, Alexandra?
Se lo dici tu rispose l'altra, con l'irriducibile fatto della morte ancora bloccato in gola.
Marted prossimo prosegu Sukie. Tisana per tre, alle quattro. Quattro e mezzo. Sai dove abitiamo, vero? Secondo piano, il portone nel parcheggio sul retro.
S, ma... cominci Chris.
Niente 'ma' insistette Sukie. Di' la verit:  una noia mortale, vero, stare da Greta Neff? Quanti crauti si mangiano?
D'accordo rispose lui, arrendendosi con la sgraziata mollezza dell'adolescente. Il suo sguardo torn a posarsi su Alexandra. Sa disse, rivolgendosi a lei, in un allestimento come questo - fece un gesto che abbracciava le gabbie rotanti, la casa dei divertimenti gonfiabile, la giostra con la sua calliope elettrica e il suo carico di bambini storditi, le nude lampadine colorate appese tra una bancarella e l'altra - smontato, trasportato da un paese all'altro e rimontato da un branco di ubriachi e drogati, ci sono un mucchio di collegamenti difettosi. Non ha ancora sentito scosse?
Qualcuna, piccola ammise Alexandra. Cerco di ignorarle.
Ecco disse lui, imprimendo un sorrisino su quelle labbra irrigidite da fighetto, e ripet il gesto circolare, ampio e tuttavia impacciato, in un modo che ramment alle due donne lo spettro del suo mentore scomparso, Darryl Van Horne. Gli elettroni disse. Sono dappertutto. Sono l'esistenza.
Ce ne parlerai marted disse Sukie. Stiamo dando spettacolo. La folla si diradava, scoprendo l'erba tutta calpestata
- una piatta insalata di impronte all'abbagliante luce elettrica. Il didietro della T-shirt di Christopher, come videro quando lui se ne and verso l'ultima, malinconica ora della fiera, portava su due righe, una verde e una nera, la scritta ELEGGI AL, SCARICA W. Era una T-shirt vecchia.
Le due donne si avvicinarono un momento per consultarsi, accanto al chiostro dello zucchero filato. Sopra una vaschetta di plastica a righe, uno scheletrico braccio meccanico continuava a girare riempiendo coni di carta di zucchero filato per il quale non c'erano pi clienti. Finalmente i bambini erano stati portati nei letti delle loro case; rimanevano soltanto adolescenti annoiati e operai macchiati d'unto che cominciavano furtivamente a sbaraccare. Alexandra chiese a Sukie: Ma cosa ti  saltato in mente?
Be', perch no? La nostra unica salvezza  averlo vicino, tenerlo d'occhio. Parlava con il suo tono da giornalista, incisivo e insieme sbrigativo, e aveva sulla bocca imbronciata un'espressione compiaciuta.
Quello vuole ucciderci.
Lo so. Cos dice. Potrebbe essere solo una sbruffonata.
E Jane una coincidenza.
Devo proprio dirti, mia cara, che mi ha irritata moltissimo che te lo sia lisciato in quel modo. Sei stata troppo gentile.
Si pu sapere che cos'hai?
Sukie spalanc innocentemente gli occhi color nocciola: le luci del luna park, rispecchiate, nuotavano in forma di microcosmo tra le pagliuzze d'oro delle iridi. Dichiar:
Sto solo facendo il tuo interesse, tesoro.
Signora Rougemont!
Era forse la seconda volta che quella voce la chiamava, ma Sukie stava camminando per Dock Street meditando sulla possibilit della virt e del sacrificio di s (esistevano veramente? o era tutta ipocrisia, egoismo travestito?) e trattenendo nella mente l'immagine di Debbie Larcom, il suo corpo bianco, compatto, preciso dentro il semplice vestito grigio come una pallida fiamma avvolta nel fumo.
Infastidita dall'interruzione si gir, aspettandosi di vedere Tommy Gorton, ingrassato e sciupato al limite della decenza, piombare su di lei con i capelli lunghi da hippy e la barba incolta, il dente caduto e la menomazione alla mano.
Invece la barba e i capelli erano stati regolati e il portamento era pi eretto. Le arriv una zaffata del giovane arrogante che aveva conosciuto, innamorato di lei ma, al di l di questo, con una bellezza tutta sua che lei gli aveva rivelato.
Tom lo salut, con un calore meticolosamente misurato.
Che piacere. Come stai?
Lui non riusciva a trattenere la bella notizia: la faccia paonazza gli stava scoppiando. Guarda disse, e sollev la povera mano. Qualche dito, lentamente, si torse. La muovo!
La sento un po'.
Ma  meraviglioso! replic lei, colta alla sprovvista.
Il dottore cosa dice?
Secondo lei  un miracolo. Dice di continuare a tenerla allenata.
Sukie fu distratta da quel pronome inaspettato - del resto, certo, ormai erano molte le donne medico, compresa la sua dottoressa a Stamford. Nel Medioevo gli uomini avevano strappato alle streghe le arti mediche e ora le restituivano, dal momento che, come aveva osservato Nat Tinker, con la medicina nessuno faceva pi i soldi. La sua dottoressa, anche se pi alta e pi vecchia, aveva la stessa calma sorridente di Debbie Larcom, un ardore riservato, quasi che l'esercizio della virt comportasse una ricompensa sensuale, come quando si allatta un bambino. Finalmente le donne ereditavano il mondo, lasciando gli uomini a sprofondare sempre pi miseramente nelle loro fantasie di violenza e dominio.
Sukie disse: Sono felicissima per te, Tommy. Ma da un pezzo ormai il suo cuore si era allontanato dalla speranza di ottenere la felicit con Tommy Gorton; lui, come i negozi di Dock Street che cercavano alquanto penosamente di attirare qualcuno e, dietro, il luccichio dell'acqua salata che scorreva verso il mare, era quel che rimaneva delle passate avventure, a lei care soprattutto perch vi era sopravvissuta e la donna pura e vivace di un tempo non n'era rimasta scalfita. E da quando succede? chiese per gentilezza, visto che Tommy attribuiva chiaramente molta importanza all'evento.
 questo il punto. Un paio di settimane fa. Ero a casa a
guardare uno stupidissimo quiz con i vip alla televisione mentre Jean finiva in cucina, quando ho cominciato a sentire un pizzicore alla mano. Sono saltato subito in piedi: avevo perso completamente la sensibilit da vent'anni. Poi, quella sera, mi  venuto un prurito tremendo. Non riuscivo a dormire, ma non me ne fregava niente. Stava succedendo qualcosa. La mattina ho guardato la mano e ho avuto la sensazione di riuscire a muoverla, un pochino. E le ossa mi sono sembrate allineate meglio, pi normali. Da allora la cosa  continuata: ogni giorno va un po' meglio. Certo, mi fa male. Ma  un dolore che almeno va da qualche parte. Riesco gi a reggere una forchetta.
Guarda. Con la mano bitorzoluta, violacea, ripugnante come sempre, fece per dare un pizzicotto. Sukie era imbarazzata a intrattenere quel discorso nel bel mezzo di una movimentata mattina in Dock Street, ma aveva l'impressione che i passanti fingessero di non vederli, dal momento che tutti avevano gi sentito Tommy raccontare la storia.
Il fatto  lui stava dicendo a Sukie, fissando gli occhi, con il bianco arrossato dall'et, dall'alcol e dall'autocommiserazione, nello sguardo errante di lei che devi essere stata tu. Tu e le altre dovete aver fatto qualcosa.
Che cosa potremmo aver fatto? chiese lei. Le tornarono in mente immagini dei tempi lontani in cui Jane era ancora viva: loro tre vestite di cielo durante l'invocazione alla Dea che Alexandra aveva organizzato, nel cerchio di granelli di Cascade che formava la base del cono di potere; i tarocchi che con qualche resistenza prendevano fuoco trasformandosi in cenere nell'incensiere di ottone; lei che sceglieva il Fante di Denari, un sempliciotto di campagna vanitoso e bello, e in mancanza di un'idea migliore chiedeva alla Dea di realizzare l'impossibile, un minuto prima che a Jane si riempisse di sangue la bocca e lei mormorasse: Cazzo. Che male. Sukie, quasi ritraendosi, farfugli: Ovviamente quel che ti era successo mi dispiaceva molto, ma...
So che non puoi parlarne disse Tommy. Sono cose sinistre.
Ma... sono stato dai vigili del fuoco a sentire le ultime voci che circolano: i paramedici che erano l hanno detto che in casa c'era un odore strano e la moquette era appena stata pulita con l'aspirapolvere, e che la vittima aveva le mutande al contrario. Ho fatto due pi due e per poco non mi sono messo a piangere. Anzi, ho pianto. Sei sempre stata meravigliosa con me.
Era un piacere egoistico, Tommy. Tu eri bellissimo.
Orribilmente fece un passo verso di lei, l alla luce del sole, e abbass la voce perch i passanti non sentissero: Potrei esserlo ancora. Dopo quel che hai fatto per me, dimentica cos'ho detto di Jean. Lei capir. E se non capir, chi se ne frega.  una puttana frigida. Dice che le cose che io voglio a letto sono contrarie alla sua religione.
Si stava offrendo e la sua audacia la commosse, ma anche se aveva tutt'e due le mani - e una guarigione comprata con un unico, pacchianissimo tarocco poteva essere completa?
- era roba vecchia. Piuttosto avrebbe leccato Debbie Larcom, il triangolo nero in cui si univano le sue bianche cosce.
No, Tommy, e non aggiungere altro.  una cosa di tanto tempo fa. Erano altri tempi, tempi per molte cose. Adesso i tempi sono cambiati. Io sono vecchia.
Sei ancora splendida. Scommetto che sei ancora - com' che dicevamo? - pazza.
Quest'allusione, chiss perch, la offese. Forse un'offesa era quel che cercava. Non abbastanza pazza per starmene qui per strada a parlare con te disse. Ciao, Tommy. Prendetevi cura di quella mano, tu e la tua dottoressa.
Lui, respinto, agli occhi di Sukie rimpicciol come se lei avesse preso il volo e guardasse gi dall'alto di un'asta di bandiera verso quel penoso pescatore stempiato e abbandonato su un marciapiede tra variopinti vacanzieri poco vestiti.
Durante i preparativi per l'arrivo di Chris Gabriel, sia Sukie sia Alexandra erano tanto agitate che in casa continuavano a incrociarsi e pi di una volta si scontrarono. Lo accuserai? chiese Alexandra, dopo una collisione evitata per un pelo nella cucina piccolissima mentre Sukie portava dei biscotti Pepperidge Farm disposti meticolosamente su un piatto, omini al limone e allo zenzero alternati ad arte, e Alexandra andava nella direzione opposta reggendo una ciotolina giapponese di salsa, una maionese con cozze e polpa di granchio tritate, da servire con dei cracker di riso alle alghe che si trovavano soltanto nel poco frequentato reparto gourmet dello Stop & Shop.
L'ho gi fatto replic Sukie. Dopo la commemorazione di Jane. Lui non ha negato. Per non ha detto come fa. Aveva omesso di riferire che la prossima sarebbe stata
la cicciona; durante il viaggio di ritorno, quando aveva tralasciato il particolare, aveva cominciato a costruire una struttura di pensieri e intenzioni di nascosto dalla sorella strega, come un tempo aveva tenuto nascoste ai genitori la masturbazione e la decisione di lasciare la famiglia, quando ancora abitava in quella soffocante casa semindipendente di mattoni nella piccola citt, simile a un'unghia rossastra in cima al dito di un Finger Lake nel New York centroccidentale. Nascondere una parte di s nel periodo della crescita aveva fatto fare ai suoi genitori la parte spregevole degli stupidi e, anche se lei non avrebbe mai potuto sentirsi superiore ad Alexandra, era vero che, man mano che le sue visioni di virt e sacrificio di s prendevano forma, la strega pi vecchia sembrava farsi pi sonnolenta, pi distratta, pi passiva. Pareva una larvona bianca paralizzata dal pungiglione di un ragno. Era mangiata viva da una covata di ragnetti piccolissimi che si portava dentro.
Non chiedergli come le disse Alexandra. Non voglio pensarci. Se visualizzeremo il metodo, poi saremo noi a usarlo contro noi stesse.
Era un'idea abbastanza bizzarra per indurre Sukie a chiedere:
A proposito, come stai?
Stanca confess Alexandra.
Non riesci a dormire?
Faccio fatica a stare sveglia. Tranne di notte. Dormo come un sasso per qualche ora e poi sono sveglia come un grillo.
Le rane fanno un baccano tremendo, gi allo stagno.
Chiss cos'hanno da dirsi tutta la notte. La luna le esagita.
In questi giorni fa tanta di quella luce che gli uccelli cominciano a cantare alle tre. Mi alzo, vado alla finestra e lei  l, sopra gli alberi, come un orribile occhio bianco che riempie uno spioncino. Tutto il mondo cerca di dormire e lei continua a rimanere accesa come una stupida. Contiamo proprio poco.
Adesso  quasi luna nuova. Ricordi che cominciava a calare quando...
Non parliamone, per favore la implor Alexandra.
... quando abbiamo pregato la Dea volle concludere Sukie, come se la preghiera fosse stata un'idea disgraziata di Alexandra e solo sua.
 diventata proprio stronza, Quella ammise la pi vecchia. Non sapremo mai qual  stata la preghiera di Jane, per essersi beccata quella risposta.
La mia ha avuto risposta le confid Sukie. La settimana scorsa ho visto Tom Gorton a downtown e quella sua mano orribile a quanto pare sta guarendo. Ha riacquisito la sensibilit e in parte la capacit di movimento. Non so se migliorer ancora, ma lui era cos su di giri per l'evento che si  offerto di scopare con me.
Ma va'? E perch non me l'hai detto prima? Che emozione!
Probabilmente se l'era tenuto per s, pens Sukie, perch l'aveva intessuto nelle sue private visioni. Le maghe avevano ancora certi poteri allucinatori. Sukie non voleva rammentare ad Alexandra la sua debolezza per i maschi pi giovani, che avrebbe potuto svelare le sue oscure intenzioni, il suo sogno segreto. Aveva la visione di un giovane maschio ideale, Atteone o Giacinto, che mostrava il puro petto nudo alla luna, con i suoi bei capezzoli esclusivamente ornamentali.
Non so rispose evasivamente. Non so. Per scaramanzia. Lui mi sembrava cos speranzoso. Temo che il miracolo non continuer, come molti miracoli. Intontita dalla sua visione mitica, come se fosse un po' ubriaca, and a una finestra che dava sul parcheggio e cambi argomento: Non vorrei che la marea si alzasse troppo e Chris non riuscisse a raggiungerci.
Chris, eh? Tesoro, la banca ha soprelevato il sentiero.
Nessuno comprerebbe un appartamento al quale non si pu arrivare.
Sui giornali continuano a parlare di inondazioni. Il riscaldamento globale: tu non lo odi? Premendo la guancia contro il vetro riesce a scorgere l'angolo in fondo della sopraelevata.
S, sembra che acque blu acciaio l'abbiano sommersa, ma le increspature che si allargano, facendo ondeggiare l'erba della palude, indicano che  appena passata un'auto.
Che cos'hai detto quando Tom si  offerto di scopare con te?
Ho detto 'niente da fare', ovvio. Sukie rimpianse di aver fatto entrare quella donna anche solo un po' nella sua intimit; la imbarazzava che qualche settimana prima fossero state insieme vestite di cielo.
Il sesso ti manca? chiese bruscamente Alexandra dal divano, dove si era sistemata, mezzo reclinata come un antico romano a un banchetto, davanti agli stuzzichini disposti con cura. A me no, direi. Troppa fatica. Tra me e Jim era diventato pi che altro un dovere, anche se lui, Dio lo benedica, cercava di rendermelo ancora interessante.
Neanche a me manca ment Sukie.
Entrambe, nelle loro pose, sobbalzarono quando squill il citofono dell'atrio ai piedi delle scale. Era un gracchio irragionevolmente forte, fastidioso come un allarme antifurto, ma non avevano mai capito come si faceva ad abbassarlo;
la banca, la loro padrona di casa, incassava i loro assegni, ma componendo il suo numero di telefono non si arrivava mai a una persona, solo a una registrazione che offriva un
certo numero di percorsi la cui meta finale era un silenzio insensibile. I passi che salivano le scale erano tanto elastici e giovanili che fu un altro colpo vedere la porta aprirsi su un uomo androgino di mezz'et, dalla mollezza metropolitana e col fiato corto.
Scusatemi, scusatemi ansim.
Non sei in ritardo lo rassicur Sukie, bench l'orologio di Alexandra dicesse chiaramente il contrario.
La sopraelevata era coperta d'acqua, come capitava sempre una volta continu lui, riprendendo fiato, e ho dovuto decidere se azzardarmi a proseguire. Non volevo affogare quel rottame di Honda che mi ha prestato Greta.
Mi sa che quella povera macchina sta tirando gli ultimi disse Sukie.
Ragione in pi per trattarla con riguardo replic lui e, sfoderando un fare galante, attravers la stanza per avvicinarsi ad Alexandra come obbedendo a una didascalia teatrale e le porse un barattolo di anacardi salati Planters. Un presente per la padrona di casa.
Per le padrone di casa sibil Sukie, gelosa.
Certo. Per le padrone di casa.
Alexandra chiese dal divano: Greta sapeva che venivi qui?
S, lo sapeva. Lo sa. E ha detto che se fra due ore non sar tornato chiamer la polizia. Aveva momentaneamente sostituito alla malagrazia e alla laconicit adolescenziali una dizione pi teatrale, di sicuro un residuo del suo lavoro nelle soap del pomeriggio, con la loro acustica soffocata, da studio, e le versioni meticolosamente ripulite dell'abbigliamento di tutti i giorni. Per l'occasione aveva indossato un paio di jeans bianchi con borchie d'ottone, mocassini da barca L.L. Bean, una T-shirt azzurro collutorio con la scritta Mets in un corsivo elaborato e un maglioncino a V di cachemire giallo buttato sulle spalle, con le maniche annodate blandamente alla gola. Si guard attorno e, tornando alla fanciullezza, esclam: Incredibile! Prima questo era un
grande spazio, in cui Darryl teneva le alte casse dello stereo nella sala della vasca, con il soffitto che scorreva per mostrare le stelle.
Sukie disse: Nella stanza che era di Jane si vedono ancora parti del meccanismo. Le hanno solo dipinte del colore delle pareti.
Al nome di Jane l'atmosfera cambi. Sukie smise di parlare, con le labbra schiuse come se le fosse venuto in mente qualcosa, e Christopher chin lo sguardo verso la moquette color vino e arross visibilmente.
Dunque disse loro Alexandra, visto che le toccava prendersi cura di quei due bambini. Christopher: t normale con caffeina - abbiamo il Lipton e l'English Breakfast
- o tisana? Abbiamo camomilla, erbe rilassanti, t verde con lemongrass.
Lui rispose: Non bevo tisane, grazie - hanno sapori troppo forti - e non posso assumere caffeina dopo le due del pomeriggio. Mi basta un pezzetto di cioccolato per stare sveglio tutta la notte.
Allora niente concluse Alexandra.
Che altro c' da bere? chiese Christopher.
Del vino? La voce di Sukie era timida, incerta. La bottiglia  gi aperta. Ma il tappo  a vite.
Bianco o rosso? chiese lui.
Rosso. Un Chianti.
Di che marca?
Una californiana. Carlo Rossi.
Oddio. Confezione risparmio.
L'ha scelto Alexandra.
Non siete certo due che si viziano.
Intervenne Alexandra, rivolgendosi a Sukie come se quell'uomo non ci fosse. Perch ti dai tanto da fare per questo marmocchio? Abbiamo detto tisana e prenderemo una tisana. Lui pu bersi un bicchiere d'acqua, se  tanto schizzinoso.
Con un goccio di scotch sarebbe ancora meglio concesse Christopher, con la voce pi potente che doveva usare in televisione.
Chiss quand' stata l'ultima volta che ha recitato, pens Alexandra. Questo  uno che ha fatto il suo tempo, ammesso che l'abbia mai avuto, un suo tempo. E tuttavia era l, loro ospite, in un modo o nell'altro. Il suo annuncio di ucciderle aveva creato un'intimit.
Adesso lo cerco disse Sukie, servile.
Mentre arrivava il rumore di lei che apriva cassetti e armadi nella stanza cieca di Jane, la buona creanza costrinse Alexandra a dire qualcosa: Non beviamo pi molto. Lo so, una volta, quando ci siamo conosciuti, lo facevamo.
Era orribile replic lui, stizzito sentirvi rimbecillire, alzare la voce e poi mettervi a strillare. Quegli urli, quelle risate tremende. Come facevo a dormire?
Mi dispiace - non era la nostra preoccupazione principale.
Comunque adesso no, l'alcol pu essere una trappola per le vedove. Stiamo cercando di allungarci la vita.
Buona fortuna disse lui, lanciandole una teatrale occhiata obliqua - come in un primo piano con lo zoom, mentre nel sottofondo si leva una musica d'organo che freme per sottolineare un presagio.
Trionfalmente Sukie, accalorata, zelante e adorabile, torn con una bottiglia di scotch Dewar's. Trovato! Che subdola, quella Jane, se l' scolato quasi tutto! Senza mai offrircene neanche un po'!
In un mormorio di domande stringate - Ghiaccio? Acqua?
Quanta? Va bene cos? - Sukie prepar con mano pesante due scotch con ghiaccio, mentre Alexandra, ostinata e
piena di disapprovazione, si vers una tisana. Aveva optato per quella rilassante, chiedendosi di che cosa sapeva. Non sapeva di niente. Sapeva di acqua troppo calda da bere.
Prendi un biscotto esort Christopher, porgendogli il piatto con la sua bella composizione.
No, grazie. Carboidrati e zucchero. Dovrei gi perdere cinque chili.
Secondo me la pancia piatta, negli uomini sopra una certa et,  ripugnante disse Sukie. A Stamford si vedono in giro tutti questi palestrati convinti di dover tenersi in forma per andare al lavoro e dopo una certa et cominciano a sembrare conservati, come mummie. Non hanno lasciato compiere al corpo maschile la sua evoluzione naturale.
Alexandra, irritata dalle chiacchiere compiacenti di Sukie, si rivolse a Christopher: Dovevi parlarci degli elettroni.
L'argomento lo rianim: l'uomo si scroll di dosso la sua inerzia da palcoscenico e accompagn l'esposizione con gesti convulsi e concitati. Pi parlava, pi assomigliava a Darryl Van Horne - i gesti esplosivi e mal coordinati, le parole che si accavallavano, la brama di una teoria con cui dominare l'universo, strappandolo alle mani del Creatore.
Sono incredibili disse. Sono praticamente tutto. Prendiamo per esempio una corrente di un ampere: indovinate quanti elettroni passano per un certo punto in un secondo.
Un misero secondo. Dai, indovinate.
Cento disse Alexandra con ferocia.
Diecimila azzard Sukie, mettendo nel gioco pi impegno.
Tenetevi forte, signore - sei virgola due-quattro-due per dieci alla diciottesima, ossia pi di sei trilioni! In un centimetro cubo di rame ce ne sono due virgola quattro-cinque-
uno per dieci alla ventiquattresima, cio suppergi due quadrilioni e mezzo. Adesso consideriamo l'idrogeno, l'atomo pi semplice, un protone e un elettrone, in equilibrio perfetto, anche se l'elettrone pesa soltanto un milleottocentotrentasettesimo del protone. Per, ragazzi, come sono forti gli elettroni! La loro forza elettrostatica negativa squarcerebbe un qualsiasi pezzo di rame abbastanza grande per essere visibile, se non fosse per la carica positiva equivalente del protone che c' nell'atomo. Le sue mani, grassocce e senza muscoli ma pi umane - pelle, rughe, peli - di quelle di Darryl Van Horne, inscenarono un brutale squarciamento. Che ne dite? Quella vecchia ciotola di ottone da due soldi che c' l sul tavolo non durerebbe un nanosecondo senza i suoi protoni e neutroni. Nemmeno noi.  questo che dico. Noi siamo pieni di elettroni, pieni zeppi. Potenzialmente siamo dinamite.
Sukie e Alexandra erano rimaste tanto colpite dalla sua somiglianza demoniaca con Darryl Van Horne che lo avevano ascoltato poco o niente. Trilioni, quadrilioni, superiperzilioni - che cosa significavano questi numeri, se ciascuno di loro era soltanto uno? Una vita sola, un'anima sola, una sola possibilit.
Caso vuole che il protone, elettrostaticamente prosegu Christopher, pulendosi gli angoli delle labbra dalla saliva con il pollice e il medio, attragga un elettrone esattamente con la stessa forza con cui gli elettroni si respingono a vicenda. Esattamente. Se cos non fosse, l'universo non esisterebbe. Nemmeno una particella, nemmeno un brandello di materia, soltanto un caotico fermento ad alta energia
- non ci sarebbe nemmeno stato bisogno del Big Bang.
Dio avrebbe potuto continuare a starsene con le mani in mano. La conseguenza  che gli elettroni, o i protoni, in eccesso in un corpo devono spostarsi da un'altra parte e cos si forma una carica elettrica. Se ci sono meno elettroni di quanti dovrebbero essercene, la carica  positiva. Se a mancare sono i protoni, la carica  negativa. Il riassestamento che si produce nell'aria lo chiamiamo scintilla; quando il corpo  quello umano, il fenomeno  quello della scossa. A
quanto mi dicono non  una sensazione gradevole. Col tempo gli effetti si fanno sentire. Noi funzioniamo a elettricit: il cervello funziona a elettricit, e anche il cuore, le reazioni muscolari. Tutta la materia consiste di elettroni e nuclei d'atomo
- protoni e neutroni, che consistono a loro volta di quark up e quark down. I neutrini, s, esistono, ma sono pochissimi, e i muoni e i tau ancora meno - sono instabili. Ecco fatto, ho finito. Gli elettroni sono dappertutto - dappertutto ci sono correnti elettriche e correnti elettriche potenziali. Quindi ci vuole poco per deviare la corrente da una parte o dall'altra, non so se mi spiego.
Rimase in attesa, guardandole.  come l'amore annunci all'improvviso Sukie. Una forza che permea l'universo.
 tanto romantica la scus Alexandra.
Christopher aggrott la fronte: gli interventi di quelle femmine impedivano il fluire del suo discorso. L'amore  un'altra cosa. Non esiste nello stesso modo in cui esistono gli elettroni. Non esiste indipendentemente dal nostro comportamento animale, con la sua pulsione sessuale.
Tu amavi tua sorella, Jenny osserv Sukie.
Ad Alexandra sembr di vederlo arrossire, come quando era stata nominata Jane e lui aveva abbassato timidamente lo sguardo sulla moquette color vino. Io dipendevo da lei disse. Avevamo dei pessimi genitori.
Tuo padre era un uomo dolce. Cos ingenuo. Cos bisognoso d'affetto.
Sukie. Il tono di Alexandra rimproverava la donna pi giovane di un sentimentalismo che rivelava l'intima conoscenza di un amante, il padre di Christopher, portato tristemente alla morte. Lascialo finire. Sugli elettroni disse Alexandra.
Non voglio dirvi troppo replic il loro ospite. Sorseggi lo scotch. Darryl... il signor Van Horne...
Sappiamo di chi parli intervenne Alexandra, con un pizzico di asprezza. Capiva che lo scotch influiva sul comportamento di quell'uomo, ne rafforzava la sicurezza, l'arroganza, la pigra disinvoltura maschile. Gli avevano promesso soltanto una tisana, una tisana che lei era l'unica a bere, anche se non aveva sapore e si freddava rapidamente.
Le sopracciglia di Christopher, pi disordinate delle righe di matita biondo argenteo della sua adolescenza, si alzarono e abbassarono con fare snob. Le labbra carnose si incresparono come per esprimere, a un'altra presenza maschile fantasma, la sua dolorosa superiorit rispetto alla compagnia di quelle due donne. Riprese: Cos, grazie all'ubiquit e al numero praticamente infinito degli elettroni, non  difficile giocarci. Non c' nemmeno bisogno di contenere i campi elettromagnetici con i fili: gi nel 1864
Maxwell teorizz che il campo che circonda una corrente di spostamento  valido e misurabile come quelli che circondano un filo e negli anni Ottanta dell'Ottocento Hertz e il suo oscillatore misurarono la velocit e la lunghezza delle onde. La velocit era la stessa della luce e questo dimostrava che erano una forma di luce, o viceversa. La lunghezza, be', come probabilmente sapete perfino voi, l dove le onde sono abbastanza lunghe, e fra una cresta e l'altra non ci sono millimetri ma metri e chilometri, abbiamo le onde radio; abbiamo il telegrafo senza fili e la radio, il radar e la televisione. Ora prosegu con enfasi, vedendo che le donne stavano per fare domande o cambiare argomento,
il nostro amico Darryl Van Horne era affascinato dallo stratagemma intellettuale di Maxwell di considerare l'elettricit un fluido incompressibile;  una premessa di pura fantasia. Non pu essere. Ma le equazioni trovate su questa base immaginaria si attagliavano perfettamente alla realt dei campi elettromagnetici. Questo salto dalla realt alla fantasia - us le mani, con gli stessi ampi movimenti di Darryl, per rappresentare la traiettoria - e poi dalla fantasia alla realt lo affascinava. Un'altra cosa che gli sembrava promettente era il carattere sinistro della teoria dei quanti.
Il dualismo onda-particella, il principio di indeterminazione e la polarizzazione codipendente di due particelle entangled, elettroni o fotoni, tale che la misurazione dello spin dell'una garantisce che lo spin dell'altra sia complementare, immediatamente, anche se sono lontani anni luce, aprendo la deliziosa possibilit del teletrasporto che trascende la velocit della luce: ecco, per Darryl tutti questi fatti apparentemente illogici erano simili a imbastiture lasciate sul rovescio, perdonate l'espressione, della stoffa della Creazione. C'erano lacune che Dio non poteva colmare.
E che potevano essere sfruttate esattamente come
possono essere sfruttate la percezione e l'intuizione umane per l'illusione dei giochi di prestigio. Ma la magia sarebbe stata reale, proprio come  reale l'elettricit senza fili. La realt quantistica dell'entanglement di particelle separate pu essere estesa anche ai fenomeni macrofisici. Un oscilloscopio a raggi catodici, per esempio, pu proiettare un fascio di elettroni per mezzo di piani deflettori metallici orizzontali e verticali. Pu accendere materia fluorescente;
pu anche saturare una sostanza, compresa quella di un corpo umano, di un eccesso di elettroni, conferendole una carica negativa, e cos gira come un filo senza isolamento.
Entrambe le donne interloquirono con parole poco pertinenti, come lui aveva previsto. Sukie esclam: Catodo, cataro!
L'eresia alla radice dell'amore romantico! Stai parlando ancora di amore!
E Alexandra: In un certo senso  questo che hai fatto a Jane! E adesso a noi!
Christopher arross. Niente affatto ment. Ad Alexandra disse: Ci sono delle difficolt tecniche che per non farvi perdere tempo non vi spiegher. Il signor Van Horne ci si  imbattuto e ha cambiato direzione, come faceva sempre.
Aveva cos tante idee che non riusciva mai a portarne una fino in fondo. E poi continuava a traslocare da un appartamento all'altro, tutti presi in prestito, cos perdeva sempre un pezzo dell'attrezzatura. Ecco perch alla fine me ne sono andato: avevo bisogno di stabilit. I produttori cominciavano a chiamarmi, avevo poco pi di vent'anni ed ero telegenico, come si dice: non potevo presentarmi sul set dopo una notte dei suoi disgustosi bagordi. Invitava sempre gente in casa - gentaglia, barboni, parassiti pericolosi e veri e propri imbroglioni. Quando mi lamentavo diceva: "
gente che ha un'anima", come se questo bastasse. Sai che me ne importava se quelli avevano un'anima o no. Io volevo soltanto mangiare regolarmente e dormire tutte le notti nello stesso letto. Lui non si fermava mai. Voleva andare dappertutto e pi il posto era strampalato meglio era: Albania, Uzbekistan, Zimbabwe, le Fiji. Sudan, Iraq. Gli piacevano i nomi; era bravo a imparare le lingue, a farsi un'infarinatura.
I numeri, "s" e "no". La Cina... quanto gli piaceva l'idea della Cina. "Un miliardo e trecentomila anime!" diceva.
"A un passo da tutti i mali del capitalismo e senza pi un dio che li protegga!"
Ci siamo state tutt'e tre, in Cina gli disse Sukie.  un posto divertente, ma ancora pieno di innocenza. Una noia mortale per Darryl.
Quando lo frequentavamo osserv Alexandra, era cos annoiato che perfino noi riuscivamo a divertirlo. E lo divertivano anche i Neff e gli Hallybread.
Non faceva discriminazioni si lament Christopher, guardando gi verso il suo bicchiere, dov'erano rimasti soltanto due cubetti di ghiaccio mezzo sciolti. C' dell'altro scotch?
Ti do quello rimasto rispose Sukie, versandoglielo altruisticamente.
Io passo al vino.
Anch'io disse Alexandra. Le tisane sono un inganno.
A queste parole Christopher alz un sopracciglio. Come va l'appetito, in questo periodo?
Non bene ammise lei. Ho un po' di nausea, soprattutto la mattina e la sera. Sei tu il responsabile?
Lui, prima di rispondere, bevve un sorso di scotch e si lecc assorto le labbra umide. La responsabile sei tu disse.
Ti senti in colpa per mia sorella.
E anche per mia figlia concord lei. Quella che vive qui a Eastwick. Non se n' mai andata, poverina.  rimasta intrappolata qui, a cercare quel che io non le ho dato, anche se non so cosa.
Attenzioni sugger lui. E regole di vita.
Ma per favore protest Sukie. Cerchiamo di non essere morbosi. Comincio ad aver fame. I cracker alle alghe per la salsa sono finiti. Vado a prendere qualcosa in cucina.
Dovremo accontentarci di qualche Ritz stantio. Usc dalla stanza.
Il cancro, la gente se lo fa venire disse Christopher ad Alexandra, solennemente.
Lo so replic lei. Per il senso di colpa o lo stress.
 un fenomeno psicologico dimostrato pontific lui.
Pensate a cosa farebbe Darryl, se fosse qui! grid Sukie dalla cucina. Suonerebbe il pianoforte!
Noi non ce l'abbiamo, il pianoforte obiett Alexandra.
Non abbiamo nemmeno il giradischi. Una parola che la datava, si rese conto.
Abbiamo la radio grid Sukie. Per le previsioni del tempo e le notizie deprimenti. Torn, portando dentro il suo smagliante sorriso a trentadue denti e un piatto nuovamente riempito. Provate WCTD ordin. FM, novantasei e nove. Verso l'ora di cena trasmettono musica classica.
 curioso, riflett Alexandra mentre il gruppetto cambiava marcia, come le donne si diano molto pi da fare, quando ce ne sono due, per compiacere e lusingare un uomo -
perfino questo, un esemplare mediocre da quasi tutti i punti di vista, un frocio appesantito che cercava di vendicarsi di donne pi anziane di lui per conto di un'insipida sorella morta da un pezzo. Morta da un pezzo: Jenny era un guscio vuoto, dentro la sua bara nella parte nuova del cimitero di Cocumscussoc, ed era una cosa furtiva e pallida che andava spegnendosi nei ricordi di Alexandra: pallida, timida, una sposa della notte gelida. Per una frazione di secondo, come il rapido schiudersi delle lamelle dell'otturatore fotografico, o come il soffitto retrattile che una volta era in questa stanza, Alexandra scrut l'abisso della propria morte, il suo nulla puro e infinito. Poi, fortunatamente, l'otturatore si richiuse, stretto come un ano. Lei era ancora in questa stanza illuminata a giorno.
Sukie aveva trovato la stazione WCTD: da Ashaway il segnale era abbastanza forte da pervadere la radiolina metallica, che alle abitanti temporanee dell'appartamento serviva principalmente per mostrare l'ora a grandi cifre rosse a chi di loro, svegliata dalla pressione sulla vescica o dal rimestio della coscienza colpevole, si trascinasse disorientata nel soggiorno dopo la mezzanotte. La musica, soffocata dalle interferenze, sgorg - la voce profonda dello stride piano, il clarinetto che saliva, la cornetta che si risvegliava, la batteria che emergeva sopra l'insistente battere d'ottone del charleston, ciascuno strumento, con una buonagrazia d'altri tempi, eseguendo a turno il suo assolo per poi recedere nell'ensemble, con una spruzzata di applausi, per la festosa riaffermazione della melodia. S, s, s, continuarono a scandire gli strumenti ammalati, finch l'ultima battuta fin con un tonfo.
Vi ricordate Darryl e il suo A Nigh tingale Sang in Berkeley Square Boogie? disse Sukie nella pausa di silenzio.
Era terribile, ma sapeva essere meraviglioso.
La radio parl non con la giovane voce di uno studente universitario ma con il ringhio di un attempato amante del jazz, un professore o un portinaio a cui avessero concesso di fare il deejay per qualche ora. Annunci il luogo (New Orleans, 1923, o Chicago, 1929, o Manhattan, 1935), la band e i solisti (King Oliver, Louis Armstrong, Benny Goodman)
con una solennit dolente che si addiceva a una forma bella ma passata.
Christopher chiese: Come facevano a ballare con questa roba?
Si ballava il lindy rispose Sukie. Il jitterbug. Vuoi vedere?
No, grazie.
Ma a trenta chilometri di distanza, nella direzione del Connecticut, fu posto sul piatto il disco di un altro classico
- ... e adesso, per cambiare ritmo, uno swing amabilissimo che and in vetta alle classifiche del 1940, il grande In the Mood di Glenn Miller! - e, grazie al miracolo delle onde elettromagnetiche, la musica usc irresistibilmente sfrigolante dalla radiolina marrone a Eastwick. Sukie era in piedi vicino alla poltrona reclinabile di stoffa scozzese dov'era spaparanzato Gabriel figlio, che cercava di ignorarla.
Cos disse lei, spostando invitante da un piede all'altro il peso del corpo. Guarda come faccio. Passo laterale con il sinistro, uno-due, poi passo sul posto con il destro, tre-
quattro, punta e tacco, poi si porta il sinistro dietro il destro, veloce, si fa un passo sul posto con il destro e poi tutto daccapo. Dai. Lasciati andare. Senti i tromboni! Entra nel mood! Do-di-Judu! Entra nel mood! Do-di-Azda! Sukie se ne stava l, a dondolare e schioccare le dita davanti a un partner immaginario. Imbarazzato per lei, alla fine Christopher, come attratto da una forza magnetica invisibile, si alz in piedi, si lasci prendere la mano e mise l'altra dietro la schiena di lei nella posizione del foxtrot. S disse Sukie quando lui cominci, tutto rigido, a imitare i suoi spostamenti di peso. Non aver paura di pestarmi i piedi, non te lo lascer fare. Quando ti do una strizzatina alla mano, allontanami e poi riavvicinami. Ricordati, due battute con un piede e poi il sinistro si sposta velocemente dietro. Bravissimo!
Cominci a capire!
Alexandra era stordita da questo eccesso di Natura - lo spettacolo di un uomo rigido che veniva conquistato da una donna pi anziana animata e flessuosa. Sukie si divertiva un mondo, traspirando liberamente sotto il basso soffitto della stanza; Christopher era condotto, non del tutto controvoglia, in un regno pieno di insidie, su quella stessa parte di moquette bordeaux dove la preghiera di Jane alla Dea, quale che fosse stata, aveva ottenuto in risposta un fiotto di sangue.
Il disco si ferm. Era In the Mood, ragazzi e ragazze
disse la voce gracchiante di vecchio, con il suo fantastico finale. Il pezzo in origine era un blues in dodici battute composto da Joe Garland e Andy Razaf. Il tema principale era apparso precedentemente con il titolo Tar Paper Stomp, attribuito al trombettista e band leader Wingy Manone. Si dice che, dopo che la registrazione di Miller fu diventata un grande successo, Manone sia stato pagato per non denunciarlo.
In seguito il rocker Jerry Lee Lewis ne fece una versione non-big-band e, se avete l'udito fine, potete cogliere
qualche frase dell'introduzione nel sottofondo della coda di All You Need Is Love dei Beatles. Il deejay, concluse Alexandra, non era un portinaio; aveva sempre pi l'aria del professore. E adesso un'altra prelibatezza sentimentale
ringhi, un disco che far venire le lacrime agli occhi a noi che abbiamo una certa et - Bunny Berigan, che ha suonato nella band di Miller ma anche con Paul Whiteman, i Dorseys, Benny Goodman e con un suo gruppo di breve durata
- Rowland Bernard Berigan, nato a Hilbert, nel Wisconsin, e morto a trentatr anni a New York di cirrosi epatica, che ci regala il suo canto e la sua tromba capricciosa e balbettante e appone il suo tocco personale a I Can't Get Started, musica del grande Vernal Duke, testi dell'altrettanto grande Ira Gershwin, registrazione del 1937. Drizzate bene le orecchie, voi che siete l fuori.
La canzone inizi con un ritmo languido che consentiva solo un ballo lento, attaccati. Basta decise Sukie, dopo aver cercato invano di far fare a Christopher qualche passo in coppia con lei. Si staccarono, entrambi col viso acceso e umido. Sulla T-shirt dei Mets di Christopher c'erano chiazze di sudore in mezzo al petto e in due forme alate sulla schiena, dove le scapole aderivano al tessuto.
Sukie, un po' ansimante, contando troppo sui loro nuovi rapporti gli disse: Parlaci di New York. A me piacerebbe viverci?
No rispose lui. Adesso gli affitti sono alle stelle.
Mio marito non mi ha lasciata in povert. La citt  sempre stata cara.
Adesso  peggiorata. Gli arabi. Gli arabi e i sudamericani ricchi si stanno accaparrando un mucchio di appartamenti caso mai il loro paese esplodesse. Tutti ormai vedono negli Stati Uniti la via di fuga.
Alexandra si intromise in quel tte--tte dicendo a Christopher:
Greta Neff non ti voleva a casa dopo due ore?
Puoi farcela, ammesso che ora la sopraelevata sia asciutta.
Oh, Lexala rimprover Sukie. Christopher ci sta dicendo delle cose. Cominciamo a piacergli. Prese il fiasco, gli vers del vino rosso nel bicchiere vuoto dove c'era stato lo scotch e abbass la radiosveglia, da cui ancora frusciava l'immortale musica jazz. I numeri rossi segnavano le 8,47 quando finalmente lui se ne and. I ringraziamenti e i saluti furono quelli di un signore corpulento dalla voce profonda, ma gli occhi azzurro chiaro erano vacui come quelli di un giovanotto confuso.
Secondo me non ci ha detto proprio niente si lagn Alexandra con Sukie quando l'auto part scricchiolando sulla ghiaia del parcheggio. Voi due mi sembravate godervela, insieme; per me invece non  stata una gran serata. A
un certo punto, per un terribile istante, mi  venuto in mente che quello mi voleva morta, e tu intanto gli davi lezioni di ballo e l'ultimo scotch di Jane.
Ne aveva bisogno: quei teatranti gay lo reprimono.
Hanno tutti la speranza impossibile di diventare ricchi e famosi e vivere alla giornata in un appartamento senza acqua calda, poverini.
Poverini... e intanto lui ci riempie di elettroni.
O cos crede. In realt non penso che abbia molto altro da dirci.  solo uno che ripete a pappagallo le idee di Darryl senza capirle fino in fondo.
Ammesso che siano comprensibili. Io per non capisco pi te. Perch ti dai tanto da fare per un mostriciattolo come quello?
Non  poi tanto piccolo.
Per come lo vedo io s. Il fratellino rapito da Darryl.
Che adesso  tornato deciso a ucciderci, come uno di quegli studentelli che credono di divertirsi con una strage alla Columbine.
Ucciderci? Anche me?
Perch no? C'eri anche tu. Ceravamo tutt'e tre. Anche tu ce l'avevi a morte con Jenny.
Sukie riflett, con un adorabile broncio stizzito sulle labbra carnose.  passato tanto di quel tempo che quasi non riesco a credere che l'abbiamo fatto davvero.
Probabilmente  la stessa cosa che pensano quei preti pederasti, e intanto la Chiesa va in bancarotta per pagare i danni. Comunque in tribunale ci vanno. Giustizia  fatta. Ti dir in tutta franchezza, Sukie, che dentro di me sono terrorizzata.
Non essere terrorizzata, bellezza. Abbiamo ancora la magia, no?
Alexandra abbass gli occhi e si guard le mani. Sembravano due lucertole. Il dorso era screpolato e il sole le aveva macchiate - giornate in spiaggia, giornate in giardino, giornate nel deserto in groppa a un cammello, con le redini in mano, giornate a portare Cenere tra le fattorie d'alta quota.
Aveva le unghie spezzate, tanto erano secche; l'artrite le aveva storto delle articolazioni, cos che le dita, nocchiute, puntavano in direzioni leggermente diverse. Erano le mani di un'estranea, di una che non le sarebbe dispiaciuto abbandonare.
Forse tu ce l'hai ancora. La mia mi pare agli sgoccioli. Al solo pensiero di fare un sortilegio mi viene la nausea.
Mamma, come sei dimagrita! C' qualcosa che non va?
Non sto meglio, pi magra? Alexandra si rese conto che non era la cosa giusta da dire. La sua aria malata si era riflessa con un lampo di sgomento sul viso della figlia. Ci assomigliamo, le venne in mente - pienotte, la faccia un po' troppo larga per essere davvero bella. Marcy aveva perfino la stessa sottile fessura sulla punta del naso, anche se meno decisa. La figlia aveva ereditato dal padre l'indecisione - il patetico desiderio di Oswald Spofford di essere accettato dagli altri, di essere una pecorella innocente. Erano molti, aveva cercato di spiegargli, quelli da cui non valeva la pena di farsi accettare. Meglio snobbarli prima che loro snobbassero noi. Meglio fare il lupo.
Guardandosi allo specchio avrebbe anche potuto farsi delle illusioni - girando la testa per spianare le rughe di tensione, abbassando il mento per nascondere i bargigli che, con l'assottigliarsi del grasso sotto la pelle, si erano fatti pi prominenti - ma non c'era modo di eludere lo sguardo affranto della figlia maggiore.
Agosto, con le sue giornate umide, le sue piccole protuberanze verdi pi fitte che mai sugli alberi da frutto, la sua popolazione di insetti che, arrivati alla maturazione piena, rosicchiavano, pungevano e mangiavano le foglie facendone pizzi, perdeva energia. Alexandra stava onorando la promessa fatta a Marcy di cenare da lei quando i nipoti Roger e Howard Junior fossero tornati dal campo estivo. Porta le tue amiche, aveva detto Marcy, ma i ragazzi erano tornati a casa due settimane dopo la morte di Jane e da allora Sukie aveva allacciato un misterioso legame, nella cittadina, che la teneva sempre pi occupata. Non si sapeva mai con certezza se avrebbe mangiato con Alexandra, o se la BMW sarebbe stata a disposizione di Alexandra per i suoi miseri impegni - passeggiate sulla spiaggia quando il sole del pomeriggio era troppo basso per bruciarle la pelle, visite alla sonnacchiosa biblioteca di Eastwick per prendere libri degli autori dell'Ovest
(Cormac McCarthy, Barbara Kingsolver) sostenuti dal suo circolo di lettura di Taos, visite allo Stop & Shop per comprare carne e verdure fresche con cui cucinare un pasto come si deve caso mai avesse convinto Sukie, una volta tanto, a cenare in casa con lei. Nei confronti di Alexandra, Sukie aveva assunto la disinvolta arroganza del relativamente ricco, mostrando un'insensibilit sfacciata e un accorato affanno per l'importanza mai chiarita dei suoi impegni privati. Le tre donne avevano cominciato la vacanza con l'animo di esplorare il piccolo stato, seguire i concerti e gli spettacoli teatrali estivi della baia Narragansett, andare a visitare i celebri, sontuosi
cottage di Newport, o prendere il battello a vapore da Galilee a Block Island, o fermarsi per un gradevole picnic sul ciglio della strada andando a visitare la casa natale di Gilbert Stuart o - un ricordo di quand'erano streghe - il cosiddetto
castello Smith, cupamente pastorale, di una semplicit toccante, una reliquia del leggendario passato coloniale.
Ma quando Jane si era ammalata ed era morta, tali frivole gite erano diventate inconcepibili per le due sopravvissute.
Alexandra si sentiva, come gli originari di Eastwick, in uno stupore paralizzante - paralizzata nell'inattivit quasi assoluta, con le giornate che ciononostante passavano sempre pi veloci, divorando la sua vita pigra come gli insetti mangiavano le foglie dell'estate. Una volta, quando si era lamentata con Sukie della sua inafferrabilit, la rossa - con la faccia che, nei momenti in cui dimenticava se stessa, sembrava accartocciarsi, farsi improvvisamente piccola, come se si increspasse e raggrinzisse in un fuoco invisibile - era scattata: Ma non capisci, zuccona? Sto cercando di salvarti la vita!
Alexandra sentiva che la sua vita era tanto inconsistente e precaria che, invece di chiedere una spiegazione, si era girata dall'altra parte: un'amante respinta che sperava col silenzio di ferire a sua volta.
Quella sera era successa improvvisamente qualcosa - l'arrivo di una telefonata sul cellulare di Sukie e poi una sua telefonata, entrambe lasciate senza spiegazione - per cui Sukie aveva avuto bisogno della BMW, cos aveva lasciato Alexandra dai Littlefield, sul tratto scalcinato di Cocumscussoc Way, dicendole perentoriamente di portare le sue scuse e di farsi poi riaccompagnare a casa da uno di loro. Quando, notevolmente imbarazzata, Alexandra aveva telefonato alla figlia per dirle che all'ultimo momento Sukie non poteva accettare l'ospitalit dei Littlefield, Marcy aveva risposto con decisione: Bene. Meglio. Ti avremo tutta per noi.
I ragazzi si levarono dalle loro poltrone lise e macchiate di cibo, abbracciarono mollemente la nonna e lasciarono che lei cercasse di baciarli. Roger volt la faccia con netto disgusto, ma il piccolo Howard, il pi giovane e solare dei due, rimase fermo a ricevere un bacetto sulla guancia. Roger era cresciuto visibilmente, filiforme come il padre, e sembrava avere un'ombra sopra il labbro superiore, un'eco flebile e scura dell'eccessiva chioma castana che gli ricadeva
dal cranio e copriva le orecchie. Adesso quanti anni hai?
gli chiese Alexandra.
Lui la guard un po' sorpreso. Tredici rispose.
Intervenne Marcy.  appena diventato un teenager.
Alexandra sent la pugnalata del senso di colpa. Oh, santo cielo, e quando? Mi sa che mi sono persa l'evento.
S le disse Roger, calmo. Gli occhi, di un sorprendente marrone scuro, erano quasi alla stessa altezza di quelli di lei.
Marcy, in tono pi tenero, pi indulgente, disse: L'altro ieri, mamma.
Sono allibita. Come ho fatto a dimenticarmi che in agosto succede una cosa cos bella?
Non importa, nonna concesse cavallerescamente il ragazzo, di fronte alla scena sconcertante di un adulto in torto.
Be', non dovrai lasciarmi andare via lo implor lei, assumendo il fiacco ruolo che le rimaneva, quello della penitente vezzosa senza prima avermi detto all'orecchio che regalo vuoi. Nell'espressione del ragazzo non brill niente, cos lei pens di aggiungere: Magari, invece di pensare a un regalo, preferiresti qualche soldino. Anche se, appunto, sarebbe solo qualche soldino.
La cognizione che lei aveva del potere di acquisto di un dollaro, o di dieci dollari, era rimasta ferma agli anni Sessanta, nonostante che il costo medio della vita fosse aumentato e i miliardari avessero sostituito i milionari nell'incarnare la fortuna economica. Pensaci concluse, un po' bruscamente, e poi si rivolse al nipote pi piccolo. Howard Junior era pi chiaro e armonioso del fratello e, a nove anni, la faccina tonda, senza i denti davanti, mostrava giustamente un'allegra avidit. Alexandra cerc di ricordare i tempi in cui aveva ancora l'energia per desiderare ardentemente qualcosa. A sei anni aveva desiderato un paio di pattini bianchi da pattinaggio artistico come quelli di Sonja Henie, a dodici aveva desiderato i buchi alle orecchie in cui mettere degli orecchini di strass che vendevano nel reparto gioielleria del Denver Dry Goods Company, a diciassette aveva
desiderato un vestito di taffet color bronzo e senza spalline da indossare al ballo studentesco e il permesso del padre (a quell'epoca la madre era gi morta) di rimanere fuori finn alle due con il suo accompagnatore dalle gambe lunghe, il quarterback di riserva della scuola. Decenni dopo, i suoi desideri si erano rivolti alla parola magica lasciare - aveva fortemente desiderato lasciare il marito Oz, il caro, accomodante, benintenzionato Oz, anche se le ragioni erano diventate un enigma evanescente, una repulsione nei confronti non tanto di quell'uomo mediocre in particolare, forse, quanto degli insopportabili limiti della vita di una donna.
Com' andata al campo? chiese al ragazzino pi piccolo.
Il pi grande rispose per lui: Non male disse, strascicando le sillabe per sottintendere il contrario. Un'ombra cupa di perplessit gli pass sul viso come proiettata dalla ricadente sovrabbondanza dei capelli castano scuro.
 stato fortissimo intervenne Howard Junior; nella faccina radiosa, le finestrelle tra i denti sembravano quasi dei luccichii al contrario. Un bambino che era con me in tenda si  rotto il braccio cadendo dall'altalena!
Dite alla nonna che cosa avete imparato al campo li sollecit Marcy.
Abbiamo imparato a spalare la pagaia quando si va in canoa l'accontent allegramente il piccolo.
A intrecciare una corda aggiunse il fratello. Una cosa stupida. Gli assistenti erano stupidi. Erano dei teenager che volevano solo andare a fare sesso tra loro nei boschi.
E adesso anche tu sei un teenager gli ricord Alexandra
- anche se, a pensarci meglio, l'averglielo ricordato non era n molto utile n molto da nonna. Purtroppo non ne indovinava una, nemmeno con la figlia che, priva di senso dell'umorismo, era l tutta tesa ad ascoltare.
Ma la disposizione d'animo di Marcy non era delle pi critiche e il ritorno del marito dopo una giornata di lavoro allegger l'atmosfera dentro quel ranch a livelli sfalsati, con il suo
sgraziato miscuglio di trasandato e nuovo, la moquette bianca insudiciata e l'enorme televisore hi-fi. Un uomo la dice lunga. Howard era il tipo smilzo e dinoccolato come Jim Farlander, disinvolto con le mani: Alexandra e sua figlia avevano gusti simili in fatto di uomini. Lui, con la camicia da lavoro e i pantaloni grigi puliti, port in casa il centro di gravit. Mentre Howard Junior gli abbracciava le gambe, lui gli arruff i capelli schiariti dal sole e sollev il palmo aperto perch il figlio maggiore gli desse il cinque; sorprese Marcy con un bacio pi caloroso, si avvide Alexandra, di quanto lei si aspettasse e addirittura flirt con la suocera toccandole la guancia con la sua e intanto cingendole la vita. Stai benissimo, nonna
le disse, senza quasi averla guardata.
Non dire bugie lo rimprover Alexandra. Tua moglie, quando mi ha vista sulla porta,  inorridita. Sono vecchia, Howard. Come tratta bene gli uomini, il tempo, pens;
lui sarebbe potuto appartenere tanto all'una quanto all'altra, alla madre o alla figlia.
Come va con le scosse elettriche?
Le sento ancora, ma potrebbero essere frutto della mia immaginazione. Non sono la cosa peggiore della mia vita.
Ah, no? E qual  la cosa peggiore?
Dopo un'occhiata all'allegro gruppetto del telegiornale della sera sul grande schermo piatto al plasma, Howard interruppe il giro delle basi di casa e si chin a grattare la testa al demone domestico, un golden retriever appesantito che sbatteva la grossa coda contro la gamba di una sedia. La cosa peggiore la sollecit. Per essere un uomo aveva la bocca insolitamente larga e mobile, oltre a un naso prominente che sembrava storto, come in un disegno un po' fuori prospettiva.
Quando sorrise in attesa della risposta, i denti irregolari la incoraggiarono a mostrare le proprie imperfezioni.
 difficile spiegarlo disse a lui e alla famiglia in ascolto.
Un senso di scoramento. La sensazione chiar che le cellule del mio corpo comincino a spazientirsi con me. Sono stufe di ospitare il mio spirito.
Mamma! grid Marcy, a quanto parve con autentica preoccupazione. Hai dei dolori? Ti sei fatta vedere da un medico?
Jane si era fatta vedere dal dottor Pat, qualche settimana fa, e credo che questo abbia contribuito a ucciderla.
Quando ti ho chiesto un parere era lei a prendere le scosse;
adesso sono io.
Marcy, pi preoccupata del solito, chiese: E la signora Rougemont, o come si chiama adesso? Lei come sta?
Mitchell. Bene. Lei non ha ancora raggiunto il mio stadio di vecchiaia. Ha sei anni di meno. E ha sempre preso di petto le situazioni. Tu mi conosci, tesoro: io ho sempre avuto paura del... - non riusc a pronunciare il nome della malattia - della Natura. Per come ti uccide quando le cose, dentro, non vanno precisamente come dovrebbero. Non fateci caso, sono vecchia. Ormai dovrei essermi abituata all'idea di morire;  molto immaturo da parte mia. Ma, per favore, smettiamo di parlarne davanti ai ragazzi. Giusto, ragazzi?
Roger sorrise, con un tendersi sbilenco delle labbra simile al sorriso del padre, ma l'effetto non fu rassicurante. 
come dice la canzone, nonna rispose. La vita fa schifo e poi muori. Kurt Cobain non aveva paura di morire. Voleva morire. Ormai, per come vanno adesso le cose, non  niente di speciale. Guarda gli attentatori in Iraq: si suicidano in continuazione. Come i mezzibusti sullo schermo troppo grande e dai colori troppo intensi, stava solo annunciando le notizie.
Zitto, tesoro disse Marcy.
S assent Alexandra. Certe volte penso che ormai siamo cos in tanti, nel mondo - non saprei dire quanti miliardi, quand'ero bambina erano due - cos in tanti, ormai, che i giovani, pi sensibili e meno egoisti di quanto io possa mai essere, forse hanno assorbito una specie di desiderio di morte planetario. Non parlo solo delle stragi nelle scuole e dei martiri islamici, ma dei morti di overdose, degli incidenti
stradali di cui tutti i giorni leggiamo sui giornali, dei ragazzini che si lanciano a centocinquanta all'ora contro un albero e gli amici e i vicini di casa che davanti alla telecamera dicono quant'erano belli, allegri e assolutamente normali.
Mamma, per favore. Non dargli corda. Nemmeno con i tuoi scherzi.
E chi scherza? Perdonami, tesoro. Ti capisco: neanch'io avrei voluto veder morire i miei genitori. E non c' nemmeno bisogno che piacciano. La loro morte toglie significato alla nostra vita. Smettono di prendersi cura di noi.
Il piccolo Howard Junior, che da gi seguiva il discorso con gli occhi azzurri sgranati, se ne usc con: Tu ci piaci, nonna.
Grazie, Howard. E a me piacete voi.
Lo Howard pi grande, usandole una franchezza paterna, disse: Qui non c' solo il dottor Pat, Alexandra. Lui esercita la professione solo per rifornire di pazienti suo figlio a Providence. Vicino a me, in Dock Street, dopo le poste, ha aperto uno studio un bravo medico dello Sloan-Kettering di New York.  giovane, uno al corrente di tutti i nuovi ritrovati. Ma mi ha detto che non vuole passare tutta la vita a vivacchiare nella Grande Mela, pagando il triplo delle tasse e affitti da capogiro. La vita di provincia - gli spazi verdi, nessuno che di notte chiude a chiave la porta - gli va benissimo. Ha anche una bella famigliola. Due bambine che sono un amore. Vuole tenerle nella scuola pubblica fino al nono anno, quando gli ormoni cominceranno a farsi sentire. Perch non vai da lui? Potrei metterci una parola e fissarti un appuntamento prima della Giornata del lavoro.
Intervenne Marcy: Howie, credo che mia madre abbia bisogno di meno Eastwick, non di pi. Lei e le sue amiche pensavano che tornando qui sarebbero ringiovanite, ma ovviamente non  stato cos.  ingiusto dirlo, mamma? Tu sei delusa. La magia in cui speravi non c' stata. Sto facendo troppa psicologia?
Quel porro rosa sul lato del naso, pens Alexandra. Perch non se lo fa togliere? I porri diventano maligni. Un mese prima avrebbe disprezzato il tentativo di analisi della figlia, ma oggi era distrutta e si limit a dire: No, non  ingiusto dirlo.Ma non sono sicura che sia vero. Non so di preciso perch siamo venute qui. Forse per affrontare quel che abbiamo fatto qui. Per riparare i torti, o attenuarli, prima di...
Morire! se ne usc il piccolo Howard, con un sorriso che scopr le finestrelle tra i denti. Doveva essere una gioia per le maestre.
Howard! lo sgrid Marcy. Chiamava Howard il figlio e Howie il marito.
Ma quando il piccolo disse l'indicibile, Alexandra cap di aver davanti a s una risposta alla morte: i suoi geni sopravvivevano.
La battaglia della vita di famiglia, i suoi compromessi e la sua indulgenza, la farsa di entrare in un club costretto ad accettarti nel momento stesso della nascita. Mentre tramestavano per sedersi a tavola e immergersi nel calore della cena che Marcy - la cara, bitorzoluta, modesta Marcy - aveva preparato, Alexandra immagin livelli e strati di eredit e affinit ramificarsi invisibili, carte distribuite a giocatori assenti, morti e nascituri. Ciascuno gioca una mano.
Si sedettero, il marito Howard e mamma Marcy ai due capitavola e la nonna di fronte ai ragazzi, a un lato come un terzo figlio, con le stesse potenzialit che ha un figlio di comportarsi male. La sedia accanto alla sua era stata lasciata l, anche se il coperto era stato tolto.
Il tavolo, un vecchio tavolo di mogano dalle gambe piuttosto pesanti, aveva un'aria vagamente ma profondamente familiare. Era stato forse parte dell'arredamento della casa di Denver, lasciato in eredit ad Alexandra e poi passato a Marcy quando lei si era trasferita nell'Ovest? Difficile a dirsi, coperto com'era da una tovaglia ricamata su cui era servito un pasto sano, a basso contenuto calorico: pollo con farfalle di pasta in una salsina fluida a base di panna acida, broccoli con uvetta e carote a dadini e un'insalata ricca di pomodori dell'orto. Pens agli altri figli - Linda, una simil-bellezza del Sud in versione slanciata ad Atlanta; Ben, baldanzoso e repubblicano a Montclair; ed Eric, il suo piccolino, un hippy ingrigito che, a Seattle, si arrabattava con qualcosa a met fra la musica e l'elettronica, dirigendo un negozio che si chiamava Good Vibes. Eric aveva ricambiato il favore di essere il suo preferito arrivando a somigliarle pi di tutti, coltivando un modesto talento all'interno di un'enclave bohmien che si trovava l dove l'America si perdeva nella terra che non c'. Si era sedato il cervello con le droghe mentre lei aveva cercato allegramente di realizzarsi con la stregoneria. La Natura, all'insaputa di lei, a dispetto di lei, aveva portato a maturazione la sua vera realizzazione di s, la sua prole e la prole della sua prole, coloro che, fra i miliardi di esseri umani del pianeta, dovevano a lei la loro esistenza, come lei doveva a loro la sua perpetuazione genetica.
Le famiglie erano stupide, ma meno stupide ed egoiste degli individui. Eppure, in mezzo ai suoi congiunti, sentiva la mancanza dell'amica, sua compagna di malvagit e anticonformismo, che sarebbe dovuta sedere accanto a lei.
Cos ti piace?
S disse lui, con la voce a tratti infantile che usciva un po' tesa.
Si capisce che  una donna, a fartelo, e non un uomo?
Non proprio. Solo vagamente.
E la differenza com'? Brutta?
Lei non capiva se taceva perch concentrato su cosa rispondere o perch lasciava vagare la mente per altri pensieri.
Sperava che la ragione non fosse quest'ultima, anche se in realt  un problema familiare alle donne: il divagare proprio quando l'altro comincia a interessarsi. I pensieri si fanno tanto attraenti che il corpo e le sue sensazioni scivolano in secondo piano. Lei adesso non aveva questo problema: la sua attenzione era tutta concentrata su un altro
problema, quello intellettuale, psicosomatico che aveva davanti, l, nel buio di quel motel appena rischiarato dalla luna, che era stata nuova e ora si gonfiava, si riempiva di nuovo. Fuori, nell'aria salmastra, avevano notato la luna prima di aprire la porta della loro camera numerata, l, in quel motel fatiscente dopo la pizzeria chiusa, con la sua faccia ovale e china che pendeva triste e netta sopra la colonna del suo riflesso nella baia quieta, dopo il semicerchio di pallore in cui East Beach, a tre chilometri di distanza dall'ampia fascia di suolo pubblico che si vedeva da casa Lenox, si faceva stretta e ciottolosa. In precedenza, durante quell'incontro amoroso, prima che per lei si facesse tanto interessante, si era inginocchiata sul letto e, scostata un po'
la tenda grossolana, ruvida come tela da sacchi, aveva sbirciato fuori. Ombre di giovani si stagliavano sulle strisce di chiar di luna dei bassi frangenti che si sollevavano in creste.
Quando la tenda si era richiusa, voci giovani e incuranti avevano sovrastato il mormorio ritmico delle creste che ricadevano. La trama della stoffa era abbastanza larga per filtrare sottili trafitture dell'aria radiosa di fuori, dalla quale loro due erano esclusi come se fossero sottoterra. Lei aveva cominciato baciandogli, perfino succhiandogli, i bei capezzoli puramente ornamentali di maschio, con la loro sensibile corona di peli. Le sensazioni avevano suscitato in lui il riso, ma non avevano divertito lei.
No disse lui, dopo averci pensato. Non brutta. Piacevole.
Il tuo profumo mi ricorda quello di mia madre. Lei aveva fatto scorrere la testa su di lui fino alla base del tronco;
una dolce fragranza gli aveva attraversato il torace per arrivargli al naso. Forse  solo lo shampoo. Lei non usava profumo, almeno da quando c'ero io. Non era naturale, secondo lei danneggiava l'ambiente.
Non pensare a tua madre. Cos ti distrai.
Puoi ben dirlo.
Ah, s.  lui a dirlo.
Vuoi che venga?
Non mi dispiacerebbe. Ma non vorrei giocarmela subito.
Se vieni, poi potrai venire ancora?
Dopo quanto? Quanto tempo abbiamo?
Alla fine dovremo tornare.
A lei...?
Dispiace? S. Mi vuole bene. Non che sia innamorata, ma mi vuol bene. E io voglio bene a lei.
Vi siete mai...?
Toccate? S. Credo che un paio di volte siamo arrivate all'orgasmo.
Non te lo ricordi?
Eravamo un po' fatte. E il bagno caldo metteva sonnolenza.
Era come se fossimo tutte mescolate assieme.
Avrei dovuto partecipare anch'io.
Eri troppo giovane. Sarebbe stato molto diverso.
Entrambi si resero conto che stavano divagando e per un momento si concentrarono. Potresti... ?
Cosa? Chiedi pure.
Arrivare un po' pi gi?
Oddio! Mi verr il vomito.
Arriva fino alla lentiggine.
Quale lentiggine?
Credevo che da vicino ci vedessi bene. Quella l. Il dito puntato sembrava il naso di un pesce che d dei colpetti a un banco di corallo.
Come ha fatto a venirti una lentiggine qui?
Prendendo il sole. A Long Island.
E quelli con cui sei stato riuscivano ad arrivare alla lentiggine senza avere i conati di vomito?
Lui tacque, offeso da quell'intrusione nella sua intimit.
Lei rimase a guardare se si ammosciava e cominciava a piegarsi.
No. Diede dei colpi di lingua, godendosi la sua perversione, rivaleggiando con tutti quelli delle spiagge della giovent.
Lui sembr leggerle nel pensiero, l, al chiaro di luna che filtrava.  cos che tu consideri i tuoi amanti? Una massa indistinta di uomini? Comunque non ne ho avuti poi tanti. Anzitutto c' il fattore gelosia e poi, da quando era arrivato l'AIDS, bisognava stare attenti. Sappi che io sono sieronegativo.
Ho la reputazione del fifone. Ma  stato Darryl a darmi l'esempio. Lui era molto cauto, da questo punto di vista.
Lo so. Anche con noi. Non perdeva mai il controllo.
Tu invece s.
A me non fa paura.  come sognare. Si pu sempre risbucare dall'altra parte e tornare se stessi. Ehi. Sei pronto.
Mmm! Fammi bere alla fonte della giovinezza. Si raggomitol tutta, le ginocchia e i piedi stretti al corpo, tutta efficienza, su quel letto ammuffito.
No ripet lui, con voce pi profonda, pi teatrale, toccandola in cima alla testa. L'ampia scriminatura bianca; la morbida abbondanza scompigliata tinta di un arancio-ambra pi delicato del suo colore naturale di un tempo. Se tu fai venire me spieg, io non sono sicuro di poter far venire te.
Troppo ginecologico, eh?
Non che non sia mai stato con una donna, ma...
Lo so. Anche per noi  cos. Ti disgusta.
No, figurati, non  disgusto.  solo strano, finch non mi ci abituo.
Ti ci vuoi abituare? Stai dicendo che vuoi scopare con me?
Lui esit. Era in arrivo una dichiarazione. Io voglio stare con te. Da quando hai deciso, chiss perch, che tu vuoi stare con me.
Perch? Perch vado pazza per i giovani.
Io non sono giovane.
Sei pi giovane di me.
S, ma...
La tua pancetta mi piace.  morbida e tremolante, come quella di un cucciolo. Non voglio che ti scopi Greta Neff.
Per favore. Non essere grottesca. Una lesbica come lei.
Che cos' grottesco? Tutto  grottesco, se guardi le cose sotto una certa luce. Noi abbiamo altro da fare: dobbiamo concludere, qui. Vuoi mettermelo nel culo? Cos sar come farlo con un uomo.
Non sarebbe la stessa cosa. E poi, a dire il vero, di solito ero io a prenderlo.
Ah. Dovette rifletterci sopra. Non sono attrezzata per la parte attiva. Che sfortuna. Ma posso comprarlo, uno di quegli aggeggi. Un dildo. Dovrai aiutarmi ad allacciarmelo in vita.
Sta' a sentire. Perch non ce ne stiamo qui a letto abbracciati a parlare? E a farci le coccole? Alle donne non piacciono le coccole?
Alle donne piace tutto tranne che essere ignorate. Sollev la testa per guardarlo in faccia, al di l della protuberanza e della peluria del suo addome. Sono pronta a soddisfare tutti i tuoi desideri. Mi piace l'idea di avere un pene.
Finalmente. Ma per te, per la nostra relazione, non sarebbe pi sano che ti abituassi a fare l'altra parte? Quella attiva.
Forse hai ragione. Aveva la bocca asciutta, impastata dalle nuove prospettive che qui, sottoterra, si delineavano.
Non puoi far finta che io sia un uomo? La vaselina me la sono ricordata.
Queste parole, questo sangue freddo, gli seccarono la gola ancora di pi. Lo sai, vero la avvert, che certe volte fa male anche con quella?
Lo so. L'ho gi fatto, con qualcuno. E non avevo proprio idea di come ce l'aveste grosso.
Mi dispiace. Non ci si pu far niente.
Non dire queste cose, Chris. Adesso sei tu quello che lo mette dentro. Di' qualcosa come "Eccolo, bellezza,  tutto per te. Prendilo tutto, puttana. Adesso ti riempio." Ma queste cose vanno bene per la vagina, e non  ancora il momento di infliggertele.
La bocca andr benissimo. Hai una bella bocca. E la mano.
Lei rise, cattiva, e colp con la lingua rugosa il glande congestionato, tenendo gli occhi sollevati per guardarlo in faccia. Lui vedeva le mezzelune del bianco dei suoi occhi alla luce che filtrava dalla tenda ruvida.
Ah s, eh? lo canzon lei.
Dimmi riprese lui, cominciando a darsi da fare nel ruolo attivo da chi te lo sei fatta mettere nel culo.
Non fare il geloso continu a canzonarlo lei. Uno  stato il mio primo marito. Monty. Montgomery Rougemont.
Adesso, con qualche anno di pi sulle spalle, ho capito che era un omosessuale latente. Disprezzava le donne. Se si mettevano a fare un po' le arroganti diceva che erano delle lesbiche camionare. Ma poi si  capito che il camionaro semmai era lui. Ha cercato di vendermela come un comodo metodo contraccettivo. A me andava anche bene, ma poi quando cagavo mi faceva male.
Sulle mie dimensioni, Darryl...
Darryl lasciamolo fuori, tesoro. Non stiamo bene, io e te da soli?
S, ma lui...
Concentriamoci su di noi. Vuoi vedere la mia vagina?
Ne hai mai guardata una?
Certo.
Perch 'certo'? Molti uomini non ne hanno mai guardata una. Uomini etero. Li spaventa.  la testa di Medusa che li trasforma in pietra. Oh-oh, qui la pietra se ne va. Mi sa che non sei ancora pronto per pensare alla vagina.
No, sono pronto. Mi preparer. Ma...
Lo so, caro. Lo so.
Poi tacque: occup la bella bocca in un altro modo finch lui venne, bagnandole la faccia. Aveva avuto un conato e se l'era tolto dalle labbra per poi strofinarsi il glande zampillante sulle guance e sul mento. Lui avrebbe voluto gridare, quando si tir su a sedere scosso come dall'elettricit mentre gli spruzzi, quei palpiti profondi che si irradiavano dall'ano, continuavano, ma non sapeva come chiamarla. Per lui era sempre stata la signora Rougemont. Dio, com'era vecchia, eppure erano l. La faccia di lei luccicava di sperma alla luce chiazzata della camera di quel motel in fondo a East Beach, dove arrivava lo sciabordio del mare. Alle loro orecchie torn il ritmico, ininterrotto suono chetante. Lei pos la testa sul cuscino di lui con l'aria di voler essere baciata. Be', perch no? Era suo, quel seme. Dopo essersene sbarazzato, ci fu un momento di tristezza in cui avrebbe avuto bisogno di essere solo, ma di lei non poteva sbarazzarsi. Chiamami Sukie disse lei, che gli aveva letto nel pensiero. Te l'ho succhiato.
Eccome. Grazie. Bellissimo. La voce che gli usc era da ragazzino. Le baci il viso lucido; il seme cominciava ad asciugarsi. Le ciocche di capelli che le erano ricadute sul viso erano dure e appiccicose.
Sono stata brava come un uomo?
Di pi. Ma aveva sentito la mancanza di una certa energia, un'energia di lingua, la presa ferrea, brutale delle dita.
Lei si lasci sprofondare di pi nel cuscino, senza curarsi di lavarsi la faccia, e lo guard con un occhio solo. Dimmi di New York. Non ci ho mai vissuto, dovrai erudirmi. Lennie amava i quartieri residenziali e in citt ci andavamo sempre meno. Tu conoscerai un sacco di bei posti. Gallerie d'arte, teatri off-Broadway. I locali dell'estremo West Side.
A me piace ancora ballare.
I posti cambiano. Un posto in, l'anno dopo  out.
Lei gli lesse nel pensiero e chiese: Sono troppo vecchia per essere invitata a ballare? Non ho nemmeno settantanni.
Hai paura che possa metterti in imbarazzo, davanti ai tuoi amici gay? Perch? Possono capire. Nessuno  eternamente giovane, e tutti gli artisti hanno bisogno di un mecenate. Secondo me faremmo un figurone insieme. Tutti dicono che non dimostro la mia et. E stasera: non ti chieder se mi ami, ma ti  piaciuto?
S. Fai dei gran pompini.
E non ti piacerebbe vivere a New York, nel bell'appartamento grande che mi aiuterai a scegliere? Non uno di quei seminterrati da pezzenti a cui sei abituato, da condividere con dei tipacci.
Certo assent lui. Stupendo.
La prossima volta disse lei, con languida convinzione
toccher a me avere un orgasmo.
Nei molti anni in cui era stata la sua amante, Alexandra non era mai stata a casa di Joe. Lui abitava in una zona di Eastwick che a quei tempi raramente rientrava nei suoi percorsi, il cosiddetto quartiere polacco, anche se c'erano pi discendenti di immigrati portoghesi e italiani che di polacchi -
strette case addossate l'una all'altra molto arretrate rispetto al mare, cinque o sei isolati pi in l di Kazmierczak Square, che gli yankee e i villeggianti chiamavano ancora Landing Square bench trent'anni prima il consiglio municipale avesse approvato a larga maggioranza una mozione per intitolarla a un caduto del Vietnam originario del quartiere.
Una grande chiesa cattolica di mattoni rossi, dalla facciata spoglia tranne che per un portone doppio e qualche pilastro alto e stretto incassato nei mattoni, ergeva la sua croce di rame verde sopra le tegole di cemento delle file di tetti. La casa di Joe era una delle migliori: bench stretta, si estendeva nel retro per mezzo ettaro, dove, in stile italiano, aveva piantato due orti e, fra l'uno e l'altro, aveva costruito un arco di pietra che portava a cinque o sei alberi da frutto - meli,peri, peschi, pruni - che lui chiamava il suo frutteto.
Alexandra ricordava di esserci passata davanti in macchina, quand'era una povera divorziata disperata, di aver sbirciato dentro e aver desiderato per s la devozione che Joe mostrava per il grande giardino sul retro, soprattutto in aprile, quando gli alberi fiorivano. Vedeva la sua mano ovunque.
Una vite prosperava lungo un fianco della casa, quello orientale; era battuto dal sole del mattino e di pomeriggio fino alla prima sera le foglie della vite offrivano un fresco riparo al tavolo e alle sedie che c'erano fuori. Joe aveva portato una nota mediterranea nelle inclementi condizioni americane.
Non appena Alexandra aveva cominciato a scopare con Joe, anche le piante del suo giardino, soprattutto i pomodori e il rabarbaro, avevano preso vigore: lui aveva il pollice verde, o qualcosa del genere.
Quando parcheggi accanto a un marciapiede gremito di vecchie Detroit e si avventur su per i gradini di cemento che Joe aveva costruito con le sue mani e tante volte calcato con i piedi, sent il cuore palpitare e fremere nel petto come una falena che si lancia verso il calore di una luce. Aveva perso tanti chili che Marcy era preoccupata; ma il dottor Pat, col cranio pelato che luccicava e quasi cieco da un occhio, l'aveva rassicurata dicendo che non aveva niente: solo, la Natura faceva ineluttabile il suo corso. Ecco qual era il vantaggio di avere un medico in et senile: non scopriva nulla che potesse indurlo all'azione. Misteriosamente, negli ultimi tempi le scosse elettriche sembravano diminuite, ma i vuoti di memoria erano peggiorati: le sembrava di attraversare le giornate come una sonnambula e spesso si sorprendeva di trovarsi dov'era. La sera, quando si metteva a letto determinata a dormire, le dolevano le dita e aveva i crampi ai piedi, e in tutto il corpo sentiva rifluire aspra la paura, come se tutto quel che aveva mangiato le chiedesse: Chi te lo fa fare? Si svegliava piena d'ansia verso le quattro e tirava avanti come poteva sino a fine giornata. La costipazione si alternava alla diarrea e aveva dei dolori sopra la nuca come se il cranio si stesse ammorbidendo. Aveva i piedi pesanti, anche senza le scarpe, cos il contatto con la terra mancava di precisione e di tanto in tanto lei sbandava stordita. La vista era tormentata dalle mosche volanti e l'udito dai ronzii.
Quand'era a letto o inerte in poltrona, mal sopportava i gesti ripetitivi della vita - alzarsi, fare pip, mangiare, rispondere al telefono - dopo pi di settantanni che questi compiti erano stati alleggeriti da una vaga attesa di chiss quale evento meraviglioso. Adesso le attese erano diventate una seccatura e l'indifferenza le dava un coraggio opposto: altrimenti non avrebbe mai avuto la sfacciataggine di suonare il campanello di Gina Marino.
La vedova venne ad aprire e, ombra scura e tarchiata, decisamente ostile, sbirci con circospezione dalla controporta a zanzariera. Cosa vuoi?
Veramente, Gina, sono venuta a trovare Veronica.  in casa?
Sempre in casa. Io le dico esci, ma lei niente. Trentanove anni e si nasconde come una bambina. Mike ha rinunciato
-  sempre al Barrel.
Credevo che il Bronze Barrel fosse diventato un'altra cosa - uno sports bar, come si chiamano adesso.
Non so come si chiamano, ma l'idea  sempre quella: bere per dimenticare. L'ombra della sua testa si chin verso la rete di alluminio e la mano si sollev sulla maniglia della controporta. Veronica sapeva che saresti passata?
Devo chiederle una cosa. Ci vorr solo un minuto, ma non volevo farlo al telefono,  troppo personale. Se non vuoi che entri in casa tua, Gina, magari Veronica potrebbe venire da me a casa Lenox, in fondo al lungomare. Sar l ancora per una settimana.
Come fa a venirci? La macchina ce l'ha sempre Mike.
Dai, entra. Qui facciamo le ragnatele. Dovette armeggiare con il chiavistello e anche con la maniglia, e la controporta, in mancanza di cure maschili, scricchiolava. Ronni! la chiam Gina, senza quasi alzare la voce, come se la comunicazione fra lei e la figlia corresse nel legno, dopo tanto tempo che la casa le ospitava.
Infatti dal piano di sopra Veronica rispose, con voce timida e cupa. Che c', mamma?
Hai visite. Gina guard Alexandra e annu. Sali
disse.
Alexandra si trascin, con i piedi insensibili, su per le ripide scale moquettate. Penetrare la casa e i suoi segreti era sorprendentemente facile, come una seduzione non programmata. La casa aveva un odore che lei non riusciva a identificare bene, di chiuso ma caldo - l'odore che c' sotto i cuscini del divano, insieme a forcine per capelli e monete smarrite, il rancidume isolato addolcito da buffi di vita, di fluidi detergenti e di pane all'aglio che cuoce nel forno. Joe aveva portato quell'odore nella casa di lei, un odore fidato, intenso soprattutto nelle giornate invernali - i figli tutti a scuola, le cince bigie che svolazzavano attorno alla mangiatoia, Orchard Road che luccicava della neve del giorno prima, i ghiaccioli che cominciavano a gocciolare dalle gronde, la pelle arrossata che le pizzicava dopo il bagno fatto in previsione del suo arrivo. Lui parcheggiava il furgone dietro la casa, entrava passando per la veranda, si sfilava la pesante giacca a vento, sporca in certi punti, e la lasciava cadere sul tappeto intrecciato, seguita dall'allegro cappellino a tesa stretta; il suo maschio profumo agrodolce si sollevava dalla lana sporca del maglione verde da lavoro, dal colletto della camicia e dall'antiquata canottiera che gli scopriva le ascelle spumeggianti quando lei, vestita soltanto dell'accappatoio azzurro, si gettava nelle sue braccia.
Le scale arrivavano a un ballatoio e a un corridoio tappezzato che in una direzione portava verso la parte frontale della casa, dove immaginava che Joe avesse dormito con Gina, e nell'altra alla parte posteriore, dove Veronica viveva senza figli con Mike O'Brian. Venne nel corridoio a salutare la sua ospite: Signora Spofford!
Farlander la corresse Alexandra, sorridendo al pensiero di quanta verit c'era in quel nome, l a Eastwick.
...
NOTA: Il nome Farlander significa abitante di un paese lontano. FINE NOTA.
...
Mi chiamavo Spofford quando tu eri piccola, ma  passato tanto tempo. Dove andiamo a parlare?
Qui dentro, direi rispose la giovane donna, facendosi da parte, seria ma non ostile. Era pi alta e pi magra di Gina, con il naso aquilino di Joe e le sue stesse ombre livide sotto gli occhi, due tratti che purtroppo risultavano sgraziati sul suo viso di donna. Come Marcy, sembrava essere stata educata al mondo senza che nessuno le avesse insegnato i principi della grazia, cos che doveva riflettere prima di ogni movimento. Goffamente, invit Alexandra a entrare nella stanza che fungeva da soggiorno degli O'Brien. La porta chiusa probabilmente immetteva in una camera da letto e un bagno. Era stata montata un'asse da stiro; accanto, un cesto di biancheria fresca di asciugatrice. Dagli abissi dell'infanzia di Alexandra sembr sollevarsi l'odore di strinato di quel paziente processo; con il cuore tranquillo e umido d'amore, aveva guardato sua madre stirare - leccarsi il dito per toccare il fondo del ferro, infilarne il muso sibilante negli angoli attorno al colletto di una camicia da uomo, dare una piccola, preziosa dimostrazione alla sua bambina delle competenze domestiche necessarie perch una casa fosse una casa.
Quelle scale disse Alexandra. Mi sento debole. Anche se Veronica le avesse fatto cenno di sedersi su una sedia, cosa che non fece, Alexandra sarebbe rimasta in piedi. Per la prima volta le sembrava di violare l'ordine domestico di Joe.
Era sempre stato lui ad andare da lei; lei lo aveva ricevuto nella sua casa e nel suo corpo; il resto della vita di Joe era stato il suo lavoro. Fra non molto me ne andr da Eastwick e devo farti una domanda disse. Semplice e personale.
Veronica la guard fisso con qualcosa della straniera opacit della madre, anche se aveva gli occhi pi chiari. Falla
disse.
Questo mese hai saltato un ciclo?
Le parole fecero il loro effetto. Gli occhi stanchi della donna si spalancarono. Dio santo disse. Lei  davvero una strega. Credevo che fossero tutte dicerie.
Alexandra arross di soddisfazione, sentendo per la prima volta dopo giorni il sangue fluire. Ci ho provato, per un po' ammise. Prima del secondo matrimonio. Allora vuol dire che la risposta  s?
S. Non l'ho detto a nessuno, nemmeno a Mike. Nemmeno a mia mamma. Ho una gran paura che sia tutto immaginario, o che sia stato soltanto un ciclo saltato. Ho paura di perderlo. Sono troppo vecchia per avere un figlio.
Hai trentanove anni le disse Alexandra. Non sono pi troppi per una donna. Perch dovresti perderlo? Pensa a quante donne, nella storia del mondo, pur avendo pregato di perderlo non ci sono riuscite. La Natura non vuole che perdiamo dei figli. Vuole che teniamo duro. Tu fumi? Bevi?
No. Un bicchiere di vino ogni tanto, per far compagnia a Mike.
Niente pi vino. Che sia Mike a tenere compagnia a te.
Immagino che ti tenga abbastanza compagnia per essere il padre.
Veronica non cap subito. E quando cap tocc a lei arrossire.
Ah, s. Mi desidera ancora, quando ha bevuto un po'. Come potrebbe essere di un altro?
Be', i modi ci sarebbero, ma non importa. Vedo che per te non valgono. Vorreste un maschio o una femmina?
Un maschio, credo, ma saremmo felicissimi anche se fosse femmina.
Io ne ho due e due disse Alexandra, facendo ricorso a un'esperienza cui attingeva di rado. Per i primi quindici mesi sono pi facili le femmine, poi i maschi. Le femmine diventano reticenti. I maschi sono meno presuntuosi. Secondo me avrai un maschio. Adesso ti dico come fare a stabilire il sesso quando avrai superato i primi tre mesi: lega la fede a un filo e di' a tuo marito di tenertela sospesa sopra la pancia. Se si muove in cerchio  una femmina. Se va avanti e indietro  un maschio.
Veronica scoppi a ridere, un rumore violento e inusuale che la imbarazz. Si copr la bocca con la mano, arrossata dai lavori domestici, e poi la lev. Perch fa questo per me? chiese.
 la Natura a farlo; non c' alcuna prova che lo stia facendo io. Non c' mai la prova. Magari ho espresso un desiderio.
Ho offerto una preghiera. Alexandra esit prima dell'altra confessione: Me lo ha chiesto tua madre.
Mia madre? Ma che cos'ha detto? Quando?
Non ha detto niente. Me l'ha fatto capire. All'inizio del mese scorso, davanti allo Stop & Shop.
Ma perch?
Perch l'ha chiesto o perch io mi presto?
Tutt'e due le cose.
Di nuovo, Alexandra esit. Glielo devo, come si dice in giro. Lei sapeva. E io sapevo che sapeva. Sono cos felice che abbia funzionato. Ma non dare il merito a me. Dallo a Mike. Dallo alla Vergine Maria, se  ancora la tua dea.
Le labbra di Veronica si schiusero, le palpebre si sollevarono, ma lei non lasci entrare la strega in quella parte di s.
Adesso devo andare disse Alexandra. Chiss cosa star pensando tua madre.
Veronica era agitata: sentiva il bisogno di mostrarsi gentile, grata, ma allo stesso tempo di non essere ridicola. Ha detto che fra non molto partir?
Di pomeriggio in pomeriggio, la luce della costa durava qualche minuto di meno. Nei campi, le zucche maturavano in cima al loro cirro ritorto. La luna gettava ombre. Prima della Giornata del lavoro. All'inizio avevo due coinquiline: una  morta e l'altra sta cercando casa a New York.
Sono cose tristi. Ha detto che si sente debole.
Sono cose tristi, ma cos  la vita, o la Natura, o la crescita, o la morte, o qualcos'altro. La debolezza potrebbe essere solo immaginaria. A differenza del tuo bambino.
Veronica fece di nuovo per ridere e si trattenne: le labbra si richiusero sigillando un bel sorriso, timido ma fiero, adorabilmente compiaciuto, come quello di Joe quando, dopo aver scopato con Alexandra ed essersi rivestito, fuggiva dalla casa di lei verso la vivacit di Orchard Road, bagnata della neve sciolta e dell'attrito del traffico. Veronica, impacciata, capiva che la sua ospite si meritava ancora un po' di conversazione.
Com' stato per lei chiese essere di nuovo qui a Eastwick quest'estate?
 stato... utile decise Alexandra. Ha confermato la
mia sensazione che il mio posto non fosse qui. Qui c'era meno di quanto ricordassi.
Credo che chi non se n' andato di qui lo sapesse gi.
Ma questo non vale per tutti i posti?
S. Dipende da noi. Da come guardiamo le cose. Ci sono certi posti, certi periodi della vita... che ci sembrano magici.
Quando li ricordiamo.
Veronica fece per girarsi, verso l'asse da stiro, verso una vita meno solitaria, ora, grazie a un nuovo membro della famiglia, un amico dipendente e adorante che il suo corpo stava creando.
Alexandra, con voce abbastanza ferma per trattenere l'altra dal voltarle le spalle, disse: Lo so, dovrei andarmene.
So che non vedi l'ora di correre gi da tua madre a dirglielo.
Ma mi  venuta in mente una cosa. Tu ti sei sposata lo stesso anno in cui  morto tuo padre, vero?
S. Millenovecentonovantanove.
Lo conoscevo, sai.
La donna innocente socchiuse gli occhi. Lo sapevo, credo.
La vecchia strega malvagia non era riuscita a trattenersi: port Joe fra loro, dandosi la soddisfazione di evocarlo, a quella distanza enorme, con la sua forza svanita, una forza che l'aveva mossa e che lei, senza apprezzarla abbastanza nella fretta smaniosa di quei tempi, aveva accolto in s, negli scuri recessi di s, i recessi fertili, naturali, dove la spirale annientava il seme di Joe. Aveva bisogno di mettersi Joe sulla lingua, in cambio del favore che aveva fatto a quella ragazza che avvizziva.
Credo disse a Veronica che se Joe fosse vissuto ancora un paio d'anni - se avesse potuto dare la sua benedizione a te e a Mike - saresti rimasta incinta subito. Aveva il pollice verde.
Diede alla futura madre un bacio sulla guancia e si gir per affrontare con i piedi incerti la ripida discesa.
Georgiana du Pelletier distese voluttuosamente all'infuori le braccia pallide, arrotondate, procaci, come per afferrare l'aria trasparente di quella bella mattina caraibica. Le labbra, squisitamente modellate, rosee pur senza rossetto [primo '800: anacr.?], si tesero in uno squisito sbadiglio felino, scoprendo una lingua vezzosamente arcuata e della stessa tinta vitale delle labbra, che si sollev agli angoli in un sorriso scavando con rinnovato piacere le stuzzicanti fossette gemelle e portando un lieve rossore sulle guance chiare ma baciate dal sole [tagliare?].
Gli occhi - celesti, con un'ombra del blu profondo in cui si inabissa il banco corallino - si sforzarono di mettere a fuoco il presente e i suoi tanti appelli. Ma la mano protesa, con le sue dita graziosamente affusolate, tocc senza volere il sottilissimo reticolo della zanzariera, che le riport alla mente un tessuto diverso - pi unto, pi scuro, rivestito di una muscolatura vigorosa -
da lei accarezzato la notte prima sulla spiaggia lontana del mare dei sogni.
Sukie riflett sull'opportunit di scrivere: Beata, aveva conficcato le unghie, lucidate e modellate con cura, dentro l'ampia schiena sussultante di Hercule, ma poi ramment a se stessa che un romanzo rosa come si deve non indugia mai su particolari sessuali per non scadere nella pornografia e perdere il suo pubblico mirato di donne trasognate e insoddisfatte.
I particolari possono spaventare le lettrici. Le donne conoscono i fatti, ma preferiscono non vederli esplicitati.
Sul cornicione davanti alla finestra dell'appartamento di Sukie, piccioni immondi tubavano, si lisciavano le piume e muovevano avanti e indietro la testa coi suoi occhietti luccicanti.
Si accoppiavano in un furioso turbinio di piume e di rigide ali spiegate che era preoccupante a vedersi cos da vicino, a venti piani d'altezza. Il viale di sotto, lontano, un fiume di sfolgorii di sole riflesso e di foschia di gas di scarico, strepitava e gemeva di veicoli disperati. Era settembre e nella metropoli c'erano ancora un languore e un calore estivi.
Il canto degli uccelli tropicali - il cinguettio schivo dei piccoli uccelli gialli [cercare nome] indaffarati, i gridi rochi delle coppie di lapas dal grande becco - filtrava dalle persiane della camera da letto. Gli schiavi nei campi, fin dall'alba, sospiravano ritmici canti popolari nel loro musicale patois, fuori sui bianchi ettari di cotone peruviano. Pi a portata di mano, le schiave di casa si scambiavano a bassa voce i pettegolezzi stendendo i panni nel cortiletto della lavanderia - molto probabilmente pettegolezzi sugli affari di cuore della loro avvenente padrona. Il povero marito di Georgiana, il focoso e spietato colono Pierre du Pelletier, come se avesse avuto il presagio di trovare la morte apparente in un naufragio durante il viaggio verso la Giamaica, aveva raccomandato alla sua sposa di mandare avanti la piantagione con il pugno di ferro, se mai il cielo le avesse mandato la disgrazia di diventar vedova. Bench sottile di carne e delicata d'ossa, lei aveva sorvegliato i duecento schiavi neri con una fredda efficienza che aveva stupito il caposquadra bianco, Jerome Pallone gonfiato Maloney, di origine irlandese - quello con i ricci neri e scarmigliati, le beffarde labbra vermiglie e gli occhi verdi che la seguiva con una pretesa possessivit capace a volte di mandare un brivido su per la spina dorsale diritta ma flessuosa di Georgiana [frase involuta?].
Sotto la sua gestione puntigliosa ma umana, i profitti erano cresciuti. Aveva proibito l'uso della frusta, e le pesanti catene di ferro che consumavano la pelle attorno alle tormentate caviglie furono abbandonate nelle segrete e nelle celle di punizione a far ruggine.
Gli schiavi, grati, godevano di buona salute. Si sarebbero fatti insolenti e ribelli, l'aveva ammonita Pallone gonfiato Maloney, e la loro rivolta avrebbe bagnato di sangue l'isola come aveva bagnato di sangue Santo Domingo. Lei, per scherno, gli aveva dato un colpetto sul naso butterato con la punta del ventaglio chiuso.
Fino a quel giorno infausto, lo aveva informato animatamente, la propria parola sarebbe stata legge. Perfino gli asinelli, con i loro occhi dalle ciglia lunghe ed espressive, e gli zeb Brahma importati da Ceylon
[contr.] sembravano capire e rallegrarsi del fatto che il capo fosse una donna.
Le doppie porte di teak sbiancato della sua chambre  coucher dal soffitto a cassettoni si aprirono delicatamente ed entr Hercule, il giovane vicemaggiordomo, che indossava il completo verde felce, assurdo ma affascinante, da domestico - calzoni aderenti che arrivavano al ginocchio, giacca a coda di rondine con il colletto alto senza revers [rever?] e guarnita di cordoncino bianco, panciotto dai bottoni dorati, cravatta di batista bianca e, per concludere questo insieme elegante, laddove un servo europeo avrebbe avuto ai piedi calze di seta con la baghetta e scarpe di vernice nera a punta, lui aveva i polpacci ebano scoperti e i larghi piedi nudi, che meglio consentivano (riflett Georgiana) di muoversi a passi felpati sui pavimenti appena scricchiolanti fatti con il prezioso amaranto che arrivava dalle foreste incappucciate di nubi del Brasile settentrionale. Senz'altro rumore che il fruscio della pianta del piede sul legno, che lei pot udire solo trattenendo il fiato, Hercule si avvicin al letto e dispose sopra il suo grembo, rivestito di una coperta leggera e formicolante del bisogno segreto di urinare [omettere?], un ampio vassoio rialzato con sopra, come un'opulenta natura morta fiamminga, una colazione policroma.
Bench la formula del romanzo rosa non ammettesse particolari sessuali, consentiva e anzi incoraggiava le descrizioni dettagliate dei cibi. Ma Sukie non era mai stata granch come cuoca. Era un peccato, perch sia Monty sia Lennie si erano sempre considerati uomini di mondo capaci di godersi la bella vita e avrebbero gradito che la moglie, con le sue
doti culinarie, li sollevasse dalle spese necessarie per il ricorso ai ristoranti, con il loro sfoggio di giacche e cravatte, camerieri pretenziosi e poco attenti e mance immeritatamente generose. Per le lettrici dei romanzi rosa, la descrizione dei cibi era un sostituto del sesso esplicito e metteva a dura prova l'immaginazione di Sukie. La punta della lingua spunt dalle sue belle labbra come per attirare un'ispirazione gustativa con una tozza antenna rosa.
Un flute di succo di guava, sottili fettine di petto di colibr servite su frittelle di farina di mais grandi come monete, un pesce farfalla appena pescato, filettato e cotto al vapore nella sua pelle a strisce nere. Su un piatto a parte, listerelle di banana tagliate per il lungo erano immerse nel miele, pallidamente scure come un violino verniciato. Per mangiarle non c'era altro modo che prenderle con la mano, per poi pulirsi le dita succhiandole una a una. I croissant in miniatura, che gli schiavi chiamavano les cornes du diable, aspettavano di essere spezzati e spalmati di viscido burro di mango, arancione come un tramonto con l'uragano. Una caffettiera d'argento cesellato, fitto di vegetazione stilizzata sia sulla superficie del corpo dal fondo arrotondato sia sulla verga che fungeva da manico, era passata da un Du Pelletier all'altro fin dai tempi del Re Sole e ora, nella mano salda di Hercule, vers nella tazza di finissima porcellana di Svres di Georgiana del caff arricchito di zucchero di canna grezza della consistenza del catrame.
Soltanto adesso, dopo tre sorsi bollenti, lei pot aprire gli occhi per abbracciare con lo sguardo la presenza maestosa del suo leggiadro servitore nero opaco.
Quella notte l'aveva avuta fra le braccia. L'aveva penetrata fino a toccarne l'anima. Tuttavia c'era qualcosa di strano in lui, quando abbass le palpebre per non rovesciare nemmeno una goccia del caff di Georgiana.
Sul suo viso niente, nemmeno un piccolo spasmo involontario, tradiva l'estasi di quella notte, il dono completo di s che lei gli aveva fatto. Che cosa sapeva, lei, dei suoi pensieri? Lui era di un'altra razza, di un altro continente, come se fosse di un altro pianeta. Il loro corpo parlava il linguaggio dell'amore sopra un grande abisso di tab. Anche quando lei aveva teso le reni attorno all'espulsione convulsiva dell'essenza seminale [tagliare?], era sprintato il pensiero: Vuole uccidermi. Avrebbe potuto ammazzarla senza un attimo di esitazione l'abbagliante mattina di una rivolta degli schiavi, anche se la notte prima aveva approfittato della sua tenerezza ed elargito baci di mano e di lingua sulla sua dolce epidermide di alabastro. Agli occhi di lui, la sua pelle biancheggiava forse orribilmente di una malattia da spazzar via dalla faccia della terra? Anche adesso, la deferenza con cui la serviva poteva nascondere un'ironia assassina.
La sua presenza scura nella stanza bianca era fuori luogo come il metallo nella carne.
Georgiana represse questi pensieri inquietanti. Spostando le gambe sotto il vassoio ben fermo, fece ridacchiare la porcellana e l'argento ammassati sopra. Quando Hercule si chin per levare quel gravame, lei fu assalita dal suo aroma di maschio e trov il coraggio di chiedere ad alta voce: Ti  piaciuto, stanotte, mon bel esclave?
Lo sent irrigidirsi; il vasellame sul vassoio per un attimo vibr. Canti d'uccello e chiacchiericcio indecifrabile filtrarono dalle persiane e poi si interruppero, come all'avvicinarsi di un predatore. Il tondo cranio rasato di Hercule e il pilastro che lo sorreggeva, con le arterie e i muscoli affusolati del collo, giganteggiarono sopra di lei, vicino. Non capisco, signora rispose lui, con gli occhi colmi di paura. Le iridi erano nere come il suo caff; il bianco degli occhi era di quel rossogiallastro tipico della sua razza tropicale. Lei ebbe l'improvvisa sensazione che l'abisso che li separava fosse incolmabile. Lui mormor:
Il signor Pallone gonfiato ci guarda.
Sukie smise di battere sulla tastiera - di digitare, come ormai si diceva - nell'incantamento della sospensione dell'incredulit.
Gli occhi, fissi sul monitor senza mai un battito di palpebre, le bruciavano. Batta pi spesso le palpebre, le aveva detto l'oculista. I rumori dell'Upper East Side, trasmutati nel rumore di sottofondo di un'infida isola caraibica, tornarono quelli che erano: i detriti auditivi sul suolo sporco di una metropoli spaventosamente affollata. Evocando una colazione dalla carica erotica su un'isola in cui gli schiavi erano destinati a ribellarsi, nel subconscio aveva udito aprirsi e richiudersi la porta dell'ascensore sul pianerottolo. Aspett di sentire la chiave di Christopher nella serratura e i suoi passi furtivi e strascicati nell'ingresso.
Sono io grid lui, come fanno i bambini quando tornano da scuola o dal gioco. I suoi piedi silenziosi, avvolti nel modello pi costoso di nuove New Balance, attraversarono il soggiorno e si fermarono sulla soglia della stanzetta, in origine la stanza della cameriera, in cui lei aveva installato l'attrezzatura per scrivere. Sull'isola immaginaria di Sukie, Santa Magdalena, era mattina; l, nel mondo reale, era tardo pomeriggio, l'ora in cui le ombre dei grattacieli inondavano le vie e i pendolari riempivano i marciapiedi come termiti che fuggono da un edificio in fiamme. Il fuoco era nel New Jersey, un sole rosso in fondo alle traverse occidentali. Per Manhattan era ora di cambiare marcia, di cominciare a pensare al ristorante a cui cenare oppure di affrontare la cucina e un frigorifero povero di avanzi. Tuttavia Christopher apparve sulla porta con una radiosit mattutina, quella di un messaggero di un altro mondo, con una notizia che per lei era tanto promettente quanto quella ricevuta dalla Maddalena al sepolcro vuoto o da Maria, all'altro capo della vita divina, mentre leggeva in virginale solitudine. Non temere, sembrava dire Christopher. Calmati.
Come procede? chiese, appoggiandosi a un lato della cornice della porta. Aveva perso qualche chilo. Tornato in citt, non pi viziato dalla cucina germanica di Greta Neff, si
era messo a regime e, per difendersi dalle porzioni eccessive ammannite nei ristoranti e dal rifiuto di cucinare di Sukie, aveva preso l'abitudine di fare la spesa e occuparsi lui stesso della cucina, preparando piatti ipocalorici quali pesce, riso integrale e verdura fresca cucinata al dente. Aveva preso anche l'abitudine di occuparsi dei mestieri in casa, facendo rombare la lavatrice e l'aspirapolvere mentre Sukie cercava di concentrarsi.
In un certo senso, lei si era procurata una moglie.
Non male rispose.  robaccia, immagino, ma quando ci sono dentro mi sembra un'altra cosa. Verit, forse.
Dove sei stato tutto il pomeriggio?
Oh, be'. Mi sono visto con Max - mi sta tastando il terreno per un paio di progetti di sitcom. Ho fatto un'ora di palestra, pesi e step. Sono andato a piedi lungo il fiume fino alla Novantaseiesima. Ho visto delle persone che frequentavo tempo fa e ci siamo messi su una panchina a parlare. Dicevano che nel Queens tireranno su dei nuovi grattacieli, oltre a quello verde con la scritta Citi. Abbiamo stabilito che a noi il Queens piace com', basso e sporco, cos possono permettersi di viverci quelli che lavorano davvero, invece di quei forestieri ricchi e fasulli di Manhattan.
Parlava troppo: nascondeva qualcosa. Di solito diceva:
Oh, niente di speciale, oppure, se lei gli aveva chiesto dove andava, rispondeva con uno sbrigativo Fuori e qualche volta aggiungeva: A prendere una boccata d'aria, o magari: Non capisco come fai, tu, a startene chiusa in casa tutto il giorno.
Max era il suo agente e alla sua agenzia arrivava di tutto.
Christopher era giunto a un'et critica: troppo giovanile per
i ruoli di padre o grande uomo d'affari ma decisamente troppo vecchio e in carne per quelli romantici che venticinque anni prima aveva interpretato ogni tanto. Dopo aver visto qualche sua vecchia videocassetta, Sukie gli aveva chiesto se gli era piaciuto girare le scene dei baci. Lui aveva risposto che non erano state un problema: del resto il sesso era quasi sempre recitazione. E queste parole l'avevano fatta riflettere. Lei si era sempre considerata un'entusiasta del sesso, una che andava matta per un bel cazzo, capace di uscire da se stessa durante l'atto, atto che le prime volte era avvenuto nell'elegante e polveroso abitacolo di una delle berline di famiglia d'epoca prebellica che il ragazzo di turno aveva preso in prestito per la serata, oppure su un divano, un tappeto, un letto delle case occupate furtivamente in quella citt-unghia dello stato settentrionale, e poi, pi avanti negli anni, in stanze d'albergo e case di villeggiatura regolarmente affittate. Nemmeno per la donna pi libera e sana era sempre facile tenere il passo. Il sesso era un'arte e forse somigliava a un'arte primitiva, quelle pitture rupestri ocra di bisonti, alci dal pelo folto, antilopi dalle lunghe zampe sottili su pareti stillanti, con le bestie dipinte che, graffiate da vere punte di lancia per infliggere ferite intese a essere trasferite magicamente alla caccia reale, diventavano prede altrettanto reali. Le pitture non erano raggiungibili tanto facilmente quanto i libri d'arte facevano credere: il pittore rupestre doveva infilarsi in una serie di cunicoli stretti, anfrattuosi, sdrucciolevoli e opprimenti prima di calarsi nella cavit pi segreta dove poter affrontare, o creare, quelle immagini potenti. Cos si arrivava al sesso e al suo culmine; ripensando alle acrobazie e alle umiliazioni che c'erano volute nel corso degli anni, Sukie si chiese: se aveva solo recitato, chi era stato il pubblico? La risposta era: se stessa; lei era stata il palcoscenico, l'attrice e il pubblico.
Con Christopher il sesso - e non era sempre lei a prendere l'iniziativa - era una farsa, ma una farsa consapevole, talvolta recitata con costumi cross-dressing e comici aggeggi di plastica, forse contrari alla loro natura ma capaci di attingere forza dalla perversione, da un senso di trasgressione e da una persistenza meccanica che sostituiva all'eccitazione sentimentale e all'illusione della scoperta della giovinezza una fredda consapevolezza anch'essa eccitante.
Una macchina richiede delle messe a punto, e si tratta di messe a punto abbastanza sottili perch siano definite delicate. In generale, la loro coabitazione aveva bisogno di tatto
- da parte di lui per non farle sentire il peso dell'et e da parte di lei per evitare i commenti sulla sua povert, la sua penosa dipendenza economica. Erano due esperti di doppiezza.
Di tutti i giramondo, loro viaggiavano leggeri. Lui, a differenza degli uomini eterosessuali schiacciati dagli imperativi sociali degli impeti di gelosia e della prepotenza possessiva, non le faceva mai male fisicamente. Fianco a fianco, assistevano a concerti e spettacoli teatrali, film e mostre dedicando a quei pastrocchi che andavano sotto il nome di Cultura un'attenzione fresca da ragazzini. A tutti e due piaceva andar per negozi e seguivano, a distanza, certi cambiamenti della moda. Lui si dimostr un sincero tifoso dei Mets e lei, il primo mese di vita in citt, scopr che le piaceva trascorrere qualche giornata soleggiata di settembre in un grande stadio pieno di gente urlante, mentre i jet di linea luccicavano nel cielo scendendo al La Guardia. Era una bellezza, dopo tanti anni in periferia, viaggiare in metropolitana, con la sua velocit senza ostacoli, la sua economia e la sua mescolanza etnica; rimpiangeva di esserci arrivata tanto tardi, quando ormai l'ammissione richiedeva un biglietto di carta invece di un solido gettone di metallo.
Tuttavia, nonostante i momenti lieti trascorsi insieme e la mutua, agevole tolleranza, la farsa del loro matrimonio fece assumere a Sukie un aspetto infernale, non un inferno di fuoco ma di ghiaccio. I palazzi erano pile di cubi di ghiaccio e lei e Christopher Grant erano uno dei tanti elementi ghiacciati fatti di forestieri fasulli. Erano zombie;
c'era puzza di uomo marcio, di dannazione. Sukie non
aveva puntato alla perfezione e questo, nella sua immaginazione romantica, era peccato. Nel futuro della loro isola c'era il castigo: la rivolta, la conflagrazione. Ma non ancora.
Georgiana e Hercule se la caveranno. Finiranno l'uno nelle braccia dell'altra per sempre: era questo il libro che stava scrivendo.
Halloween, pi o meno Cara, vecchia, splendida creatura, lo so, lo so, sono stata cattiva, non ho scritto, ma ho comprato un computer nuovo per consegnare su un unico disco questo mio romanzo a cui sto lavorando: adesso  cos che vogliono i testi, questi editori spilorci.
 un portatile che posso portarmi in giro quando io e Chris andiamo in viaggio da qualche parte, e la Microsoft ci ha messo dentro un sacco di nuove e ingegnose diavolerie, cos invece di un mouse vero e proprio c' uno di quei piccoli surrogati di mouse in mezzo alla tastiera, un quadrato di metallo magico pi grande di una scatola di fiammiferi ma pi piccolo di un pacchetto di sigarette (mi manca ancora, il fumo, soprattutto alle feste e quando scrivo, bench siano passati anni da quando mi  stato diagnosticato un enfisema tanto grave che le alternative erano smettere o morire), che si fa funzionare con un dito, anche se basta sfiorarlo e la freccina sullo schermo schizza dentro un'icona o qualcos'altro che ti cambia il font, o fa la tripla colonna, o fa diventare tutto di un colore orribile e tu non sai pi come tornare indietro. Certi giorni vorrei piangere e farlo a pezzi, quell'aggeggio del diavolo, sono troppo vecchia per la tecnologia che ci vuole oggigiorno per fare qualsiasi cosa, anche guidare una macchina. Ho venduto la BMW per prendere un'ibrida, una Toyota, compatta ed ecologica, cos posso andarmene in giro per la citt senza che me la rubino - chi  che ruberebbe un'ibrida? - e ha un cruscotto che sembra uno stealth, tutto pieno di disegnini internazionali carini e parole in codice. Non ci capisco niente. Non so neanche cambiare il canale FM alla radio senza trovare un programma di commenti sportivi estenuanti, con gli ascoltatori che telefonano per alzare la voce con il conduttore e il conduttore che alza la voce con loro, su AM, che  piena di interferenze, con tutti i cavi che ci sono in questa citt cablata. L'elettricit: a chi serve?
Chris dice che elettricit  un termine improprio, l'elettricit in senso stretto non esiste: ci sono gli elettroni, ma elettricit  una parola generica usata per pigrizia. Esistono solo particelle con una carica e particelle senza. Inoltre New York  una citt con molte pi distrazioni di Stamford e credo che sia questa la ragione per cui i giovani continuano ad arrivare qui a frotte pur dovendo abitare praticamente in scatoloni sotto i ponti, e Chris vuole sempre portarmi a questo o quest'altro evento mondano, tutti senza senso, come gli happening in cui c' una che si fa dei tagli sulle braccia e si tocca la passera. Monty e Lennie avevano il pregio di lasciarmi in pace, ogni tanto, cos potevo sognare, ma, certo, loro lavoravano. Curioso, vero, come dei particolari minimi di questi mariti morti diventino preziosi?
A quei tempi i lavori che facevano mi sembravano stronzate. Vendere alla gente roba che in realt non le serve: ecco che cos' diventato il capitalismo. In pi esaurisce le risorse naturali non rinnovabili mentre in Africa si muore di fame.
Ma adesso i Mets non giocano - Chris un patito del baseball: chi l'avrebbe mai detto? - e a Taos sar arrivato il perfetto clima autunnale e tu starai rifiorendo. Avevi bisogno di metter su qualche chilo, tesoro mio. Non ti avevo mai vista cos smunta come quando abbiamo lasciato l'appartamento. (Scusami se ti infliggo tanti particolari dell'ultimo minuto; quelli della banca sono stati proprio delle carogne a non restituirci la cauzione finch non avessimo ridipinto il soffitto; io non avevo notato delle macchie di fumo, e poi il soffitto era gi giallognolo di suo.)
Hai avuto i tuoi disturbi, ma chi non ne ha? Tra le altre cose, nelle donne a un certo punto la vescica si mette a fare i capricci. Certe volte nemmeno una goccia anche se sai che devi farla e altre volte basta ridere o soffarsi il naso per farsela addosso. Basta guardare la televisione, se segui le notizie e ti metti nella categoria patetica degli anziani. Moi, sono allergica al sole e ho i polmoni troppo consumati e le gengive che recedono tanto che  quasi parodontite. Tu eri soltanto depressa, questa  la mia diagnosi. Forse per la morte di Jane - Jane era una difficile da mandar gi, ma a noi toccava farlo - e forse perch eri la pi vecchia delle tre e sei sempre stata la nostra leader: la sorella maggiore, considerata la pi saggia - la pi vecchia e la pi magica, anche se in effetti Jane sapeva volare, almeno un po', diciamo come uno scoiattolo volante. Ma secondo me quel che la Dea ha fatto a Jane ti ha indotta (ha indotto te, Lexa) a pensare che forse erano tutte assurdit. D'accordo, forse  vero. Adesso vivo nel quartier generale nazionale della distribuzione delle assurdit e non mi lascio scalfire.
Prendo la vita come viene, giorno per giorno. Se si guarda in su, al di l di tutte le costruzioni nuove (con quelle cazzo di doppie file di cassonetti dappertutto!), c' ancora una fetta di cielo azzurro. Da qualche parte, in tutto questo, deve pur esserci una ragione di esistere, visto quanta roba c'. Insomma, con tutto quel che esiste, miliardi di anni luce di roba.
Sono riuscita a farmi dire da Chris come faceva a procurarci la scossa; ho detto procurare, ma in realt credo che volesse tenermi per ultima. Il metodo si basava sugli esperimenti di Darryl e su quel che rimaneva della sua attrezzatura. Nella teoria dei quanti, che pi che una teoria , diciamo, una povera descrizione dell'assurdit di come stanno realmente le cose,  stato pi volte dimostrato: se dividi una particella, un fotone, mettiamo, una met avr spin orario e l'altra antiorario, e quando misuri lo spin di una met, per quanto le due met si siano allontanate l'una dall'altra, l'altra avr spin antiorario anche se  impossibile che abbiano comunicato fra loro. Si chiama cooperazione fra due sistemi separati.  solo una delle tante caratteristiche sinistre delle particelle; non sono semplicemente particelle, ma allo stesso tempo onde, e un fotone, passando per due slot, forma figure di interferenza con se stesso, e nello spazio compaiono in continuazione dal nulla elettroni, con i loro corrispondenti di antimateria, i positroni, anche se solo per un miliardesimo di un bilionesimo di secondo, pi o meno. Sul serio. Gli scienziati credono che l'universo sia cominciato cos: dell'antimateria si  dimenticata di annullare la materia. O una qualche particella virtuale  diventata non virtuale. L'idea di Darryl, quando ancora sperava di diventare un grande inventore e fare soldi a palate, che gli servivano per i suoi viaggi e la sua vita stravagante - sperava di venderla all'Esercito americano, ma in realt era un'arma che poteva uccidere una sola persona per volta, e lentamente - era quella di applicare agli elettroni questo principio della cooperazione fra sistemi separati.
Un po' come la magia simpatetica che cercavamo di esercitare noi. La stregoneria aveva la caratteristica di funzionare soltanto con le persone che ci stavano attorno, persone che conoscevamo, del paese. Per trasferire elettroni a una certa distanza occorreva che la vittima fosse abbastanza vicina, almeno nella stessa citt, ammesso che fosse una citt piccola. Nemmeno il fulmine pu fare pi di due o tre chilometri di distanza. E poi bisognava che la sostanza elettronica della persona perdesse qualcosa per sfregamento. La ragione per cui, dopo aver camminato in una stanza, toccando una maniglia prendi la scossa  che la frizione delle scarpe ha sottratto elettroni alla moquette e quell'eccesso di elettroni  attirato verso i protoni della maniglia. Hai la sensazione che la carica elettrica entri in te, ma in realt sta uscendo. Come quando ti si appiccicava la sottoveste al sedere, ai tempi in cui le donne la portavano ancora - ti ricordi che scocciatura, anche se non uscivano le scintille come quando ci si spazzola i capelli al buio? Erano elettroni in eccesso che cercavano il cosiddetto equilibrio elettrostatico.
Ora - lo so,  faticoso anche per me - la cosa strana
(da brivido, addirittura, ma lui era uno da brivido, anche se molto divertente) di Darryl  che aveva conservato dai tempi del tennis e della vasca da bagno di casa Lenox gli indumenti che, quando finalmente tornavamo da quei nostri poveri, santi figli abbandonati, dimenticavamo di portar via perch eravamo troppo fatte o troppo rilassate. Pantaloncini e magliette da tennis, calzini, fasce tergisudore, fasce per i capelli, pettini, mutande e anche reggiseni, dimenticati, credo, nello spogliatoio o sul bordo della vasca, e lui aveva conservato tutto quanto insieme ad altri souvenir della nostra anima che aveva cercato di catturare, e quando Christopher ha capito di chi erano quelle cose e quando Greta Neff, che era stata molto comprensiva con lui quando era diventato orfano (al contrario di noi, direi), l'ha avvertito che finalmente stavamo per tornare a Eastwick, lui ha dissotterrato il cannone elettronico che Darryl teneva in laboratorio (se ne trovano dappertutto, tutti i televisori ne sono dotati, produce quel puntino che attraversa lo schermo a raggi catodici: parte dal fondo del tubo catodico, viene sparato fuori dall'emissione termoionica e passa per un foro nell'anodo - ho fatto qualche ricerca, non sono come quegli scrittori che assumono uno scagnozzo per farsele fare) e ha colpito gli indumenti intimi di Jane e poi i tuoi, sui quali il sudore era ormai secco da trent'anni, ha sparato un mucchio di elettroni contro quegli indumenti e, per estensione, per una forma di cooperazione fra sistemi separati, contro di te. La quantit in eccesso ti si accumulava nel corpo e non soltanto generava delle scosse, ma ti scombussolava gli organi e lo stato d'animo in generale. Era diabolico.
Chris era arrabbiatissimo per la vicenda della sorella.
Il metodo non era preciso, ma del resto nemmeno il mondo dei quanti  preciso, si tratta solo di probabilit, niente esiste, in senso stretto, tutto  soltanto ombra, finch non viene misurato, e lo strumento per la misurazione  tanto intrusivo da rendere impossibile un'altra misurazione. Comunque. Non preoccuparti, tesoro mio. Christopher giura che il cannone elettronico di Darryl  rotto - dopo aver fatto venire l'aneurisma a Jane ha cominciato a fare le bizze - e non ha idea di come si ripari, n pu permettersi di pagare qualcuno che lo faccia. I soldi, per noi, sono un argomento delicato, ma questa  un'altra storia.
Come dicevo, la citt  un tormento continuo, ma anche il ripensare a Eastwick ha avuto i suoi aspetti negativi
(Tommy Gorton mi ha mandato qualche articolo di quel notiziario da due soldi che gira in fotocopie e che non potr mai sostituire degnamente il Word e ho letto che alla fine Nemo  stato venduto, mentre i gestori del Dunkin' Donuts hanno promesso di ristrutturare il locale conservando alcune delle caratteristiche storiche.
Inoltre gli unitariani hanno rimandato a dopo la Giornata del lavoro il loro raduno anti-Iraq, che comunque  stato un po' un fiasco: non c' pi la stessa rabbia suscitata dal Vietnam; quelli che muoiono sono volontari e soldati di leva della guardia nazionale, mentre la gente si preoccupa di pi per l'economia). Ma come avevo cominciato a raccontarti, una sera, dopo essere stata in giro con Christopher - lo so, in quell'ultima
decina di giorni ti ho trascurata, ma lottavo per salvarti la vita, cercavo di sedurre un uomo che aveva scarsissimo interesse per il gentil sesso e che per giunta era un assassino spietato - lui doveva tornare dai Neff, Greta aveva sempre un broncio tremendo da quando aveva capito che ci frequentavamo, e io, sola soletta in quella zona tra Hemlock e Vane - stavo cercando di tornare
alla BMW, parcheggiata in fondo a Dock Street - sono finita nel buio che pi buio non si pu,  stato come entrare in un pozzo senza fondo, non so descriverlo, vicino al terreno accanto alla chiesa unitariana, l'ex chiesa congregazionalista e, prima ancora, luogo di culto dei puritani, con quei sermoni che duravano tre ore e, per non gelare, soltanto degli scaldapiedi con dentro braci semispente. Non c'erano lampioni accesi e nemmeno luci nelle case, anche se l vicino una casa c'era, di qualcuno che non conoscevo - e a pensarci bene c'erano un mucchio di case, a Eastwick, di gente che non conoscevamo, anche se credevamo di conoscere tutti - e io ero in questo buio antico, un rimasuglio del buio delle foreste quando c'erano foreste dappertutto e la gente di quei poveri villaggi, al calar della notte, andava a letto con il terrore degli indiani. Di colpo non ho pi visto niente, solo le sagome di alberi e arbusti - alti, probabilmente tuie - che si stagliavano contro il cielo appena un po' pi chiaro, senza stelle, senza luna, e io persa e cieca ad appena qualche isolato dal Superette che riversava luce sul marciapiede e le ultime barche a vela che tornavano al porto col motore acceso e i ragazzi sfaccendati che rumoreggiavano al Ben & Jerry, dove una volta c'era il barbiere. Sentivo passare le macchine, ma ero sola come nel deserto, come quando si chiude un bambino nel ripostiglio, una cosa che, ricordo, i miei genitori di Neanderthal minacciavano di fare ma forse non hanno mai fatto davvero. Allora ho capito quanto sia precaria la civilt su questo continente. Quel buio aspetta solo di spazzarla via.
A Chris dava un piacere morboso visitare la tomba di Jenny e dei suoi genitori, nella parte nuova del cimitero di Cocumscussoc, e l, alla luce del giorno, si vedeva quant'erano invecchiate le lapidi, scurite dalla muffa e dai licheni al punto che i nomi e le date si leggevano a fatica. Ma erano molte le tombe recenti e le
lapidi ancora chiare, conoscenze di quegli anni a Eastwick che marcivano nelle loro lunghe casse sotterranee ma vivevano ancora nella mia testa, allegri cartoni animati perfino nell'abitudine che ciascuno aveva di strizzare le palpebre, ridere, dire certe cose, la loro impressione ancora viva in me come se il mio cervello fosse un altro genere di cimitero, un cimitero galleggiante, uno sfavillio che si consumer come lucciole, come le margheritine di campo cresciute spontaneamente sulle tombe. Anche questo era spaventoso, a suo modo, terrore alla luce del sole.
Ma non lasciamoci spaventare, io e te. Noi abbiamo la scorza dura. Anche Chris. Mentre scrivevo queste righe, lui  uscito di casa ed  rientrato. Gli ho chiesto di controllare qualche termine tecnico, anche se a te importer poco. Tra le varie cose che mi ha insegnato ce n' una sorprendente: la ragione per cui vediamo tutte le cose  che il guscio di elettroni mulinanti che in ogni atomo avvolge il nucleo fa rimbalzare nei nostri occhi dei fotoni. E quegli elettroni sono costantemente alla ricerca di un vuoto da riempire, quindi  vero che sono come l'amore, anche se quando lo dicevo mi prendevate in giro. Chris ti saluta e dice che gli dispiace se hai ancora qualche disturbo:  stata una pazzia da parte sua prendersela con la stregoneria per fatti reali.
Mucho amor (qui parlano tutti lo spagnolo)
Sukie era scarabocchiato in rosso, con quell'ampollosit maldestra tipica delle persone del XXI secolo disavvezze a maneggiare una penna. Sotto aveva aggiunto un numero di telefono con il prefisso 212 e un indirizzo dell'East Side.
Alexandra aveva dato una rapida scorsa alle fitte pagine scritte al computer e posato la lettera sul tavolo di cristallo, che nel riflesso orizzontale ritraeva i pannelli verticali in cui
era racchiusa la stessa tavolozza dell'Ovest, smorta ma amata, degli ornamenti del suo soggiorno spazioso - vasi di creta navajo, zuni, del pueblo di Isleta e vasi meno pesanti, con decorazioni meno spirituali, modellati da Jim Farlander, che rivelavano le sue mani delicate nell'atto di carezzare l'argilla ruotante. Piccoli tappeti navajo facevano la parte dei fratelli minori accanto a quello maggiore appeso alla parete di mattoni lontano dal sole. Sedie ricoperte di cuoio e profondi divani rivestiti di stoffa duplicavano il colore o l'assenza di colore dei pascoli che c'erano fuori.
Alexandra era tornata all'assenza: l'assenza del pesante fogliame verde dell'Est e l'assenza, vivida ogni mattina come il canto del gallo, di Jim. In qualche modo aveva pensato che l'assenza di Jim si sarebbe autoriparata - una ferita destinata a sanarsi, una pianta destinata a ringiovanire. Invece no, con quella virile fermezza di labbra serrate che lei aveva amato, lui continuava a non esserci e le garantiva un silenzio nel quale i pensieri di lei potevano girare e rigirare a volont.
C'erano molte cose da fare. Il negozio, che poteva permettersi di languire nei mesi caldi, doveva essere riaperto e rifornito. Bisognava che lei si rimettesse al tornio, a offrire in sacrificio i propri incerti vasi Farlander. E poteva riprendere a modellare le sue puppine, i suoi piccoli feticci femministi, senza dover competere col marito per l'uso del forno.
Durante la sua assenza si era accumulato il lavoro, anche se aveva pagato la donna delle pulizie, Maria Graywolf, perch badasse alla casa e le inoltrasse le bollette e le lettere che le fossero sembrate importanti. Tra le missive che, in base al presbite senso delle priorit amerindiano di Maria, non le erano sembrate abbastanza importanti per essere inoltrate c'erano alcuni avvisi di convocazione dell'organo consultivo della Mabel Dodge Luhan House, varie note di pagamento delle tasse ormai deprecabilmente scadute, una lettera di Ward Linklater che lamentava la sua assenza, la invitava a cena al suo ritorno e l'avvisava in un sinistro post scriptum che il tempo passava. Un'altra arrivava dal titolare
di una galleria di Santa F che voleva parlarle di una retrospettiva delle ceramiche neoamerindiane di Jim Farlander - quel neoamerindiane non le piaceva, ma forse era come postmoderne. Rispose che sarebbe stata lieta di veder onorato Jim.
Era contenta di poter disporre nuovamente del suo mezzo di trasporto personale, anche se l'usatissimo pick-up Ford aveva un guasto alla trasmissione. Era bello vedersi circondata di nuovo dalle vivaci targhe gialle su fondo rosso che dicevano LAND OF ENCHANTMENT, invece che dai freddi OCEAN
STATE azzurri su fondo bianco del Rhode Island. Il telefono, resuscitato, squillava di richieste e inviti da parte della folla di artisti, lamentosi e ubriaconi. Alexandra stava meglio, si sentiva di pi se stessa. Il suo disturbo, forse di origine cancerosa, quella lieve nausea altalenante, si calm. La disappetenza svan alla prima tortilla con salsa piccante e al primo pasto messicano a base di quesadillas, fagioli neri e riso. Le sembrava di avere i piedi meno insensibili, anche se inciampava ancora sul terreno accidentato e si alzava a fatica dal divano.
Era una vecchia signora, inutile negarlo. La morte era dietro l'angolo, insieme a Ward Linklater che le chiedeva di cenare con lui. Ma, tornata nell'Ovest, non si sentiva vecchia.
Si sentiva come uno di quei cumulonembi che biancheggiando sono l l per esplodere ma non erompono in pioggia per quanto si spingano in alto sopra le montagne. Il suo vecchio labrador nero, Cenere, era sopravvissuto ai due mesi in canile e insieme ripresero le loro passeggiate per le terre fulve d'alta quota, cane e donna entrambi azzoppati dall'artrite e da una debolezza alle estremit. Che perfidi inganni, potreste dire, si permettono queste donne dimenticate da Dio! Perdonandosi l'imperdonabile, togliendosi di dosso la colpa come da giovani si toglievano i vestiti. L'una che modella con le mani lorde cicciottelli idoletti di creta, l'altra che forma una fragile liaison
addirittura con un seguace del Diavolo, la terza andata a un giustificato destino di morte, pronunciando ultime parole oscene. Il Signore tiene i conti con rigore. Conosce fino all'ultimo centesimo i debiti di cui la morte richiede il pagamento. Non c' revisione dei conti - non c' ricostituzione, non c' ritorno, non c' lenimento. Per le non elette c' nel migliore dei casi il benedetto oblio, che pone fine al desiderio e alla paura e alla loro tormentosa agitazione.
Abbiamo ringraziato il Cielo di vedere le empie donnacce abbandonare per la seconda volta il nostro imperituro borgo sul mare.
Immersa nella gioia quotidiana della ripresa di una nuova vita, per mesi Alexandra lasci la lettera di Sukie senza risposta.
Il periodo di Natale era stato fresco e soleggiato, con un viavai di nipotini e figli adulti: tutti e quattro, Marcy, Ben, Linda e perfino Eric, erano riusciti, a turno, a venire a trovarla. Era stata Marcy, con le e-mail e le sue prerogative di sorella maggiore, a organizzare tutto. Alexandra mal sopportava tante convenzionali attenzioni. Era davvero cos prossima alla morte da indurli a tutte quelle riunioni di famiglia?
Non aveva l'albero di Natale, ma fra i cactus in miniatura esposti sul davanzale aveva allestito un presepe peruviano di bamboline di creta. I nipotini pi piccoli ne erano affascinati e continuavano a pungersi le dita. Uno, il figlio di Linda, il piccolo Beauregard, fece cadere il Bambin Ges dentro la Sua mangiatoia di creta dipinta e lo ruppe.
Il piccolo pianse di terrore, consapevole di aver commesso un sacrilegio, finch Alexandra, ricorrendo all'abile tocco che aveva acquisito con le puppine, lo ricompose incollandone minuziosamente i molti frammenti. Meglio che nuovo
rassicur l'ingenuo nipotino.
In seguito, al dispiegarsi attorno a lei dell'anno nuovo, la lettera di Sukie cominci ad assillare la solitaria matriarca.
In quelle pagine c'erano incoraggiamenti, una mano tesa da
vedova a vedova. Si immaginava il viso pimpante e avido dell'amica, le lentiggini sbiadite e il labbro superiore carnoso che conferiva alla sua espressione raramente composta un'incerta, livida vulnerabilit.
Una fredda giornata di gennaio, con una spolverata di neve notturna sull'oleandro e sul fico d'india al di l della vetrata e la neve nuova che risplendeva sui monti Sangre de Cristo nel lontano Est, impulsivamente compose il numero che Sukie aveva scritto a penna rossa. Il lontano apparecchio squill tanto che lei si aspettava ormai di sentir scattare la segreteria; invece, di colpo, la voce che ud fu quella di Sukie. Diceva: Pronto? Ad Alexandra bast quel tono trattenuto, sordo, per capire che Christopher l'aveva lasciata: era tornato a sciogliersi nel suo mezzo mondo, la met che aveva ereditato da Darryl Van Horne. Lexa? chiese circospetta la voce, con intuito stregonesco.
Allora rispose Alexandra, contenta. Quest'anno dove si va?
...
.
...
FINE.